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Sylvester Stallone(da sinistra), Tessa Thompson e Michael B. Jordan a Filadelfia (Wikipedia).

Rocky ha ormai chiuso con la boxe. Se ne sta nel suo ristorantino a Filadelfia a guadagnarsi da vivere e va spesso al cimitero a trovare sua moglie Adriana e suo cognato Paulie. Unici legami con il suo passato da grande campione sono alcune foto che tiene esposte sulla parete del suo locale. Tra queste, in particolare, una che lo ritrae sul ring insieme al suo primo rivale e poi amico Apollo Creed. Un giorno arriva un ragazzo nero che guarda quell'immagine e inizia a fargli domande su aspetti di cui nessuno era a conoscenza, tranne la moglie di Apollo. Si tratta, infatti, del figlio illegittimo di quest'ultimo, Adonis Creed, che è un puglie agli inizi e che gli chiede di allenarlo.

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Tommy's actions towards Dil in The Rugrats Mov...
Tommy's actions towards Dil in The Rugrats Movie parallels the Sacrifice of Isaac. (Photo credit: Wikipedia)

Da un po' di tempo a questa parte sto prendendo atto dei miei errori nei confronti del prossimo. Devo dire che ne faccio tanti. E un po' grazie ai consigli che degli amici mi danno e un po' grazie al confronto con alcuni testi che parlano di comportamento sto cercando di correggere i miei difetti, di smussare gli spigoli, di avere migliori relazioni. Stamattina ho fatto mente locale ad alcuni aspetti e a mia volta mi permetto di suggerire alcune azioni che possono ingentilire le nostre giornate.

Osserviamo le persone. Ascoltiamole non soltanto per le parole che esprimono. Cerchiamo di capirne interessi, bisogni, desideri. Mettiamoci a loro servizio per la parte più nobile di essi. Incoraggiamole e facciamo diventarle protagoniste. Facciamo tutto questo con sincerità, senza pensare al nostro tornaconto. Non aspettiamoci ricompense.

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emotion icon
emotion icon (Photo credit: Łukasz Strachanowski)

"I più stupidi fanno più soldi e quelli intelligenti falliscono più spesso". Così Jacopo Fo commentava nel 2007 una ricerca dell'università dell'Ohio secondo la quale il quoziente intellettuale non è determinante per avere successo nella vita. Due sono i fattori che portano al successo gli stupidi mentre gli intelligenti falliscono, secondo lui. Il primo è la semplicità. Gli intelligenti, infatti, tenderebbero a realizzare progetti così tanto complessi da fallire. Gli stupidi invece farebbero dei progetti modesti e realizzerebbero una cosa per volta. Il secondo è l'intuito. Gli intelligenti tenderebbero ad analizzare, valutare e soppesare così tanto da essere sterili. Gli stupidi, al contrario, andrebbero "di pancia"  e quindi tendono a realizzare buoni affari grazie al loro intuito, al loro fiuto. Esempio di tutto questo, sempre secondo Fo, sarebbe la sinistra italiana così piena di artisti, cineasti, intellettuali eppure spesso incapace di attuare il suo grande potenziale.

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Vatican PM2
Vatican PM2 (Photo credit: Wikipedia)

Buon dio fa' che io affronti questa giornata libero da quelle buone intenzioni che riempiono le borse delle dame di carità e che svuotano il loro cuore. Tienimi lontano da ogni pio intento di cui non solo è lastricata la via dell'inferno ma che portarono Lucifero a voler essere il migliore di tutti senza capire che la vera luce parte da dentro, non è esterna ed appariscente.

Fa'che io oggi compia il mio lavoro quieto e che non faccia niente di più e niente di meno. Aiutami a non essere pigro ma anche a non strafare. Aiutami a capire che il di più non solo è uno spreco ma anche un ingiustizia. Per questo spero di imparare a dare di più a chi ha di meno, perché davvero siamo tutti uguali.

Ispira non solo i miei gesti ma anche le mie parole. Mettimi al riparo dall'abuso della retorica e da certe parole che uccidono molto di più delle armi. Frena la mia lingua e insegnami la buona retorica: quella del sì e quella del no, con trasparenza e franchezza.

Aiutami a non chiederti nulla di più, tanto non potresti. Aiutami a capire che la preghiera non è la lista dei desideri che ti presentiamo per una vita che per lo più è ingrata. Ma piuttosto è la ricerca di te, buon dio. Una ricerca che poi non è tanto difficile. Perché non è la compagnia dei baciapile e dei lecca culo che tu ami. Io qualche volta, sai, ti ho anche visto. Eri piccolo e portavi uno zaino pieno di libri e di moniti ma anche di buone notizie. Eri un padre comboniano. Altre volte eri un barbone a Via della Conciliazione, ultimo tra papi e cardinali. Altre volte ancora ti ho visto arrivare con i barconi dall'Africa e alcune volte sei morto tra le onde.

Io sono più ricco e potente di te, scusami se troppo spesso dimentico che sono io che devo rimuovere gli ostacoli dalla strada della vita.

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Ian McKellen as Gandalf in Peter Jackson's liv...
Ian McKellen as Gandalf in Peter Jackson's live-action version of The Lord of the Rings. (Photo credit: Wikipedia)

Tanto tempo fa in Persia viveva un sovrano conosciuto con il nome di Yunàn. Questi possedeva un'immensa fortuna e un potente esercito di guerrieri, ma portava su di sé i segni della lebbra. Furono interpellati tutti i medici e i saggi del regno che cercarono di curarlo con medicamenti tremendi che spesso gli provocavano le più atroci sofferenze. Senza alcun risultato, anzi la malattia avanzava. Finché non giunse a corte il venerando saggio Rubbàn che lo curò non solo senza sofferenze ma addirittura facendolo divertire e giocare sulla pubblica piazza con lo scettro con cui colpiva una palla. Il re guarì e il saggio ricevette grandi riconoscimenti.

È la prima parte del racconto Il visir Yunàn e il saggio Rubbàn de Le mille e una notte. Lo prendo a prestito per raccontarvi, in breve, la mia ultima guarigione, che è andata pressapoco allo stesso modo.

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le tigri di mompracem
le tigri di mompracem (Photo credit: sergiopictures)

Il piacere che lo scrittore prova
è il piacere dei saggi.

...

La rete delle immagini, lanciata, si allarga
sempre di più; il pensiero perlustra
sempre più a fondo.

Lo scrittore offre
la fragranza dei fiori freschi,
un'abbondanza di germogli che sboccia.

Questo scrive Lu Ji ne L'arte della scrittura, opera che sto proponendo e commentando in questi giorni nel blog. Il tema di oggi, infatti, è la soddisfazione o il piacere di scrivere. Un piacere che è dei saggi afferma subito Lu Ji. Un piacere che ai suoi tempi, siamo nel III secolo d.C., era riservato a ben pochi mentre oggi la scrittura è diventata patrimonio di tutti o quasi. E' cambiato il panorama: da pochi in grado di scrivere e che sono trattati come dei sacerdoti nelle società di antico regime ai tanti scrittori della scrittura industriale che non è solo quella auspicata da Elio Vittorini ne Il Menabò. La scrittura industriale è tale non soltanto perché rivolta alle tematiche della fabbrica ma è essa stessa produzione di massa da Gutenberg in poi. La scrittura, insomma, conosce la soluzione di continuità costituita dalla rivoluzione industriale. Uno che ne fa le spese a cavallo tra XIX e XX secolo è Emilio Salgari scrittore di romanzi d'avventura molto popolari tra cui Le Tigri di Mompracem (1883-1884), I pirati della Malesia (1896), Il Corsaro Nero(1898). Per tutta la vita fu pagato una miseria dagli editori e quindi per campare e mantenere sua moglie malata e i suoi figli fu costretto a scrivere a ritmi insostenibili. Tanto che all'amico pittore Gamba scrisse nel 1909:

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Il sogno di Hans
Il sogno di Hans. Di acido nucleico.

Quante volte di fronte ai dei problemi siamo seri e concentrati? Quante volte ci succede di essere tesi, di fare grandi sforzi ma di non intravedere nemmeno la soluzione?

Un cittadino ateniese, al vedere
Esopo in una frotta di ragazzi
giocare a noci, si fermò di botto
e rise come se vedesse un folle.
Più maestro che vittima del riso
intese il vecchio, e piazzò sulla via
un arco con il nervo rallentato:
"Orsù , o sapiente, interpreta il mio gesto",
disse. Si fece gente. Quello pensa,
suda, ma non fa luce sull'enigma,
finché s'arrende. E il saggio vittorioso:
"L'arco si spezza se sta sempre teso,
se lo rallenti è pronto al tuo volere".
Così l'anima deve anche giocare
per essere più valida al pensiero.
Fedro, Favole.

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FLY TEST #7
FLY TEST #7 di REMY SAGLIER.

Torno a parlarvi oggi di souplesse, un magico concetto tra rigidità e flessibilità, che ho già introdotto in questo mio blog con il post dal titolo Prendi la vita con souplesse nel quale l'ho definita sia la flessibilità, l’agilità nel movimento, come avviene soprattutto nell’atletica, sia la capacità di evitare i contrasti, la capacità di adattarsi. Questa volta esamineremo due campi in cui si usa molto e cercheremo di capire come essa può giovarci.

...continua a leggere "La souplesse, il segreto per piacere"

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fly test
Fly Test 2. Di Rémy Saglier.

La souplesse è sia flessibilità sia adattamento. Oggi cominciamo a conoscerla un po' e a capire cos'è. In seguito impareremo come e perché utilizzarla.

Iniziamo dalla rigidità di vedute, di atteggiamenti, di decisioni. Quante volte in una certa situazione o di fronte ad un problema ci siamo mostrati rigidi, inflessibili? Ci è andata bene quando lo abbiamo fatto? Abbiamo sortito gli esiti migliori? Era la cosa più giusta da fare? Ma soprattutto, siamo sicuri che in certi casi ci voglia solo rigidità? Di fronte, ad esempio, ai chili di troppo quante volte ci siamo imposti dei digiuni o delle diete drastiche che non solo falliscono ma che ci portano ad una situazione in cui finiamo con il mangiare più di prima?

Esaminiamo la posizione opposta, il contrario della rigidità la morbidezza. Immaginiamo una situazione in cui ci sia solo morbidezza, come può essere il caso della poltrona sacco di Fracchia. In questo caso è un po' come se ci mancasse la terra sotto i piedi, è come costruire un palazzo senza i pilastri. E' come contravvenire alla massima evangelica di costruire la propria casa sulla solida roccia, costruendola sulla sabbia.

Torniamo al design, a cui abbiamo accennato prima con la poltrona sacco. Prendiamo un materiale apparentemente rigido come una rete agricola, come quelle che si usano per le recinzioni nelle campagne. Modelliamola con il calore ed essa rivelerà una straordinaria malleabilità tanto che possiamo farci quel che meglio ci pare. Lo studio giapponese Nendo è riuscito così a realizzare lampade, vasi, ciotole e tavoli.

E' stata usata in questo caso la souplesse. Essa è sia la flessibilità, l'agilità nel movimento, come avviene soprattutto nell'atletica, sia la capacità di evitare i contrasti, la capacità di adattarsi. Se esaminiamo i suoi sinonimi nelle diverse lingue ci accorgeremo che ne ha di innumerevoli ed interessanti.  Quelli italiani, ad esempio, sono: agilità; elasticità; flessibilità; flessuosità; scioltezza; sveltezza. E' un termine ricco di significati e dalla grande portata perché ci offre grandi possibilità. Nel prossimo post, domani, vi parlerò di come, dove e perché usare la souplesse nelle nostre attività e nella nostra vita.

Ultimo aggiornamento: 14 giugno 2014.

Inizio A 23
Image via Wikipedia

Voglio raccontarvi il perché ho deciso di realizzare nelle colonne di questo blog La Fine è l'Inizio, l'evento lungo due mesi che prima vi ho annunciato e del quale ho anche fornito un programma.

La Fine è L'inizio perché per finire qualcosa davvero spesso la miglior strategia è iniziarne un'altra. La Fine è L'Inizio perché solo quando qualcos'altro sta iniziando il passato può essere archiviato. La Fine è l'Inizio perché solo una nuova storia, una nuova idea, una nuova impresa ci danno l'energia, la voglia, l'entusiasmo di ricominciare. "La fine è un buon inizio": con questa frase di ricerca ieri qualcuno è approdato al mio blog. Lo prendo come conferma di questa buona pratica: iniziare una nuova strada così da mettere alle spalle la vecchia. Questo andrebbe contro un adagio popolare che dice: "Chi lascia la strada vecchia per la nuova sa quel che lascia non sa quel che trova".  Delle volte passando in modo repentino da una situazione all'altra possiamo trovarci "dalla padella alla brace". Bisogna tenere in grande considerazione questo proverbio. E' pur vero però che se non intraprendiamo nuove strade non possiamo cambiare la nostra situazione, non possiamo fare nuove scoperte. E questo potrebbe diventare un falso proverbio: basti pensare a Cristoforo Colombo perché se non si fosse deciso a cercare una nuova via per le Indie non sarebbe approdato nel nuovo continente.

...continua a leggere "Perché La Fine è l’Inizio?"

Transumanza
Transumanza. Foto di Aurelio Candido.

E il transumar m'è dolce in questo mare, si potrebbe dire cambiando un po' il senso, ma non troppo, all'ultimo verso de L'Infinito di Giacomo Leopardi, visto che per secoli in questi giorni pastori e greggi percorrendo il Tratturo Magno dai monti dell'Abruzzo si sono spostati verso Foggia, verso l'Adriatico: un tratturo oggi rivalutato da un plotone di camminatori. Ne parla oggi, 4 settembre 2011, Pietro Crivellaro in un articolo su La Domenica de Il Sole24Ore.

Era la civiltà della transumanza, l'allevamento pendolare e stagionale tra pianura e montagna che ha caratterizzato per secoli l'economia del l'Italia centro-meridionale

scrive Crivellaro. Sul senso della transumanza culturale necessaria in questo settembre 2011 ho già scritto un post. Questa domenica voglio invece riflettere sul valore della transumanza umana a partire da questa considerazione:

Col tempo la transumanza e' finita, non solo per la modernizzazione, come alcuni sostengono. E' finita perche' l'allevamento e la pastorizia sono diventate progressivamente sempre meno redditizie, perfino finanziamenti e incentivi sono andati negli anni a favore degli allevamenti intensivi, veri e propri campi di sterminio per animali.

E' quel che scrive G. Larosa in una sua testimonianza. E noi donne e uomini abbiamo fatto la stessa fine di vacche, mucche e polli di batteria, ingrassati e imbesuiti come siamo da una macchina che ci ha ridotto a tubi digerenti, secondo un'espressione cara ad Alex Zanotelli, il missionario di Korogocho e l'uomo dell'acqua pubblica oggi al rione Sanità di Napoli. Transumare vuol dire andare oltre la terra, migrare. "E' tempo di migrare" scrive Gabriele D'annunzio. Migrare non è diverso da emigrare. Come le pecore e gli uccelli gli esseri umani hanno spesso necessità di cercare nuove sedi. Gli uomini lo hanno sempre fatto. Ma chi si è già stanziato un un posto dimentica la sua origine migratoria e alza difese contro i nuovi arrivati o li scaccia via.

Ma la forza delle migrazioni sono le ondate che sfiancarono persino l'Impero Romano, che sembrava incrollabile. Non si possono forzare le onde del mare, meglio assecondarle, transumare anche noi che siamo arrivati da oltre il mare e restiamo dove siamo comunque per un tempo limitato. E' folle rinchiudere gli immigrati in centri di detenzione dove le tensioni prima o poi esplodono o tentare di respingerli in mare. Dovremmo imparare dalla natura che è molto meglio assecondare i fenomeni, invece di contrastarli, perché in quest'ultimo caso ci facciamo solo del male.

Ora lungh'esso il litoral cammina
la greggia. Senza mutamento è l'aria.
il sole imbionda sì la viva lana
che quasi dalla sabbia non divaria.
Isciacquío, calpestío, dolci romori.

Ah perché non son io cò miei pastori?

E' sul litorale la nostra casa d'inverno, lungo la linea dell'Adriatico, accanto ai pastori, dove la sabbia non varia molto dalla lana. E' una confusione di colori in cui le distinzioni diminuiscono, in cui entriamo in una economia del vivere che lascia spazio alla meraviglia dell'infinito.

indignados
Indignados. Foto di Manuel Martín Vicente.

Era la metà di luglio 2011 e la borsa volava sulla scia delle privatizzazioni. Tremonti soffiava sul vento in poppa a tutta forza e ne acquistava tutto quel prestigio tanto da sembrare pronto a sostituire Berlusconi.  Poi è arrivata la crisi finanziaria d'agosto e il mondo è cambiato. Così tanto che oggi Tremonti insiste sugli eurobond d'accordo anche con la proposta di Romano Prodi che oggi nel suo solito editoriale domenicale su Il Messagero dice: stop (per il momento) alle privatizzazioni e avanti con alcune temporanee pubblicizzazioni. Le prime, infatti, vanno bene quando c'è la cosa pubblica, quando la politica c'è. Ma ora è assente ed è necessario che torni: basta considerare le fluttuazioni della borsa che se ne infischiano di vertici e controvertici. Siamo nel pieno di una delle conseguenze più gravi del capitalismo, dove i singoli stati non contano più e dove la comunità europea sta rischiando di disgregarsi soprattutto a causa della Merkel e di Sarkozy. Le pubblicizzazioni, invece, sono richieste dai cittadini come hanno dimostrato quelli italiani con il referendum sull'acqua pubblica, mostrandosi molto più saggi dei loro governanti.

Il mito secondo cui privato è meglio e più efficiente è uno dei responsabili della crisi finanziaria di questi giorni che rischia di ripercuotersi nelle tasche dei più deboli: Calderoli, ad esempio, è arrivato ad ipotizzare l'eliminazione dell'assegno di accompagnamento. Le privatizzazioni sono un po' una moda negli ultimi tempi ma bisogna valutarne bene i rischi. Per un'Europa e un'Italia che non decidono schiere di speculatori fanno i loro incassi. Questo non avverrebbe se la politica fosse al suo posto. Ma quale politica deve tornare? Non quella che c'è in giro perché ci ha portato dritto dritto dentro questo uragano che stiamo subendo. Questa politica si è declassata, frantumata da sola, conta come il due di picche, anche se difende come può le sue rendite di posizione. Molto meglio la politica dei cittadini: degli indignados di Spagna e Cile, del Movimento 5 stelle in Italia. Perché, come canta CapaRezza:

Non siete Stato voi che
trascinate la nazione dentro il buio
ma vi divertite a fare i luminari. (CapaRezza, Non siete stato voi)

lupo
Foto di martino.pizzol

I piedi, non i denti danno da mangiare al lupo.

L'attesa e il rimanere nascosti, non le mascelle danno da mangiare al coccodrillo.

L'apparire innocui dà da mangiare alle piante carnivore, non il loro chiudersi all'improvviso.

È la trascuratezza del proprietario che dà da mangiare al ladro, non il suo rapido agire nella notte.

È la logica di chi guarda che fa perdere nel gioco delle tre carte, non la destrezza di chi conduce il gioco.

Tra terra e cielo
Tra terra e cielo. Credit: mmalta94

Ultima modifica del post: 28 Giugno 2015.

È la via di mezzo che collega il cielo e la terra. Non ci giova stare sempre in contemplazione o, al contrario, sempre immersi negli affanni quotidiani. Non è restando sul monte della trasfigurazione, piantando delle tende, che collegheremo cielo e terra. È nel mondo che troveremo la via, non trascurando gli affari di ogni giorno né di meditare. Perché sia l'uno sia l'altro sono degli eccessi. Durante la giornata è bene fare un po' di vuoto in sé. Non è possibile perché si ha troppo da fare e non si ha tempo per riposare?

Anche Eutico deve cambiare "vita e piani per varcare la soglia delle Muse" secondo Fedro senza aspettare il tempo delle ferie. Che cosa può accadere a chi impiega tutto il suo tempo a far soldi? Ne sarà schiavo, se non può smettere quando vuole. Avrà senza dubbio mille comodità come il cane in un apologo di Fedro. Ma a quelle comodità il lupo preferisce la sua libertà,  come alla sudditanza dei cani i gatti preferiscono la loro indipendenza. Anche Zhuang Zhu, il massimo saggio nell'Impero di Mezzo, preferisce trascinarsi nel fango al posto di primo ministro offertogli dal re di Chu come narra un racconto taoista. I gatti e Zhuang Zhu trovano il tempo per tutto, anzi ne avanza loro.

Ma perché trovarlo tutto questo tempo? Per fare esistere Dio."Rafaniello dice che a forza di insistere Dio è costretto a esistere" scrive Erri De Luca in Montedidio. Mo' vuoi vedere che è la terra che fa il cielo? Io dico che il cielo sta nella gobba di Rafaniello che ripara le scarpe dei puverielli di Napoli. E sono sicuro che un po' lavora e un po' pensa. È un maestro zen, anche se non lo sa.

settembre in spiaggia
Settembre in spiaggia. Credit: Signor Riccarrdo.

Ultima modifica del post: 28 giugno 2015.

Se Agosto è già capo d'inverno, come si dice a Napoli, settembre cos'è?

L'inverno è quindi iniziato, è saggio mettersi all'opera perché non ci sorprenda con bufere, gelate, nevicate. Bisogna mettere da parte la legna per il camino, fare la salsa e preparare le altre provviste. Il calendario di frate indovino è prodigo di questi consigli. I monaci dei monasteri saranno già all'opera. Magari le suore anche. Ma da mia zia Rosa, suora cuoca da una vita, no. Dice che da mangiare ora alla mensa ci pensa una  ditta e che le poche suore giovani studiano tutto il giorno e quindi non hanno tempo per la cucina e per le pulizie. Oppure devono pregare. Anche i benedettini preferivano l' "ora" al "labora" del loro motto "ora et labora". D'altronde non ci sono forse filippini o rumeni o altri stranieri pronti a far tutto? Basta pagarli poco e in nero ed ogni lavoro sarà fatto. I preparativi per l'inverno sono inutili, a questo punto. Se Rafaniello di Montedidio d'agosto cominciava a riparare le scarpe ai puverielli di Napoli, la salsa è là pronta al centro commerciale, il pellet è a buon mercato sempre al centro commerciale. Che facciamo allora? Abbiamo tanto tempo eppure non abbiamo tempo. Ma com'è?

...continua a leggere "Settembre e la produttività"