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Videata Voci
Videata dello spot di Voci nella Notte.

Ma 'ndò vai
se la banana non ce l'hai?
bella Hawaiana
attaccate a sta banana...

cantavano Mimmo Adami (Alberto Sordi) e Dea Dani (Monica Vitti) in Polvere di stelle. Emuli di questo capocomico e di sua moglie soubrette, riproponiamo un po' il clima di quel film non fosse altro per una velata malinconia di alcuni pezzi musicali che compongono l'inizio e il finale di Voci nella Notte, monologhi e canzoni di atmosfera e non, lo spettacolo collettivo che ha debuttato a Francavilla Fontana lo scorso 18 settembre, e che ora tornerà in replica nella stessa città venerdì 9 e a Taranto domenica 11 ottobre.

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telo-scenografia di Cunti in tavola
Telo-scenografia Cunti in tavola.

L'appuntamento di Cunti in tavola sabato sera ad Oria si avvicina. È ora di conoscere il menu di piatti e di storie della cena-spettacolo. Che cosa "ruscia" (bolle) nella pignata sul fuoco dunque?

Non appena voi ospiti arriverete, alle 21 puntuali come raccomandiamo, ci sarà il benvenuto che vi darò io, il "conta cunti" della serata, con una filastrocca propiziatoria. Saremo quindi pronti per Ciucciu Cacaturnisi (il ciuccio cacasoldi) che racconta di un ragazzino che va per il mondo a cercar fortuna finché un vecchio saggio non gli regala un ciuccio che potrebbe fare la fortuna sua e della famiglia sua. Saranno, quindi, subito serviti gli antipasti: fave e cicorie, parmigiana di melanzane, stufato di verze, polpettine di carne al sugo, stanato di "cucuzza" (zucchine), ricotta, pettole e polpette di patate.

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ramificazioni
Ramificazioni di kiki follettosa.

Giornata di maltempo davvero memorabile quella odierna, prima con il tornado che ha causato tanti danni a Taranto e poi con i quattro morti a causa del forte vento sulla strada tra Ceglie Messapica e Francavilla Fontana, in provincia di Brindisi. Inoltre in Toscana sono segnalati nubifragi ed evacuazioni. Mentre scrivo questo post in casa sento sibilare il vento oltre la porta della strada. Mi sono ricordato, allora, di una poesia in dialetto brindisino che voglio riproporvi. Si intitola Malitiempu (Maltempo) e desidero farvela ascoltare per scongiurare ulteriori danni in  questa giornata: infatti termina con una vecchia che scansa le pozzanghere per non cadere e il canto degli uccelli. Che poi è la metafora della quiete dopo la tempesta che tutti vorremmo dopo un qualche evento che sconvolge la nostra vita. È quel che tutti ci auguriamo per Taranto dopo la tempesta sociale, economica, giudiziaria in corso. In queste ore, poi, c'è Vincenzo, un francavillese, che ha perso la moglie e la figlia nell'incidente stradale che ho citato prima dopo che in mattinata è stato coinvolto lui stesso in un altro sinistro causato sempre dal maltempo a Taranto. Per lui quella quiete sarà più dura da raggiungere e forse il pianto degli alberi spogli dopo la furia del vento sarà un dolore che lo accompagnerà molto a lungo. Si tratta di una poesia che anni fa avevo trovato online e di cui non sono mai riuscito a trovare l'autore che se vuole palesarsi sono pronto a citare. Buon ascolto.

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Ponte Girevole (Taranto)
Ponte Girevole (Taranto) (Photo credit: Wikipedia)

Quando sai che sta per succedere qualcosa che non puoi evitare che cosa fai? Quando sai che la tua azienda sta per finire nella mani della magistratura e non sei un criminale che cosa fai? Te ne stai con le mani in mano? Scappi? Camuffi qualcosa per non farti incastrare? Oppure provi a immaginarti gli scenari che si possono aprire secondo diversi gradi di gravità, almeno tre diciamo: scenario peggiore, scenario intermedio, scenario migliore. Ed inizi a prepararti per limitare i danni. Non mi pare che la gestione Riva dell'ILVA si sia distinta per questo. Le carte dei magistrati parlano invece di filtri smontati dai camini, riverniciati e rimontati spacciandoli per nuovi. Basta leggere le conclusioni degli esperti. E tu stato o comunità locale, anche tu sai che sta per succedere qualcosa. Che cosa fai, aspetti che scoppi la bomba mediatica? Perché non muoversi prima e rimediare almeno a qualcosa? Perché non preparare anche in questo caso degli scenari ed iniziare a stanziare le risorse necessarie, per tempo? A Taranto non solo i problemi non sono mai stati definiti, ma neanche gli scenari possibili sono presi in considerazione.

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English: Aerial photograph of the city of Tara...
English: Aerial photograph of the city of Taranto, in Puglia, Italy. Español: Vista aérea de la ciudad de Tarento, en Apulia, Italia. Italiano: Taranto (Puglia, Italia) dall'aereo. (Photo credit: Wikipedia)

Quando si definisce un problema? Prima ancora di affrontarlo, non appena se ne manifestano i primi segnali, non appena la nostra auto mentre la guidiamo, ad esempio, inizia a fare un piccolo insolito rumore da qualche parte che prima non notavamo. Anzi, ben prima che un qualche pezzo del motore o della carrozzeria inizi ad usurarsi, come si fa con i pezzi dei motori degli aeroplani, dopo gli studi dell'ingegnere dell'Aeronautica statunitense Edward Murphy. Cito la sua legge dal testo di Adriano Pennati, Risolvere problemi dentro e fuori le organizzazioni (Franco Angeli):

Tutto ciò che a bordo di un aereo, è nelle condizioni di guastarsi, a suo tempo lo farà e lo farà nel momento peggiore.

Perciò i pezzi degli aerei oggigiorno vengono, in genere, cambiati dopo un tot di ore, non si aspetta che il loro ciclo di vita termini. Questo previene le emergenze. Un'urgenza, infatti, non c'è solo quando si manifesta ma essa è latente, è già presente nei veicoli, nelle situazioni, nelle relazioni, nei prodotti, nelle attività, ecc. Perciò va sempre anticipata, già nel momento stesso in cui installo un programma sul computer ad esempio, o un dispositivo nuovo sull'automobile, sulla moto, ecc. A maggior ragione tutte le possibili conseguenze di grandi opere come quella dell'ex Italsider, ora ILVA, a Taranto vanno studiate con attenzione visto che riguardano la vita di centinaia di migliaia di persone all'interno e all'esterno di quella che è diventata la più grande acciaieria d'Europa.

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Contro l'aria irrespirabile di Taranto - foto di Giuseppe Carucci
Contro l&39;aria irrespirabile di Taranto - foto di Giuseppe Carucci.

Qual'è il problema a Taranto? E' stato individuato in termini certi e falsificabili, come vuole una corretta procedura di problem solving? Quel che è sicuro è che è stata la magistratura a riscontrare scostamenti tra i dati di riferimento e quelli reali nelle emissioni inquinanti. E poi quella dell'ambiente non è la sola questione in gioco perché bisogna considerare anche la salute, il lavoro, l'economia. Ci sono diversi problemi. Ieri abbiamo provato a dare tre criteri per capire quale di questi affrontare per primo in termini di gravità, frequenza con cui il problema si presenta ed urgenza. Oggi in questo terzo post dedicato alla questione del sequestro dell'ILVA a Taranto voglio continuare ad analizzare la situazione partendo dagli attori che vi sono coinvolti, tenendo fuori i magistrati i quali devono solo applicare la legge:

  • il governo che ha stanziato 336 milioni di euro per il Piano di Risanamento Ambientale, anche se secondo il consiglio comunale serviranno ben altre risorse;
  • il presidente della Repubblica che utilizza anche in questo caso la sua moral suation facendo degli appelli;
  • i sindacati CGIL, CISL e UIL che prima avevano indetto uno sciopero per il 2 agosto ma che dopo i sigilli da parte della procura concordano con l'ingegner Buffo, responsabile Ambiente dell'ILVA, la linea da tenere;
  • il presidente della Regione Puglia Nichi Vendola che in un'intervista sostiene che l'impresa di Riva è arrogante e che gli ambientalisti hanno troppi pregiudizi;
  • il presidente dello stabilimento, Bruno Ferrante, che si dice sorpreso della tempistica con cui si stanno apponendo i sigilli;
  • i dirigenti dello stabilimento che oggi sono comparsi davanti ai magistrati per gli interrogatori di garanzia e che si sono avvalsi della facoltà di non rispondere;
  • l'associazione di categoria Federacciai per la quale l'Ilva è ''uno stabilimento all'avanguardia'' e che parla di ''un errore dei magistrati che fotografano una situazione vecchia di quindici anni";
  • le associazioni ambientaliste come ad esempio Donne per Taranto che per le quali la salute viene prima del lavoro.

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Now breathe
Now breathe. Di Alberto Vaccaro.

Qual'è il problema a Taranto, a proposito del sequestro dell'ILVA disposto dalla magistratura mi sono chiesto in un post. Definito, infatti, un problema come lo scostamento tra un dato reale e un dato di riferimento si è visto che i dati delle perizie presi in esami dai magistrati sull'inquinamento in città  presentano valori ben al di sopra della norma.  Quindi, ora, bisognerà fare i conti con l'iter giudiziario. Tuttavia l'inquinamento è il solo problema presente o ve ne sono altri mi sono chiesto alla fine del post. E oggi voglio rispondere a questa seconda domanda.

...continua a leggere "Taranto, dal piede di guerra alla soluzione dei problemi"

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ILVA - Taranto
ILVA - Taranto. Di Marcello Lombardi.

Taranto in questi giorni è sotto la luce dei riflettori, come si suol dire, per la vicenda del sequestro degli impianti a caldo dell'ILVA disposta dalla magistratura e quindi per la ridda, prevedibile, che in proposito si è scatenata e che vede coinvolti gli operai, i sindacati, i dirigenti, i giornalisti, i cittadini, il sindaco, l'arcivescovo, gli ambientalisti, il governo, ecc. Ognuno di questi soggetti si sta producendo in una serie di dichiarazioni che neanche i magistrati ci hanno risparmiato. Ognuno dice la sua ed è giusto che sia così. E' una questione importante e che ha tutta la sua urgenza. Si può parteggiare per una o più delle parti in gioco a seconda delle proprie convinzioni, informazioni, necessità, ecc. Ogni posizione che non sia contro la legge e lesiva della dignità delle persone è legittima. Opinabile, più o meno aderente alla realtà dei fatti, ma pur sempre legittima. E' una gigantesca riunione di condominio, per usare un'immagine ben descritta da Adriano Pennati nel suo libro, in cui bisogna decidere questioni capitali come quelle che coinvolgono la vita, la salute, l'ambiente e il lavoro. Ora, però, quando ci sono riunioni di condominio per questioni molto meno importanti spesso si finisce con il litigare. Ed è quello che a Taranto sta succedendo. I più infuriati di tutti, a torto o a ragione, sono gli operai che ieri avevano bloccato la città e la cui protesta è poi rientrata in uno sciopero che è stato indetto per il 2 di Agosto. Tuttavia siamo di fronte ad un gigantesco litigio, anzi ancora peggio perché è intervenuta la magistratura con il sequestro di sei impianti a caldo e con l'arresto di otto tra dirigenti e tecnici.

...continua a leggere "Qual’è il problema a Taranto?"

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Alzi la mano chi oggi si fila e si ricordava della quarantesima giornata mondiale dell'ambiente. Alzi la mano chi pensi che serva a qualcosa. Alzi la mano chi crede che sensibilizzerà qualcuno o smuoverà delle coscienze. E' ovvio che mi auguro di sì ma il grande rischio è che scivoli via come tante altre giornate dedicate a questa o a quell'altra tematica più o meno globale. A proposito di questa giornata Ban Ki Moon, segretario generale delle Nazioni Unite, nel suo messaggio odierno ci ricorda che siamo 7 miliardi di persone, destinate a diventare 9 miliardi entro il 2050. Questo significa un aumento dell'impronta ecologica dell'umanità a livelli mai visti prima. La conseguenza più diretta sarà un aumento dell'inquinamento che è già arrivato a livelli intollerabili. La speranza è che la prossima Conferenza delle Nazioni Unite sullo sviluppo sostenibile Rio +20, in programma in Brasile dal 20 al 22 giugno prossimo, sappia trovare delle adeguate misure che finora, sono state insufficienti.

Come la racconto una giornata come oggi? Come la racconto la Giornata Mondiale dell'Ambiente? Io lo faccio ricorrendo a Storia d'amore e alberi, uno spettacolo di Francesco Niccolini con Luigi D'Elia.

...continua a leggere "L’ambiente: come e perché te lo racconto?"

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Sedia a dondolo e cavalluccio a dondolo
Un sedia a dondolo e un cavalluccio a dondolo, utilizzati dagli attori di Maccabeteatro.

La prima delle tre date di Short Latitudes si è tenuta stamattina, 12 aprile 2012, al cine-teatro Melacca di San Vito dei Normanni per gli alunni dell'Istituto Professionale Servizi Sociali. Devo ringraziare il prof. Lorenzo Caiolo e i suoi studenti, che già avevano assistito ad un matinée sulla Kater i Rades, per l'interesse e la partecipazione con cui hanno assistito al reading di Behzti (Disonore) di Gurpreet Kaur Bhatti, curato da Maccabeteatro, e alla mise en espace di Same Same di Shireen Mula, curata dal Crest di Taranto. In tutti e due i lavori è emerso uno spaccato di relazione quotidiana tra madre e figlia, in un caso vissuta, nell'altro negata da un abbandono. E' quindi all'insegna del mondo della donna, delle violenze che si consumano in questo mondo e dei tentativi di riscatto che s'inserisce questa seconda fase del progetto voluto dal Teatro Pubblico Pugliese. Mettendo in scena i testi delle due autrici non solo si è potuto conoscere da vicino qual'è la realtà della drammaturgia contemporanea in Gran Bretagna ma si è avuta anche la possibilità di vedere all'opera due stili di scrittura diversi che hanno dato vita a due lavori diversi per ambientazione, plot e personaggi. Molto più crudo e intriso di humour nero lo stile di Gurpreet, più intimista ed evocativo quello di Shireen.

Nel dibattito che ne è seguito con gli studenti, nonostante le due ore e mezza (compreso l'intervallo) dei due lavori in scena, hanno manifestato tutto lo shock provocato, seppure in forma diversa, dalla violenza che si manifesta in entrambe le storie rappresentate. Ma anche l'ipocrisia di certi ambienti religiosi e di certe relazioni umane. Spesso, infatti, s'immagina il teatro come un divertissement o un esercizio di stile oppure ancora come un mondo dove le vicissitudini e i linguaggi della quotidianità non hanno dignità di rappresentazione oppure se ne hanno il diritto ciò è possibile solo sotto certe forme e a carte condizioni. In questo caso non solo gli eroi non sono più gli eroi della tragedia antica ma la cronaca trova spazio sul palco e si sublima nella poesia e nei gesti sapienti degli attori diretti dai registi Enzo Toma (Maccabeteatro) e Gaetano Colella (Crest).

Questi, insieme ad altri, sono dei buoni motivi per venire a vedere questi due spettacoli domani sera al comunale di Torre Santa Susanna e dopodomani sera al teatro Tatà di Taranto.

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Prove di Behzti
Uno scatto durante le prove di Behzti. In primo piano Marialuisa Longo (a sin.) e Lucia Zotti. In secondo piano Francesco Ocelli (seduto) e Monica Contini.

Vi racconto della mia partecipazione ad un reading particolare, di un testo che appartiene ad una piccola ma significativa comunità religiosa. Qualche particolare sul testo, su questa cultura e gli appuntamenti con la sua messa in scena.

In questi giorni sto partecipando al reading di Behzti (Disonore) di Gurpreet Kaur Bhatti. autrice sikh londinese che ho conosciuto durante il workshop Short Latitudes a Giovinazzo (Bari). Grazie a questo testo ho quindi fatto una immersione all'interno del sikhismo, che è una religione nata in India nel XV secolo e che conta diverse comunità sparse nel mondo tra cui quelle di Londra (la più grande in europa) e quella italiana (la seconda in Europa dopo quella di Londra) nell'Agro Pontino e nella pianura padana. Proprio in questi giorni i sikh italiani sono saliti sulla ribalta della cronaca per via della petizione che hanno promosso e consegnato al ministro Riccardi per chiedere la liberazione dei due maro' detenuti in India. E' significativo anche che andremo in scena mentre a Brescia, sabato 14, si festeggerà il “Baisakhi”, la Festa del Raccolto.

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Ritaglio della locandina sull'evento della Kater i Rades del 28 marzo 2012
Ritaglio della locandina sull'evento della Kater i Rades del 28 marzo 2012.

Chi si ricorda del naufragio della Kater i Rades, perché è importante parlarne e che cosa si sta facendo per far conoscere la vicenda ad essa legata.

Ieri mattina, 19 marzo 2012, mi è capitato di parlare con un gruppo di amici e conoscenti sulla stazione ferroviaria di Brindisi del naufragio della Kater i Rades, la motovedetta albanese speronata al largo di Brindisi il 28 marzo del 1997 dalla corvetta Sibilla della Marina Militare italiana. Queste persone, pendolari che lavorano a Brindisi ricordano molti particolari dell'evento, tra cui il fatto che circa 120 albanesi, profughi, stavano tentando di raggiungere Brindisi per scappare da una situazione di guerra. Ricordano anche che morirono soprattutto donne e bambini, visto che si trovavano nella stiva al momento dell'affondamento. Questo mi ha rinfrancato e mi ha fatto capire che al lavoro a cui sto collaborando da gennaio, il workshop di drammaturgia e narrazione,  ha una ragion d'essere anche nella memoria che i brindisini e i pugliesi tutti hanno nella storia dell'immigrazione albanese in Italia. Perciò ho ragione di ritenere che l'evento che stiamo preparando insieme agli amici del laboratorio per il prossimo 28 marzo abbia un suo posto non solo nella commemorazione di quella tragedia ma anche nel racconto di un futuro migliore per i due paesi che si affacciano sul canale d'Otranto.

...continua a leggere "Il primo movimento della Kater tra i due mari"

Schermata della smentita della fondazione
Schermata della nota di smentita della Fondazione della Taranta

Non credo che il "malinteso" sia partito dal nulla e senza ragione, piuttosto credo che l'emittente stia contravvenendo al modello di sviluppo de La Notte della Taranta (Lavinia Tosti Di Valminuta)

la Fondazione La Notte della Taranta non ha alcuna voce in capitolo sulla trasmissione dell'evento? presumo che avrà venduto l'esclusiva a telenorba che si ripagherà con l'investimento degli sponsor. (Alessio Cosma)

la fondazione dovrebbe essere attenta e vigile a tutti i marche che si accostano al proprio marchio ... e non ci crede nessuno che la fondazione non fosse a conoscenza di tali accordi!! (Fabio Maria Fabrizio)

Questi ultimi sono tre dei tanti commenti che si possono leggere a margine della nota di smentita da parte della Fondazione della Notte della Taranta circa la sponsorizzazione da parte dell'ILVA di questo noto evento pugliese ribadita anche dal presidente Nichi Vendola in un suo tweet.  Da alcuni giorni, infatti, su Telenorba va in onda uno spot in cui L'ILVA figura tra gli sponsor del concertone, questa la notizia che ha fatto indignare e arrabbiare molti tarantini. E' evidente che all'ILVA hanno approfittato di questa occasione data loro da Telenorba di fare quel che apparirebbe una sorta di marketing territoriale, per riciclare la l'immagine di quest'area industriale tra le più inquinanti al mondo. Ma la mossa pare non solo inefficace ma che abbia avuto l'effetto contrario inasprendo gli animi dei tarantini e non solo. E' di pochi mesi fa l'incidente probatorio a seguito delle indagini dei carabinieri del NOE.

Mi sento di esprimere la mia solidarietà ai tarantini che sono stato a trovare lo scorso 9 giugno 2011. In quell'occasione ho recitato questo cunto che ripropongo qui di seguito e che parla anche del destino di Taranto. Buona visione.

Disegno con narratore di storie

Dopodomani, giovedì 9 giugno, sarò all'Enò Wine Bar di Taranto per uno degli appuntamenti di Riconversione Culturale del comitato Taranto Lider. Mi hanno chiesto una presentazione che voglio condividere con i lettori del blog.

Mi chiamo Giuseppe Vitale, ho 37 anni e sono figlio di un ex operaio dei cantieri navali Tosi a Taranto, che qualche volta ha lavorato anche per l’Italsider, oggi Ilva. Lasciato quel mondo mio padre ha trovato la sua nuova vita nell’arte, affinando soprattutto l’arte dell’aerografo che un po’ gli ricorda la pistola a spruzzo con cui verniciava le fiancate delle navi.

Vivo in una terra  dove molti miei coetanei e persone più giovani di me lavorano all’Ilva, se non fanno i militari, visto che sono i posti di lavoro più gettonati. Io che ho fatto l’obiettore di coscienza e che non ho mai presentato domanda per lavorare nelle acciaierie ho dovuto cercare sempre difficili alternative. Una di queste, su cui ormai insisto da anni, è quella di raccogliere e raccontare le storie e le situazioni della mia terra o di altri sud del mondo. Un po’ per esorcizzare quei mostri che compaiono e minano la nostra esistenza e che possono essere “lu nanni Orcu”, piuttosto che gli usurpatori del nostro destino. Ne è nato uno spettacolo di cunti, culacchi, leggende popolari che si chiama Mistero Salentino, dove la tradizione medievale dei misteri, diventata barocca dopo la dominazione spagnola, si stempera nella risata, in una sorta di “rito alla rovescia”, figlio del mondo alla rovescia del carnevale, della satira.

Ho eretto domicilio in quella che chiamo “Tarantopoli”: una sorta di unica megalopoli tra Taranto e Napoli, i cui vicoli, le cui strade, i cui palazzi, la cui gente cerco di frequentare ogni volta che posso, per seguire un sempre più forte istinto, un richiamo della foresta: foresta perché per una intera vita precedente sono rimasto estraneo, ma le radici mi riportano alla Grande Madre, a succhiare i seni di Mar Piccolo e Mar Grande a Taranto o a lasciarmi cullare sopra Castello dell’Ovo a Napoli. E in questa “città della taranta” che scommetto di crescere perché me ne sento figlio, dove il morso che ho ricevuto non sfocia in musiche e coreografie colorate come nella “pizzica de core”, la pizzica con numerosi strumenti a corda: piuttosto appartengo al mondo della pizzica triste e muta, quella pizzica che a discapito della sua malinconia produce quell’affabulazione che conoscono bene i Griot africani un po’ narratori e un po’ sacerdoti e che mi rimette in pace con il mondo nei momenti di rabbia e frustrazione.

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illustrazione di Guerin Meschino
Bella illustrazione di Guerin il Meschino sul suo cavallo e con la sua armatura da cavaliere.

Raccontando storie in giro, come a volte mi capita, succede che diverse storie mi siano segnalate.  Una di queste, di cui per la prima volta mi ha parlato Antonio Benvenuto, mi ha colpito per il suo titolo per me suggestivo Guerin Meschino e Recchi di Ciucciu. Il Guerrin Meschino è un romanzo cavalleresco scritto da Andrea da Barberino nel 1410 e pubblicato in otto libri nel 1473. E' ispirandosi ad esso che un certo papa Parisi, vissuto a cavallo tra l'Ottocento e il Novecento, elaborò un proprio racconto che era solito raccontare in una contrada confinante tra Oria e Francavilla, dove abitava. Quel racconto è stato raccolto da Antonio Corrado e Angelo Galiano che me lo ha fatto conoscere.

In questa breve, piccola, versione di Papa Parisi Guerin Meschino viene abbandonato ancora in fasce e affidato alle onde del mare dai suoi genitori nella speranza che si salvasse dalle grinfie di un signorotto di Taranto che si era impadronito del potere e che stava eliminando o incarcerando chi doveva esercitarlo per diritto. Il bambino giunse fino a Durazzo dove divenne il più grande cavaliere d'Albania che, ad un certo punto, ritornò in Italia alla ricerca dei genitori. E' presso Oria, in contrada Pasuni, che conosce un certo Recchi di Ciucciu che gli sbarra la strada esigendo una tassa per attraversarla. Guerin Meschino non ha soldi con sé così è costretto a duellare con Recchi di Ciucciu al quale stacca la testa, liberando gli oritani che vessava. Giunge così a Taranto dove può liberare i suoi genitori dalla prigione, non prima di aver ucciso anche l'usurpatore.

Nel racconto orale che ne sto facendo io sono più o meno fedele a questa versione tranne che nel finale, reinventato, in cui Guerin vedendo le meraviglie della campagna, della città e dei due mari di Taranto rimane incantato.  Le descrive una per una e dichiara tutto il suo amore per questi luoghi e si dice molto fortunato ad aver avuto lì i suoi natali. E quando affronta nel duello finale l'usurpatore questi nel morire gli rivela una tremenda, funesta profezia su Taranto che qui non vi voglio svelare. Dovrete venire nei luoghi e negli orari in cui racconterò questo cunto per conoscerla.

Con Guerin Meschino e Recchi di ciucciu ho una straordinaria occasione di parlare di Oria e di Taranto, oltre che dell'Albania, del loro destino, della loro vocazione e del loro futuro. Sono contento che mi sia capitata questa storia tra le mani e farò di tutto per raccontarla ovunque ci sarà qualcuno che la vorrà sentire e vedere. Infatti essa riecheggia un po' le imprese di Giorgio Castriota Scanderbeg, eroe nazionale d'Albania, che combatté anche in Puglia e che grazie ai suoi soldati ripopolò le campagne abbandonate e rinvigorì l'agricoltura.  Fu un periodo di rinascita per le terre tra Otranto e Taranto e il mio racconto vuole essere un augurio di rinascita per la martoriata città di Taranto che con la scelta folle dell'acciaio ha distrutto una delle terre più fertili del mondo e due mari che sono una delle più belle meraviglie al mondo. La speranza è che gli operai stessi dell'Ilva, qual novelli Scanderbeg o Guerin Meschino, possano tagliare la testa, nel segno della riconversione culturale,  a chi ha usurpato il destino loro, delle loro famiglie e dei loro figli.

Una prima occasione sarebbe potuta essere domani, 28 dicembre 2010, all'evento Open Mic presso il Laboratorio Urbano di Francavilla Fontana in via Zullino nei pressi del passaggio a livello sulla strada per Villa Castelli. Ma l'evento è stato rimandato. Vi terrò aggiornati.  Intanto eccovi qui sotto l'antestage del racconto.