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palloncino rossoQuesto post di oggi, 8 novembre 2016, è dedicato a tutti coloro che non sono soddisfatti del loro lavoro o ne stanno cercando uno e forse da tempo non lo trovano. I primi non ricevono nello stipendio quanto vorrebbero, sono stressati dalla vita che fanno e hanno grandi difficoltà in famiglia. I secondi sono sempre più scoraggiati dal mondo del lavoro e iniziano ad avere paura per l'avvenire di se stessi e dei propri cari. Da una parte un lavoro che è una sorta di tomba e dall'altra la penuria, il deserto del lavoro. Esiste un'altra possibile condizione? Esiste una terza via che però sia accessibile? Esiste un terzo modo di guardare a questi aspetti? La buona notizia è che sì, c'è e che sempre più persone la stanno percorrendo. Anche io ho cominciato questo cammino, iniziato per la precisione con questo primo, brevissimo, video che vi propongo.

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Copertina Personal Brandig Plan

C'era una volta il Piano Editoriale ovvero quella guida che i blogger realizzano per pianificare la loro presenza online, i contenuti da divulgare, le azioni strategiche per farsi trovare e magari iniziare delle conversazioni con i visitatori che così, una volta coinvolti, possono diventare potenziali clienti. In genere questo tipo di documenti si suddividono in tre parti: l'analisi del proprio brand, il target a cui ci si riferisce e il calendario editoriale ovvero il calendario dei post che si scriveranno durante l'anno. Si tratta di un progetto impegnativo già di per sé e che non tutti i blogger hanno. Per esempio Riccardo Esposito, webriter freelance oramai di riferimento per la blogosfera e non solo, ce l'ha e dà ottimi consigli per realizzarne uno. Riccardo Scandellari, creativo e giornalista e autore di libri sul personal branding e il marketing digitale, invece non ce l'ha o almeno così ha dichiarato di recente. Allora, che cosa è meglio fare: avercelo o no? Questa è la stessa domanda, tra l'altro, che molti imprenditori si fanno a proposito del Business Plan: è il caso di farlo o no? Dal mio punto di vista se si sa a memoria la strada per il successo e la si sta percorrendo senza alcun bisogno di una guida forse il fermarsi un poco a guardare le mappe può davvero essere non necessario se non addirittura d'intralcio. Ma chi possiede una dote del genere? E per quanto tempo può durare? Anche i geni a volte hanno dei momenti in cui devono ripartire. Perciò io propendo per pianificare per bene il percorso che si intende intraprendere con qualcosa che considero ancora più importante del Piano Editoriale: il Personal Branding Plan, o almeno così l'ho chiamato io.

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Stasera, 16 Marzo 2015, su Rai Cinque, andrà in onda il quarto appuntamento con L'arte Secondo Dario Fo. La puntata sarà dedicata a Raffaello Sanzio. Le anticipazioni le troviamo sul Cacao del Sabato.

Nell'attesa eccovi un mio piccolo omaggio alla lezione-spettacolo precedente, dedicata a Correggio.

So che non dovrò scendere al porto ma salire sul pinnacolo più alto della rocca ed aspettare che una nave passi lassù. Ma passerà mai? (Italo Calvino, Le città invisibili).

Vi do appuntamento a stasera con il live tweeting dal mio account twitter bestanzon.

Coca Cola a Francavilla
Una piccola folla che si appresta ad approfittare del dono delle bottiglie di Coca Cola.

C'era qualcosa di rosso ieri per Francavilla Fontana, in provincia di Brindisi. E non era sangue. E nemmeno una manifestazione nostalgica. Per tutta la giornata la Coca Cola ha distribuito bottiglie per strada, gratis. Potete immaginare la calca, soprattutto di adolescenti, che si è formata. La multinazionale è giunta in forze nella cittadina con numerosi furgoni che oltre al marchio-logo riportavano il claim "Mangia con me". Ecco un breve video su quel che è successo nel pomeriggio sul viale che porta alla stazione.

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Michelangelo Merisi da Caravaggio - David - WG...
Michelangelo Merisi da Caravaggio - David - WGA04195 (Photo credit: Wikipedia)

Caravaggio era un violento? Un aggressivo? Un pazzo? Un artista maledetto? Sappiamo infatti dalla sua biografia che prese parte a diverse risse ed ebbe guai con la legge. Per capire, però, cosa davvero successe bisogna guardare alla Roma del suo tempo dice Dario Fo nella sua lezione-spettacolo Caravaggio al tempo di Caravaggio, in onda su Rai5 lunedì 2 marzo alle 21 e 15, che fa parte del ciclo di spettacoli L'arte secondo Dario Fo. La città era immersa nella povertà, nell'intolleranza, nella prostituzione e nel banditismo. In più c'erano qualcosa come tre esecuzioni pubbliche alla settimana. Emblematica quella dei Cenci, tra cui Beatrice la cui storia turbò il pittore di cui stiamo parlando. C'era, insomma, una violenza capillare e quotidiana nei ceti popolari nei quali Michelangelo Merisi, come si chiamava di nome, pescava le modelle o i modelli dei suoi dipinti. A proposito di questi ultimi il premio Nobel svela gli espedienti teatrali che il grande artista del seicento utilizzava: le geometrie e i volumi, glli specchi, i pupazzi, i lucernari.

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Per Rubini Fellini era un mago, come abbiamo visto nel primo dei cinque post sulla regia che sto pubblicando nel mio blog. Il primo mago nella storia del cinema è stato Georges Méliès, una figura che mi affascina da quando ho iniziato a masticare cinema. Dopo la sua carriera da prestigiatore si dedicò ala settima arte riuscendo a fonderla con l’illusionismo in quel che si può considerare “il teatro dell’impossibile”. Per riuscirci usò tutto il repertorio delle tecniche che conosceva alla perfezione: apparizioni, sparizioni, ombre e proiezioni, simulacri. In quasi tutta la sua filmografia è alle prese con una serie di illusioni che scandagliano l'impossibile. Non è un caso se uno dei suoi maggiori capolavori si intitola proprio Viaggio attraverso l'impossibile. Qui Méliès compie un viaggio in cielo, sul sole e nelle profondità marine. Abbiamo allora, agli albori del cinema, un regista che si butta a capofitto nelle possibilità che la nascente arte gli fornisce. Come un bambino e il suo nuovo giocattolo. Usa l’apparecchio per le proiezioni che nel 1895 i fratelli Louis e Auguste Lumière pensavano che sarebbe rimasto nell’ambito scientifico in un modo nuovo e sorprendente, impensabile per l’epoca.

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An 1890s advertisement showing model Hilda Cla...
An 1890s advertisement showing model Hilda Clark in formal 19th century attire. The ad is titled Drink Coca-Cola 5¢. (US) (Photo credit: Wikipedia)

Offrire alle persone un momento in cui si sentono unite e felici può dare a noi e alla nostra impresa grande successo. Tutto quel che dobbiamo fare è regalare loro la possibilità di condividere pace e armonia tra di loro. Saranno così ben contente di essere protagoniste delle storie che vorranno vivere di loro spontanea volontà. È quel che hanno pensato alla coca cola con la campagna Small World Machines che dona, appunto, felicità senza confini. L'idea prevedeva l'installazione di due macchinette che distribuiscono le lattine della loro famosa bevanda. Una in india e una in pakistan. Due posti scelti non a caso. Tra i due paesi, infatti, c'è un lungo e a volte sanguinoso conflitto che dura dal 1947, anno di indipendenza del Pakistan. Le due macchinette sono state collegate tra di loro attraverso delle telecamere in modo che chiunque si avvicinava ad una di esse poteva vedere chi stava dall'altra parte. Inoltre ciascuna di esse era dotata di uno schermo touch screen che invitava le persone a condividere semplici compiti come toccare con il palmo della mano lo schermo stesso, disegnare dei simboli di pace, amore, armonia, danzare ecc. Questo, è ovvio, in contemporanea per i singoli o i gruppi che interagivano dall'una e dall'altra parte. Vi parlo di questa iniziativa perché è un grande esempio di drammatizzazione di idee, un argomento che sto trattando in questo blog a più riprese. Che ad Atlanta, sede della Coca Cola, siano dei guru del branding e dello storytelling lo sappiamo da tempo, sin da quando si sono inventati Babbo Natale, prendendolo a prestito la figura da San Nicola di Mira. In questo caso c'è la drammatizzazione della felicità attraverso delle persone che passano davanti alla macchinetta che distribuisce bevande per caso, che non sono attori, ma che ci raccontano degli istanti di gioia condivisa.

Offriamo almeno un po' di questa gioia e le persone ci ameranno e non ci dimenticheranno. Sia nella vita privata sia negli affari. Pensiamo, infatti, a quelle volte che un genitore porta il figlio al parco divertimenti o a tutte quelle volte in cui lo lascia giocare con altri bambini.  Oppure pensiamo a un insegnante che riesce a far imparare informazioni e conoscenze attraverso attività ludiche.  Oppure ancora a tutte le occasioni in cui si può socializzare attraverso giochi di vario tipo. Se abbiamo un locale, ad esempio, è buona regola prevedere diverse serate alla settimana dedicata ai giochi interattivi con gli avventori. Spesso questi sono più importanti di tutto il resto perché, in fondo, la gente ha un grande bisogno di divertirsi insieme agli altri, di fare conoscenze, ecc. Anche i giochi di ruolo, ad esempio, possono aiutare molto in questo. Le stesse attività di pubblicità e marketing possono avvenire attraverso il gioco e la drammatizzazione. Ne parlerò nel prossimo post.

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Orson Welles
Orson Welles (Photo credit: dahlia.delilah)

Prendete un libro di fantascienza, che magari parli di invasione aliene, di marziani per essere precisi. Prendete i microfoni di una radio dove lavorate come speaker. Dovete presentare questo romanzo e pensate di farlo attraverso un finto notiziario in cui simulate l'annuncio dell'arrivo degli extraterrestri sulla terra. Chi ci crederà mai? I radioascoltatori si annoieranno tutti e cambieranno stazione. Correva l'anno 1938. Questo speaker si chiamava Orson Welles e quelli che ho citato erano i suoi pensieri poco prima di andare in onda, in diretta. L'idea proprio non gli piaceva solo che lui e i suoi collaboratori non avevano avuto il tempo per trovarne un'altra che fosse più efficace. Alle venti in punto del 30 ottobre una voce annunciò:

«Signore e signori, vogliate scusarci per l’interruzione del nostro programma di musica da ballo, ma ci è appena pervenuto uno speciale bollettino della Intercontinental Radio News. Alle 7:40, ora centrale, il professor Farrell dell’Osservatorio di Mount Jennings, Chicago, Illinois, ha rilevato diverse esplosioni di gas incandescente che si sono succedute ad intervalli regolari sul pianeta Marte. Le indagini spettroscopiche hanno stabilito che il gas in questione è idrogeno e si sta muovendo verso la Terra ad enorme velocità».

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Se devi fare una sorpresa rendila drammatica. Perché? Perché attirerà molto di più l'attenzione, semplice. Come accade in questo video.

Tutto quello che i destinatari devono fare, in questo caso, è schiacciare un bottone. Dopodiché può succedere di tutto. Una tv belga ha pensato di pubblicizzare così il suo canale ad alta definizione, così alta che ci puoi finire dentro, come nel sequel della pubblicità.

Disneyland 14
Disneyland 14 (Photo credit: William Shewbridge)

In questo altro caso le conseguenze sono ancora più drammatiche. Infatti nello striscione finale si parla di "dose quotidiana di dramma", quella dose che ci fa salire l'adrenalina perché siamo parte di un'avventura. Lo stesso meccanismo, a pensarci bene, dei parchi ricreativi e tematici o, se vogliamo, dei luna park. Che cosa chiedono le persone a Disneyland o a Gardaland? Vivere una storia, a grande contenuto drammatico, in totale sicurezza e relax. Lo stesso accade con le crociere e con i centri commerciali. Si tratta di una grande domanda di spettacolo.

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Pulp Fiction Tarot: I The Magician
Pulp Fiction Tarot: I The Magician (Photo credit: Billy Ray Jr.)

"Sono il signor Wolf, risolvo problemi". Si presenta così Wiston Wolf, il personaggio di Pulp Fiction che Marsellus Wallace invia per far fronte a un casino che due suoi scagnozzi hanno combinato: hanno sparato alla testa di un ostaggio mentre erano in auto e quindi si ritrovano per strada con sangue e pezzi di cervello sui vetri e sui sedili rischiando, così, di essere notati e arrestati. Si può vedere nella clip sopra come affronta la faccenda e rimette a posto tutto. Dura dieci minuti e ne vale proprio la pena. Anche perché, offre molti stimoli per un buon problem solving che possiamo fare nostri e utilizzare in tanti contesti. Io ne ho notati alcuni ma sono sicuro che voi ne tirerete fuori degli altri che vi sarei grato se scriveste nei commenti. Si tratta di finzione, è chiaro, ma questo film in questo punto è esemplificativo e ci illustra molti suggerimenti. Ecco quelli che ho visto io:

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Il bidello Carrisi
Il bidello Carrisi nella miniserie "Tutta la musica del cuore".

Ai fan della miniserie Tutta la musica del cuore, andata in onda su Rai Uno durante lo scorso inverno l'immagne qui accanto dovrebbe essere familiare. Si tratta del personaggio del bidello Mario Carrisi che è tra i cattivi del conservatorio di Montorso dove si vivono la maggior parte delle vicende. Voglio mostrarvi il "benvenuto" che dà ad Angela (Francesca Cavallin) al suo arrivo.  Mi sono divertito molto a fare il corrotto, l'infame in questa produzione, esperienza poi ripetuta per altri versi nel film Il sole dentro di Paolo Bianchini dove sono una sorta di scafista del calcio. Devo però dire di non prediligere ruoli da cattivo o da buono: mi piacciono entrambi.  Buona visione. Questo e altri video che mi riguardano sono disponibili nella Videogallery. Come vi è parso questo personaggio? Sono, secondo voi, riuscito a fare un buon lavoro?

Wnmh microphone
Wnmh microphone (Photo credit: Wikipedia)

"Non vorrei che si lusingassero che 'hanno fatto di tutto per nascondere i microfoni'". Nel video che vi propongo oggi Carmelo Bene spiega quanti microfoni mettere in suo spettacolo e come disporli. Invece che usare i microfoni che servono Bene vuole un "campo di battaglia", "uno studio fonico". Quanta distanza rispetto alle scenografie della decorazione sobria ed essenziale, diciamo così. Invece che ragionare sul concetto che il microfono ci deve essere ma non si deve vedere il maestro pensa: il microfono c'è e non solo si deve vedere ma ce ne devono essere tanti e ben visibili, anche di finti. Ancora più grande è la distanza con i puristi della voce per i quali l'attore deve usare solo il diaframma. A questi Dario Fo nel Manuale minimo dell'attore risponde:

Ci sono ancora, tutt'oggi, i nostalgici appassionati della vocalità naturale ad ogni costo, quelli che dicono che l'amplificazione meccanica  ha ucciso il vero teatro. Mi fanno venire in mente dei fissati che vanno sull'autostrada sgambettando sul monopattino e gridano: questa sì che è velocità!

Perciò si usino pure i microfoni a teatro a patto che non siano i panoramici che amplificano soprattutto i rumori.  Non c'è nulla di più fastidioso sentire uno spettacolo in cui la voce degli attori arriva poco e invece, in compenso, si assiste ad uno sbattere continuo di passi sugli assi di legno, di sedie, di suppellettili, di ante, di porte ecc. Ora è anche vero che il teatro non deve appoggiarsi sul senso ma sul significante, tuttavia questo significante deve essere non fastidioso, godibile come la phoné di Carmelo Bene.

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Gli scafisti del calcio
Gli scafisti del calcio. Giuseppe Vitale è il primo a destra.

Lo "scafista del calcio". Questo è il ruolo che interpreto nel film Il sole dentro, di recente trasmesso al cinema. Oggi ne hanno parlato a TG2 Dribbling in un ampio servizio che vi ripropongo qui sotto. Buona visione.

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screenshot archivio 1 2 Many Cam Show
screenshot archivio 1 2 Many Cam Show

E' disponibile il video dell'ultima puntata dell'edizione estiva di 1 2 Many Cam Show, lo show interattivo e d'improvvisazioni teatrali che ho tenuto in diretta web cam su Tirradeo. Il video è purtroppo un po' piccolo e per restrizioni di wordpress, con cui il mio sito web è realizzato. Vi consiglio quindi di allargarne la visione a tutto schermo. Accontento, tuttavia, coloro che mi hanno chiesto di poter vedere un video di archivio almeno per farsi un'idea. Mi scuso anche per l'audio che non è dei migliori ma la regia quella sera era a Budapest, i server negli USA ed io ed altri ospiti ci siamo collegati da varie parti del mondo. Scuserete quindi le difficoltà tecniche iniziali che una nuova realtà del broadcasting online come Tirradeo deve affrontare ma che sta testando e cercando di migliorare.  1 2 Many Cam Show dopo la sperimentazione di inizio estate tornerà in autunno migliorato nella formula e con, ogni tanto,  altri ospiti improvvisatori oltre me. Intanto vi ricordo che ogni sabato alle ore 18 sta andando on air un altro format che stavolta conduco io (finora sono stato ospite): M'irradeo d'immenso, il sabato del villaggio della poesia breve. Buona visione.

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Image via Wikipedia

Il 2012, cari amici, sarà l'anno dei maghi. Non i maghi che truffano un sacco di soldi con carte, filtri, pranoterapia e roba simile, no. Parlo di un'altra magia, la magia di chi si mette alla ricerca come i cavalieri della tavola rotonda di Re Artù o come la magia dei riti di iniziazione a cui gli adolescenti sono sottoposti, anche oggi, nonostante crediamo di essere più progrediti culturalmente dei nostri progenitori. L'anno che verrà porterà dunque una trasformazione, come canta la canzone L'anno che verrà di Lucio Dalla. Ma questa trasformazione dipende dalle nostre mani, ne siamo noi gli artefici come l'homo faber suae quisque fortunae. Un po' torneremo al Rinascimento dunque nel 2012 perché potremmo riscoprire quel sottile senso magico delle cose, quel rapporto con la natura che diventa la fonte primaria dell'imitazione necessaria nelle arti e non solo. Protagonisti dunque nell'anno che sta per nascere saranno tutti coloro che lavorano con le metafore e con tutti gli strumenti con cui il senso viene dilatato, ampliato, magnificato. Nasceranno così nuove visioni del mondo che ci permetteranno di rielaborare anche la questione della distribuzione delle risorse che la speculazione internazionale, all'origine della crisi economica di Grecia e Italia, sta concentrando sempre più nelle mani di pochi.  Artisti, attori, registi, poeti, scrittori, prestigiatori ci regaleranno  un nuovo mondo. Buon 2012 a tutti.

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