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Ultima modifica il 21 agosto 2016 alle 17:03

Tunisian migrant Mohammed Munedi and Stephen Beard.Oria, a beautiful town full of history in the province of Brindisi where I live, has become the  main place where the immigrants form north Africa are housed after they have arrived in Lampedusa, waiting for the permit. There is a refugee camp on the road for Manduria, in the province of Taranto, with a lot of tents that is a subject of many polemics because the immigrants are not free and they live in a very difficult situation: hot in summer, cold in winter, dirty bathrooms, etc. In April, when this camp was set up, several journalists came here to tell the situation. Among them Stephen Beard, of American Public Media, who interviewed the tunisian immigrant Mohammed Munedi and me. Here it is the interview.

STEPHEN BEARD: The Church of San Domenico on the edge of a sunlit piazza in the ancient hill town of Oria. This pretty scene draws tourists from all over Europe. But in recent weeks, there's been an influx of less welcome visitors.

Young Tunisian men brawl in the street. This only serves to deepen local hostility to the migrants.

Man speaking Italian

This man says they drink, they argue, they fight, they break bottles in the street. Twenty-five thousand Tunisians have arrived in Italy since January, when the Tunisian dictator Ben Ali was ousted. When he fell, his control over illegal migration collapsed. Mohammed Munedi joined the exodus.

MOHAMMED MUNEDI: Maybe looking for nice life. Job, house. Something like this.

He's now one of hundreds of young Tunisians living in a temporary reception center outside Oria. Fauzi Bushekse is another.

FAUZI BUSHEKSE: If I have work, I will help my family.

The fact that these young men are looking for work makes them even less popular here. There are few jobs even for the locals. Not everyone, though, is hostile to the incomers.

Volunteers hand out shoes and clothes to the migrants. Organizer Guiseppe Vitale says Italians should be the first to sympathize with people seeking their fortune abroad.

GIUSEPPE VITALE: We have a duty because we were immigrants in the past. We went in the past in the United States and in Germany, above all.

Vitale hopes other, wealthier parts of Italy and Europe will put out the welcome mat for the migrants. So far there's little sign of that.

You can also listen this interview.

Now is not possible to come to this camp: the police don't allows anyone to enter. We are waiting for the transfer of the camp at the former USAF base in San Vito dei Normanni, near Brindisi. This is the decision of the authorities. Stephen Beard contacted me today for a new interview: this story will continue. Stay tuned.

Ultima modifica il 27 agosto 2018 alle 14:00

moby dick
Moby Dick
by Faefae529.

Il 30 agosto 2011, il Moby Dick di Francesco Niccolini approda alla riserva naturalistica di Torre Guaceto. Ho già parlato in un post di questo nuovo spettacolo teatrale con la regia di un maestro come Enzo Toma, analizzando soprattutto la figura di Achab, il capitano della baleniera Pequod, facendo un parallelo tra il romanzo di Herman Melville (a cui si è ispirato l'autore dello spettacolo) e il poema teatrale di Niccolini. Qui voglio invece presentarvi il suo doppio, colui senza il quale lo stesso Achab non sarebbe, il capodoglio, altrimenti noto come il leviatano. Il leviatano è un mostro marino leggendario di cui parla Giobbe nell'Antico Testamento. Io però questa terribile balena bianca che ha masticato, strappato, divorato, schiacciato la gamba del capitano voglio presentarvela con le battute che Niccolini ha scritto nel suo "concerto in forma di via crucis" citandovi l'intera seconda stazione. Buona lettura.

STARBUCK Il capodoglio è l'essere più grande della terra
la più terribile di tutte le balene
maestosa nell'aspetto
la più preziosa per i commerci
la sola creatura dalla quale si può ottenere
spermaceti
DONNA spermaceti IN INGLESE
STARBUCK olio unguento e medicamento senza pari
più prezioso dell'oro
più raro del diamante
più sacro della pechblenda.
ISMAELE Enorme la testa
minuscolo il suo occhio.
STARBUCK Data la collocazione laterale delle pupille
il capodoglio nulla può vedere chi gli stia di fronte
non più di chi si metta alle sue spalle.
ISMAELE Forse per questo non è un pesce socievole.
Odia le balene
DONNA come certi uomini odiano gli uomini
ISMAELE schivo e solitario, inaspettatamente emerge
dalle acque più remote e cupe
con l'alto sfiato, misantropo e diritto.
STARBUCK Nessun bastimento è tanto veloce da inseguirlo
e nessun uomo, nessuno.
Fu
dal Signore
dotato di velocità e potenza
inarrivabili:
Caino
inafferrabile
della sua stirpe.
ISMAELE E di lei
cosa potete dirmi di lei signore?
STARBUCK Di chi, marinaio, della balena bianca?
Dicono che sia ubiqua
che tu la possa incontrare
a opposte latitudini e nello stesso istante.
Dicono che sia immortale:
per quanto i suoi fianchi siano martoriati
da selve di lance
il suo spruzzo continua ad alzarsi imperioso
nei quattro oceani del globo.
Eppure non è la grandezza
non è la forza
non è la resistenza
a renderla spaventosa
ma la malvagità:
non è un animale
non è una bestia feroce
essa è il male in persona
e del male ha tutto l'immenso potere.

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Ultima modifica il 1 dicembre 2011 alle 10:50

riquadro aggiornamenti di facebook
Il riquadro degli aggiornamenti di Facebook

Dalle 18 circa di oggi 28 agosto 2011, Facebook presenta una delle sue innumerevoli novità: il riquadro degli aggiornamenti. Lo si può trovare nella colonna di destra e restituisce in tempo reale le attività dei nostri amici: notifiche di chi si collega in quel momento, chi stringe amicizia con chi, i like dei nostri contatti, tag delle foto ecc. Passandoci sopra con il mouse si ha un'anteprima dell'attività mentre cliccandoci si interagisce con essa: chat se uno si è appena collegato, la foto di chi è stato taggato, il link su cui qualcuno ha cliccato su "mi piace" ecc. Sembrerebbe una novità ma in realtà il real time c'era già su Facebook tempo fa, salvo essere stato archiviato. Solo che era nel corpo centrale dove oggi troviamo le notizie più popolari o quelle recenti. E' ovvio che se avete pochi amici è un riquadro statico. Se ne avete molti scorre in continuazione. A cosa dobbiamo questo improvviso ritorno, in un periodo tra l'altro dove google invece l'ha messo da parte? Una delle tante mosse per prevenire in anticipo le mosse di Google+? Io ne sentivo un po' la mancanza perché dopo essermi collegato e aver dato un'occhiata a tutte le notizie qualche volta ricarico la pagina per vedere gli ultimi aggiornamenti, e voi?

Aggiornamento delle 22 e 28: a me e ad altri utenti il riquadro degli aggiornamenti non compare più.

Aggiornamento del 1 dicembre 2011, ore 10 e 50: ho disinstallato questo news ticker perché avendo tanti contatti era un flusso continuo che mi distrae e mi infastidisce. Se anche voi volete eliminarlo seguite il post Come eliminare il Ticker di FB.

indignados
Indignados. Foto di Manuel Martín Vicente.

Era la metà di luglio 2011 e la borsa volava sulla scia delle privatizzazioni. Tremonti soffiava sul vento in poppa a tutta forza e ne acquistava tutto quel prestigio tanto da sembrare pronto a sostituire Berlusconi.  Poi è arrivata la crisi finanziaria d'agosto e il mondo è cambiato. Così tanto che oggi Tremonti insiste sugli eurobond d'accordo anche con la proposta di Romano Prodi che oggi nel suo solito editoriale domenicale su Il Messagero dice: stop (per il momento) alle privatizzazioni e avanti con alcune temporanee pubblicizzazioni. Le prime, infatti, vanno bene quando c'è la cosa pubblica, quando la politica c'è. Ma ora è assente ed è necessario che torni: basta considerare le fluttuazioni della borsa che se ne infischiano di vertici e controvertici. Siamo nel pieno di una delle conseguenze più gravi del capitalismo, dove i singoli stati non contano più e dove la comunità europea sta rischiando di disgregarsi soprattutto a causa della Merkel e di Sarkozy. Le pubblicizzazioni, invece, sono richieste dai cittadini come hanno dimostrato quelli italiani con il referendum sull'acqua pubblica, mostrandosi molto più saggi dei loro governanti.

Il mito secondo cui privato è meglio e più efficiente è uno dei responsabili della crisi finanziaria di questi giorni che rischia di ripercuotersi nelle tasche dei più deboli: Calderoli, ad esempio, è arrivato ad ipotizzare l'eliminazione dell'assegno di accompagnamento. Le privatizzazioni sono un po' una moda negli ultimi tempi ma bisogna valutarne bene i rischi. Per un'Europa e un'Italia che non decidono schiere di speculatori fanno i loro incassi. Questo non avverrebbe se la politica fosse al suo posto. Ma quale politica deve tornare? Non quella che c'è in giro perché ci ha portato dritto dritto dentro questo uragano che stiamo subendo. Questa politica si è declassata, frantumata da sola, conta come il due di picche, anche se difende come può le sue rendite di posizione. Molto meglio la politica dei cittadini: degli indignados di Spagna e Cile, del Movimento 5 stelle in Italia. Perché, come canta CapaRezza:

Non siete Stato voi che
trascinate la nazione dentro il buio
ma vi divertite a fare i luminari. (CapaRezza, Non siete stato voi)

Ultima modifica il 8 ottobre 2013 alle 19:06

News reports on Hurricane Irene.
News reports on Hurricane Irene , Times Square, New York. Tristan Reville.

The time now is 16:30 of Saturday, August 27, 2011 in New York now that I begin to write. Hurricane Irene is now very close. I'm following it through twitter, where "Irene" is one of the twitter trends also here in Italy, CBS News and the Internet. This morning an acting coach who lives in NY wrote me how he was preparing to wait. He wrote:

Not too worried. Have some food, some water, a flashlight and plenty to read. Hope we don't get hit too badly but if so I'm sure I will live to tell the story. The storm is predicted to come and go pretty quickly (maybe 24 hrs or so). There are a few very vulnerable areas which are close to the water but most of the city should be ok. I think the potential for lasting problems will be once the storm has passed...flooding and power outages. Only time will tell. "chi vivrà vedrà".

I'm worried about one of my female friends: she's having an holiday in NY, what luck! She had to come back with a flight to Italy tomorrow, Sunday, but I fear that her flight has been canceled. But I think it's much better not to fly and I do not understand the anger of the people who wanted to leave in the morning from the airport of Fiumicino to the states. 370,000 residents evacuated from the most dangerous areas, those closest to the sea and I hope that people do not underestimate the danger, although about 30 people refused to leave their homes.

I was watching italian tv before and I'm a bit disappointed because there is not solidarity for the New Yorkers who are having a difficult time. Nobody knows what damages can make this hurricane, classified as very dangerous. There are a lot of italians in New York and I think that we had to do a better coverage of this event.

In this moment rain and wind are increasing. It's time to protect themselves in a safe place for the americans and to wait the end of the hurricane. It is not the best way to celebrate the 10th anniversary of the attack on twin towers. But I hope that after this moment New Yorkers and italians we'll be more close, more friends.

Ultima modifica il 24 marzo 2014 alle 13:35

Giuseppe Vitale
Giuseppe Vitale in Mistero Salentino.

Questa sera si terrà il concertone finale della Notte della taranta a Melpignano (Lecce). Questo evento è ormai un grande festival di musica popolare nato quindici anni fa. Quest'anno maestro concertatore è Ludovico Einaudi e sono attesi nella cittadina cento mila presenze. La pizzica è oramai nota in tutto il mondo non solo come fenomeno antropologico ma anche dal punto di vista musicale fin da quando nella notte dei tempi i musicanti andavano di casa in casa presso i tarantati per liberarli con le loro note dal morso della taranta. Tuttavia non tutti riuscivano ad essere curati in questo modo perché ci sono diversi casi di donne e uomini, soprattutto, che non trovavano il passo o il ritmo e che non traevano giovamento né dal punto di vista musicale né da quello visuale: rifiutavano i colori e le immaginette dei santi Pietro e Paolo. Si tratta della pizzica "triste e muta" e ne parla Ernesto De Martino nel suo noto studio. Se vuoi saperne di più puoi leggere un mio articolo dal titolo: La taranta della verità. Questa forma di pizzica era piuttosto malinconica e dava vita a un periodo di depressione più o meno lungo. Ed è attorno a questa malinconia, attorno ad un diverso tipo di musicalità che vi propongo due brani che a volte uso nel mio spettacolo Mistero Salentino: una filastrocca e una poesia in dialetto sul maltempo con l'augurio che agli abitanti di New York sia risparmiato il peggio dall'uragano Irene in arrivo. Buon ascolto. Cliccate sul player per ascoltarli.

Le pettole, filastrocca cegliese

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Malitiempu, poesia in dialetto brindisino

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Colonne terminali della via Appia a Brindisi.
Colonne terminali della via Appia a Brindisi. Foto di AleZzzz.

Qualcuno, leggendo il titolo del post, starà pensando a uno dei tanti film che si stanno girando negli ultimi tempi in Puglia. E magari, chissà, questo titolo e questa vicenda potrebbe ispirare qualche sceneggiatore e qualche produzione. Nel frattempo però un gruppo di malviventi sta davvero terrorizzando donne e anziani sulle uscite che portano alla statale sette. Su Facebook è apparso un messaggio di stato che sulle prime fa pensare a una bufala. Ecco il testo:

ATTENZIONE: SULLA SS BR-TA ALL'ALTEZZA TRA LATIANO-FRANCAVILLA F, 3 MALVIVENTI IN UN AUTO TI CHIEDONO DI FERMARTI CON LA SCUSA CHE SI SENTONO MALE,SE NON TI FERMI TI SI ACCOSTANO CON L'AUTO IN CORSA E TI FANNO DEI DANNI ANDANDO A SBATTERE CONTRO LA TUA AUTO....QUANDO TI FERMI TI RUBANO SOLDI O TI FANNO DANNI E POI SCAPPANO.....CHIAMATE LE FORZE DELL'ORDINE IN CASO DI AVVISTAMENTO O CERCATE DI NON PERCORRERE QUELLA STRADA NELLE ORE DI CONTR'ORA POMERIDIANA...COPIA INCOLLA ...

Sembra incredibile ma davvero ci sono vari episodi di questo tipo negli ultimi quattro mesi che mi sono stati riferiti da persone sulla cui buona fede non ho motivo di dubitare. E' comprensibile che non ci siano riferimenti a date, persone, nomi, ecc.  Purtroppo non ve n'è notizia né online né in televisione. Nei motori di ricerca nessuna traccia anche. Siamo in tanti a percorrere quella statale e nonostante l'omertà più di qualcuno ha riferito e denunciato questi episodi.

Avrei tanto voluto che si trattasse di una bufala, anche perché è di ieri la bufala della scomparsa di un bambino da Cisternino. Purtroppo non è così. Dei malviventi spuntano all'improvviso da piccole traverse, si avvicinano alla vettura della vittima prescelta e iniziano a speronarla puntando anche una luce negli occhi del guidatore per farlo sbandare e fermare.  Tutto questo in prossimità della statale sette, la via Appia nel tratto fra Taranto e Brindisi, e la circonvallazione di Oria.

Una signora di Oria testimonia di essere stata fermata con una richiesta di aiuto da persone che dicevano di non avere soldi e di essere rimasti senza carburante nella macchina. Ha dato loro 50 euro e in cambio ha ricevuto un anello d'oro falso che uno di loro si è sfilato dal dito.

A cosa dobbiamo questa recrudescenza di criminalità? Probabile che gli esponenti della locale malavita siano in seria difficoltà per qualche motivo straordinario che ignoro se arrivano a rischiare così tanto.

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Ultima modifica il 30 agosto 2011 alle 17:45

bufala
Bufala. Foto di obbino.

La notizia del bambino scomparso tra ieri e oggi a Cisternino è una bufala. Vi dimostro perché e vi fornisco qualche consiglio per evitare il diffondersi di simili false notizie.

Non so se a Cisternino, bella cittadina in provincia di Brindisi, ci siano le bufale o meno. Credo che anche li arrivi però la mozzarella di bufala campana o giù di lì. Qualcuno però da oggi ha pensato di aggiungere una nuova bufala ambientata in questa cittadina, nota anche per la buona tavola. Circola, infatti, da ieri 24 agosto 2011 questto messaggio di stato in molti profili su Facebook:

ATTENZIONE! BAMBINO SCOMPARSO A CISTERNINO! Si chiama Fabrizio Semeraro, 8 anni, capelli biondi, occhi castani, al momento della scomparsa, avvenuta ieri sera verso le 21:30, indossava una maglietta celeste, pinocchietti neri. Se avete sue notizie informate le forze dell'ordine o telefonate ai genitori: Antonio Semeraro: 349 - 9022581 Francesca Rinaldi: 320 - 4230926 Copiate e incollate sulla vostra bacheca. Grazie

Perché dico che è una bufala? Prima di tutto invece di berla a priori anche io ho pensato di fare qualche ricerca online.  Mi sono accorto, per esempio, che nessun sito di notizie ne parla. Poi in tutti gli appelli che ho trovato non c'è nessuna foto del bambino, necessaria in questi casi. I due numeri di telefono, poi, sono entrambi inesistenti come fa notare un post di Protezione Hoax. Li ho composti anche io e confermo. Anche quella che viene considerata la fonte di questa notizia, studio aperto, si è rivelata priva in realtà di questa segnalazione. Non contento di questo sono andato sul sito web di Chi l'ha visto ma nessun bambino di Cisternino risulta tra gli scomparsi. Lo stesso dicasi per la polizia di stato.

E' una bufala, è evidente, scritta allo scopo di vedere un proprio testo circolare sulle bacheche altrui, per mitomania o chissà quale altro intento. Ma perché ambientare a Cisternino la scomparsa del bambino e non, ad esempio, a Ceglie Messapica, o a Ostuni, o a Brindisi, o a Bari o altrove? Ricordate il bambino morso da una vipera proprio a Cisternino due giorni fa? L'associazione con questo caso gioca a favore della diffusione di questa bufala.

I buontemponi autori del messaggio saranno amanti della bufala, magari volevano servirla sulle tavole dei pugliesi e non solo, rubando magari il primato alla Campania. Hanno trovato in questi compiacenti persone che su Facebook e non solo non vanno tanto per il sottile e sono facili al copia e incolla, tanto più che vengono sollecitati nel più profondo delle emozioni. Sara Scazzi domani, 26 agosto 2011, compie il triste primo anniversario della sua scomparsa in una cittadina come Avetrana non distante più di quaranta kilometri da Cisternino. Perciò questa bufala alla fine rischia di essere indigesta per il cattivissimo gusto con cui è stata confezionata.

Ma non è tutto. L'alto numero di catene di Sant'Antonio e di bufale che circolano in rete rischiano di far passare inosservati i veri appelli, quando ci sono. Perciò sveglia internauti vecchi e nuovi. Imparate a seguire i consigli antibufala di Paolo Attivissimo. Per un uso consapevole della rete.

Su questa bufala potete guardare questo breve servizio di Tele Brindisi Tv.

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Ultima modifica il 6 ottobre 2015 alle 15:35

Per il secondo anno consecutivo ho deciso di partecipare al Metodi Festival. Ci sono stato, infatti, nell'ottobre del 2010 e ci torno il prossimo ottobre. Questo festival è una rassegna internazionale sulle tecniche di recitazione che si svolge durante i primi 10 giorni di ottobre nell'Alta Maremma. E' una straordinaria occasione di formazione e di pratica: ogni mattina, infatti, si svolge il convegno sui temi della recitazione prescelti e ogni pomeriggio c'è il workshop con uno dei docenti. Questi ultimi sono di livello internazionale e provengono da un po' tutte le parti del mondo. Quest'anno sono:

  • Will Bond, attore della Siti Company di New York;
  • Karen Kolhaas, insegnante dell'Atlantic Theater di New York;
  • Sharon Carnicke, attrice e insegnante dell'Università Sud California;
  • Horacio Czertok, regista e insegnante del Teatro Nucleo di Ferrara.

...continua a leggere "Metodi Festival, perché esserci"

Ultima modifica il 8 ottobre 2013 alle 19:04

Schermata della smentita della fondazione
Schermata della nota di smentita della Fondazione della Taranta

Non credo che il "malinteso" sia partito dal nulla e senza ragione, piuttosto credo che l'emittente stia contravvenendo al modello di sviluppo de La Notte della Taranta (Lavinia Tosti Di Valminuta)

la Fondazione La Notte della Taranta non ha alcuna voce in capitolo sulla trasmissione dell'evento? presumo che avrà venduto l'esclusiva a telenorba che si ripagherà con l'investimento degli sponsor. (Alessio Cosma)

la fondazione dovrebbe essere attenta e vigile a tutti i marche che si accostano al proprio marchio ... e non ci crede nessuno che la fondazione non fosse a conoscenza di tali accordi!! (Fabio Maria Fabrizio)

Questi ultimi sono tre dei tanti commenti che si possono leggere a margine della nota di smentita da parte della Fondazione della Notte della Taranta circa la sponsorizzazione da parte dell'ILVA di questo noto evento pugliese ribadita anche dal presidente Nichi Vendola in un suo tweet.  Da alcuni giorni, infatti, su Telenorba va in onda uno spot in cui L'ILVA figura tra gli sponsor del concertone, questa la notizia che ha fatto indignare e arrabbiare molti tarantini. E' evidente che all'ILVA hanno approfittato di questa occasione data loro da Telenorba di fare quel che apparirebbe una sorta di marketing territoriale, per riciclare la l'immagine di quest'area industriale tra le più inquinanti al mondo. Ma la mossa pare non solo inefficace ma che abbia avuto l'effetto contrario inasprendo gli animi dei tarantini e non solo. E' di pochi mesi fa l'incidente probatorio a seguito delle indagini dei carabinieri del NOE.

Mi sento di esprimere la mia solidarietà ai tarantini che sono stato a trovare lo scorso 9 giugno 2011. In quell'occasione ho recitato questo cunto che ripropongo qui di seguito e che parla anche del destino di Taranto. Buona visione.

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Ultima modifica il 23 marzo 2017 alle 6:03

Romano Prodi
Romano Prodi (Photo credit: Wikipedia)

Torno ad occuparmi della crisi finanziaria dopo l'articolo di ieri. Questa volta voglio occuparmi della debolezza dell'Europa e delle possibili misure in Italia.

Cara Europa, cara Italia se ci siete battete un colpo, avrà chiesto Romano Prodi in una seduta spiritica come quella in cui fu coinvolto ai tempi del rapimento di Aldo Moro. Dopo la seduta avrà preso tastiera e schermo per scrivere l'editoriale pubblicato da Il Messaggero di oggi 21 agosto 2011 in cui fa appello al Parlamento Europeo a fronte dell'attuale crisi finanziaria perché torni a giocare il suo ruolo politico. Gli fa eco Giuliano Amato che dalla colonne de Il Sole 24Ore, sempre di oggi, chiede a Herman Van Rompuy, attuale presidente del Consiglio Europeo, di convocare una riunione dell'Ecofin. Due politici di lungo corso che nutrono fiducia nella politica dunque, per rispondere al dilemma di ieri, che secondo loro può ancora governare ciò che non solo sembra ingovernabile, come il mercato finanziario, ma che sembra governare esso stesso le sorti dei paesi europei costringendoli addirittura a cambiare le loro costituzioni come vorrebbe fare  chi vuole introdurre il pareggio di bilancio nella carta costituzionale.

Nelle borse mondiali c'è chi vende scommettendo nell'incapacità dei governanti europei (e non solo) e chi compra sperando che siano capaci di tornare a governare, se lo hanno mai fatto davvero. In tutto questo la Germania dice no agli Eurobond, le obbligazioni del debito pubblico dei paesi dell'Unione. Ma perché? Perché la Merkel e i suoi connazionali hanno paura dell'inflazione spiegano gli esperti. I tedeschi non saranno favorevoli a questi titoli finché i paesi dell'unione non si saranno avviati ad un sano pareggio dei loro bilanci. Non è un caso che si stia rafforzando il franco svizzero con una Svizzera che presenta addirittura un avanzo di bilancio. Chi può allora investe in franchi svizzeri o in yen o in oro, aspettando il ritorno dell'Unione Europea.

Intanto in Italia si pensa di intervenire sulla previdenza, insieme alle altre misure come il ritocco dell'aliquota Iva e il contributo di solidarietà. Che è come dire: caro cittadino che hai maturato il diritto alla pensione, siccome finora siamo stati incapaci qui al governo di risanare il nostro mostruoso debito pubblico e visto che le borse di tutto il mondo ci stanno dando addosso adesso in pensione ci vai più tardi e continui a lavorare là dove stai per rimediare a questa situazione. Lascio immaginare come si sentano queste persone, soprattutto se pensiamo che quasi nessuno propone la riduzione delle spese militari o l'ICI sugli immobili del Vaticano.

Un'altra importante mossa può venire dalla eliminazione dei sussidi di stato alle aziende in cambio di sconti fiscali, come ci consigliano di fare i cinesi e come ci ricorda un'analisi di Francesco Sisci pubblicata su Il Sole 24Ore di quest'oggi. Sovvenzionare le aziende non solo non è sano ma sottrae ingenti fondi allo stato che potrebbero aiutarci a ripianare il debito che abbiamo. In questo modo se le aziende diventano più sane, perché camminano con le loro gambe e non con le stampelle, riusciamo a recuperare forse quella parte degli 88 mila posti di lavoro persi nel 2011 come denuncia oggi Unioncamere.

Spero tanto che Romano Prodi nella sua prossima seduta spiritica si faccia dare consigli da Don Sturzo e La Pira, che gli apparvero nella seduta su Moro, consigli su come dobbiamo fare ad avere un vero governo, un governo all'altezza della situazione, che sappia agire con equità.  E se questi due spiriti confidano in un terzo governo Prodi per favore tengano la nave Italia al riparo da tempeste che non lo scalzino dal timone per la terza volta.

E voi a cosa state ricorrendo per scacciare la crisi? A corni, amuleti e sedute spiritiche anche voi?

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Ultima modifica il 3 gennaio 2017 alle 15:07

È da un po' di tempo che cerco di capire in cosa consiste questa crisi finanziaria che stiamo attraversando e quali sono le sue conseguenze. Stamattina ho raccolto un po' di risorse tra giornali e articoli online per spiegarla nella maniera più semplice possibile.

"Se scoppia una guerra voglio vedere come farai". È stato questo il monito che spesso mia madre mi ha rivolto allorché mi vedeva compiere qualcuno di quegli sprechi figli del nostro benessere. Figlia di una generazione che ha vissuto la seconda guerra mondiale, ma anche la prima, ha ben vivo il ricordo dei tanti sacrifici che chi ha attraversato quelle due calamità ha dovuto compiere. Quando ti senti rivolgere un monito simile pensi che una simile catastrofe non ti si presenterà più davanti perché ormai l'umanità ha imparato la lezione, ha già dato, pensi. Il passare degli anni e le guerre che vedi in Iraq e Afghanistan ti confermano questa tesi perché ti senti parte del mondo occidentale e civilizzato. Ti senti al sicuro. In realtà la possibilità di un terzo conflitto mondiale non è poi così lontano, se ad esempio consideriamo quello che potrebbe succedere per l'approvvigionamento dell'acqua tra qualche decennio. Tuttavia in questo momento siamo tutti seduti su un castello di carte che potrebbe crollare presto, se non lo sta già facendo. Parola di Aldo Giannuli in un articolo che spiega con chiarezza la crisi finanziaria che stiamo attraversando. Scrive Giannuli:

Qualche giorno fa (6 agosto 2011 p. 10) il “Sole 24 ore” – che non è esattamente l’organo dei “marxisti arrabbiati” – ha pubblicato un articolo da quale apprendiamo che, sommando i valori scambiati da tutte le borse si arriva a circa 50.000 miliardi di dollari, cui dobbiamo sommare i 95.000 di tutte le obbligazioni esistenti ed i 466.000 miliardi nelle diverse forme di derivati. Tutti insieme i mercati finanziari, assommano un valore pari a 611.000 miliardi di dollari (senza tener conto delle valute).

La cosa interessante è che se consideriamo, invece, l’intero Pil mondiale (che è l’indice più accreditato – ancorchè discutibilissimo – dell’economia reale) arriviamo a stento a 74.000 miliardi. Dunque: il valore dei cd “prodotti finanziari” è otto volte maggiore a quello dell’economia reale!!!!!

Ora convertire quella montagna finanziaria in economia reale è in pratica impossibile e se si facesse, anche per una piccola parte, il suo valore si ridurrebbe di molto. Quindi non è conveniente. Meglio continuare a fare soldi con i soldi, speculazioni contro Grecia, Spagna e Italia comprese. Tutta colpa del mercato dunque? In proposito c'è chi afferma che:

Il mercato è un sistema basato sui profitti e sulle perdite. Se si eliminano le seconde, non funziona più nulla, anche se nel breve termine sono tutti contenti. L’attuale crisi è la prova del disastro che può causare lo Stato quando interviene sul mercato in maniera incompatibile con le leggi economiche, e col buonsenso.

È quel che afferma Pietro Monsurrò analizzando le cause dell'attuale crisi finanziaria. Penso che la responsabilità non sia attribuibile in modo esclusivo a uno dei due poli: o lo stato o la borsa. Anche se mi sembra chiaro che non puoi fare come la Grecia che è arrivata a falsificare i bilanci o come l'Italia che non si decide mai ad affrontare sul serio il suo enorme debito pubblico. L'Europa prova ad uscirne con gli eurobond anche se Angela Merkel è contraria. Sullo sfondo però c'è un serio rischio di collasso dell'euro e di disgregazione della comunità europea. Basta leggere i giornali di oggi per rendersene conto, con buona pace di Beppe Grillo che li giudica troppo viziati dalle lobby. È come se la Merkel in questo momento difficile stesse ripetendo lo stesso slogan che sentiamo certe volte oltreoceano: "First Deutschland" mutuato da "America First". Sul perché di questo isolamento scrive su La Repubblica di oggi 20 agosto 2011 un bell'editoriale Ulrich Beck:

la Merkel non fa che replicare un euro-nazionalismo tedesco, secondo cui l'Europa può guarire prendendo a modello gli orientamenti di fondo e la politica economica del governo tedesco.

Come può uscire da questa situazione il piccolo azionista o chi non ha investimenti di questo tipo ma subisce le conseguenze che le politiche economiche degli stati europei stanno adottando, in primis in Italia? Ieri vedevo ai tg che molti napoletani si recano al banco dei pegni. Avranno le loro ragioni per farlo. Ma se si può, secondo me, è meglio restare fermi, non fare niente, aspettare che passi la buriana, cercare di resistere e ripararsi alla meglio. Una mia prozia una volta per sfuggire ai bombardamenti di notte per la fretta di scappare uscì di casa con addosso il pezzo di stoffa con cui ci si puliva dopo i bisogni corporali che una volta, quando non c'era l'acquedotto, si facevano in una specie di vaso da notte più grande. Era parecchio imbrattato ma un po' per la paura e un po' per la sua disinvoltura sembrò un elegantissimo foulard. Prepariamoci perché la crisi durerà ancora due-tre anni nella migliore delle ipotesi.

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Ultima modifica il 30 giugno 2013 alle 19:24

Mimmo Vitale
Mimmo Vitale il giorno del giuramento.

Ci sono delle persone che non ti scordi, nel bene e nel male. Se Nedo Consoli, ristoratore e presidente dell'associazione madonnari d'Italia, dopo anni ieri incontra mio padre per caso e gli lascia un ricordo di mio fratello Mimmo un motivo ci sarà. E' evidente che non s'è scordato di mio fratello Cosimo Vitale, Mimmo a casa e per gli amici, che è stato anche lui madonnaro, oltre che pizzaiolo. Si conobbero in una delle edizioni del raduno nazionale dei madonnari al santuario della Madonna delle grazie di Curtatone nei pressi di Mantova. Il caso vuole che oggi si compia il quattordicesimo anno dalla scomparsa di Mimmo, avvenuta il 18 Agosto del 1997. La testimonianza di Nedo mi sprona a pensare alla vicenda di mio fratello, alla sua vita e alle condizioni in cui perì.

Stamattina ho letto la notizia di un tir carico di plastica che ha preso fuoco sulla statale sette, nei pressi di Mesagne. La mia mente va al tir sovraccarico di barbabietole da zucchero riverso sulla provinciale tra Oria e Manduria, nei pressi della masseria "La Palombara" e non lontano dal campo profughi, che ho visto dopo l'incidente in cui perse la vita mio fratello. Che molte delle nostre strade, realizzate decenni e decenni fa, siano inadeguate al tipo di traffico che vi scorre oggi è facile considerazione che si può fare percorrendole: molte strade, come quella tra Oria e Manduria, sono attraversate da mezzi pesanti, mezzi da lavoro, trattori, tir:  tutta una serie di mezzi ingombranti che se non condotti con responsabilità portano facilmente all'incidente. Alla guida occorre essere sobri, lucidi, prudenti. Sembra scontato ma non lo è se consideriamo gli incidenti stradali causati dalla guida sotto l'effetto di stupefacenti e/o di alcool. L'introduzione del reato di omicidio stradale, di cui si parla in questi giorni,  non è la panacea di questo gran male dei giorni nostri  ma almeno introduce una deterrenza oltre che affermare un principio di giustizia. Per questo invito a firmare la proposta di legge popolare che sta portando avanti l'associazione Lorenzo Guarnieri.

Da quest'anno ho deciso di realizzare una pagina facebook con quel che mi resta di Mimmo: le sue foto, i ricordi, i pensieri, ecc. Invito tutti a diventarne fan per un motivo molto semplice. In questi quattordici anni ho capito che molto più della morte fisica uccide l'oblìo. Troppo spesso abbiamo timore a parlare o a ricordare qualcuno che non c'è più ai suoi familiari e ai suoi parenti, per non rinnovare loro il dolore, pensiamo. Invece anche se al ricordo è associato spesso uno stato di tristezza, dolore, commozione tutto questo è catartico. Intristisce molto di più il fatto che i nostri cari con il tempo siano dimenticati. Ed allora quest'oggi voglio lasciarvi con una brevissima biografia di mio fratello.

Mimmo Vitale in treno.
Mimmo Vitale in un treno.

Cosimo Vitale, in famiglia e per gli amici Mimmo, è nato a Mesagne il 19 Aprile del 1977, secondogenito di una famiglia con papà operaio ai cantieri navali di Taranto e la mamma benzinaia al distributore del santuario di San Cosimo alla Macchia, nei pressi di Oria (Brindisi). Bambino taciturno, avrebbe conservato una timidezza caratteriale fino ai 12 anni circa, quando divenne chierichetto presso la parrocchia di San Francesco di Paola ad Oria. Castano chiaro di capelli da bambino veniva spesso scambiato per una bambina sia per la lunghezza dei suoi capelli, al cui taglio si opponeva con tutte le sue forze, sia per la sua bellezza che conservò per tutta la sua breve vita. Ha frequentato le scuole elementari Camillo Monaco dove però non ha avuto una buona insegnante la quale non ha saputo incanalare verso l'apprendimento il suo carattere un po' introverso ma generoso. Anche la sua permanenza al distaccamento delle scuole medie Francesco Milizia, presso il seminario vescovile, e il successivo biennio in un istituto tecnico industriale brindisino sono stati caratterizzati da voti non alti e da lamentele da parte degli insegnanti, eccezion fatta per l'educazione fisica e il disegno. Come suo padre Leonardo e suo zio Tommaso si diletta prima nella realizzazione di disegni, acquarelli, tempere. Dopo impara i segreti dell'arte dei madonnari arrivando anche a partecipare ad un raduno internazionale presso il santuario della Madonna delle Grazie di Curtatone, vicino Mantova. Quest'arte gli sarà utile durante il servizio militare prima nella caserma dell'aeronautica di Viterbo e poi a Roma dove prende parte ai picchetti d'onore (altare della patria, Quirinale, aeroporto ecc.). Per mantenersi e lasciare che gli aiuti finanziari della famiglia siano convogliati al fratello Giuseppe, allora studente in Roma, a volte fa il madonnaro e altre volte realizza dei quadretti con le vernici delle bombolette a spray. Tornato in Puglia a 20 anni frequenta un corso per diventare pizzaiolo durante la primavera del 1997. Nell'estate dello stesso anno è pizzaiolo presso il ristorante pizzeria "Primula Rossa" di san Pietro in Bevagna (Taranto). Acquista con i suoi soldi la sua prima auto: una fiat Croma, la sua auto preferita, usata. Nell'agosto di quell'anno c'è un lungo ponte: dal 14 al 17. Lui è l'unico pizzaiolo e ogni notte sforna centinaia e centinaia di pizze. Lunedì 18 il lavoro sarebbe scemato di molto perché le presenze sarebbero state meno numerose. Leonardo, il suo datore di lavoro, lo invita a prendersi un meritato giorno di riposo. Anche la madre Benedetta lo invita a restare a casa quel pomeriggio. Per senso del dovere non ascolta nessuno e dopo la doccia si infila nell'auto e si ferma al distributore di carburante sulla via per Manduria. Quel giorno però non c'è benzina. Si dirige allora verso Manduria dove pensa di fare benzina. A Manduria però non ci è più arrivato. Su un dosso si ritrova quasi a centro strada un tir sovraccarico di barbabietole da zucchero e la strada è troppo stretta per passare.

E ora diventane fan.

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Ultima modifica il 31 luglio 2016 alle 14:29

Pubblico al Globe Theatre di Roma.
Pubblico al Globe Theatre di Roma durante una rappresentazione estiva.

Senza pubblico non c'è teatro. Per costituzione il teatro non è tale senza il pubblico. Spesso, però, il pubblico è ignorato, dimenticato e nella migliore delle ipotesi "tollerato" a teatro. E non deve arrecare disturbo con gli squilli dei cellulari. A San Pietroburgo hanno messo a punto un sistema per bloccare il segnale di telefonia mobile. Quelli che non ne possono più del trillare di apparecchietti anche al cinema e al teatro cominciano a tirare un sospiro di sollievo. Ma il pubblico non deve nemmeno tossire, non deve scartocciare caramelle, non deve mangiare i pop corn, deve stare al buio e non deve in nessun caso parlare. Deve solo applaudire magari alla fine e anche tanto. E poi deve sgomberare il teatro in fretta in modo disciplinato. Siamo lontani, insomma, dai tempi di Shakespeare quando il pubblico assisteva mangiando, chiacchierando e rumoreggiando agli spettacoli.

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Ultima modifica il 14 maggio 2018 alle 17:09

Sergio Rubini e Guido Giaquinto.
Sergio Rubini e Guido Giaquinto.
I frequentatori più o meno fedeli del mio sito web ricorderanno che la grafica era diversa, che c'era un blog che curavo di settimana in settimana con molti post. Ora ho cambiato il sistema di pubblicazione dei contenuti (il C.M.S.) passando da dblog a wordpress. Come conseguenza quei post non ci sono più. Occasione buona per far piazza pulita di tante fesserie che ho scritto. Però di tanto in tanto ripescherò alcuni di quei vecchi post e ve li riproporrò. Uno di questi, che pubblico oggi, è la mia recensione dell'ultimo film di Sergio Rubini, che scrissi il 28 settembre del 2010.