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Image via Wikipedia

Il 2012, cari amici, sarà l'anno dei maghi. Non i maghi che truffano un sacco di soldi con carte, filtri, pranoterapia e roba simile, no. Parlo di un'altra magia, la magia di chi si mette alla ricerca come i cavalieri della tavola rotonda di Re Artù o come la magia dei riti di iniziazione a cui gli adolescenti sono sottoposti, anche oggi, nonostante crediamo di essere più progrediti culturalmente dei nostri progenitori. L'anno che verrà porterà dunque una trasformazione, come canta la canzone L'anno che verrà di Lucio Dalla. Ma questa trasformazione dipende dalle nostre mani, ne siamo noi gli artefici come l'homo faber suae quisque fortunae. Un po' torneremo al Rinascimento dunque nel 2012 perché potremmo riscoprire quel sottile senso magico delle cose, quel rapporto con la natura che diventa la fonte primaria dell'imitazione necessaria nelle arti e non solo. Protagonisti dunque nell'anno che sta per nascere saranno tutti coloro che lavorano con le metafore e con tutti gli strumenti con cui il senso viene dilatato, ampliato, magnificato. Nasceranno così nuove visioni del mondo che ci permetteranno di rielaborare anche la questione della distribuzione delle risorse che la speculazione internazionale, all'origine della crisi economica di Grecia e Italia, sta concentrando sempre più nelle mani di pochi.  Artisti, attori, registi, poeti, scrittori, prestigiatori ci regaleranno  un nuovo mondo. Buon 2012 a tutti.

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viva la poesia
Viva la poesia. Di Jorge Mejía.

Dove corre questa cerva scritta in un bosco scritto?
Ad abbeverarsi a un'acqua scritta
che riflette il suo musetto come carta carbone?
Poggiata su esili zampe prese in prestito dalla verità,
da sotto le mie dita rizza le orecchie.
Silenzio — anche questa parola fruscia sulla carta
e scosta
i rami generati dalla parola«bosco».

Sopra il foglio bianco si preparano al balzo
le lettere che possono mettersi male,
un assedio di frasi
che non lasciano scampo.

In una goccia d'inchiostro c'è una buona scorta
di cacciatori con l'occhio al mirino,
pronti a correr giù per la ripida penna,
a circondare la cerva, a puntare.

Dimenticano che la vita non è qui.
Altre leggi, nero su bianco, vigono qui.
Un batter d'occhio durerà quanto dico io,
si lascerà dividere in piccole eternità
piene di pallottole fermate in volo.
Non un cosa avverrà qui se non voglio.
Senza il mio assenso non cadrà foglia,
né si piegherà stelo sotto il punto del piccolo zoccolo.

C'è dunque un mondo
di cui reggo le sorti indipendenti?
Un tempo che lego con catene di segni?
Un esistere a mio comando incessante?

La gioia di scrivere.
Il potere di perpetuare.
La vendetta d'una mano mortale.

Wislawa Szymborska

Ho voluto trascrivere nel mio blog questa poesia nel primo volume della collana Un secolo di poesia che presenta oggi, 27 dicembre 2011, Il Corriere della Sera che sta pubblicando le grandi voci della poesia del Novecento. Mi sembra una iniziativa degna di nota, degna della vostra attenzione. Perché credo che la gioia di scrivere poesia è anche la gioia di leggerla.

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Ultima modifica il 6 ottobre 2015 alle 15:54

Buttati che è morbido.
Buttati che è morbido. Disegno di Angela Rubino.

Perché dell’immagine si dovrebbe farne una quiete. Perché delle fate non se n’è mai vista l’ombra, se non solo sotto l’estasi di un bianco veneto mattutino. Perché in lingue più tirchie, la parola "perché" cambia, se accompagnata a un punto interrogativo?

Comincia così un bel post della mia amica artista Angela Rubino, autrice anche della vignetta, che ha scritto nel suo profilo Facebook e nel quale ha avuto la bontà di citarmi. Infatti più volte mi ha sollecitato ad usare un suo testo comico o a fare qualcosa con lei visto e considerato che l'ho conosciuta anche come valente attrice-improvvisatrice. Ve lo propongo perché con diletto, divertendoci, Angela ci parla di molti perché che sarebbe meglio non evitare in questo Natale.

Ma soprattutto perché mi fate gli auguri per il 25 dicembre? Non sono stata incoronata regina con Carlo Magno, tantomeno ho partorito essendo vergine, ma solo avendo un Vergine accanto (suo marito fa Vergine di cognome n.d..r.) e ricordo che quel giorno faceva un grande caldo, era luglio e tra le corsie dell’ospedale si sentivano televisorini echeggiare parate di mondiali di calcio così indimenticabili da far rabbrividire i mercanti sferici di palle lanciate dalle bocche durante i dopo partita. Perché dopo un estenuante tour di regali per convenzione, perché mi sento esausta? Perché la commessa della profumeria dopo che le ho precisato di non avere più polsi disponibili, continuava a spruzzarmi essenze alcoliche fino a rendermi simile a una zoccola di un saloon appena uscita da uno spaghetti western. Perché Giuseppe Vitale non considera questo? Perché questo crescendo teatrale potrebbe essere uno spunto per farne una sua interpretazione comica. Succede perché non si trova più neanche un barattolo di miele di acacia o di castagne il giorno della vigilia di Natale e tocca caramellare le cartellate col millefiori. Perché se al salumiere chiedo di fare un panino per il ragazzo senegalese che sta fuori dal supermercato, mi sento attorniata da sguardi increduli, non tanto per l’acquisto, ma per il fatto che abbia fatto la fila al bancone per questo. Ma soprattutto, perché il salumiere gli ha messo il prosciutto nel panino? “Mi scusi, mettiamo che è musulmano”. “Ormai l’ho fatto signò, perché?” Niente, non dico niente, perché nel frattempo uno accanto mi dice: “Se stanno qua, si devono adeguare”, ancora, “Perché se hanno fame, non devono pensare alla religione”. Buon non so perché.

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Ultima modifica il 29 gennaio 2016 alle 14:05

Madonna con Bambino addormentati (Madonna and Child asleep) - hermansji
Madonna con Bambino addormentati (Madonna and Child asleep) - hermansji

E' possibile essere credenti in Dio ma non accettare l'Immacolata Concezione di Maria? Bisogna per forza accettare il dogma o è possibile un'altra lettura del Natale? Io dico che non solo Maria non era vergine ma che anzi la potenza di Dio passa per il corpo della donna e dell'uomo e dei loro atti. Maria è l'Alma madre proprio in virtù di questo.

Oggi, 24 dicembre 2011 e vigilia di natale, ho riletto, infatti, il primo capitolo del Vangelo di Matteo dove si narra di come Giuseppe assume la paternità legale di Gesù e cioè tra i versetti 18 e 25.  E mi sono soffermato su alcuni versetti che voglio commentare con brevità.

Maria, essendo promessa sposa di Giuseppe, prima che andassero a vivere insieme si trovò incinta per opera dello Spirito Santo

recita il versetto 18.  La domanda è: come opera lo Spirito Santo? E prima ancora: cosa o chi è lo Spirito Santo? La parola spirito in ebraico significa soffio, vento. Quindi è qualcosa di fisico, qualcosa di tangibile. Lo Spirito Santo è appunto la stessa azione di Dio. Di quest'ultimo sappiamo che le vie sono infinite, che nulla gli è impossibile.  Perciò lo Spirito Santo non è qualcosa di separato dalla vita di tutti i giorni e quindi non dovrebbe disdegnare le vie quotidiane ed ordinarie d'agire, quelle che usiamo tutti noi. Perciò tutte le donne, o quasi, sono incinta per opera sua se ci pensiamo. Perché protendere per una via a tutti i costi miracolistica e soprannaturale? Non è forse la vita stessa e il suo perpetuarsi un miracolo sufficiente?

Giuseppe suo sposo, che era giusto e non voleva ripudiarla, decise di licenziarla in segreto.

Giuseppe insomma non applica la legge prevista in questi casi, quindi non espone alla diffamazione con il ripudio legale la sua promessa sposa. Ma chi ha reso incinta Maria? Dio risponderanno i cattolici ed hanno ragione, nella stessa misura in cui tutte le nostre madri sono rese incinte da Dio perché tutti siamo figli di Dio. Noi siamo figli indiretti si potrebbe ribadire mentre Gesù è il figlio diretto di Dio, perché attraverso di lui si compisse l'opera della salvezza la quale prevede che Dio stesso si faccia uomo. Quindi Gesù è Dio stesso e non può quindi essere figlio di un uomo. Ora il punto è: se non può essere figlio di un uomo come fa Dio a farsi uomo? Oppure ha solo preso le apparenze di un uomo? Ma su questo la chiesa cattolica non ha dubbi: Gesù fu vero uomo.  D'altronde spesso nel Nuovo Testamento compare l'espressione "il figlio dell'uomo" a proposito di Gesù. Quindi non credo che sia contraria alla fede in Dio il ritenere che Maria fosse incinta di un altro uomo. So che qui scateno le ire di chi difende il dogma dell'Immacolata concezione. Però invito tutti a riflettere su quello che succede ad Agar, schiava di Abramo e di sua moglie Sarai di cui si narra nel sedicesimo capitolo della Genesi. Lei non poteva dargli dei figli perciò lo invita ad unirsi con la schiava. Dal parto di Agar, i discendenti di Ismaele, verranno fuori gli arabi del deserto. Ora è vero che dopo Sarai diede alla luce Isacco, dal quale nacque la stirpe davidica che porterà fino a Gesù, però in un primo momento questa schiava fu ripudiata. Tanto che l'angelo del Signore la richiama indietro dicendole

Moltiplicherò la tua discendenza e non si potrà contarla per la sua moltitudine.

Ora se la discendenza di Agar deriva da una unione carnale con Abramo perché Gesù dovrebbe essere esente da essa? Perché non pensare che Maria abbia vissuto una sorte simile a quella della schiava? Impossibile perché Maria era vergine si dirà, citando Isaia 7,14:

Ecco la vergine concepirà e partorirà un figlio che sarà chiamato Emanuele.

Ora però la traduzione greca, dalla quale derivano la gran parte dei testi biblici che conosciamo, traduce con "la vergine" il termine ebraico 'almah che designa sia una giovane sia una donna appena sposata. Invece il termine ebraico per "vergine" è bethulah. La questione è origine di una controversia. C'è chi ha confrontato la versione della Bibbia della C.E.I. con quella della Società Biblica di Givevra e ha rilevato che spesso nella prima si prende a pretesto la tradizione quando un qualche termine si discosta dalle dottrine cattolico-romane.  La Bibbia di Gerusalemme, che ho consultato io e dalla quale ho preso le citazioni che leggete su, su questo punto dice che siccome la Septuaginta (la versione della Bibbia in lingua greca, che la tradizione vuole tradotta direttamente dall'ebraico da settanta saggi ad Alessandria d'Egitto) propende per la verginità allora la traduzione consacrata nei vangeli è quella che parla di verginità di maria. Che è come dire: siccome questo errore ci è comodo lo perpetuiamo. Ma è un grande peccato perché invece di portarci sulla strada della sacralità del grembo di Maria ce ne distoglie. Perché è probabile che quel concepimento fosse avvenuto per una violenza, per esempio, magari ad opera dei soldati romani. So che qui invento, che non ci sono testi che avvalorano un evento simile ma Matteo ci narra il Natale dal punto di vista di Giuseppe che si trova questa donna in uno stato tale in cui avrebbe dovuto metterla alla gogna, magari senza che lei ne avesse colpa. Ed è qui lo scarto che restituisce il senso di un intervento divino: divino è quell'amore di Maria che porta avanti la sua gravidanza e non la nasconde al promesso sposo e divino è l'amore di quest'ultimo che accetta e ama un figlio non suo. Insistere, invece, sull'immacolata concezione lo trovo un facile rifugio per i pigri della fede, per coloro che non si vogliono sforzare di leggere i segni di Dio nella storia e che hanno bisogno di magie e miracoli.

Un Dio fattosi bambino lo trovo il più grande atto di profezia fatta da Dio. E' la Parola stessa, il Verbo che si fa carne, come dice il prologo del Vangelo di Giovanni. Per fare questo è necessario passare da quello stretto passaggio che sono le parti basse dell'uomo, la sua pancia e ciò che vi sta ancora più sotto perché è proprio il bacino il centro di quella meraviglia dell'universo che è il corpo umano. Perciò non vi è nulla di più mistico del fare l'amore. Non c'è bisogno di rendersi eunuchi per entrare nel regno dei cieli. Gesù Bambino sia ancora una volta il simbolo di coloro che, credenti o no, sono alla ricerca dei segni di un Dio fattosi quotidiano ed ordinario.

Maria diventa allora l'Alma madre in virtù del suo amore, un amore che Dio riversa su di lei come riversa su tutte le madri del mondo. La sua anima è grande in virtù della sua gioventù, non della sua verginità.

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La stella cometa
La stella cometa. Paolo Del Signore.

In questo 2011 tutti noi, o quasi, avremo un natale impossibile. Chi l'avrebbe mai detto: l'impossibile, ciò che nemmeno speravamo o sognavamo sta accadendo. E la buona notizia è che ciascuno di noi può avere la sua buona fetta di impossibilità.

"Sembrava impossibile ma ce l'abbiamo fatta" recita lo spot dell'amaro Montenegro. Quante volte accade, infatti, che l'impossibile si realizza? L'altra buona notizia è che è normale che sia così, che è la nostra vocazione, perché tutti noi siamo "cercatori di impossibile" secondo una formula di cui parla Jacopo Fo in un suo recente post. In esso ci parla del fatto che la stessa vita, in fondo, è un evento che era improbabile, se non impossibile, ai suoi albori eppure eccoci qui, il pianeta è rigoglioso di vita nonostante che la stiamo mettendo a repentaglio. La storia stessa dell'evoluzione procede per balzi impossibili scrive Jacopo ed una volta esaurite tutte le possibilità a disposizione ecco che l'impossibilità sorge come l'alba a rischiarare l'orizzonte degli eventi. Perciò non ci resta che rispondere a questa grande chiamata alla nostra Mission Impossible.

I cristiani, in particolare, hanno un rapporto molto stretto, intimo, carnale con l'impossibilità dal momento che sanno che "Nulla è impossibile a Dio" come afferma Maria dopo l'annuncio di Gabriele. Il Natale è appunto ciò che nelle altre religioni viene dichiarato impossibile, come nell'Islam, o non contemplato: Dio diventa uomo, si fa carne. D'altronde la Bibbia è un costante percorso all'interno dell'impossibilità. Si pensi, ad esempio, all'esodo degli Ebrei dalla schiavitù d'Egitto e al loro peregrinare nel deserto alla ricerca della terra promessa.

Con questo mio post voglio augurare ai miei lettori, agli amici, ai fan, a chiunque capiti anche per caso qui un Natale impossibile: quel Natale che non immaginavamo di poter avere. "Un altro mondo è possibile" ci siamo sentiti dire per anni da quei movimenti della società civile che salirono alla ribalta della storia durante il G8 di Genova. Quei movimenti ci volevano dire che è impossibile andare avanti con un'idea di sviluppo basata su ingiustizia e sfruttamento. Portarono all'apice delle alternative che stanno diventando patrimonio comune come il commercio equo e solidale, il turismo responsabile, il consumo critico. E sono tornati a farsi sentire durante lo splendido momento di democrazia e cittadinanza attiva che è stato il referendum sull'acqua.

L'impossibilità che auguro attraverso un Natale impossibile è quella stessa impossibilità poi rivelatasi possibile nella storia. Pensiamo all'impossibilità di attraversare le colonne d'ercole che fa condannare Ulisse nell'Inferno di Dante poi affrontata da Colombo qualche secolo dopo. Pensiamo alla impossibilità che la terra non fosse al centro del sistema solare, idea per fortuna confutata dalla rivoluzione copernicana. Pensiamo alla impossibilità di avere democrazia nei sistemi di governo non occidentali messa in crisi dalla recentissima primavera araba. Pensiamo ad idee ritenute impossibili come quella che faceva dire nel 1895 a Lord Kelvin che era impossibile che macchine più pesanti dell'aria volassero. Oppure pensiamo alla casa discografica che nel 1962 disse ai Beatles che la loro musica non sarebbe mai piaciuta alla gente. Vi consiglio di leggerla la lista di idee ritenute impossibili.

"E' impossibile che prendano uno di due in un film con un cast stellare con Michele Placido, Sergio Rubini, Fabrizio Bentivoglio, Mariangela Melato, Giovanna Mezzogiorno" mi disse nel 2003 un amico. Uno di noi due in realtà fu preso ne L'amore ritorna e quello fui io.  Avevo imparato una lezione di dieci anni prima quando pensavo che era impossibile campare d'arte e per questo lasciai Roma e una iniziale amicizia con Ascanio Celestini che mi aveva invitato ad andare a provare alcune cose che stava iniziando a fare. "Sarà impossibile per me tornare in Italia e vivere una relazione con te" mi disse Nesrine, la mia fidanzata musulmana e algerina, spaventata dall'11 settembre 2001 e dai rigurgiti di terrorismo nel suo paese e dalle difficoltà di avere il visto. Eppure riuscimmo ad avere una relazione durata tre anni. E' impossibile che io reciti in teatro, ho pensato ad un certo punto della mia vita, eppure nel 2011 questo è diventato possibile grazie al maestro Enzo Toma. Se penso alla mia vita la vedo come una continua preparazione all'impossibile. Perché anche la tua non dovrebbe essere simile, migliore della mia?

Cari amici in questo Natale abbiamo addirittura la nostra stella dell'impossibilità. L'hanno scoperta ad agosto di quest'anno. Si chiama proprio "stella impossibile" e non è bella e impossibile, come nella canzone della Nannini, ma è bella e possibile. Eppure non dovrebbe esistere. Invece lei sfida le leggi fisiche dell'universo e si gode una longeva esistenza: ha infatti qualcosa come 13 miliardi di anni. E' lei che rischiara il cammino di noi, novelli pastori, magi, vagabondi, artigiani del grande presepe dell'impossibilità che è il mondo. Buon Impossibile Natale.

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