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Ultima modifica il 17 ottobre 2015 alle 14:20

barche a Brindisi
Barche sul porto di Brindisi. Sullo sfondo il Monumento al Marinaio d&39;Italia.

In una Brindisi con i faccioni della campagna elettorale per le amministrative sul piazzale della stazione, nelle plance aggiunte per l'occasione e nei comitati elettorali aperti sul corso, accanto ai negozi domani si ricorderanno le 81 vittime della Kater i Rades, motovedetta albanese naufragata al largo della città alle 18 e 57 del 28 marzo 1997.  Con il beltempo, previsto anche per domani 28 marzo 2012, i brindisini hanno voglia di passeggiate sul lungomare dove sono ormeggiati un paio di traghetti, un pattugliatore della guardia di finanza, un paio di navi militari, qualche veliero, qualche peschereccio e un po' di barche e motoscafi. Le auto in questi giorni hanno un po' di difficoltà a passarci per via degli scavi che hanno riportato alla luce un tratto di muratura risalente al tardo medioevo sul futuro del quale i brindisini s'interrogano.

Alla commemorazione, domani, per la prima volta da quindici anni a questa parte, è previsto un numero di persone doppio rispetto a quello degli altri anni, di solito attorno alla trentina di persone, persino l'anno scorso che è intervenuto padre Alex Zanotelli. E' il primo segno di una rinnovata e diversa percezione sui fatti della Kater, anche a seguito della realizzazione del monumento a Otranto che ha inglobato il relitto della vecchia motovedetta albanese dismessa. L'evento si svolgerà dapprima davanti alla capitaneria di porto con il lancio dei fiori alle 17:00 e poi alle 18:30, presso la casa del turista (nei pressi dall'Hotel Internazionale), con il racconto Kater i Rades, via crucis per un venerdì santo, primo movimento con la drammaturgia di Francesco Niccolini e la regia di Fabrizio Pugliese e con attori Laura Giannoccaro, Cristina Belgioioso, Luana Pirelli, Fabrizio Pugliese, Emanuele De Matteis, Giuseppe Vitale.  Già quasi esaurite le prenotazioni per la prima replica, resta qualche posto per la seconda replica alle 20 e 30. Chi vuole può contattare il 331 3477311 per prenotarsi.

Cresce l'interesse attorno a questa vicenda nella storia delle relazioni tra Albania e Italia in questi giorni anche per la pubblicazione del libro Il Naufragio di Alessandro Leogrande, autore tra l'altro di diversi interventi radiofonici sull'argomento. Qualche contatto c'è anche con alcuni artisti albanesi, già coinvolti in eventi realizzatisi ad Otranto nei mesi scorsi, che proprio oggi hanno contattato la cooperativa Thalassia che sta organizzando l'evento di domani che vede, come partner, l'Osservatorio sui Balcani di Brindisi. La voglia di conoscere questa storia ha contagiato anche le scuole superiori di San Vito dei Normanni che dopodomani, 29 marzo, assisteranno ad una replica del racconto in un matinée alle ore 11 presso il cine-teatro Melacca. Ci sono almeno 10 buone ragioni per non mancare a questo evento.

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Ultima modifica il 20 luglio 2013 alle 15:32

Parenti delle vittime del naufragio
Parenti delle vittime del naufragio della Kater i Rades. Foto di Antonio Palma.

Se dico Kater i Rades cosa pensate? Magari ricordate di una motovedetta albanese andata a fondo trentacinque miglia dal porto di Brindisi quindici anni fa... Magari ricordate il secondo esodo degli albanesi, dopo quello del '91, in quel periodo e altri particolari come quelli che ricordavano alcune persone con cui stavo chiacchierando alcuni giorni fa. Chi non ricorda o non sa può consultare alcune pagine su questo episodio importante dell'emigrazione albanese in Italia. Ora, dopo il libro di Alessandro Leogrande che racconta il naufragio della motovedetta albanese e dopo il monumento ad Otranto che vi è stato dedicato è giunto il momento per Kater I Rades via crucis per un venerdì santo, primo movimento di Francesco Niccolini con la regia di Fabrizio Pugliese. Tutti i dettagli nell'evento facebook e nel comunicato su brundisium.net.  Ecco dieci ottimi motivi per non mancare a questo appuntamento.

...continua a leggere "Kater i Rades, primo movimento. Dieci buone ragioni per esserci"

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Cocci aguzzi di bottiglie
Cocci. Foto di Sara y Tzunki

Oggi, 21 marzo 2012, è la giornata mondiale della poesia. Perciò sono andato a prendere dei fogli scritti a mano che tenevo in una cartella nella libreria piccola. Mi sono ricordato di testi che avevo scritto e che prima o poi volevo proporre in questo mio blog. Questa mia poesia inizia e finisce con due versi presi a prestito da due grandi poeti della letteratura italiana. Chi sono e quali sono i testi poetici da cui provengono? Non vale cercare con google 🙂

Cocci aguzzi di bottiglie
in cima ai muri.
Slavati e ossidati
confusi con le conchiglie
in riva al mare.
Ancora taglienti ambrati e sporchi
frantumati dai bevitori di bravate
sui muri un tempo variopinti
della casa in campagna dei nonni.
Con ai piedi i sandali
uno di essi mi ferì il calcagno.
Sanguinò un rigagnolo
sulla coperta dell'amplesso.
Quando si rompe un bicchiere
non si finisce di scopare
i vetri sul pavimento,
minuti, sfarinati,
stritolati sotto i pneumatici,
seminati sull'asfalto
tutt'attorno all'incrocio.
Il vostro è il baluginìo
di lucciole che mai ho visto
al tempo di colui che il mondo rischiara.

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Ritaglio della locandina sull'evento della Kater i Rades del 28 marzo 2012
Ritaglio della locandina sull'evento della Kater i Rades del 28 marzo 2012.

Chi si ricorda del naufragio della Kater i Rades, perché è importante parlarne e che cosa si sta facendo per far conoscere la vicenda ad essa legata.

Ieri mattina, 19 marzo 2012, mi è capitato di parlare con un gruppo di amici e conoscenti sulla stazione ferroviaria di Brindisi del naufragio della Kater i Rades, la motovedetta albanese speronata al largo di Brindisi il 28 marzo del 1997 dalla corvetta Sibilla della Marina Militare italiana. Queste persone, pendolari che lavorano a Brindisi ricordano molti particolari dell'evento, tra cui il fatto che circa 120 albanesi, profughi, stavano tentando di raggiungere Brindisi per scappare da una situazione di guerra. Ricordano anche che morirono soprattutto donne e bambini, visto che si trovavano nella stiva al momento dell'affondamento. Questo mi ha rinfrancato e mi ha fatto capire che al lavoro a cui sto collaborando da gennaio, il workshop di drammaturgia e narrazione,  ha una ragion d'essere anche nella memoria che i brindisini e i pugliesi tutti hanno nella storia dell'immigrazione albanese in Italia. Perciò ho ragione di ritenere che l'evento che stiamo preparando insieme agli amici del laboratorio per il prossimo 28 marzo abbia un suo posto non solo nella commemorazione di quella tragedia ma anche nel racconto di un futuro migliore per i due paesi che si affacciano sul canale d'Otranto.

...continua a leggere "Il primo movimento della Kater tra i due mari"

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Ultima modifica il 22 settembre 2018 alle 8:15

Tom Swift and his Photo Telephone
Tom Swift and his Photo Telephone

Metti il primo ed unico radiosocialvideo. Metti una videochat dove sarò intervistato e dove mi farò una chiacchierata con la moderatrice, una insegnante di lingue ungherese. Metti un venerdì sera di marzo, che ci ritroviamo online. Metti che a un certo punto puoi intervenire anche tu in diretta a parlare con noi di teatro, di cinema, di web... E' questa la ricetta della radio social video-intervista che mi sarà fatta venerdì 16 marzo alle ore 21 su Tirradeo.com. Come dice il sito web, Tirradeo

nasce sull’onda  di numerose esperienze radio-televisive nel settore pubblico e privato  in Italia e all’estero e di almeno altre cinque iniziative editoriali che hanno contribuito a fare la storia della radiofonia privata italiana.

Devo ringraziare lo staff di questo radio social video perché tengono a battesimo anche con me questa loro innovativa ed interessante iniziativa. Quindi, cari amici, spero proprio che venerdì sera vorrete vivere con me questo appuntamento. E' dal 1998 che osservo l'evolversi della comunicazione delle realtà teatrali e cinematografiche nel web e l'uso delle tecnologie di rete ne e per lo spettacolo. Venerdì sera sarà una buona occasione per parlarne. Ma non abbiate timore, non sarà una chiacchierata per addetti ai lavori, perché prima di tutto sono un attore, un performer e a volte anche un web-video performer. Non sono le mitiche videochat del TG1 e noi Mollica non ce l'abbiamo, però abbiamo il filatino 😉 Battuta da avanspettacolo? Ottimo, era sempre avanti l'avanspettacolo, com'è avanti questa iniziativa di venerdì sera, l'avanvideowebtalkshow M'irradeo d'immenso.

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Profughi albanesi
Profughi albanesi, foto di Damiano Tasco.

In questo post un breve ricordo dell'esodo degli albanesi a Brindisi il 28 marzo del 1991, qualche interrogativo in proposito e due possibilità per recuperare in questi giorni la nostra relazione con i popoli del mare.

La mattina dell'8 marzo 1991 andai con la classe del liceo linguistico a vedere una matineé di uno spettacolo in lingua al Teatro Impero a Brindisi. Chissà perché quando si parla di lingua inglese si dice sempre “in lingua”. Arriviamo alla stazione e cominciammo a camminare per il corso fin oltre la fontana di piazza Cairoli. Dappertutto spiccavano i fiorellini gialli delle mimose in vendita per la festa della donna. Arrivati al teatro Impero seguimmo senza capire niente un giallo di Agatha Christie di giovani attori londinesi. Che erano attori londinesi l’ho capito dal programma, per fortuna scritto in italiano. Sapevamo che nella notte c’erano stati degli sbarchi ma di profughi noi non ne avevamo visto nessuno e avevamo l’impressione di essere in quel teatro sospesi al di fuori degli eventi. Ma fummo appagati quando, all’uscita del Teatro Impero, ci spostammo verso il porto. Da lontano distinguemmo una macchia di vestiti anonimi e avani come rivestiti da polvere di terra. Era una folla di volti macilenti, un vociare di suoni indistinti altrettanto incomprensibili quanto quelli dello spettacolo in lingua al Teatro Impero. Si accalcavano tutti quanti attorno ad un forno che sfornava pizzette che loro spezzettavano in tanti bocconi e ingurgitavano all’istante. Tutto era molto strano per me. Mi accorsi all’improvviso con i miei occhi di come l’Albania era addirittura più vicina della Grecia. Vidi  barbe mal rase e vestiti logori. Dopo che ebbero mangiato si sparpagliarono per la città e il loro colore marroncino si confuse in mezzo ai fiori gialli delle mimose. Molti di loro si diressero verso la stazione. E allora era possibile vedere come due fiumi di persone: uno marroncino e indistinto di uomini soprattutto ma anche di donne con le occhiaie e di ragazzini che si dirigeva in tutta fretta verso la stazione; l’altro era quello abituale di nord europei, più alti degli albanesi, sempre a pantaloncini anche a Gennaio e con i loro sacchi a pelo in attesa dell’imbarco per la Grecia.

...continua a leggere "Dalla Bibbia all’oblìo, l’esodo dimenticato"

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Ultima modifica il 14 giugno 2014 alle 15:28

Incontro
Incontro. Di Guido Andolfato.

Per anni mi sono chiesto come fare buona impressione agli altri e come approfittare di un incontro per trasmettere e ricevere il massimo che si potesse. Dopo tanti tentativi, fallimenti e, per fortuna, anche successi ho cominciato a capire come si fa, senza però avere la presunzione di essere il massimo esperto della materia. Anzi, ho ancora molto da imparare in proposito. Purtroppo anche se siamo gentili, a modo, spiritosi non sempre piacciamo. Ce ne dobbiamo fare una ragione, ci saranno sempre quelli che diranno che non siamo abbastanza gentili o spiritosi o intelligenti o giusti. Pazienza. Non demordiamo e cerchiamo di imparare sempre, rilassandoci anche perché non siamo Dio e non dobbiamo salvare tutti quelli che incontriamo. Ho quindi raccolto dieci regole per l'incontro perfetto, tra virgolette. Prendete queste regole però per il verso giusto: non sono una rigida corazza da indossare diventando così dei palombari ambulanti pesanti e goffi che tutti scanseranno; sono piuttosto alcuni dei tanti suggerimenti opportuni in questi casi. Magari voi, sono sicuro, ne avete tante altri. A me sono venuti in mente queste e ve le propongo. Sono valide in tutti i tipi di incontri: amoroso, di lavoro, tra amici, ecc. Ad alcuni sembreranno scontate però vi posso assicurare che anche a me spesso tanti consigli mi sembrano arcinoti e scontati, poi però pensandoci su mi accorgo che non è proprio così, che c'è sempre qualche aspetto che non ho considerato o che magari credo di vedere nella giusta ottica e invece, dopo un confronto, mi accorgo che non è così.

...continua a leggere "Il decalogo dell’incontro perfetto"