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Ultima modifica il 17 ottobre 2015 alle 14:20

Sedia a dondolo e cavalluccio a dondolo
Un sedia a dondolo e un cavalluccio a dondolo, utilizzati dagli attori di Maccabeteatro.

La prima delle tre date di Short Latitudes si è tenuta stamattina, 12 aprile 2012, al cine-teatro Melacca di San Vito dei Normanni per gli alunni dell'Istituto Professionale Servizi Sociali. Devo ringraziare il prof. Lorenzo Caiolo e i suoi studenti, che già avevano assistito ad un matinée sulla Kater i Rades, per l'interesse e la partecipazione con cui hanno assistito al reading di Behzti (Disonore) di Gurpreet Kaur Bhatti, curato da Maccabeteatro, e alla mise en espace di Same Same di Shireen Mula, curata dal Crest di Taranto. In tutti e due i lavori è emerso uno spaccato di relazione quotidiana tra madre e figlia, in un caso vissuta, nell'altro negata da un abbandono. E' quindi all'insegna del mondo della donna, delle violenze che si consumano in questo mondo e dei tentativi di riscatto che s'inserisce questa seconda fase del progetto voluto dal Teatro Pubblico Pugliese. Mettendo in scena i testi delle due autrici non solo si è potuto conoscere da vicino qual'è la realtà della drammaturgia contemporanea in Gran Bretagna ma si è avuta anche la possibilità di vedere all'opera due stili di scrittura diversi che hanno dato vita a due lavori diversi per ambientazione, plot e personaggi. Molto più crudo e intriso di humour nero lo stile di Gurpreet, più intimista ed evocativo quello di Shireen.

Nel dibattito che ne è seguito con gli studenti, nonostante le due ore e mezza (compreso l'intervallo) dei due lavori in scena, hanno manifestato tutto lo shock provocato, seppure in forma diversa, dalla violenza che si manifesta in entrambe le storie rappresentate. Ma anche l'ipocrisia di certi ambienti religiosi e di certe relazioni umane. Spesso, infatti, s'immagina il teatro come un divertissement o un esercizio di stile oppure ancora come un mondo dove le vicissitudini e i linguaggi della quotidianità non hanno dignità di rappresentazione oppure se ne hanno il diritto ciò è possibile solo sotto certe forme e a carte condizioni. In questo caso non solo gli eroi non sono più gli eroi della tragedia antica ma la cronaca trova spazio sul palco e si sublima nella poesia e nei gesti sapienti degli attori diretti dai registi Enzo Toma (Maccabeteatro) e Gaetano Colella (Crest).

Questi, insieme ad altri, sono dei buoni motivi per venire a vedere questi due spettacoli domani sera al comunale di Torre Santa Susanna e dopodomani sera al teatro Tatà di Taranto.

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Ultima modifica il 9 gennaio 2016 alle 14:59

amici castagnata
Amici alla castagnata a casa davidaola.

Questa pasquetta vi ha rovinato la gita? Il maltempo, di oggi, esteso su quasi tutta Italia ha rovinato i vostri programmi? Ho provato, allora, a pensare a dieci alternative, a cose che si possono fare in compagnia al chiuso. Eccovi le mie proposte:

  1. giocare al più bel gioco di carte;
  2. vedere dei film al cinema magari ;
  3. tirare fuori i giochi di società che più ci piacciono;
  4. chiamare i nonni o chi conosce storie e cunti antichi e farseli raccontare;
  5. accendere il fuoco nel camino, riunirsi accanto ad esso, sorseggiare del buon vino;
  6. visitare musei e luoghi al chiuso;
  7. andare a giocare a bowling;
  8. tirare fuori gli strumenti musicali e suonare insieme;
  9. ballare, anche in casa;
  10. mangiare tutti insieme chiacchierando con calma a tavola gli avanzi di pasqua.

Volendo queste alternative si possono combinare insieme o se ne possono realizzare più di una. Voi come vi state organizzando?

 

santo sepolcro
Foto di Fabrizio Comolli.

«Chi ci rotolerà via il masso dall'ingresso del sepolcro?» si chiedono Maria di Màgdala, Maria di Giacomo e Salome mentre vanno al sepolcro del figlio dell'uomo con i loro oli aromatici. Ma quando vi arrivano quella grande pietra è stata già posta di lato, rotolata via. Quello che poteva essere un grande ostacolo è superato con facilità, addirittura senza fare nulla, alcuno sforzo. E' sufficiente il recarsi nel posto che reclamava la loro opera in quel momento. Non occorre altro a queste donne. E' poco importante chi o cosa abbia rimosso quel masso. Quel che importa davvero è la condizione minima del bene. Quante volte ci capita vedere benefattori improvvisati che si agitano e fanno ogni sforzo, con vari gradi d'esibizione, nei loro maldestri tentativi di fare il bene? Quante volte li vediamo pieni delle migliori intenzioni di questo mondo nell'atto di compiere sforzi immani per poi fallire miseramente? Sia chiaro che nessuno di noi è immune da questo. Può accaderci quando crediamo di essere noi, con le nostre forze, a compiere il bene. E quando crediamo di dover mettere in atto chissà quale grande macchina o esercito del bene. A proposito di esercito, pensiamo per un attimo ai soldati delle missioni di pace che mettono in piedi delle guerre per ottenere la pace. Invece le donne del Vangelo di oggi (Marco 16,1-7), deboli, prive di strumenti addirittura, ottengono con facilità ciò che occorre per compiere la loro opera di pietà. E' l'augurio che faccio a coloro che per un motivo o un altro passano da questo blog e ai miei amici: possiate conoscere la condizione minima ed essenziale del bene, così da preservarvi dai fallimenti.

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inaugurazione L'Approdo, monumento all'umanità migrante
Inaugurazione de L'Approdo, monumento all'umanità migrante, Otranto, 25 gennaio 2012, foto di Antonio Palma.

La tragedia del canale d'Otranto del marzo del 1997 in un'Italia compressa tra l'isteria contro i profughi e la commozione per il film Titanic.

12 gennaio 1997. Un pendolino deraglia nei pressi di Piacenza. A bordo l'ex presidente della repubblica Francesco Cossiga. Si pensa ad un attentato.  Anche il 31 agosto qualcuno penserà ad un attentato durante l'incidente automobilistico sotto il Pont de l'Alma a Parigi in cui muoiono Lady Diana e Dodi Al-Fayed.

In mezzo a questi due incidenti, ve n'è un terzo, di cui negli anni successivi tanto si parlerà soprattutto nelle aule giudiziarie di Brindisi e di Lecce.  E' lo speronamento nel canale d'Otranto della motovedetta albanese Kater i Rades da parte della corvetta italiana Sibilla, in cui morirono 81 albanesi, soprattutto donne e bambini. Era il venerdì santo del 1997, che quell'anno cadeva il 28 marzo.

Sul Golgota gioia e dolore si sono intrecciati:
gioia di coloro per cui il "nemico"
era stato allontanato per sempre;
dolore di chi pensava che la vita
era condannata alla tenebra.

...continua a leggere "Il venerdì santo in cui i profughi albanesi erano nemici"

Ultima modifica il 18 dicembre 2015 alle 16:44

Prove di Behzti
Uno scatto durante le prove di Behzti. In primo piano Marialuisa Longo (a sin.) e Lucia Zotti. In secondo piano Francesco Ocelli (seduto) e Monica Contini.

Vi racconto della mia partecipazione ad un reading particolare, di un testo che appartiene ad una piccola ma significativa comunità religiosa. Qualche particolare sul testo, su questa cultura e gli appuntamenti con la sua messa in scena.

In questi giorni sto partecipando al reading di Behzti (Disonore) di Gurpreet Kaur Bhatti. autrice sikh londinese che ho conosciuto durante il workshop Short Latitudes a Giovinazzo (Bari). Grazie a questo testo ho quindi fatto una immersione all'interno del sikhismo, che è una religione nata in India nel XV secolo e che conta diverse comunità sparse nel mondo tra cui quelle di Londra (la più grande in europa) e quella italiana (la seconda in Europa dopo quella di Londra) nell'Agro Pontino e nella pianura padana. Proprio in questi giorni i sikh italiani sono saliti sulla ribalta della cronaca per via della petizione che hanno promosso e consegnato al ministro Riccardi per chiedere la liberazione dei due maro' detenuti in India. E' significativo anche che andremo in scena mentre a Brescia, sabato 14, si festeggerà il “Baisakhi”, la Festa del Raccolto.

...continua a leggere "La vita dei sikh in scena, tra controversie e riprese"