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Emergency stop
Emergency stop. Esa L.

Come si gestisce un'emergenza? Come si affrontano i problemi di un'emergenza come il terremoto? Che cosa fa un problem solver  in situazioni come queste?

Quando hai un'emergenza sbaglia, vai avanti, fai presto. Poi però analizza la situazione e fai interventi a monte del problema.

...continua a leggere "Come gestire le emergenze"

Brindisi, Italia
Brindisi, Italia (Photo credit: Wikipedia)

IO NON HO PAURA hanno gridato in tante piazze gli studenti in questi giorni. Io, invece, oggi vi dico IO HO PAURA. E vi spiego di cosa.

Io ho paura che l'attentato di Brindisi rimarrà una delle tante stragi impunite da Piazza Fontana in poi passando per Piazza Della Loggia e Ustica.

Io ho paura che gli studenti che gridano IO NON HO PAURA al posto di IO VOGLIO SAPERE si sentano dei militanti delle piazze e trascurano che il loro campo di battaglia è la storia del nostro paese.

Io ho paura che al massimo verrà incriminata una persona, il classico mostro da sbattere in prima pagina e che gli inquirenti non potranno o non vorranno salire di livello arrivando sia ai mandanti sia alle coperture dell'attentato.

Io ho paura che ancora una volta una parte dello stato italiano, quella oscura, senza scrupoli, che trama sottobanco, uscirà indenne da questo orrore.

Io ho paura delle strumentalizzazioni politiche che sono in atto, soprattutto a sinistra. Ho paura anche di una sinistra che non c'è mai stata in Italia.

Io ho paura del ritorno alla strategia della tensione e dell'instaurazione di uno stato di polizia in Italia per opera di entità internazionali come la CIA, per esempio, che da sempre cercano di destabilizzare i paese che si affacciano sul Mediterraneo, come l'Italia e la Grecia.

Io ho paura che dietro l'attentato di Brindisi ci possano essere le sette sorelle del petrolio e dell'energia visto che proprio in questi giorni ENI e SNAM stanno giocando una partita cruciale che potrebbe anche rilanciare l'installazione, fin qui rifiutata, del rigassificatore.

Io ho paura che una volta spenti i riflettori sull'attentato e su città come Brindisi e Mesagne questa parte di Salento diventi preda di inquietudini ed angosce collettive che segnano il territorio per anni.

Io ho paura della retorica soprattutto sul nome della ragazza di Mesagne deceduta in iniziative che più o meno mettono a posto gli scrupoli di coscienza ma che nulla aggiungono o tolgono alla vicenda.

Io ho paura di tutto questo ma sono anche convinto che ci sono persone che parlano poco e che agiscono soprattutto che stanno facendo in modo che dopo un fatto così brutto comunque in questo pezzo d'Italia troviamo il modo migliore d'andare avanti.

E tu? Di cosa hai paura? Aggiungi le tue paure nei commenti.

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Che lettura possiamo dare del brano del Nuovo Testamento di oggi che ci parla della Pentecoste nell'angolo di terra dove vivo, e cioè il Salento? Io ci provo tornando al libro dell'Esodo.

Osserverai la festa della mietitura, delle primizie dei tuoi lavori, di ciò che semini nel campo; la festa del raccolto, al termine dell'anno, quando raccoglierai il frutto dei tuoi lavori nei campi (Esodo 23,16).

Balla di fieno
Balla di fieno da me fotografata in una campagna nei pressi di Gioia del Colle nel 2011.

E' nei campi in cui questi giorni c'è la mietitura del grano che va cercato il senso della Pentecoste, che si festeggia oggi. In origine è una festa agricola per Israele a cui dopo si aggiunge il ricordo della promulgazione della legge sul Sinai, la legge data a Mosè. E' l'offerta delle primizie a Dio il centro di questa festa per onorarlo rispetto al raccolto che ancora una volta permette di sfamarsi e quindi di continuare a vivere. Si spera che ogni anno il raccolto sia abbondante e che non lasci nessuno nell'indigenza. Si spera anche che le intemperie non rovinino il raccolto. In tutto questo si può trovare lo spirito originario della Pentecoste che poi nel tempo è diventata altro. Però invito a restare nella dimensione iniziale di questa festa invitando a guardare anche le balle cilindriche di fieno che restano nei campi dopo la mietitura industriale dei nostri giorni. Esse sono il simbolo di un'agricoltura oramai da tempo meccanizzata e nella quale le campagne sono da almeno cinquanta anni a questa parte spopolate. A guardarle quelle balle sembrano lasciate dagli alieni, "pillole dei giganti" una volta le ho sentite chiamare. Nel tempo della lentezza, quando la mietitura si faceva con la falce, credo che i campi di grano non fossero solo brevi intervalli in un paesaggio guardato dal finestrino del SUV o del Freccia Rossa. La festa del raccolto doveva essere anche la festa della fine di una fatica immane, quale doveva essere la mietitura sotto il sole, con ritmi di lavoro dall'alba all'imbrunire, come mi raccontava mia nonna. Non è un caso che tra fine maggio e giugno nelle campagne del Salento ci fossero tanti casi di "pizzicati" dal morso della Taranta. Era un modo, tra l'altro, per affrancarsi da una condizione di terribile alienazione nei campi. Infatti i tarantati tendevano a nascondersi negli altri periodi dell'anno perché sentivano su di sé l'onta di essere sfuggiti ai loro doveri, al lavoro, alla fatica.

Quel rombo di vento, allora, di cui si legge oggi negli Atti degli Apostoli (2, 1-12) che riempie la casa dove gli apostoli di trovavano preferisco percepirlo come il vento che spira in mezzo alle spighe di grano che stanno per essere piegate e mietute, l'ultimo saluto ad un campo che così rinnova il ciclo di una natura abitata dall'uomo. Le lingue di fuoco, che appaiono dopo il rombo,  preferisco immaginarle come il ritorno dei canti popolari e dei cunti, dei racconti, che un tempo si diffondevano con estrema facilità e con poche varianti in tutto il bacino del mediterraneo e nelle terre d'Europa e d'Asia. E le genti che giungono presso la casa degli apostoli come Parti, Medi, Elamìti ed altri ancora per me sono tutti i migranti che dall'Africa sbarcano presso le nostre coste e che ci presentano le loro semplici necessità, tra cui il poter scambiare qualche parola in francese, in inglese, in italiano...

Buona Pentecoste a tutti.

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Ultima modifica il 29 settembre 2016 alle 13:49

Shangai
Shangai di inesplicabile

In questi giorni ho messo a punto tra straordinarie risorse per risolvere ogni problema, personale o aziendale. Come potete, notare, infatti sono presenti tre nuove pagine fisse che mettono a disposizione strumenti e metodi per affrontare ogni questione, per mettere in piedi un nuovo progetto e per gestire ogni difficoltà. Esse fanno parte delle mie competenze di problem solver attraverso lo storytelling, ovver Problem Teller, di esperto di pensiero visuale e di change manager. Sono, infatti, un trainer esperienziale e collaboro con Action Training, bel network di trainer e coach in molti campi. Ecco nel dettaglio le competenze che metto a disposizione di tutti voi.

  1. Raccontare i problemi. Pagina dedicata al problem solving attraverso lo storytelling, il racconto. In essa avrete una panoramica sulla natura dei problemi e su come il racconto vi può aiutare a superarli.
  2. Pensare con gli occhi. Pagina sul pensiero visuale quale risorsa da applicare in ogni tipo di problema: per ognuno di essi troverete il tipo di immagine da realizzare per risolverlo.
  3. Gestire il cambiamento. Pagina a disposizione per coloro che hanno la necessità di affrontare piccoli o grandi cambiamenti.

Inoltre vi annuncio che su questi argomenti presto saranno a disposizione diversi post. Buona parte del blog sarà infatti dedicata a questi aspetti con aggiornamenti settimanali. Vi sarà quindi possibile arricchire il vostro set di strumenti con nuove conoscenze chiave che vi apriranno molte opportunità, molte possibilità.

Contattatemi per saperne di più.

Ultima modifica il 15 maggio 2018 alle 17:59

Vignetta attentato Brindisi
Ciao Melissa.

Le migliori armi per uscire dalle situazioni più difficili, quelle che sembrano senza uscita sono la satira e l'ironia. Sono potentissime, più della bomba che il 19 maggio è scoppiata a Brindisi. Perciò oggi vi propongo quelli che secondo me sono i migliori tweet scritti sull'argomento.

Il tweet appena citato si riferisce ad un post di Beppe dal titolo Brindisi, cui prodest? Post condivisibile ma Grillo se l'è cercata, non credete?

Che dire poi dei tanti commenti ed interventi di esperti di varia natura ospitati da trasmissioni come Quarto Grado et similia?

Man mano che passa tempo c'è dunque scetticismo sulla possibilità di prendere presto esecutori e mandanti (si spera) dell'attentato. Leggete qui di seguito:

Morboso anche l'insistenza sul video dell'attentatore, non trovate?

Ricordate poi la puntata di Amici andata in onda il 19 maggio a dispetto del buon senso?

Per ora sembra che siamo scampati al plastico di Bruno Vespa su Brindisi, per fortuna, ma non è mica ancora detto. Allora meglio lanciargli questo anatema:

Nell'ultimo tweet che vi propongo non poteva mancare un riferimento ad Albano intervenuto sull'attentato sia al TG4 sia a Quarto Grado.

E a voi quali tweet vi sembra che siano efficaci su questo argomento? Citateli pure nei commenti.

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FLY TEST #7
FLY TEST #7 di REMY SAGLIER.

Torno a parlarvi oggi di souplesse, un magico concetto tra rigidità e flessibilità, che ho già introdotto in questo mio blog con il post dal titolo Prendi la vita con souplesse nel quale l'ho definita sia la flessibilità, l’agilità nel movimento, come avviene soprattutto nell’atletica, sia la capacità di evitare i contrasti, la capacità di adattarsi. Questa volta esamineremo due campi in cui si usa molto e cercheremo di capire come essa può giovarci.

...continua a leggere "La souplesse, il segreto per piacere"

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Ultima modifica il 6 maggio 2016 alle 14:34

l'orrore di Brindisi
L&39;orrore di Brindisi. (Credit: Lollo).

Erano le 12 e 30 del 22 novembre 1963 quando il trentacinquesimo presidente degli Stati Uniti, John F. Kennedy, veniva assassinato a Dallas. Subito si disse che a sparare era stato un unico cecchino. Di fatto fu incriminata una sola persona. Ma dal 1979 in poi fu chiaro che a sparare furono più persone.  Questo caso è emblematico del fronteggiarsi di due teorie di fronte a un assassinio o ad un attentato: il gesto singolo (la lone gunman theory) e la teoria del complotto. L'attentato di Brindisi di sabato 19 maggio non si sottrae a questo confronto. Da una parte, infatti, le indagini propendono per la pista interna alla scuola, legata a persone che hanno avuto a che fare con essa e che hanno fatto minacce al preside. Dall'altra le piste legate al terrorismo e alla mafia, seppur minoritarie, non sono state ancora del tutto escluse, prova ne sia che il titolare è il procuratore distrettuale antimafia Cataldo Motta. Da una parte quindi si pensa al gesto di un uomo pieno di rancori e magari folle e dall'altra non si esclude che una qualche organizzazione, di tipo criminale o meno, abbia agito per non si sa quali interessi. Un giornalista non meglio identificato ha suggerito a Claudio Messora, autore di un post su Cadoinpiedi, che possa centrare qualcosa la vicenda del rigassificatore che per anni la LNG Gas ha tentato di realizzare al largo di Capobianco a Brindisi. E' chiaro che si naviga tra le idee, tra le ipotesi, in mezzo alle teorie. Queste possono essere più o meno campate in aria, più o meno concrete. E a Brindisi come in altri casi di questo tipo entrano in gioco prove scientifiche e un altro tipo di conoscenza più o meno empirica che possono o scontrarsi o agire insieme, rinnovando la questione della demarcazione. All'interno di essa i tentativi di ricostruire lo scenario e quindi di trovare una spiegazione all'interno della quale ogni tassello trova il suo posto sono più che legittimi. Quindi, ad esempio, una trama della vicenda nella quale una o due persone agiscono come esecutori della tentata strage e altri soggetti che figurano come mandanti non è da escludere. Non è da scartare anche la  possibilità delle pressioni sul governo Monti perché non separi la Snam dalle sue quote di proprietà in Eni. Perciò sottoscrivo ciò che ha pubblicato Michele Di Schiena in una sua lucida nota:

Appare ... azzardato attribuire l'attentato a qualche isolato psicopatico criminale indicando alla vigilanza democratica e all'attenzione investigativa piste stabilite "a priori". Scelte motivate certo dal proposito di tutelare la positiva immagine delle comunità interessate ma che allo stato sono prive di convincenti argomenti e possono perciò risultare fuorvianti.

E tu cosa ne pensi, è stato un gesto di una sola persona o di un gruppo?

Aggiornamento delle 16 e 45: il preside della Morvillo Falcone esclude che si sia trattato di una vendetta.

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Ultima modifica il 22 settembre 2018 alle 8:15

Mercoledì 30 maggio 2012, cari amici e cari lettori del blog, vi invito a 1 2 Many Cam Show (one to many cam show), primo esperimento alle ore 21 su Tirradeo.com. Si tratta di un esperimento di show attraverso la web cam che terrò per voi. Durante questo show improvviserò, ovviamente in diretta, storie, monologhi, poesie grazie ai temi, ai suggerimenti, alle idee che voi stessi darete.

1 2 Many Cam Show, primo esperimento è dunque un posto online dove mercoledì 30, di sera, ritrovarsi tra amici. E' una videochat con una moderatrice graziosa e perspicace come la mia amica ungherese Noemi Morvai. E' la possibilità di essere privilegiati partecipanti ad un piccolo esperimento di format nel web al quale vi chiedo di prestarvi con curiosità  e voglia di interagire un po'.

Durante questa serata darò vita a delle improvvisazioni teatrali in diretta dalla web cam con temi e suggerimenti che voi consegnerete alla moderatrice e che lei sceglierà poi per me. Potrete quindi vedere come un semplice fatto si trasforma in una scena o in una storia, come da una singola parola si può arrivare a un monologo e a una poesia estemporanea, potrete vedere all'opera dei personaggi immaginari scelti da voi e veder nascere storie imprevedibili, che mai nessuno ha narrato e che non si ripeteranno mai più.

I protagonisti di questa serata saranno tre:

  1. voi stessi con le idee, i temi, i suggerimenti le curiosità, i commenti che vorrete fornire;
  2. la moderatrice e co-fondatrice di Tirradeo Noemi Morvai, bella e simpatica traduttrice ed insegnante di lingue;
  3. io che sono un attore con esperienze di teatro sia di prosa sia popolare e di improvvisazioni teatrali da un po' di anni a questa parte, curioso di tante novità che si muovono nel web, sperimentatore delle possibilità della rete.

Credo proprio che valga la pena di stare insieme mercoledì 30 in questa bella realtà che sta diventando Tirradeo, che si definisce il primo ed unico radiosocialvideo, del quale ho già parlato in questo mio blog in occasione di due eventi che vi ho già tenuto: M'irradeo d'immenso e DallAmericaVitale.

Nei prossimi giorni scriverò dei post on ulteriori dettagli su questo evento e potreste anche ricevere l'invito su Facebook. Chi usa google calendar lo può già aggiungere al suo calendario: Segnatevi data e orario e non mancate. mercoledì 30 maggio 2012 alle ore 21 su Tirradeo. Invitate anche i vostri amici. A presto.

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Ultima modifica il 24 novembre 2016 alle 15:05

19 maggio 2012 Attentato "Morvillo Falcone" Brindisi ( Federica Bruno Stamerra)

Un attentato ai tempi di twitter rischia di trasformarsi in una caccia al mostro, in real time o quasi. Se poi ci si mette Sandro Ruotolo, decano dei giornalisti, gli isterismi dei brindisini e non solo non li fermi più. Ha pubblicato nei suoi tweet generalità dei sospettati, poi rilasciati, e persino la foto della loro abitazione.  Dove ci portano i calci e i pugni dati alle auto della polizia credendo che il sospettato di turno sia il colpevole dell'attentato?

...continua a leggere "Ragionare su Brindisi lontano da isterismi e sensazionalismi"

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Ultima modifica il 8 agosto 2012 alle 19:10

polizia attentato Brindisi
La Polizia davanti alla scuola Morvillo Falcone dopo l'esplosione (Credits: statoquotidiano.it)

Stamattina tutta l'Italia è sconvolta dall'attentato all'istituto professionale Morvillo Falcone di Brindisi in cui ha perso la vita una ragazza, Melissa Bassi, un'altra è molto grave e otto altri studenti sono rimasti feriti.  La rabbia e la collera e il dolore per un ignobile, inedito atto di questo tipo in Italia sono le prime reazioni che vengono d'istinto. Alle famiglie della ragazza morta e dei feriti va tutta la solidarietà di questo mondo. Tuttavia credo che il miglior atto che possiamo compiere davanti a questa tragedia è cercare di capire. Perciò ho compilato una lista di domande che mi sono fatto e che vi giro, sperando che ci aiutino in questo difficile e delicato compito.

  • La questione delle immagini:
    • Telenorba che fa vedere i parenti che piangono, era da censurare; è stato uno sciacallaggio;
    • pubblicare o no la foto di Melissa? Quel che è certo è che si tratta di una minorenne, i media avrebbero dovuto chiedere il permesso ai genitori.
  • Dove stava la bomba?
    • sul muretto della scuola o nel cassonetto? Le fonti sono discordanti su questo.
  • E' stata azionata da un telecomando o con un timer?
  • Chi c'è dietroquesto attentato?
    • La Sacra Corona Unita? C'entra qualcosa il recente attentato al presidente dell'associazione antiracket di Mesagne Fabio Marini? Piuttosto anomalo un attentato di questo tipo. A mio avviso il sindaco Mimmo Consales è stato un po' sbrigativo nel suo giudizio. Lo stesso errore lo ha fatto Alfredo Mantovano, secondo me. Anche Rosario Priore intervenuto su Rai Uno esprime dubbi di questo tipo chiedendosi perché la SCU dovrebbe fare un attentato di questo tipo perdendo consenso? "Siamo davanti a un fatto anomalo e complesso" ha affermato il ministro degli interni.
    • Apparati deviati dello stato? Una nuova strategia della tensione, una nuova Piazza Fontana? Piuttosto dietrologico ma ogni ipotesi va valutata io credo al momento.
    • Un singolo?
  • Chi volevano uccidere?
    • La bomba è scoppiata alle 7 e 40, se avessero davvero voluto fare una strage perché non aspettare una ventina di minuti quando ci sarebbero stati molti più studenti.
  • Perché Brindisi?
    • Davvero l'attentato è legato al passaggio della carovana antimafia prevista per oggi?
    • Perché quella scuola dedicata alla moglie di Giovanni Falcone? E' davvero un attentato legato al ventennale della strage di Capaci?
  • Stanno conducendo nel modo giusto le indagini? Mi permetto di aggiungere questo dubbio perché nella diretta su Telenorba di stamattina la zona dell'esplosione non era isolata a dovere e c'era un continuo viavai di persone.

Aggiornamento delle 16 e 40. Un mio amico sulla questione del timer mi ha scritto:

Il timer era settato sulle 7.55 ma l'esplosione c'è stata alle 7.45. Proprio mentre scendevano dal pullman studenti di Mesagne (se ci fosse su quel pullman qualche figlio di?). Mah. Di certo è un botto per uccidere perchè alle 7.55 c'è il pieno flusso dei ragazzi che entrano.

Aggiornamento delle 16 e 50. Secondo il procuratore Cataldo Motta potrebbe non essere un attentato di mafia.

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Ultima modifica il 14 giugno 2014 alle 15:21

fly test
Fly Test 2. Di Rémy Saglier.

La souplesse è sia flessibilità sia adattamento. Oggi cominciamo a conoscerla un po' e a capire cos'è. In seguito impareremo come e perché utilizzarla.

Iniziamo dalla rigidità di vedute, di atteggiamenti, di decisioni. Quante volte in una certa situazione o di fronte ad un problema ci siamo mostrati rigidi, inflessibili? Ci è andata bene quando lo abbiamo fatto? Abbiamo sortito gli esiti migliori? Era la cosa più giusta da fare? Ma soprattutto, siamo sicuri che in certi casi ci voglia solo rigidità? Di fronte, ad esempio, ai chili di troppo quante volte ci siamo imposti dei digiuni o delle diete drastiche che non solo falliscono ma che ci portano ad una situazione in cui finiamo con il mangiare più di prima?

Esaminiamo la posizione opposta, il contrario della rigidità la morbidezza. Immaginiamo una situazione in cui ci sia solo morbidezza, come può essere il caso della poltrona sacco di Fracchia. In questo caso è un po' come se ci mancasse la terra sotto i piedi, è come costruire un palazzo senza i pilastri. E' come contravvenire alla massima evangelica di costruire la propria casa sulla solida roccia, costruendola sulla sabbia.

Torniamo al design, a cui abbiamo accennato prima con la poltrona sacco. Prendiamo un materiale apparentemente rigido come una rete agricola, come quelle che si usano per le recinzioni nelle campagne. Modelliamola con il calore ed essa rivelerà una straordinaria malleabilità tanto che possiamo farci quel che meglio ci pare. Lo studio giapponese Nendo è riuscito così a realizzare lampade, vasi, ciotole e tavoli.

E' stata usata in questo caso la souplesse. Essa è sia la flessibilità, l'agilità nel movimento, come avviene soprattutto nell'atletica, sia la capacità di evitare i contrasti, la capacità di adattarsi. Se esaminiamo i suoi sinonimi nelle diverse lingue ci accorgeremo che ne ha di innumerevoli ed interessanti.  Quelli italiani, ad esempio, sono: agilità; elasticità; flessibilità; flessuosità; scioltezza; sveltezza. E' un termine ricco di significati e dalla grande portata perché ci offre grandi possibilità. Nel prossimo post, domani, vi parlerò di come, dove e perché usare la souplesse nelle nostre attività e nella nostra vita.

Ultimo aggiornamento: 14 giugno 2014.

Ultima modifica il 8 ottobre 2015 alle 15:03

Spectators in the grandstand at the Royal Adelaide Show
Spectators in the grandstand at the Royal Adelaide Show. By State Library of South Australia.

Che spettatori vorremmo a teatro alle repliche degli spettacoli oppure che tipo di spettatore vogliamo essere?

Questo è un paese di spettatori che in mezzo secolo di televisione hanno imparato che lo spettacolo è difeso da un vetro infrangibile. Prima hanno assaggiato quel vetro nel cinema, dove, però, pur evitando l’interazione con l’attore sul grande schermo.. non si poteva evitare di entrare in relazione con gli altri spettatori. Poi, attraverso la televisione, si sono velocemente trasformati in spettatori di tutto il resto del mondo.

...continua a leggere "La formazione di un pubblico attivo"

Rocco Buttiglione
Rocco Buttiglione (Photo credit: Wikipedia)

Nel post di ieri vi ho lasciati con la promessa che oggi vi avrei suggerito dei peccati da commettere nei giorni feriali perché questi ultimi sono i giorni dei peccatori. Altrimenti la domenica non hai nulla di cui pentirti e non potrai quindi dirti cristiano. Oltretutto peccare è un magnifico modo per superare la noia durante tutta la settimana. Eccovi dunque sei bei peccati tutti da commettere, sei belle tentazioni. Può darsi che ne abbiate già commessa qualcuna e questo vi fa bene. Ad ogni modo l'elenco che segue può essere usato come esame di coscienza prima della confessione. Un esercizio spirituale. Ma mi raccomando, prima di farlo peccate bene.

  1. Hai contravvenuto al diktat di Bagnasco e quindi hai votato per un movimento dell'antipolitica? Ti puoi salvare solo con l'otto per mille alla chiesa cattolica.
  2. Non hai ancora chiesto niente a loro nonostante gli spot in televisione? Vaglielo a chiedere ma se scopri che gli anziani non vogliono stare con le suore ma in una casa di appuntamenti per carità non dirlo a nessuno.
  3. Continui ad usare il preservativo? Pentiti! E' colpa tua se persino il papa ha iniziato a dire che in alcuni casi è giustificato. Dove andremo a finire...
  4. Guardi i video porno? Ma allora vuoi diventare cieco. Guardati don Matteo così recuperi la vista.
  5. Sei omosessuale e/o difendi i gay e le lesbiche? Hai una sessualità disordinata, deviata. Devi guarirne. Prendi esempio dai sacerdoti, fulgidi esempi di ordinata sessualità.
  6. Anche tu hai preteso che la chiesa paghi l'IMU? Ma allora sei uno scomunicato. Puoi salvarti soltanto votando alle prossime elezioni per Rocco Buttiglione.
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Ultima modifica il 19 ottobre 2015 alle 12:29

Lunedì...
Lunedì... di Aldo Cavini Benedetti.

Oh San Crispino! È di nuovo lunedì! Oh San Procopio, si ricomincia! O San Pacomio ma com'è che è già passata la domenica?

Sento gli echi delle giaculatorie che in uffici, case, auto e persino per strada state gettando sul giorno più odiato della settimana: il lunedì.  Ma perché lo odiamo così tanto? Perché...

...continua a leggere "Come sopravvivere al lunedì ed evitare di suicidarsi"

Search Technology Redux
Search Technology Redux. Di J Brew.

Oggi ho deciso di raccontarvi un po' che cosa cercano le persone nel mio blog dando un'occhiata ai termini di ricerca. Così che posiate farvi un'idea di cosa si può leggere tra i post che pubblico.

Iniziamo subito dalla prima chiave di ricerca che è "giuseppe vitale", il mio nome e cognome, com'è ovvio che sia. Ho scoperto di avere molti omonimi in rete: un altro attore, un poeta siciliano, un bassista, un fotografo, un pittore e scenografo, solo per rimanere nell'ambito degli artisti.  Ma ci sono anche un frate, un ingegnere, un archeologo e diversi artigiani. Tuttavia il mio blog appare sempre in testa alle ricerche.

Il secondo termine chiave più utilizzato è "pubblicare link su facebook". Il 3 settembre 2011, infatti, Facebook ha tolto all'improvviso il pulsante per la pubblicazione dei link. Allora ho subito scritto un post per spiegare come si pubblicano i link nel popolare social network. Questo post è il più commentato di tutti. Tira più un link su Facebook che mille banner luccicanti!

Seguono poi una serie di chiavi di ricerca dedicate alla bufala del bambino scomparso a Cisternino. Quest'ultimo è il post più letto in assoluto di tutto il blog. Infatti è comparsa come bufala su Facebook e quasi nessun organo di informazione se n'è occupato. Invece quasi un migliaio di persone è venuta a cercare informazioni non appena la bufala si è diffusa. Per gli amanti dei grandi numeri di visitatori dico che occuparsi di bufale è una buona dritta.

Enzo Toma, regista ed attore con cui ho lavorato di recente è tra le prime chiave di ricerca, anche perché nell'ultimo anno ho parlato spesso di lui. Visto che non ha né un sito né un suo blog è normale che io ne sia diventato la fonte primaria di informazione. Ma fossi in lui, visto il lavoro che fa, non trascurerei la rete.

Ci sono poi delle chiavi di ricerca di cui sono orgoglioso come "san francesco d'assisi", "la gioia di scrivere poesia", "conseguenze 11 settembre", "il capitano achab", "mappa mentale". E' grazie ad argomenti come questi che continuo ad avere il piacere di postare nel mio blog.

Una menzione a parte la merita "gianfranco rotondi" anche lui tra le principali chiavi di ricerca. Ha utilizzato, infatti, uno slogan elettorale che scimmiottava il già infelice slogan della Galbani: "Galbani vuol dire fiducia". Non potevo a questo punto evitare di dedicargli un post.

Infine non capisco perché al mio blog continuano in tanti a chiedere: "jacopo fo ha figli"? Io so che ne ha una e che è già diventato nonno, contenti? Non avete proprio da cercare altro in rete? Come non capisco quelli che sono venuti a cercare "foto di cadaveri". Ma siete necrofili per caso? Oppure ancora "il pistolino". Pervertiti!

E tu cosa vorresti trovare in questo blog? Rispondi al mio sondaggio.

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