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Italiano: L'allenatore italiano durante Italia...

La nazionale italiana di calcio domenica 1 luglio 2012 giocherà la finale dei campionati europei contro la Spagna: un risultato che quasi nessuno avrebbe potuto pronosticare a proposito della nazionale italiana. Comunque vada l'ultima partita per la squadra italiana è già un grosso risultato viste le grandi difficoltà, il grand canyon nella quale era precipitata dopo l'ultimo mondiale di calcio: eliminata al primo turno. Un successo che ha il principale artefice nel suo commissario tecnico: Cesare Prandelli. Ho provato a pensare per quali motivi la sua nazionale vince e piace. Ne ho trovati dieci:

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Imparando il mind mapping...
Imparando il mind mapping...

Il viaggio all'interno delle differenze tra mappe mentali e mappe concettuali, che sto conducendo da un po' di giorni a questa parte in questo blog, oggi approda a una nuova tappa: i casi d'uso. Vedremo, in breve, quando usare un tipo di mappa piuttosto che l'altro.

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Ultima modifica il 2 gennaio 2017 alle 20:23

DC-9 Itavia
DC-9 Itavia. Di Emanuele Rosso.

Oggi ricorre il trentaduesimo anniversario della strage di Ustica, in cui un aereo italiano con 81 persone a bordo fu colpito da un missile sui cielo di Ustica. Voglio dedicare ad esso alcune riflessioni venute alla luce durante la partecipazione ad un recente workshop sulla scrittura drammaturgica in cui si è parlato un po' anche di questa strage con Francesco Niccolini.

In tutte le incertezze, i depistaggi, i muri di gomma che riguardano la strage di Ustica c'è almeno un elemento che non si può contestare: gli oblò a bordo rimasero integri. Questo significa che si può escludere l'ipotesi della bomba che fu subito messa in campo all'indomani della strage avvenuta la sera attorno alle 21 del 27 giugno del 1980, trentadue anni fa. Ho potuto considerare questo particolare durante un recente workshop  sulla Kater i Rades, motovedetta albanese speronata e affondata il 28 marzo del 1997 al largo di Brindisi. Un dato collega subito le due vicende: lo stesso numero di vittime, 81. Queste due storie hanno, poi, delle somiglianze perché accomunate da depistaggi, da riunioni di piccolo gruppi di potere e dal fatto che insieme al caso Moro costituiscono una triade di tragedie italiane di cui si può parlare perché sappiamo tutto, o quasi. Ma durante il laboratorio mi sono scelto un punto di vista preciso, un foro da cui guardare a questi due fatti: gli oblò.

...continua a leggere "E guardo il missile da un oblò…"

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Schermata recensione Dietro le quinte
Schermata della recensione di Dietro le quinte.

Dietro le quinte, blog che si definisce un "viaggio all'interno del teatro italiano, visto da chi lo legge e lo vive", curato da Silvia Arosio e che è un punto di riferimento per il mondo del teatro, ha dedicato quest'oggi una recensione a 1 2 Many Cam Show. Ci trovate tutto ma proprio tutto sulla performance via web cam che sto tenendo su Tirradeo.com e qualche nota su di me e il mio percorso artistico. Appuntamento a stasera, mercoledì 27 giugno, alle ore 21.

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Credit:  Steven Depolo.Le mappe mentali e le mappe concettuali sono delle mappe, come dice il loro nome stesso, molto utili nello studio e nel lavoro perché ci permettono di fissare e sviluppare idee e informazioni. Pur avendo alcune caratteristiche in comune (il fatto che sono rappresentazioni grafiche, l'uso di concetti-neurone, le connessioni tra i concetti) hanno delle differenze che in questo mio blog sto esaminando. Così dopo aver dato un'occhiata generale alle due mappe, aver visto le logiche di pensiero che adottano, aver esaminato le loro geometrie e le loro strutture, in questo post esaminerò il loro punto di partenza.

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Leaf Structure XI
Leaf Structure XI. Christoph Rupprecht.

Nel nostro quotidiano viaggio all'interno delle differenze tra mappe mentali e mappe concettuali finora:

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Geometria en el restaurant. Di Christian Frausto Bernal.

Dopo aver dato un'occhiata generale a mappe mentali e mappe concettuali e dopo averne delineato le logiche differenti che le ispirano, in questo percorso che sto compiendo all'interno delle loro differenze è il momento che vi parli del loro diverso modo di gestire lo spazio, delle loro geometrie.

...continua a leggere "Le geometrie di mappe mentali e mappe concettuali"

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Frans van Mourik mapping
Frans van Mourik mapping. Di For Inspiration Only.

Quali sono le differenza tra mappe mentali e mappe concettuali? Ne sto parlando in questo blog. In un primo post ho invitato a dare un'occhiata generale ai due tipi di mappa. Oggi voglio parlarvi delle due differenti logiche con cui sono realizzate.

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Ultima modifica il 19 giugno 2018 alle 17:34

Mind Mapping
Mind Mapping. Keith Davenport.

Le Mappe mentali e le mappe concettuali sono due forme di rappresentazione grafica del pensiero. Le mappe mentali sono una creatura del cognitivista inglese Tony Buzan, a partire da alcune riflessioni sulle tecniche per prendere appunti. Le mappe concettuali sono state messe a punto, invece, da Joseph Novak, negli anni '70, come strumento di valutazione.  Spesso vengono confuse le une con le altre ma è bene far chiarezza per valorizzare le loro rispettive potenzialità. Per fare un esempio mischiereste i colori ad olio con gli acquarelli per fare un quadro? La risposta è sì se vi piace sperimentare tecniche nuove, mai viste prima, con tutto il rischio che però il risultato sia informe e deludente. La risposta è no se avete in mente di utilizzare una o tutt'e due le tecniche con precisione.

Esse differiscono in più di un punto tra di loro, quindi più che di differenza tra una tecnica e l'altra bisogna parlare al plurale, di differenze. Eppure digitando questo argomento su google, il motore di ricerca mi suggerisce il singolare, segno che la maggioranza delle ricerche sono state fatte al singolare. Si vede che chi ne vuol sapere di più crede che ci sia una sola differenza. Ma non è così. Ve ne sono diverse e in questo blog un po' alla volta ve le illustrerò tutte. Oggi cominciamo con la prima grande differenza, quella più lampante. Delle altre parlerò nei prossimi giorni.

La prima grande differenza salta agli occhi guardandole. Basta confrontare una mappa concettuale con una mappa mentale. In quest'ultima si vedono subito l'utilizzo di colori, disegni, enfatizzazioni del testo, struttura gerarchica di quest'ultimo: tutti questi elementi mancano nelle mappe concettuali mentre abbondano in quelle mentali. La mappa mentale è infatti concepita per darci un'immediata fotografia di una situazione, di un pensiero, di un'idea e così via. La mappa concettuale è invece un disegno che ha bisogno di più tempo e di un po' di analisi per essere afferrata. La mappa mentale, dunque, si fa afferrare al volo e non è un caso se è un'ottima tecnica di memorizzazione mentre quella concettuale mira di più all'analisi di un fatto, di una domanda, ecc.

Ti è piaciuto l'articolo? Vuoi saperne di più? Puoi visitare la pagina dedicata al pensiero visuale. E puoi anche partecipare ad un workshop di mind mapping. Appuntamento a domani con il post sulle logiche delle due mappe.

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Ultima modifica il 19 settembre 2016 alle 14:17

alfredino vermicino
Alfredino Vermicino by Akab

Vi propongo quest'oggi un pensiero su Alfredino Rampi, il ragazzino che "intorno alle 19 di mercoledì 10 giugno 1981, cadde in un pozzo artesiano in via Sant'Ireneo, in località Selvotta, una piccola frazione di campagna vicino a Frascati" come recita la pagina su wikipedia a lui dedicata. Mi è capitato di partecipare ad un workshop sulla Kater i Rades e in quell'occasione mi sono messo a scrivere un testo che spero veda la luce presto. In esso c'è un passaggio proprio sul bambino di Vermicino che voglio condividere. Si comincia con l'affondamento della nave Concordia che mi dà motivo di pensare al pozzo in cui precipitò il ragazzino che oggi voglio ricordare. E la sua vicenda poi è spunto per parlare di altri pertugi, che riguardano l'Albania a cui per lo più il lavoro che ho scritto è dedicato. Eccovi qui di seguito il brano di cui parlo.

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Ultima modifica il 8 ottobre 2015 alle 15:36

Planning with a mind map
Planning with a mind map (Photo credit: giuseppevitale)

Propongo oggi due post tutti da leggere, ma soprattutto da vedere, sull'argomento mappe. I primi due sull'uso delle mappe per visualizzare la geopolitica e l'ultimo su un un corso per formatori e docenti sulle mappe mentali e sulle mappe concettuali (da non confondere le une con le altre). Quindi da una parte abbiamo quella che Lucio Caracciolo, direttore di Limes, chiama Geoarte e dall'altra due potenti strumenti di rappresentazione grafica del pensiero che sono le mappe di Tony Buzan (le mappe mentali) e le mappe di Joseph Novak (le mappe concettuali). Ma vediamo nel dettaglio i due link.

  1. Il primo è un'intervista a Laura Canali, cartografa di Limes, che sta esponendo cinque suoi lavori fino al 24 giugno al MAXXI nell’ambito del progetto Le frontiere come ferita, una riflessione sui confini geografici, culturali, etnici e mentali.
  2. Il secondo link è una segnalazione di Umberto Santucci, consulente di problem solving strategico, a proposito di una mappa interattiva della recessione in Europa. Il funzionamento della mappa viene spiegato nel post di Umberto.

E tu hai dimestichezza con le mappe geografiche? E con gli altri tipi di mappa? Le usi mai nel tuo lavoro?

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Occhio socchiuso di gatto
Credit: Thomas Lieser.

La gatta frettolosa fa i figli ciechi dice un proverbio. Esso rivela tutti i rischi della fretta in situazioni delicate. E' quel che accade quando si vuole subito prendere l'assassino sospinti dalla pressione dell'opinione pubblica. Quest'ultima, poi, spesso vuole subito vedere il mostro che la stampa si affretta a sbattere sulla prima pagina. Magari vorrebbe anche linciarlo a proprio piacimento. E se non lo si può linciare si possono scrivere su Twitter minacce e vituperi di ogni sorta, evocando i più disparati mali e le più terribili e sanguinarie vendette. Così giustizia è fatta o, meglio, sarebbe fatta, dimenticando che le persone, anche se commettono i più efferati delitti, vanno poste sotto processo, per quanto in Italia la macchina della giustizia sia lenta. Quel che sta accadendo a Brindisi con il presunto autore della strage del 19 maggio alla scuola Morvillo Falcone reo confesso è l'ennesimo caso di cannibalismo mediatico-giustizialista. E non importa se lo stesso procuratore Cataldo Motta esprime dei dubbi sul movente. Gli si toglie l'indagine e la si affida a un'altra procura, magari a quella di Brindisi che per prima ha iniziato a indagare sulla pista del gesto isolato. Quando c'è stato il sospetto di piste mafiose e terroriste l'indagine, infatti, è passata a Lecce. Ora però l'arresto del grossista di carburanti di Copertino starebbe smentendo Motta. Si profila, insomma, una guerra tra pubblici ministeri, tra procure che non permette di lavorare con la necessaria calma al caso. Ci si potrebbe chiedere, ad esempio, perché arrestare subito il sessantottenne della provincia di Lecce, che si crede essere l'uomo del video girato dalle telecamere di un chiosco adiacente la scuola, e non continuare a pedinarlo ed intercettarlo più a lungo per avere maggiori informazioni magari proprio su quel movente che proprio non regge? Perché Totò Riina, ad esempio, deve essere osservato a lungo e l'attentatore di Brindisi solo per qualche giorno? Un'altra domanda a cui rispondere è perché non lasciar lavorare Cataldo Motta ai suoi dubbi più che legittimi? Resta poi la questione di come ha fatto un uomo di 68 anni con una mobilità ridotta del braccio destro a trasportare le 3 bombole di GPL e il cassonetto, se davvero è questa la dinamica dello scoppio. Mi pare più che probabile che non abbia agito da solo e che, ancora una volta, ci troviamo davanti all'ennesimo "caso Dallas". Le procure frettolose rendono dunque un sospettato colpevole con indagini che non vengono realizzate a dovere, teoremi che non sono suffragati dai riscontri necessari, moventi che crollano con grande facilità. Un film visto troppe volte in Italia. Cosa ne pensate?

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Ultima modifica il 2 luglio 2016 alle 14:49

Alzi la mano chi oggi si fila e si ricordava della quarantesima giornata mondiale dell'ambiente. Alzi la mano chi pensi che serva a qualcosa. Alzi la mano chi crede che sensibilizzerà qualcuno o smuoverà delle coscienze. E' ovvio che mi auguro di sì ma il grande rischio è che scivoli via come tante altre giornate dedicate a questa o a quell'altra tematica più o meno globale. A proposito di questa giornata Ban Ki Moon, segretario generale delle Nazioni Unite, nel suo messaggio odierno ci ricorda che siamo 7 miliardi di persone, destinate a diventare 9 miliardi entro il 2050. Questo significa un aumento dell'impronta ecologica dell'umanità a livelli mai visti prima. La conseguenza più diretta sarà un aumento dell'inquinamento che è già arrivato a livelli intollerabili. La speranza è che la prossima Conferenza delle Nazioni Unite sullo sviluppo sostenibile Rio +20, in programma in Brasile dal 20 al 22 giugno prossimo, sappia trovare delle adeguate misure che finora, sono state insufficienti.

Come la racconto una giornata come oggi? Come la racconto la Giornata Mondiale dell'Ambiente? Io lo faccio ricorrendo a Storia d'amore e alberi, uno spettacolo di Francesco Niccolini con Luigi D'Elia.

...continua a leggere "L’ambiente: come e perché te lo racconto?"

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Ultima modifica il 8 ottobre 2013 alle 19:26

Messa a fuoco...
Messa a fuoco... Aldo Cavini Benedetti.

Le complicazioni e l'aumento dei disagi di fronte ai problemi che la vita ogni giorno ci presenta dipendono dal fatto che noi non sappiamo comprenderli, non sappiamo definirli i problemi. Perché succede questo? Provo a spiegarlo con una storiella che poi commenterò.

 

Un poliziotto, durante la sua ronda notturna, vide un uomo ubriaco che cercava qualcosa sotto un lampione.

«Che cosa sta cercando?».

«Le chiavi di casa».

«Le ha smarrite qui?».

«No, laggiù».

«E perché le cerca qui sotto il lampione?».

«Perché laggiù è troppo buio, mentre qui c'è una buona luce».

Questa storiella raccontata da Paul Watzlawick in Istruzioni per rendersi infelici e che io cito da Fai luce sulla chiave di Umberto Santucci ci racconta molte cose su di noi e il nostro atteggiamento di fronte agli smarrimenti e ai problemi. Watzlawick la racconta a proposito di giochi che noi facciamo il passato ovvero quando facciamo in modo che il tempo invece che guarire ferite e dolori lo trasformiamo in uno strumento di infelicità. Perciò, racconta lo psicologo austriaco, spesso cadiamo nella trappola di credere che gli adattamenti ad una certa situazione usati nel passato siano i migliori e quindi torniamo ad usare sempre quelli. Questo però porta ad una doppia cecità: l'adattamento che utilizziamo non è il migliore ed escludiamo altre possibilità. Le conseguenze sono la complicazione del problema e l'incremento del disagio invece della soluzione. Occorre in realtà capire che non c'è una sola soluzione e questa va quindi messa in discussione.

...continua a leggere "La luce e la chiave ovvero la messa a fuoco dei problemi"

Ultima modifica il 30 settembre 2012 alle 11:38

Il sogno di Hans
Il sogno di Hans. Di acido nucleico.

Quante volte di fronte ai dei problemi siamo seri e concentrati? Quante volte ci succede di essere tesi, di fare grandi sforzi ma di non intravedere nemmeno la soluzione?

Un cittadino ateniese, al vedere
Esopo in una frotta di ragazzi
giocare a noci, si fermò di botto
e rise come se vedesse un folle.
Più maestro che vittima del riso
intese il vecchio, e piazzò sulla via
un arco con il nervo rallentato:
"Orsù , o sapiente, interpreta il mio gesto",
disse. Si fece gente. Quello pensa,
suda, ma non fa luce sull'enigma,
finché s'arrende. E il saggio vittorioso:
"L'arco si spezza se sta sempre teso,
se lo rallenti è pronto al tuo volere".
Così l'anima deve anche giocare
per essere più valida al pensiero.
Fedro, Favole.

...continua a leggere "I problemi e l’arco sempre teso"