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Oggetti per terra
Oggetti cascati per terra dalla scrivania.

Sono inciampato in nel cavo di rete attaccato ad un vecchio computer e ho fatto cascare degli oggetti dalla mia scrivania per terra. Alcuni di essi si possono vedere nella fotografia qui sopra. Stavo per raccoglierli per metterli a posto quando ho osservato meglio e ne ho tratto alcune considerazioni che voglio condividere con voi. Perché ho scoperto che  anche gli oggetti hanno una intelligenza collettiva che li guida. Gli esperti di fisica e geometria potranno sbizzarrirsi. Non sono un esperto in queste materie tuttavia ma tuttavia il mio intento è far notare dei comportamenti e trarne degli spunti.

Prima di tutto gli oggetti hanno occupato tutto lo spazio della stanza: alcuni di essi, che non sono riuscito ad inquadrare nella foto, erano a notevole distanza dal centro. E' come se tendessero a distribuirsi un po' ovunque, come succede con i liquidi che occupano tutto lo spazio disponibile. Ciò che avviene per i fluidi, quindi, accade anche per altro. Non è un caso che seguendo le dinamiche della meccanica dei fluidi o, meglio, la fluidodinamica si studi il traffico delle città per esempio.

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Ultima modifica il 16 agosto 2013 alle 11:57

community
Community. Fotografia di Nancy White.

Agli inizi di settembre parteciperò ad una due giorni di lavori assieme a dei professionisti della formazione che vogliono costituire un team utilizzando i modelli delle comunità di apprendimento e gli ultimi sviluppi del web, come i cosiddetti web 2.0 e web 3.0. Perciò oggi voglio offrire un mio contributo su questi temi che parta da quelle che a mio avviso sono le basi del progetto e cioè le persone che dovranno interagire con questo team, per poi passare a dare uno sguardo ad una caratteristica del web che più ci riguarda e cioè il web potenziato. Quindi cercherò di delineare che cos'è o che cosa potrebbe essere una community di professionisti dell'apprendimento, oltre che della formazione. Infine indicherò gli attributi che secondo me dovrebbe avere. Mi auguro che queste mie riflessioni possano essere utili sia ai relatori e ai colleghi che incontrerò sia a chi si occupa di questioni simili più in generale.

Iniziamo da ciò che in questi casi non si deve fare: la gestione del portafoglio clienti. Soprattutto se il nostro network è piccolo. Stiamo parlando di realtà con più o meno una ventina di collaboratori. Già la stessa espressione "portafoglio clienti" oltre che non essere adatta ad una società che opera nel campo della formazione, denota un approccio d'altri tempi, precedente al world wide web. Si basa, infatti, sulla segmentazione e profilazione della clientela secondo tecniche da ricerca di mercato che possono essere più o meno affinate ma che non tengono in nessun conto di quella speciale relazione interpersonale, unica che si può e si deve stabilire tra docente e discente, persino tra servizio ed utente e addirittura tra prodotto e cliente. Sto parlando di qualcosa che va al di là della Customer Relationship Management.

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Ultima modifica il 4 gennaio 2014 alle 6:38

Mappa mentale sui sogni
Mini-mappa mentale realizzata su un taccuino Moleskine.

Ogni tanto mi smarrisco ed ho bisogno di tracciare la rotta. Quando succede ricorro ad una mappa mentale, come questa che vedete a lato. Il titolo della mappa viene da un libro che ho letto durante l'estate e del quale vi parlerò. Mi ha dato l'occasione per pensare ai miei sogni. Ve la propongo così come l'ho realizzata, in modo rapido, perché magari vi aiuterà a districarvi nei vostri sogni.

Nei miei sogni ci sono, dunque, i luoghi:

  • immaginati, come le foreste di conifere statunitensi da bambino dove volevo andare a fare l'attore di film western;
  • perduti, come il distributore di carburanti sul santuario di San Cosimo alla Macchia nei pressi di Oria (Brindisi), mio primo parco giochi che ora non esiste più da più di dieci anni;
  • cambiati, come Piazza Donnolo ad Oria dove un tempo giocavo a pallone in mezzo a dei pini che ora sono stati estirpati;
  • abbandonati, dove son stato per un po' ma non sono mai più tornato come la villa Corrado sul colle Iris ad Oria dove mi sentivo "barone rampante";
  • ricostruiti così com'erano o come la casa dei nonni, dove abito, prima divisa e poi risistemata secondo un nuovo disegno.

I miei sogni sono anche quelli notturni di cui a volte tento di tener traccia e che di tanto in tanto finiscono nei miei ricordi, per quanto scombinati e strani essi siano. Italo Calvino diceva che i sogni sono espressioni dei nostri desideri o delle nostre angosce. Perciò hanno molto da raccontarci: su di noi, su ciò che vogliamo davvero e su ciò che ci angustia.

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English: The Common Frog (Rana temporaria) can...
Rana temporaria (Photo credit: Wikipedia).

Oggi vi regalo una storiella che viene dall'Australia e che cito dalla voce Diluvio universale su Wikipedia. Essa ben ci illustra l'importanza del ridere.

Secondo alcuni aborigeni australiani, durante l'era dei sogni una gigantesca rana bevve tutta l'acqua del mondo dando inizio a una grande siccità. L'unica maniera per far terminare la siccità era quella di farla ridere. Dopo che ci avevano provato tutti gli animali australiani, ci riuscì un'anguilla. La rana si svegliò, cominciò a tremare, la sua faccia si rilassò, e alla fine scoppiò in una risata che risuonò come un tuono. L'acqua eruppe dalla sua bocca in un enorme inondazione che riempì tutti i fiumi e ricoprì la terra. Solo le montagne più alte erano visibili, come isole in mezzo al mare.

Trattenere una risata, cari amici, è come trattenersi l'acqua del mondo, che non puoi tenere in un posto, deve fluire. Non credete?

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Ultima modifica il 22 settembre 2018 alle 8:15

Portrait of Matsuo Bashō, by Yokoi Kinkoku, c....
Portrait of Matsuo Bashō, by Yokoi Kinkoku, c. 1820 (Photo credit: Wikipedia)

Sessanta lune:
i petali di un haiku
nella tua bocca.

Inizierò con questo ed altri haiku di Eduardo Sanguineti la diretta che terrò oggi, sabato 25 agosto alle ore 18, di M'irradeo d'immenso, il sabato del villaggio della poesia breve su Tirradeo.com. Questo poeta,  autore di testi teatrali e saggista che aderì al Gruppo '63 ci farà, infatti, da trait d'union tra le poesie di guerra di Giuseppe Ungaretti e questo genere di poesia breve che sono gli haiku giapponesi. Dal punto di vista etimologico essi sono "le poesie del viandante" e, infatti, coloro che sono considerati i maggiori maestri del genere, come Matsuo Bashō, furono dei viaggiatori instancabili. Ritorna, quindi, anche il tema dei viaggi, che tanta importanza ebbero anche in Ungaretti. Come torna o, per meglio dire, prosegue l'appuntamento con il verso breve, basta osservare la struttura di un haiku: 3 versi rispettivamente di 5, 7 e 5 sillabe per un totale di 17 sillabe. Una delle principali doti, allora, per scrivere secondo questa forma di poesia diventa la sintesi, portata ai suoi estremi. Ogni espressione, ogni sillaba superflua non vi trova posto. Nascendo dal vuoto un haiku perde la sua efficacia se tendiamo a riempirlo di qualcosa. Si tratta di un vuoto soggettivo ed oggettivo che, per esempio, si può contemplare in questo haiku di Bashō:

Fiori di pruno nell'aria profumata
improvviso sorge il sole
sentiero di montagna…

Questa condizione del vuoto è possibile solo a chi compie una profonda, autentica meditazione zen in cui Bashō fu ancora una volta maestro con uno stile di vita, una frugalità, una povertà che potremmo definire francescana. È considerato colui che elevò a forma d'arte lo haiku, fino ad allora (è nato nel 1644) considerato solo la prima parte di un componimento più lungo chiamato tanka. Perciò dedicherò una buona parte della diretta a lui e agli altri maestri come Yosa Buson, Kobayashi Yssa, Masaoka Shiki.

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Ultima modifica il 9 aprile 2013 alle 15:15

Social Media Information Overload
Social Media Information Overload. Di Mark Smiciklas.

E se ricominciassimo, dopo le ferie, con una dieta da overload informativo? Per intenderci è il sovraccarico di informazioni che ci fotte l'attenzione: non sappiamo a chi darla, ci distraiamo in continuazione con mille cose da fare nello stesso tempo (multitasking). Dopo un po' di ore ci si chiede: ma che diamine ho fatto? Ho davvero realizzato i compiti che mi preffisati oppure ho girovagato tra Youtube, Facebook, blog, gossip, ecc.? E se cominciassimo a seguire meno persone su twitter? E se sfoltissimo gli amici su Facebook? Quali ne sarebbero gli effetti? Abbiamo sentito predicare che dobbiamo sempre crescere ed aumentare: i centimetri, il PIL, il numero di amici su Facebook. E se invece cominciassimo a tagliare, a decurtare, a stare meno ore online, a consultare di meno blog e siti web? Che ne sarebbe di noi? Non so voi, ma io da qualche tempo ho cominciato a:

  • diminuire i blog che leggo;
  • cancellare contatti su Facebook a cui nulla mi lega e che non destano più la mia curiosità;
  • selezionare con sempre maggior cura i profili da seguire su Twitter;
  • cancellare alcune voci di google alert ormai per me desuete;
  • cancellarmi dai gruppi di Facebook che non suscitano in me interesse.

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Late Summer
Late Summer from Sander and Matt's garden. By Devon D'Ewart.

Vi avevo annunciato, agli inizi di luglio, che questo blog non solo non sarebbe rimasto fermo per l'estate ma che anzi sarebbe rimasto aperto per ferie. E così è stato. Così mentre voi vi facevate i bagni al mare io invece mi immergevo nelle acque della blogosfera; mentre voi vi lasciavate abbronzare dal sole io mi lasciavo abbrustolire dalle luci della rete; mentre voi ci davate giù con i mojito e con i long drink, io preparavo i miei cocktail di post e idee. Ed ora il frutto della mia estate è qui a disposizione per voi in questo scorcio di fine agosto. Ho pronti per voi, amici tornati dalle ferie o ancora in vacanza, cinque gustosi frutti da assaggiare subito, con la stessa voracità con cui prendete a grandi morsi le angurie. Ve li offro con la consapevolezza che vi possano essere utili e divertire. Sono anche altrettanti sentieri su cui possiamo inerpicarci, inseme, tra la fine dell'estate e l'autunno verso le vette della conoscenza e della libertà. Ecco a vostra disposizione 5  proposte del mio blog in questa fine d'agosto:

  1. aggiornarsi sulle dirette di M'irradeo d'immenso, il sabato del villaggio della poesia breve che tengo su Tirradeo ogni sabato alle 18;
  2. leggere i post che dedico a L'arte della scrittura di Lu Ji che sto commentando in questo periodo;
  3. affrontare i problemi con le risorse che dedico in questo blog al problem solving;
  4. imparare a conoscere e magari ad utilizzare le mappe mentali;
  5. dar seguito alle dieci cose che ancora possiamo fare questa estate.
Fatemi sapere, nei commenti, quale di questi cinque punti pensate  che possano esservi utili.

Ultima modifica il 6 ottobre 2012 alle 10:36

sole allo zenit
Sole allo zenit. Di visioni oniriche su Flickr. Dalla didascalia della foto: "elementi naturali nella loro meravigliosa imperfezione sostenuti dalla spirale di filo metallico, come dovrebbe sempre accadere, dentro di noi, tra emozioni e ragione...".

Se è vero che le emozioni sono spesso
capricciose,
l'indulgenza è autodistruttiva.

L'ammonimento viene da Lu Ji di cui sto commentando, in questo blog, L'arte della scrittura in diversi post. Oggi è la volta dell'armonia, dell'ordine. Ed inizio dall'emozione perché uno scrittore che se ne facesse travolgere tradirebbe il suo stesso lavoro. Il rischio è l'autodistruzione addirittura. Con le emozioni non si scherza, più o meno tutti ne conosciamo la forza, il potenziale che esse esprimono. Vanno tenute a bada. Il come ce lo racconta ancora Lu Ji:

Riconoscere l'ordine
è come aprire
la chiusa di un fiume.

Quindi solo una parte delle emozioni è bene che fluisca, mentre l'altra deve restare arginata dalla diga. In questo modo il nostro cuore non esploderà e resterà in una condizione che ci sprona, che ci sospinge con potenza a scrivere. Del resto non è difficile capire come l'eccesso di emozioni obnubila le nostre stesse capacità di apprendimento, necessarie per leggere e comprendere, prima di scrivere.

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Ultima modifica il 22 settembre 2018 alle 8:15

monumento dedicato a Ungaretti
Santa Maria la Longa, monumento dedicato a Ungaretti (Wikipedia).

C'è il rifiuto dell'eloquenza, del vaticinio, dell'opulenza proprio di un certo modo di far poesia che è appartenuto a Giovanni Pascoli o a Gabriele D'annunzio soprattutto. Questo gran rifiuto si consuma con il soldato-poeta Giuseppe Ungaretti che tra i tanti cadaveri e i paesi distrutti dalle bombe non poteva usare il registro di quel vate che celebrava la guerra. Perciò la parola da profetica e decadente si fece breve, figlia del dolore e conobbe perciò essenzialità e una nuova verginità. Frequente è quindi il ricorso all'analogia: quel procedimento stilistico che si può considerare una similitudine in cui è stato abolito il "come". "Tornino in alto ad ardere le favole" scrive, ad esempio, Ungaretti in Stelle. Ed è egli stesso a spiegarci il senso di questa novità quando scrive nel 1922:

Se il carattere dell’800 era quello di stabilire legami a furia di rotaie e di ponti e di pali di carbone e di fumo – il poeta d’oggi cercherà dunque di mettere a contatto immagini lontane, senza fili.

...continua a leggere "Ungaretti, il primo poeta wireless della storia"

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Mimmo militare
Mimmo durante l'addestramento del servizio militare, svolto nell'inverno del 1996 presso la caserma dell'aeronautica militare a Viterbo.

Da qualche giorno a questa parte ho notato tra le statistiche del mio blog che qualcuno cercava foto ed informazioni su mio fratello Cosimo,  chiamato Mimmo. Si avvicinava, infatti, la fatidica data del 18 agosto, giorno in cui quindici anni fa, nel 1997, perdeva la vita in un incidente stradale. Accadde verso le 17 e 10, mentre era alla guida della sua prima auto, una FIAT Croma usata comprata con la sua prima paga da pizzaiolo. Quel giorno stava andando a lavoro presso la pizzeria Primula Rossa di San Pietro in Bevagna (Taranto) nonostante il titolare, Leonardo, lo avesse invitato a riposare, visto che aveva lavorato tanto per il ferragosto. Mimmo però non voleva venir meno agli impegni presi e imboccò, come ogni giorno di quella estate, la S.P. 57 che collega Oria a Manduria. Appena imboccata si fermò al distributore dell'AGIP per fare rifornimento ma non vi trovò carburante. Decise che avrebbe fatto un tentativo ad un altro distributore a Manduria. Non vi arrivò mai. Alla progressiva chilometrica 32+146, presso "Palombara piccola"vide sopraggiungere un autotreno che occupava "parzialmente la corsia riservata al senso opposto di circolazione" come accertò la perizia del tribunale. Quell'autotreno trasportava a Foggia barbabietole da zucchero caricate nelle campagne di San Pancrazio Salentino (BR) in contrada Scazzati.

...continua a leggere "Mio fratello Mimmo, il Minotauro e il terrore dell’oblìo"

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Ultima modifica il 22 settembre 2018 alle 8:15

English: Giuseppe Ungaretti during I World War...
English: Giuseppe Ungaretti during I World War Italiano: Giuseppe Ungaretti (Photo credit: Wikipedia)

Ci saranno ancora le "poesie di guerra" di Giuseppe Ungaretti oggi alle 18 nella mia diretta M'irradeo d'immenso su Tirradeo. Dopo il battesimo della rubrica, infatti, molto è rimasto da dire sulle sue poesie brevi perciò ho deciso di dedicargli una seconda puntata. Si tratta delle poesie che egli compose sul fronte della prima guerra mondiale, sul Carso: un altopiano roccioso, brullo, spoglio e nel quale all'improvviso si aprono dei crepacci. Un'ottima immagine questa per la poesia stessa di Ungaretti: una poesia necessaria, essenziale nella quale si scavano degli abissi come scrive il poeta stesso.

Quando trovo
in questo mio silenzio
una parola
scavata è nella mia vita
come un abisso.

...continua a leggere "La “poesia in progress” di Ungaretti a M’irradeo d’immenso"

Taking a Break to Read
Taking a Break to Read. Cybertoad on Flickr.

Quando si avvia, o si riavvia, il computer compare, ad un certo punto, la frase "Per la risoluzione dei problemi premere F8". Premendo per tempo quel tasto si accede alla modalità provvisoria che è la modalità diagnostica di Windows nella quale sono caricate solo le componenti specifiche necessarie per eseguire il sistema operativo. Molte funzionalità non si avviano, possiamo così intervenire su quelle problematiche o su eventuali malware (software maligni). Gli informatici e gli smanettoni conoscono bene il tasto F8 e vi ricorrono tutte quelle volte che devono sistemare un qualche errore che compromette il sistema operativo, ad esempio.

Premi un tasto e hai a disposizione la possibilità di analizzare un problema e le opzioni per risolverlo. Comodo vero? Magari nella vita avessimo un tasto simile. Ci sono due notizie in proposito: una cattiva e una buona. La cattiva notizia è che questo tasto non c'è, perché siamo immersi nel continuum spazio-temporale. La buona notizia è che esistono anche per noi, per fortuna, delle modalità provvisorie all'interno delle quali è più facile individuare i nostri problemi.

...continua a leggere "Il tasto F8 per risolvere i problemi della vita"

Ultima modifica il 27 agosto 2018 alle 13:38

sedie e ombrelloni
Credit: Viaggio Routard su Flickr.

Che Ferragosto farà? Ci sarà bel tempo? Ci sarà posto al mare? E per il pranzo dove mangiare? Sono queste le domande di rito ogni anno quando arriva il 15 Agosto. A patto che non piova proprio in questo giorno.

Acqua d’agosto,
olio, miele e mosto.

Così dice un proverbio su questo mese. Infatti l'acqua che cade in questi giorni ci darà i frutti dell'autunno: le olive da cui si ricava l'olio, i fiori da cui avremo il miele e l'uva che a settembre sarà vendemmiata e che in parte diventerà vino. Ma ci sono anche altri vantaggi. Come per esempio questo:

La prima pioggia d'Agosto fa fuggire pulci e mosche.

...continua a leggere "Ferragosto tra pioggia, proverbi e tweet"

Ultima modifica il 27 agosto 2018 alle 13:39

screenshot archivio 1 2 Many Cam Show
screenshot archivio 1 2 Many Cam Show

E' disponibile il video dell'ultima puntata dell'edizione estiva di 1 2 Many Cam Show, lo show interattivo e d'improvvisazioni teatrali che ho tenuto in diretta web cam su Tirradeo. Il video è purtroppo un po' piccolo e per restrizioni di wordpress, con cui il mio sito web è realizzato. Vi consiglio quindi di allargarne la visione a tutto schermo. Accontento, tuttavia, coloro che mi hanno chiesto di poter vedere un video di archivio almeno per farsi un'idea. Mi scuso anche per l'audio che non è dei migliori ma la regia quella sera era a Budapest, i server negli USA ed io ed altri ospiti ci siamo collegati da varie parti del mondo. Scuserete quindi le difficoltà tecniche iniziali che una nuova realtà del broadcasting online come Tirradeo deve affrontare ma che sta testando e cercando di migliorare.  1 2 Many Cam Show dopo la sperimentazione di inizio estate tornerà in autunno migliorato nella formula e con, ogni tanto,  altri ospiti improvvisatori oltre me. Intanto vi ricordo che ogni sabato alle ore 18 sta andando on air un altro format che stavolta conduco io (finora sono stato ospite): M'irradeo d'immenso, il sabato del villaggio della poesia breve. Buona visione.

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Un sindaco
Un sindaco (Photo credit: Wikipedia)

Alcuni giorni fa mi sono imbattuto sulla bacheca di Facebook di un sindaco che presentava un messaggio di stato di cui vi riporto qui di seguito una parte.

PREOCCUPANTE FURTO AL COMUNE DI ***
Nelle ore notturne si è verificato l’ennesimo preoccupante fatto di cronaca che ha interessato strutture comunali. Ignoti si sono introdotti all’interno degli uffici dei Servizi Sociali del Comune di ***, situati in via ***, ed hanno asportato un solo computer, contenente dati sensibili e quindi di estrema importanza per la gestione dei servizi offerti dall’Ente.
“Ci sono tutti i presupposti – afferma il Sindaco *** – per considerare che si è trattato di un furto su commissione, finalizzato a rendere più difficoltosi i controlli e, più in generale, a complicare la gestione dell’intero settore".

Fossi nei panni di questo mi preoccuperei del proprio modo di comunicare sui social network più del furto in sé. E mi preoccuperei anche della gestione informatica dei dati dei cittadini, ma andiamo per gradi.

...continua a leggere "Un sindaco, Facebook e la rete di persone"