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Pakistan Floods: Planning emergency operations.
Pakistan Floods: Planning emergency operations. Oxfam International.

Per gestire le emergenze non serve qualcuno che comanda dall'alto e non occorre neanche un piano. Sono queste le due premesse per far funzionare al meglio i soccorsi.  E' quel che accadde, infatti, il 2 agosto del 1980 subito dopo l'attentato alla stazione di Bologna. Quella emergenza fu gestita così bene che l'Europa ci chiese quale fosse stato il piano dei soccorsi che in realtà non fu approntato. E c'è di più: il sindaco al momento dell'esplosione era in vacanza. Ce lo racconta Massimiliano Boschi in un suo post dal titolo Come gestire (efficacemente) le emergenze. In esso sono contenute due importanti raccomandazioni in questi casi:

  1. delegare il potere decisionale a chi opera sul campo evitando quindi le piramidi;
  2. favorire il più possibile la comunicazione tra gli operatori e quindi il loro auto-coordinamento.

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Ultima modifica il 18 giugno 2013 alle 11:24

Junya Watanabe MAN Autumn / Winter 2009
Junya Watanabe MAN Autumn / Winter 2009. TRÈS BIEN.

Quali saranno i colori, le tendenze, le idee del prossimo autunno-inverno? Non sono diventato all'improvviso modaiolo. Mi riferisco piuttosto ai percorsi che da qui alla fine dell'anno e anche oltre avrò la possibilità di compiere, magari insieme a chi ha voglia di arrivare alla fine di questo post. Il motivo per farlo riguarda la possibilità che si collabori o che ci si lasci coinvolgere da qualcuno dei progetti di cui sto per parlarvi. Chi mi conosce da tempo sa quanto io mi dedichi al planning delle mie attività e sa anche quanto io amo coinvolgervi chi ha la curiosità e la voglia di scoprire nuove possibilità. Un esempio lo trovate nella mia recente mappa d'ottobre. Vi lascio entrare dentro la mia officina o il mio studio se preferite. Per vedere da vicino in che modo mi dedico ai progetti che curo di volta in volta. Magari qualcuno di questi vi piacerà o magari ne avete curati altri simili in passato e potreste darmi una mano.

Il primo di essi riguarda dei corsi di apprendimento che sto pensando di mettere in cantiere. Sarà rivolto a chi ha necessità di apprendimento per studio e lavoro e non è riuscito finora ad avere un buon approccio e un buon metodo che consenta di far fronte alla grande mole di informazioni da apprendere e da maneggiare. E anche a chi è stanco dei tanti appunti che scrive e che purtroppo quasi sempre si rivelano improduttivi. Con l'aiuto di mappe mentali e mappe concettuali e di altri strumenti di pensiero visivo non solo riusciremo a cavarcela meglio in questi casi ma avremo dei potenti strumenti per organizzare le nostre attività.

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Ultima modifica il 21 gennaio 2016 alle 16:55

Illustrations from File:I promessi sposi (1840...
"I promessi sposi: storia milanese del secolo XVII (1840)" di Alessandro Manzoni, Tip. Guglielmini e Radaelli, Milano 1840) (Wikipedia)

Chi scrive, soprattutto per professione, sa quanto sia importante la revisione, anche in tempi di scrittura veloce, sminuzzata, spesso istantanea a cui ci stiamo abituando tra social network, micro-blogging e chat. Spesso però, in generale, non facciamo caso ad essa: prendiamo per buona la prima stesura e andiamo avanti. Ma così facendo  lasciamo che le parole cozzino le une con le altre. E se confondiamo le parole il nostro scritto ne soffrirà, come anche la sua chiarezza. Sono ammonimenti de L'arte della scrittura di Lu Ji che da qualche tempo sto commentando in questo blog.

Già ho avuto modo di accennare alla necessità della revisione citando Francesco Petrarca e le sue "sciocchezze". In quello stesso post abbiamo esaminato la scelta delle parole giuste. Ora è il momento di scendere ancora più in dettaglio, di passare al setaccio quella prima selezione con una accuratezza che ci suggerisce lo stesso Lu Ji:

Il generale ispeziona le sue truppe
nei particolari più minuti,
fino al singolo capello.

Viene raccomandato allora un altissimo livello di dettaglio, come se dovessimo esaminare al microscopio parole, espressioni ed ogni altro dettaglio. Nulla ci può sfuggire. Niente può essere lasciato al caso. Così il copywriter che dovrà riflettere i valori e gli obiettivi dell'azienda per cui scrive dovrà mostrare uno stile sempre fedele ad essi. Il giornalista che scrive per le agenzie dovrà eliminare ogni interpretazione e trasmettere i fatti nel modo più cristallino possibile. Lo sceneggiatore dovrà rivedere infinite volte la sceneggiatura in funzione delle richieste della produzione, della regia, degli altri tecnici. La scrittura, del resto, è perenne revisione, per definizione. Pensiamo a Giuseppe Ungaretti che rielabora di continuo i suoi primi componimenti e ne pubblica più versioni. E benedetta sia la revisione perché è grazie ad essa che Alessandro Manzoni trasformò un romanzo mediocre quale era il Fermo e Lucia in quel capolavoro che sono I Promessi Sposi.

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Cimabue: Vergine in Maestà, con Bambino, quatt...
Cimabue: Vergine in Maestà, con Bambino, quattro angeli e san Francesco. Basilica inferiore di San Francesco (Assisi - Italy) (Photo credit: Wikipedia)

Si chiama Alì Dea Omoruyi «ma tutti mi chiamano Giulia». Proviene dalla Nigeria ed è responsabile, insieme al marito Rolando, dell’orto urbano del monastero dei benedettini di Assisi, ai piedi della Basilica di San Francesco che si celebra oggi 4 ottobre 2012. La sua storia mi sembra la più bella per ricordare il santo patrono d'Italia. Giulia è vincitrice del premio Oscar Green, promosso da Coldiretti e indirizzato alle innovative idee in agricoltura. Così racconta a Umbria24 la sua vita: «In Umbria mi sono spostata in tanti paesi, sempre lavorando onestamente, sempre conquistandomi la stima delle persone con cui ho lavorato. Ho coltivato a lungo il tabacco, poi ho fatto assistenza agli anziani, ho fatto la babysitter, mi sono occupata di ristorazione e tanti tanti altri lavori. Mi conoscono tutti ormai. Non ho mai preso la strada facile di fare i soldi facilmente come capita anche a tanti stranieri. Anche io se avessi voluto avrei potuto prendere altre strade invece ho sempre scelto la strada del lavoro, anche se questo ha significato tante difficoltà e anche un percorso in solitario. Ho incontrato l’uomo con cui sono stato insieme, l’unico da quando sono in Italia, che poi ho sposato. È un lavoratore ed è con lui che abbiamo fatto tanti sforzi, tanta fatica e tanti sacrifici per andare avanti. Oggi ho due figlie e una nipotina».

...continua a leggere "Francesco D’Assisi, l’orto di Giulia e i tradimenti della chiesa e dell’arte"

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Ultima modifica il 8 settembre 2017 alle 17:17

October leaf drenched
October leaf drenched. Karl-Ludwig G. Poggemann.

Non so se tutti hanno capito, Ottobre la tua grande bellezza: | nei tini grassi come pance piene prepari mosto e ebbrezza, prepari mosto e ebbrezza... | Lungo i miei monti, come uccelli tristi fuggono nubi pazze, | lungo i miei monti colorati in rame fumano nubi basse, fumano nubi basse...

Così canta ottobre Guccini nella Canzone dei Dodici Mesi. Ottobre è infatti mese di vendemmie e quindi di mosto ed ebbrezza. Ma non è solo il momento dell'anno in cui si riempiono le botti, per molti è anche il mese della birra bavarese con l'Oktoberfest. Per me è il mese che porta sulla mia tavola due frutti che trovo sublimi, persino evocativi, come i cachi e i melograni. Per altri magari sarà il mese delle castagne. Sono davvero eccezionali le varietà di frutti ed ortaggi di questo periodo. È il mese in cui si torna a fare sul serio con tutti gli impegni: lavoro, scuola, ecc. Si torna a frequentare anche i luoghi chiusi come il cinema a proposito del quale consiglierei soprattutto tre uscite:

  1. È stato il figlio, il film di Daniele Ciprì in cui ho lavorato anche io;
  2. On the Road;
  3. Io e te, di Bernardo Bertolucci.

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Ultima modifica il 8 ottobre 2013 alle 19:32

mini mappa intervallo juve roma
Mini mappa mentale realizzata sul mio taccuino durante l'intervallo di Juve-Roma del 29 settembre 2012.

Questa che vedete a sinistra è una mappa mentale rapida che ho realizzato sabato scorso, 29 settembre 2012, durante l'intervallo della partita Juventus-Roma, che la squadra capitolina ha perso per 4 ad 1 dopo un primo tempo disastroso in cui ha preso ben 3 gol. Ero al bar a vedere questa partita. Ho avuto la tentazione di alzarmi ed andarmene, perché c'era poco da vedere: è stata una brutta partita in cui giocava solo la squadra di Torino. Invece ho tirato fuori il mio taccuino e mi sono messo a disegnare una mappa per non lasciarmi prendere dalla delusione: sono infatti un convinto tifoso di Zeman e quindi potete capire che questo match era carico di qualche significato in più. Soffrivo e avrei voluto fare qualcosa per invertire l'incredibile situazione di subordinazione con cui i giallorossi sono entrati in campo: erano lenti e non correvano, non  mettevano in atto nulla degli schemi del boemo, subivano e basta. Così quando il primo tempo è finito mi sono chiesto: se ci fossi io in una situazione simile, se capitasse a me? Se partecipassi io ad una qualche competizione e facessi brutta figura? Perché quando giochi senza nerbo, senza forze, di brutta figura si tratta. Mi sono immaginato coach della Roma e ho tirato fuori i rami della mappa che vedete e dei quali voglio ora parlarvi.

...continua a leggere "Godersi uno splendido secondo tempo anche se stai perdendo"