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Franca
Franca (Photo credit: VivianaG)

Quando ero piccola, sette, otto anni, mi veniva in testa un pensiero che mi esaltava: morire.
Quando morirò?
Com’è quando si muore?
Come mi vestirò da morta?
Forse mamma mi metterà quel bel vestito che m’ha cucito lei di taffetà lilla pallido orlato da un bordino di pizzo d’oro.
“Sembri un angelo! Quanto è bella la mia bimba che compie gli anni!” mi diceva.
A volte mi stendevo sul lettone di mamma: vestito, calze, scarpe, velo bianco in testa, una corona del rosario tra le mani poste sul petto (tutta roba della Cresima), felice come una pasqua aspettavo che qualcuno mi venisse a cercare e si spaventasse…scoppiando in singhiozzi. “E’ mortaaa! Franchina è mortaaaaa?!” E tutti a corrermi intorno piangendo…arrivavano i vicini, il prete e tutti rosariavano in coro.

Così parla di uno dei suoi giochi infantili Franca Rame, scomparsa ieri a Milano, nel suo ultimo post nel suo blog su Il Fatto Quotidiano.  Ora Franchina è morta davvero. Lei che, attrice bambina, metteva in scena la sua stessa morte da piccola. Perché gli attori appartengono alla morte, da sempre, si può dire ricordando l'ultimo verso di A livella di Totò: "nuje simmo serie... appartenimmo 'a morte". Così che si fa fatica a credere che ieri non ce l'abbia fatta, che davvero abbia perso la vita.  Sembra di stare nel suo gioco che lei continua a descrivere così:

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Squadre improvvisazione teatrale
Uno scatto dal girone di andata del Campionato Nazionale Amatori d'improvvisazione teatrale.

L'improvvisazione teatrale è sempre più di casa in Salento dove da quattro anni a questa parte la cooperativa Improvvisart sta diventando un punto di riferimento nazionale. Per la prima volta nella sua storia una squadra di Lecce sta partecipando al Campionato Nazionale Amatori d'improvvisazione teatrale. Il campionato è alla sua quinta edizione e sabato prossimo ci sarà la sfida di ritorno del triangolare che vede coinvolte le squadre Verba Volant di Roma e Maia di Latina, oltre a Improvvisart Lecce.

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Wnmh microphone
Wnmh microphone (Photo credit: Wikipedia)

"Non vorrei che si lusingassero che 'hanno fatto di tutto per nascondere i microfoni'". Nel video che vi propongo oggi Carmelo Bene spiega quanti microfoni mettere in suo spettacolo e come disporli. Invece che usare i microfoni che servono Bene vuole un "campo di battaglia", "uno studio fonico". Quanta distanza rispetto alle scenografie della decorazione sobria ed essenziale, diciamo così. Invece che ragionare sul concetto che il microfono ci deve essere ma non si deve vedere il maestro pensa: il microfono c'è e non solo si deve vedere ma ce ne devono essere tanti e ben visibili, anche di finti. Ancora più grande è la distanza con i puristi della voce per i quali l'attore deve usare solo il diaframma. A questi Dario Fo nel Manuale minimo dell'attore risponde:

Ci sono ancora, tutt'oggi, i nostalgici appassionati della vocalità naturale ad ogni costo, quelli che dicono che l'amplificazione meccanica  ha ucciso il vero teatro. Mi fanno venire in mente dei fissati che vanno sull'autostrada sgambettando sul monopattino e gridano: questa sì che è velocità!

Perciò si usino pure i microfoni a teatro a patto che non siano i panoramici che amplificano soprattutto i rumori.  Non c'è nulla di più fastidioso sentire uno spettacolo in cui la voce degli attori arriva poco e invece, in compenso, si assiste ad uno sbattere continuo di passi sugli assi di legno, di sedie, di suppellettili, di ante, di porte ecc. Ora è anche vero che il teatro non deve appoggiarsi sul senso ma sul significante, tuttavia questo significante deve essere non fastidioso, godibile come la phoné di Carmelo Bene.

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Teschio con parrucca bionda.
Teschio con parrucca bionda. Particolare della scenografia di Più leggero di un suspir di Francesco Niccolini con la regia di Enzo Toma.

«Io ho viste cose che voi umani non potreste immaginarvi.
Navi da combattimento in fiamme al largo dei bastioni di Orione,
E ho visto i raggi B balenare nel buio vicino alle porte di Tannhäuser.
E tutti quei momenti andranno perduti nel tempo…
come lacrime nella pioggia». (Blade Runner, Ridley Scott).

"E tutti quei momenti andranno perduti nel tempo"... come perduta è ogni improvvisazione teatrale già nel momento in cui nasce. Già gli attori praticano l'arte delle cose che muoiono. Di loro possono dire: "appartenimmo 'a mort". Si agitano sulla scena e non si sa se resta qualche memoria, qualche eco, in qualcuno, forse. Tutto questo è triste ma è la tristezza del clown, è quella tristezza che in Totò ci piace tanto: la consapevolezza che essi sono impastati con la "stessa sostanza di cui sono fatti i sogni".

...continua a leggere "Sulla condizione degli attori-improvvisatori"

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Ultima modifica il 20 agosto 2018 alle 18:12

Charlie Chaplin from the film The Great Dictator
Charlie Chaplin from the film The Great Dictator (Photo credit: Wikipedia)

Gli attori di teatro, in parte anche del cinema, e gli artisti del circo sono dei performer: intrattenitori ed esecutori nello stesso tempo, di fronte ad un pubblico. Condividono quindi lo stesso destino del qui ed ora. È quindi naturale che abbiano molto in comune. Oggi voglio riflettere su dieci aspetti che un attore può riprendere dalle discipline circensi e fare propri.

...continua a leggere "Dieci cose che un attore può imparare dal circo"

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Foto di Carmelo Raineri.
Foto di Carmelo Raineri.

È periodo di Memoria Minerale questo per me. Ma non sono il solo. I protagonisti li trovate, infatti, tra i cittadini di Mesagne. Stanno accadendo eventi strani in questa cittadina. Come il laboratorio teatrale per gli anziani, la banca cittadina della memoria, il laboratorio d'arte di Antonio Catalano. Ora uno dei prossimi eventi sarà dedicato al teatro di narrazione attraverso un festival che si terrà a Settembre. È l'aspetto che conosco meglio perché vi sono coinvolto insieme ad altri partecipanti con cui sto condividendo il laboratorio tenuto da Francesco Niccolini per la parte di narrazione e da Fabrizio Pugliese per quella attoriale.

...continua a leggere "La Memoria Minerale e la menzogna"

Film poster for Ronin (film) - Copyright 1998,...
Film poster for Ronin (film) - Copyright 1998, United Artists (Photo credit: Wikipedia)

C'è un cliente di mio padre, aerografista, che gli sta dicendo che colori usare e come portare avanti il lavoro, anche se non ha idea di ciò che gli sta uscendo dalla bocca. Lo sento ciarlare, ad esempio, di giallo canarino mentre mio padre gli risponde che quel colore è l'ocra. Non ne posso più. Tra poco vado da loro e gli dipingo la faccia e la lingua. Di giallo canarino.

Ci vuole pazienza direte voi e, al limite, "attaccare l'asino dove vuole il padrone". Ci sono sempre quelli che hanno un'idea da dare agli altri anche se non sanno quello che stanno dicendo. Persino Cristo in croce chiese al Padre Celeste di perdonare quelli che non sanno cosa stanno facendo.

...continua a leggere "Il naso di Michelangelo e il vizio dell’incompetenza"

il mio cuore è un pomodoro senza semi
il mio cuore è un pomodoro senza semi (Photo credit: astridula)

Caro disoccupato che ti sei innamorato hai tutta la mia solidarietà ma credo che tu abbia poche speranze. Credi davvero di trovare l'amore, senza lavoro e quindi senza soldi? Se lo trovi fammi un fischio. A meno che quel "mi sono innamorato disoccupato" usato come chiave di ricerca per arrivare al mio blog non voglia dire "mi sono innamorato di un disoccupato" (che fa il paio con "stare con una disoccupata")  e allora, magari, se sei ricco e benestante farai la sua felicità. O almeno potrai fare come la donna che si è innamorata di un extracomunitario disoccupato, la cui storia davvero mi ha colpito. Forse l'amore è il miglior antidoto alla noia, soprattutto a quella estiva. Continuo a trovare, infatti, spesso un'altra chiave come "cosa posso fare in estate". Se l'amore è corrisposto diciamo che ci sarebbe molto da fare. Se non lo è occorre arrangiarsi. Come? L'estate scorsa qualche consiglio ho provato a darlo. Poi non so come ti senti, se sei scarico, demoralizzato, depresso. Non so. Hai pensato che potresti premere il tasto f8 per risolvere i tuoi problemi? Se invece anche tu sei atterrito dalla crisi di cui così tanto si parla, potresti sentire i consigli di Einstein sulla crisi appunto. Mi auguro che non ti riduci come chi ha digitato "sotto un lampione c'è un ubriaco che sta cercando qualcosa" come nella storiella raccontata da Paul Watlawick e che potresti leggere perché certe volte noi non cerchiamo le cose o le soluzioni ai nostri problemi dove si trovano ma dove è meno scomodo. Insomma leggendo le statistiche del mio blog mi sembra che sia diventato una sorta di rubrica del cuore e la cosa non mi dispiace, vi dirò. E tu cosa vorresti trovarci? Fammelo sapere, per piacere, nei commenti.

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L'Unità del 1978 con Moro e Impastato.
Credit immagine: laltratremestieri.blogspot.it.

Il 9 maggio 1978 è il giorno in cui in Italia vennero ritrovati due cadaveri. Uno a Roma e l'altro a Cinisi, in Sicilia. Uno nel cuore di Roma, a via Caetani, e l'altro sulla ferrovia del paese siciliano in provincia di Palermo. Il primo era quello di Aldo Moro, il secondo quello di Peppino Impastato. Due figure sulle quali tanto si è scritto, detto, dibattuto e che, com'è giusto, sono due simboli nella lotto contro terrorismo e mafia. Tanto che il 9 maggio si celebra la Giornata della memoria dedicata alle vittime del terrorismo. Io, però, questa volta vorrei restare al nudo fatto di cronaca o, meglio, attorno ai loro corpi. Quello di Moro acciambellato nel cofano della Renault 4 rossa che fu usata per trasportarlo e quello di Peppino dilaniato dal tritolo.

...continua a leggere "I cadaveri di Moro e di Peppino e la stagione della tenerezza"

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Home page del blog di Dario Vignali.
Home page del blog di Dario Vignali.

L'ho scoperto stamattina e mi è subito apparso chiaro che non poteva mancare nella blogroll, in basso a destra, del mio blog. Si tratta di Dario Vignali che si definisce un Business Designer esperto di personal branding. La lista delle sue competenze è varia e interessante: si va, infatti, dal Social Media Marketing alla Brand Communication, dal Web Marketing al Community Management. Mi è bastato leggere alcuni suoi post come questi per capire che valeva davvero la pena inserirlo nella blogroll e quindi proporlo a voi: Newsletter: il segreto di chi fa business con i blog; Scrivere Tweet virali che vengano retweettati numerose volteMigliorare l’influenza sui tuoi visitatori e le vendite con il Copywriting. Mi ha fatto capire l'importanza di uno strumento che pensavo essere ormai obsoleto e inutile ai tempi dei social network come la newsletter. Inoltre mi spinge a tornare a prendere più in considerazione Twitter che per varie ragioni ho trascurato. Mi ha anche fatto capire che va bene essere educati nelle relazioni online ma che è necessario talvolta essere imperativi. Infine sto meditando di mostrare le statistiche di questo mio blog nella barra laterale. Insomma, stamattina mi ha fatto un gran bene leggere i suoi post e credo che farà bene a tanti altri blogger. Grazie Dario.

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Ultima modifica il 16 ottobre 2015 alle 13:33

Gli amatori Improvvisart di Lecce in Improgames.
Gli amatori Improvvisart di Lecce in Improgames.

Giovedì sera ci sarà Improgames, spettacolo d'improvvisazione teatrale al Circolo Arci Zero di Brindisi. Prendo a prestito il nome del circolo per dire che assisterete al grado zero dell'improvvisazione teatrale, il punto di partenza, il minimo comune multiplo di questa disciplina tra sport e teatro ed altro ancora. Giovedì sera quindi assisterete  alla temperatura alla quale non solo l'acqua si trasforma in ghiaccio ma alla quale gli spunti del pubblico si trasformano in scene imprevedibili e spesso esilaranti. Assisterete all'unico spettacolo d'improvvisazione teatrale con il vuoto in mezzo, comodamente seduti sui bordi della voragine nella quale noi amatori Improvvisart pescheremo l'impensabile, ciò che non conosciamo all'inizio e che mai più ripescheremo. Saremo in quella zona tanto esplorata ma sempre foriera di scoperte, in ogni istante, che è il punto di equilibrio tra il positivo e il negativo, giocheremo insomma in bilico tra le calamite della creatività. Vivremo le avventure sospesi tra materia e antimateria, nello stesso tempo ai confini dell'universo e in mezzo ad esso pronti a captare ogni eco del bing bang per farne il firmamento delle storie che il pubblico vedrà nascere sul momento senza copioni, senza scenografie, senza personaggi o regie. Saremo ancora una volta gli astronauti del teatro che senza cinture di sicurezza saranno lanciati a quelle altezze siderali nelle quali sole il cabaret dell'assurdo si può sublimare.

Giovedì 9 maggio ore 21 e 30

Circolo Arci “Zero”
via San Benedetto, 17 - Brindisi
Per info e prenotazioni: 388 7205264

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GIULIO ANDREOTTI (1919 – 2013), il "divo&...
GIULIO ANDREOTTI (1919 – 2013), il "divo" della Prima Repubblica italiana (Photo credit: The PIX-JOCKEY (photo manipulation))

Avevo in mente di scrivere stamattina una poesia con versi più o meno ironici sulla morte di Andreotti, avvenuta ieri. Avevo in mente solo il titolo, però, In morte di Giulio Andreotti e pensavo sarebbe stata una vaga parodia di In morte di Carlo Imbonati di Alessandro Manzoni. N'è uscita invece quella che mi azzardo a chiamare una poesia istantanea o, più modestamente, un testo tra il serio (poco) e il faceto (molto). Vi do soltanto tre indicazioni per passaggi che potrebbero non essere chiari. La Lucina a cui faccio riferimento nella quarta stanza è la piazzetta di Roma dove si trova l'archivio del politico di cui vi sto parlando. Se non sbaglio deve essere stato per anni il suo ufficio. Se non è così me ne scuso ma immagino, con licenza poetica, che abbia partorito là dentro quei mostri come i governicchi e quel debito pubblico che tanto condizionano ancora la politica dei giorni nostri. Inoltre il suo amico dei tempi dell'Università e Aldo Moro. Infine quando parlo di brigatisti che si appostarono mi riferisco al fatto che le brigate rosse prima di rapire Moro pensarono ad Andreotti. Ecco a voi In morte di Giulio Andreotti.

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Ultima modifica il 13 ottobre 2015 alle 16:22

Oggi vorrei riflettere con voi, venticinque lettori del blog, su un episodio della nostra storia che ha segnato in modo profondo il nostro destino di uomini moderni.

Particolare del Giudizio Universale di Michelangelo.
Particolare del Giudizio Universale di Michelangelo.

Il 6 maggio del 1527 i Lanzichenecchi espugnavano la Roma papalina e si abbandonavano a mesi di devastazioni e saccheggi. Un episodio, questo, della storia d'Italia memorabile per la sua efferatezza che già all'epoca suscitò sdegno in tutta Europa. Si tratta del Sacco di Roma del 1527 che vide protagoniste le truppe mercenarie tedesche al soldo di Carlo V, imperatore del Sacro Romano Impero in lotta contro Francesco I, sovrano di Francia, per il predominio sulla penisola italica. Quelle truppe, private del loro comandante, commisero ogni sorta di nefandezza: dagli stupri ai saccheggi, dalle distruzioni di ville e palazzi alle estorsioni, ecc. Su questo si possono leggere le testimonianze riportate da Francesco Gonzaga.

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Giovanni Carnovali, Ritratto d'uomo in atto di scrivere
Giovanni Carnovali, Ritratto d'uomo in atto di scrivere

Oggi non so che dirvi. Non ho idee. Perciò non so che scrivere, che raccontarvi. State assistendo ad un esperimento di auto-ispirazione basato sullo scrivere il nulla, il vuoto proprio che ho in testa. Sperando che tra una parola e l'altra sorga un'idea. Perciò potrei intitolare questo post La ricerca di un'idea. Se volete è un esperimento di improvvisazione di scrittura di un post.

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Bergoglio e Ratzinger - Titanic
Papa Bergoglio e Papa Ratzinger in crociera.

Gli ha detto sì 'na ser 'e magg. Ratzinger è venuto in elicottero mentre Bergoglio lo aspettava. I due si amano da tempo e hanno ora coronato il loro sogno d'amor. Due cuori e una capanna, in Vaticano. Papa Francesco per restare più vicino a Papa Benedetto ha rinunciato ad abitare nell'appartamento apostolico. I due, infatti, ora vivono uno a pochi metri dall'altro. La speranza è che questa love story continui, che non finisca come nella celebre canzone napoletana 'Na ser 'e magg in cui ad un certo punto la coppia si divide, lasciando nello sconforto uno dei due partner. Anche perché fonti vaticane riferiscono che i due sono raggianti, felici proprio. Soprattutto il papa tedesco che appare in buona forma, riposato, pronto per la convivenza. Riescono così a coronare un disegno preparato da tempo. Si scopre solo oggi, infatti, che la rinuncia al soglio pontificio di Benedetto XVI è stata portata avanti per consentire a Bergoglio di diventare papa ed abitare nelle mura vaticane. Galeotta fu una crociera tra i due. Ora, incuranti delle malelingue e dei benpensanti, non avranno remore a mostrarsi in pubblico mano nella mano com'è stato a suo tempo per Carlo e Camilla. Sono una coppia perfetta con il tedesco dominante e l'argentino più masochista. Intanto, a questo punto, presto un'altra coppia potrebbe fare outing e convivere: Giovanardi e Buttiglione.