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ColapisciDovete presentare un progetto innovativo, che magari integri attività offline e altre da tenere in rete. Che fate? Scrivete pagine e pagine e poi le inviate via fax? 🙁

Oppure vi mettete all'opera con power point e riempite tante slide che poi mandate via email intasando la casella del destinatario che vi maledirà per questo? 👿

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Ultima modifica il 13 ottobre 2015 alle 16:27

Gardener Gardening
Gardener Gardening (Photo credit: Wikipedia)

Postare in un blog è un processo biologico, come la vita di una pianta, né più, né meno. Occuparsene, quindi, è come coltivare un pezzo di terra o, se preferite, fare del giardinaggio. Ogni giorno c'è qualcosa da fare come, ad esempio, potare, raccogliere le foglie, fare degli innesti, zappare, seminare, ecc. Altrimenti il giardino perde il suo bell'aspetto e s'infesta di erbacce e rovi. Quindi ogni giorno, o quasi, bisogna prendere la cassetta degli attrezzi e sistemare, i link rotti, ad esempio, cosa che faccio grazie al plugin Broken Link Checker.  Oppure ci sono dei post da aggiornare o riscrivere, perché obsoleti. Oppure ancora bisogna pensare, modificare o cancellare nuove pagine. L'ultima inserita è stata la fotogallery, tanto per citarne una.

...continua a leggere "Cinque nuovi lavori di giardinaggio nel blog"

piccolo talismano della felicità
piccolo talismano della felicità (Photo credit: walimai73)

Non esistono idee nuove,
soltanto idee in cui riecheggiano
i classici.

Perciò quando ti dicono «Originale la tua idea!», non fidarti. Non c'è nulla di nuovo sotto questo sole. Tutto è stato già scritto. Su questo Lu Ji, di cui sto commentando L'arte della scrittura, è perentorio.  Ma poi c'è davvero questa necessità di essere originali per forza si chiede Gianluca Santini in un post sull'originalità nella scrittura in cui afferma che è:

impensabile riuscire a trovare un'idea totalmente originale, dal momento che dovremmo poter conoscere tutto quello che è stato scritto o girato nella storia, per poter avere un'idea nuova.

...continua a leggere "L’originalità nella scrittura"

Alle Anderen
Alle Anderen (Photo credit: Luis Ramos)

Giugno è tempo di attese e speranze. Il pensiero va al ritorno per le vacanze degli emigrati. Alle manifestazioni all'aperto in paese. Convinti, come siamo, che avremo un pezzetto di felicità. Che una suggestione saprà rapirci e portarci lontano. Che una storia ci riguarda e ci racconterà molto. Le chianche prendono vita, si fanno più grandi e ciascuna di esse diventa un mondo dove prendere dimora. Non è necessario che passeggi nelle campagne o sulla spiaggia per assaporare la libertà. Basta anche un fazzoletto di cielo e fissare una stella sola e diventare un corpo che all'improvviso viene spinto verso di essa e attraversa gli anni-luce che ti separano da essa. Puoi attraversare gli spazi siderali. Oppure puoi ritrovarli nello spazio di un libro di poesie con la polvere sopra, perché sono mesi che lo hai accantonato su un angolo della scrivania. Quella è diventata polvere di stelle, particelle di ghiaccio finissimo di un'astro che sfreccia nel cielo la notte di San Lorenzo. L'estate non ha bisogno di grandi spazi, della route 66 negli USA, delle spiagge oceaniche. La ritrovi nell'odore di ristoccia bruciata e bagnata appena fuori il paese...

A me l'estate basta poco. E a voi?

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Ultima modifica il 15 settembre 2016 alle 17:49

Cartello ingresso zoo.
Cartello all'ingresso dello zoo di San Cosimo alla Macchia.

La grande avventura del mio racconto sul santuario di San Cosimo alla Macchia in provincia di Brindisi, che sto preparando per Memoria Minerale, conosce oggi una delle sue diverse e importanti tape: ho deciso di rendere pubblica la scheda del racconto. Così potrete iniziare a farvi un'idea di questo lavoro di cui un po' alla volta vi sto parlando, sperando di avervi tutti alla sua presentazione pubblica a Mesagne il 14 settembre 2013, alle ore 19:00, presso il Frantoio Ipogeo.  È una narrazione semi-autobiografica: per una parte riporto vicende davvero accadute, per l'altra lascio spazio alle invenzioni. Tra il 1977 e il 1980 ho vissuto infatti proprio sul santuario o nelle sue vicinanze perché i miei gestivano il distributore di carburanti che dopo i lavori del Giubileo del 2000 è stato smantellato. La geografia stessa della parte antistante il centro religioso è stata modificata. E quando cambiano i posti la memoria dei luoghi ha qualche difficoltà, un senso di smarrimento. Ringrazio allora Francesco Niccolini e Luigi D'Elia che mi hanno dato la possibilità di recuperare una parte dei miei ricordi, della mia infanzia. Ricordi che credo valga proprio la pena raccontare perché stiamo parlando di uno spazio del fantastico, che nella sua folle architettura, alla quale noi locali siamo abituati, si presta a situazioni tra il kitch, il paradossale e l'avventuroso per una mente che è e vuole restare un po' bambina. Buona lettura della scheda allora. Per chi vuole è anche disponibile l'incipit del racconto.

Miniature fotogalery
Alcune miniature della Fotogallery.

Da oggi, domenica 16 giugno 2013, è disponibile la Fotogallery. Ho selezionato, infatti, alcune immagini più significative dai set e dagli show a cui ho partecipato. Per ora ci sono 21 fotografie che presto, mi auguro, saranno destinate ad aumentare. Cliccando su ciascuna foto è possibile vedere l'ingrandimento della stessa e la sua didascalia. Questa è una delle novità a cui sto pensando. Presto, per esempio, sarà disponibile anche una videogallery con i video migliori caricati su youtube. Non appena, poi, saranno pronti il nuovo book per il cinema e lo show reel li inserirò subito nel blog. Spero che in questo modo potrò meglio offrire la mia faccia e le mie capacità a chi vorranno comprarle o a chi vorrà avere a che farci. Più in generale, poi, ci saranno altri importanti aggiornamenti di cui presto vi parlerò. Iniziate o continuate a seguirmi 😉

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Ultima modifica il 23 settembre 2016 alle 15:38

emotion icon
emotion icon (Photo credit: Łukasz Strachanowski)

"I più stupidi fanno più soldi e quelli intelligenti falliscono più spesso". Così Jacopo Fo commentava nel 2007 una ricerca dell'università dell'Ohio secondo la quale il quoziente intellettuale non è determinante per avere successo nella vita. Due sono i fattori che portano al successo gli stupidi mentre gli intelligenti falliscono, secondo lui. Il primo è la semplicità. Gli intelligenti, infatti, tenderebbero a realizzare progetti così tanto complessi da fallire. Gli stupidi invece farebbero dei progetti modesti e realizzerebbero una cosa per volta. Il secondo è l'intuito. Gli intelligenti tenderebbero ad analizzare, valutare e soppesare così tanto da essere sterili. Gli stupidi, al contrario, andrebbero "di pancia"  e quindi tendono a realizzare buoni affari grazie al loro intuito, al loro fiuto. Esempio di tutto questo, sempre secondo Fo, sarebbe la sinistra italiana così piena di artisti, cineasti, intellettuali eppure spesso incapace di attuare il suo grande potenziale.

...continua a leggere "Semplicità e emozioni: grandi vie per il successo"

Ultima modifica il 1 novembre 2017 alle 12:57

Amatori di Improvvisart - Lecce in Improgames.
Amatori di Improvvisart - Lecce in Improgames.

Stasera si torna a giocare a Galatina con Improgames, lo spettacolo d'improvvisazione teatrale a cui diamo vita con gli amici di Improvvisart di Lecce. È la seconda volta che ci andiamo, ospiti del Laboratorio Urbano P. Art (Produzioni Artistiche) che si è distinto per aver organizzato una bella rassegna teatrale negli ultimi mesi all'interno del Palazzo della Cultura. Mi auguro, allora, che riusciremo a prendere le buone energie lasciate dagli spettacoli di Domenico Pugliares, Angelo Colosimo, Tiziano Storti. Spero riusciremo anche a portarci dietro e migliorare ancora quanto di buono fatto durante il triangolare giocato di recente a Lecce. Spero, infine, che ci sentiremo un po' come i tarantati che andavano alla cappella di "Santu Paulu" per liberarsi dalla malattia del morso della taranta.

...continua a leggere "A Galatina stasera i tarantati dall’improvvisazione teatrale"

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Oria, santuario di san Cosimo alla macchia
Oria, santuario di san Cosimo alla macchia (Photo credit: Tarantino Vincenzo)

Da mesi sto lavorando ad un racconto. Dopo averlo scritto sotto la supervisione di Francesco Niccolini ora inizia la fase di prove con la regia di Fabrizio Pugliese. Sarà presentato al festival di teatro di narrazione in programmazione a Mesagne per settembre, all'interno del progetto Memoria Minerale. In esso racconto la mia infanzia, dal 1977 al 1980, passata sul Santuario di San Cosimo ala Macchia, in provincia di Brindisi. Voglio farvi leggere l'incipit, l'inizio,  del racconto. Buona lettura.

Quando, da piccolo, sentivo parlare di San Cosimo alla Macchia non riuscivo a capire perché un santo dovesse nascondersi, come un delinquente. Mi chiedevo perché tutti ce l’avessero con lui e con suo fratello gemello Damiano. Spesso sentivo, infatti, che i grandi si lasciavano scappare: «Mannagghia li muerti di San Cosimu e San Damianu!». Non sapevo qual era la loro colpa. Una volta sentì bestemmiare anche contro gli altri tre fratelli più piccoli dei due santi. Avevo cinque anni e stavo gonfiando la ruota di una moto sul distributore di carburanti del santuario, portato avanti dai miei. Volevo vedere fin dove poteva resistere quella ruota all’aria compressa finché non sentì uno scoppio e il tipo della moto se la prese con Cosimo, Damiano, Eupremio, Leonzio e Antimo. Tutti alla macchia. Perché qui non c’è il solito mare degli ulivi, dell’olio, della frisa con i pomodori, delle orecchiette con le cime di rapa, delle fave e cicorie. Sono terreni dove c’erano solo il timo e il muschio: la macchia mediterranea. Per tanto tempo però i contadini-formica si sono incaponiti, con la zappa e la fresa, a coltivare fazzoletti di terra e ora ci trovate anche un po’ di ulivi anche se più piccoli che nel resto della Puglia. Oppure ci sono le casette vuote, senza porte e senza finestre per starsene un po’ in villeggiatura l’estate. Non è che sono state sempre così. Il fatto è che a fine vacanza dovete riportarvi dietro mobili, materassi, sedie, tavoli, forchette, bicchieri, le porte, il lavandino e la tazza del cesso. Altrimenti, se li lasciate, dovrete ringraziare i ladri se non rubano anche i muri.

...continua a leggere "Il leone di San Cosimo, l’inizio"

Casting Portal
Casting Portal (Photo credit: elitechile)

Nell'attesa di un casting c'è chi si scaccola il naso, chi racconta quanto è stato bravo sull'ultimo set in una scena che però quel cane di regista ha tagliato, chi si vanta di essere iscritto o iscritta all'agenzia che ti manda ai casting e si meraviglia che siano presenti anche quelli che non sono iscritti a nessuna agenzia, chi sfoglia e mostra tutte le sue belle foto patinate. chi ti guarda pensando: "Se questo è un casting serio non prenderanno te, ma prenderanno me che ho frequentato corsi super-pagati".

...continua a leggere "Tipi umani da provino"

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Ultima modifica il 2 agosto 2013 alle 11:53

Óleo - Caronte
Óleo - Caronte (Photo credit: Artrista Fundamentá (www.cotrino.com))

Oggi il teatro non è popolare per definizione: altre forme di spettacolo nei secoli hanno via via attratto le persone. Ed è giusto che sia così. La molteplicità dell'offerta di forme di intrattenimento è una conquista che fa bene all'umanità. Perciò il teatro ha solo una piccola fetta di pubblico, ha quella che riesce ad attrarre e che si merita. E che più o meno conserverà nel tempo. Questo non vuol dire che si deve arroccare nei teatri all'italiana più o meno sovvenzionati dai fondi pubblici, vera arma a doppio taglio per la sopravvivenza del teatro stesso. Più che mai deve tornare a quella sperimentazione di drammaturgie, di contaminazioni, di forme espressive che ha conosciuto soprattutto negli anni '70, per merito di gruppi come il Living e altri. Occorre dare l'addio alle ultime anacronistiche pietre che restano della quarta parete, vera e propria parentesi sventurata nella storia del teatro. Questo comporta anche l'utilizzo di spazi off più che in passato. È inutile rinchiudersi in teatri da 4-500 posti e pretendere che gli spettatori vengano, più o meno numerosi. Per poi lamentarsi, come ho sentito da alcuni operatori, che in questo o quell'altro posto non c'è cultura del teatro. Se non c'è, prima di tutto, occorre crearla fornendo le occasioni giuste, con le modalità più chiare e coinvolgenti possibili. Ben vengano i workshop di formazione per diventare spettatori consapevoli.

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Ultima modifica il 18 dicembre 2015 alle 15:23

Summer
Summer (Photo credit: Moyan_Brenn)

Una delle cose che i lettori del mio blog più cercano è "cosa fare durante l'estate". Merito di un post in cui suggerivo dieci cose da fare durante questa stagione. In esso però mi concentravo più che altro sui miei personali interessi. Visto che mancano due settimane al suo ingresso ufficiale è tempo di iniziare a pensare a quelle attività a cui dedicarsi visto che comunque i ritmi si fanno un po' più lenti per tutti o quasi. Quindi si ha una riserva di tempo prezioso che però, ahimè, spesso non sappiamo come impiegare. E allora provo a dare dieci suggerimenti:

...continua a leggere "Dieci suggerimenti per sapere cosa fare durante l’estate"

Aldo Fabrizi
Aldo Fabrizi (Photo credit: Smeerch)

Una massa deforma lo spazio e il tempo del sistema in cui si trova. Il sole, ad esempio, deforma quello che in fisica è definito come spaziotempo e quindi finisce con il creare una specie di imbuto verso il quale i pianeti del sistema solare sono attratti. Si spiega così l'attrazione gravitazionale. Nello stesso tempo ciascuno di questi pianeti ha una forza di reazione e perciò reagisce. Così se da una parte, la terra ad esempio, è attirata dalla nostra stella principale nello stesso tempo si sottrae. Finisce quindi con il ruotare attorno al perno dell'insieme in cui è inserita. Questo vale per tutti i corpi, ovunque si trovino. Anche per tutti gli esseri umani. E ha conseguenze interessanti, da tenere presenti, per tutti coloro che hanno a che fare con l'interazione tra corpi in movimento come la danza e il teatro.

...continua a leggere "Corpi in scena e attrazione gravitazionale"

Fermata autobus fantasma (San Ferdinando di Pu...
Fermata autobus fantasma (San Ferdinando di Puglia) (Photo credit: uomoplanetario.org)

Aspettarsi il peggio può distrarci da quello che sta succedendo e persino dal buon esito di una situazione. Dare subito spazio all'ansia può renderci ciechi. Così facendo ci poniamo, infatti, in un altrove che crediamo essere la realtà, che spacciamo per realtà, giuriamo essere la realtà ma che invece è una nostra creazione. Vi è mai capitato di dare per spacciata, morta ormai, una speranza e vedere che invece all'improvviso essa di realizza? Oppure di pensare che non ce la farete e invece poi ce la fate? Che cosa rende possibile il successo in simili situazioni? Com'è possibile cavarsela in determinate circostanze?

Il segreto in certi casi è non distrarsi. Stare vigili, attenti fino all'ultimo e anche oltre. Mai dire mai, insomma. Altrimenti il peggio può davvero accadere. Voglio illustrarvi, oggi, questo concetto attraverso un piccolo fatto che mi è successo due giorni fa.

...continua a leggere "Chi si distrae perde la corriera"