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Tommy's actions towards Dil in The Rugrats Mov...
Tommy's actions towards Dil in The Rugrats Movie parallels the Sacrifice of Isaac. (Photo credit: Wikipedia)

Da un po' di tempo a questa parte sto prendendo atto dei miei errori nei confronti del prossimo. Devo dire che ne faccio tanti. E un po' grazie ai consigli che degli amici mi danno e un po' grazie al confronto con alcuni testi che parlano di comportamento sto cercando di correggere i miei difetti, di smussare gli spigoli, di avere migliori relazioni. Stamattina ho fatto mente locale ad alcuni aspetti e a mia volta mi permetto di suggerire alcune azioni che possono ingentilire le nostre giornate.

Osserviamo le persone. Ascoltiamole non soltanto per le parole che esprimono. Cerchiamo di capirne interessi, bisogni, desideri. Mettiamoci a loro servizio per la parte più nobile di essi. Incoraggiamole e facciamo diventarle protagoniste. Facciamo tutto questo con sincerità, senza pensare al nostro tornaconto. Non aspettiamoci ricompense.

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Good shepherd 01
Good shepherd 01 (Photo credit: Wikipedia)

Oggi, 27 Marzo 2014, ricorre la cinquantatreesima Giornata Mondiale del Teatro, un'occasione creata apposta nel 1961 per stimolare la cooperazione fra i teatranti e sensibilizzare l'opinione pubblica intorno all'antica arte del teatro e al suo contributo per la pace tra i popoli della terra. Ogni anno una personalità importante viene incaricata di scrivere un messaggio. Quest'anno è toccato a Brett Bailey, drammaturgo, disegnatore, regista teatrale, organizzatore di festival e direttore artistico del Third World Bun Fight. Pubblico un estratto, la conclusione del suo testo:

Noi, gli artisti delle arene e dei palcoscenici, ci stiamo conformando alle sterilizzanti richieste del mercato o stiamo prendendo il potere che abbiamo per aprire uno spazio nei cuori e nelle menti della società, per riunire le persone attorno a noi, per ispirare, incantare, informare, e creare un mondo di speranza e di sincera collaborazione?

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Ultima modifica il 24 febbraio 2017 alle 10:28

An 1890s advertisement showing model Hilda Cla...
An 1890s advertisement showing model Hilda Clark in formal 19th century attire. The ad is titled Drink Coca-Cola 5¢. (US) (Photo credit: Wikipedia)

Offrire alle persone un momento in cui si sentono unite e felici può dare a noi e alla nostra impresa grande successo. Tutto quel che dobbiamo fare è regalare loro la possibilità di condividere pace e armonia tra di loro. Saranno così ben contente di essere protagoniste delle storie che vorranno vivere di loro spontanea volontà. È quel che hanno pensato alla coca cola con la campagna Small World Machines che dona, appunto, felicità senza confini. L'idea prevedeva l'installazione di due macchinette che distribuiscono le lattine della loro famosa bevanda. Una in india e una in pakistan. Due posti scelti non a caso. Tra i due paesi, infatti, c'è un lungo e a volte sanguinoso conflitto che dura dal 1947, anno di indipendenza del Pakistan. Le due macchinette sono state collegate tra di loro attraverso delle telecamere in modo che chiunque si avvicinava ad una di esse poteva vedere chi stava dall'altra parte. Inoltre ciascuna di esse era dotata di uno schermo touch screen che invitava le persone a condividere semplici compiti come toccare con il palmo della mano lo schermo stesso, disegnare dei simboli di pace, amore, armonia, danzare ecc. Questo, è ovvio, in contemporanea per i singoli o i gruppi che interagivano dall'una e dall'altra parte. Vi parlo di questa iniziativa perché è un grande esempio di drammatizzazione di idee, un argomento che sto trattando in questo blog a più riprese. Che ad Atlanta, sede della Coca Cola, siano dei guru del branding e dello storytelling lo sappiamo da tempo, sin da quando si sono inventati Babbo Natale, prendendolo a prestito la figura da San Nicola di Mira. In questo caso c'è la drammatizzazione della felicità attraverso delle persone che passano davanti alla macchinetta che distribuisce bevande per caso, che non sono attori, ma che ci raccontano degli istanti di gioia condivisa.

Offriamo almeno un po' di questa gioia e le persone ci ameranno e non ci dimenticheranno. Sia nella vita privata sia negli affari. Pensiamo, infatti, a quelle volte che un genitore porta il figlio al parco divertimenti o a tutte quelle volte in cui lo lascia giocare con altri bambini.  Oppure pensiamo a un insegnante che riesce a far imparare informazioni e conoscenze attraverso attività ludiche.  Oppure ancora a tutte le occasioni in cui si può socializzare attraverso giochi di vario tipo. Se abbiamo un locale, ad esempio, è buona regola prevedere diverse serate alla settimana dedicata ai giochi interattivi con gli avventori. Spesso questi sono più importanti di tutto il resto perché, in fondo, la gente ha un grande bisogno di divertirsi insieme agli altri, di fare conoscenze, ecc. Anche i giochi di ruolo, ad esempio, possono aiutare molto in questo. Le stesse attività di pubblicità e marketing possono avvenire attraverso il gioco e la drammatizzazione. Ne parlerò nel prossimo post.

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Autografo di Dario Fo
Autografo di Dario Fo

Il 24 Marzo del 1926 è nato Dario Fo. L'Italia, il mondo intero deve festeggiare questa data. Per sempre. L'universo intero deve essere grato a lui e a Franca Rame, sua musa, sua moglie, sua compagna di lavoro, scomparsa lo scorso 29 maggio. Dario è il più grande affabulatore di ogni tempo e di ogni luogo, il più grande raccontatore di storie. E insieme a Carmelo Bene, Eduardo De Filippo e pochi altri è uno dei più grandi drammaturghi del teatro italiano e non solo. La sua figura di giullare, poi, nel senso pieno della parola, di artista efficace e scomodo, è stata confermata dal premio nobel alla letteratura che gli è stato consegnato il 9 Ottobre del 1997. Non dico niente di nuovo.  Per generazioni di teatranti Dario è un grande maestro e lo sarà per tutta la storia del teatro e dell'umanità. Ma prima di tutto è uno straordinario attore. Ho avuto modo di accorgermene quando l'ho incontrato per la prima volta durante un seminario che tenne con la moglie Franca e il figlio Jacopo alla Libera Università di Alcatraz, nell'Agosto del 2003. Un attore che, per esempio, recita tutti i personaggi della sua opera più nota Mistero Buffo. Che vi entra e vi esce, di continuo, nella migliore delle tradizioni brechtiane. Un destino d'attore, se si vuole, il suo. Voglio testimoniarlo attraverso tre passaggi di tre libri di cui due scritti da lui e un altro che parla di lui.

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Orson Welles
Orson Welles (Photo credit: dahlia.delilah)

Prendete un libro di fantascienza, che magari parli di invasione aliene, di marziani per essere precisi. Prendete i microfoni di una radio dove lavorate come speaker. Dovete presentare questo romanzo e pensate di farlo attraverso un finto notiziario in cui simulate l'annuncio dell'arrivo degli extraterrestri sulla terra. Chi ci crederà mai? I radioascoltatori si annoieranno tutti e cambieranno stazione. Correva l'anno 1938. Questo speaker si chiamava Orson Welles e quelli che ho citato erano i suoi pensieri poco prima di andare in onda, in diretta. L'idea proprio non gli piaceva solo che lui e i suoi collaboratori non avevano avuto il tempo per trovarne un'altra che fosse più efficace. Alle venti in punto del 30 ottobre una voce annunciò:

«Signore e signori, vogliate scusarci per l’interruzione del nostro programma di musica da ballo, ma ci è appena pervenuto uno speciale bollettino della Intercontinental Radio News. Alle 7:40, ora centrale, il professor Farrell dell’Osservatorio di Mount Jennings, Chicago, Illinois, ha rilevato diverse esplosioni di gas incandescente che si sono succedute ad intervalli regolari sul pianeta Marte. Le indagini spettroscopiche hanno stabilito che il gas in questione è idrogeno e si sta muovendo verso la Terra ad enorme velocità».

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Ultima modifica il 27 marzo 2014 alle 9:51

leggerezza
leggerezza (Photo credit: Kliò)

Se vuoi raggiungere la leggerezza è necessario fare il vuoto prima. Se la valigia che abbiamo riempito di tanta roba non la svuotiamo resterà sempre pesante. Siamo destinati a trascinarci in un'esistenza greve e piena di affanni se non impariamo a liberarci da ciò che la appesantisce. Questo lo sapeva bene un maestro della leggerezza come Italo Calvino che ne Le Città invisibili fa dire al Kan, che ha sognato una città, da Marco Polo queste parole:

E Polo: − La città che hai sognato è Lalage. Questi inviti alla sosta nel cielo notturno i suoi abitanti disposero perché la Luna conceda a ogni cosa nella città di crescere e ricrescere senza fine.
− C'è qualcosa che tu non sai, − aggiunse il Kan. − Riconoscente la luna ha dato alla città di Lalage un privilegio più raro: crescere in leggerezza.

Subito dopo troviamo la città di Ottavia che viene così introdotta:

Ora dirò come è fatta Ottavia, città-ragnatela. C'è un precipizio in mezzo a due montagne scoscese: la città è sul vuoto, legata alle due creste con funi e catene e passerelle.

...continua a leggere "Come fare il vuoto per lasciarci riempire dalla leggerezza"

Se devi fare una sorpresa rendila drammatica. Perché? Perché attirerà molto di più l'attenzione, semplice. Come accade in questo video.

Tutto quello che i destinatari devono fare, in questo caso, è schiacciare un bottone. Dopodiché può succedere di tutto. Una tv belga ha pensato di pubblicizzare così il suo canale ad alta definizione, così alta che ci puoi finire dentro, come nel sequel della pubblicità.

Disneyland 14
Disneyland 14 (Photo credit: William Shewbridge)

In questo altro caso le conseguenze sono ancora più drammatiche. Infatti nello striscione finale si parla di "dose quotidiana di dramma", quella dose che ci fa salire l'adrenalina perché siamo parte di un'avventura. Lo stesso meccanismo, a pensarci bene, dei parchi ricreativi e tematici o, se vogliamo, dei luna park. Che cosa chiedono le persone a Disneyland o a Gardaland? Vivere una storia, a grande contenuto drammatico, in totale sicurezza e relax. Lo stesso accade con le crociere e con i centri commerciali. Si tratta di una grande domanda di spettacolo.

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Trojan horse
Trojan horse (Photo credit: tryangulation)

Cinema e tv lo fanno, perché voi no?

Questo è il titolo provocatorio di uno dei capitoli di Come trattare gli altri e farseli amici, di Dale Carnegie (Tascabili Bompiani). Pensate che la verità basti?

La verità da sola non basta. Dev'essere resa vivida, interessante, drammatica, si deve usare uno stile spettacolare. Lo fa il cinema, lo fa la televisione, e lo dobbiamo fare anche noi se vogliamo ottenere attenzione.

Da grande esperto di sviluppo personale e di leadership Dale sapeva bene che occorre rendere spettacolari le nostre idee.  Nel suo libro cita i vetrinisti e gli spot televisivi. Non solo. Ci parla anche del genitore di un bambino che s'inventa il passaggio del trenino nella sua cameretta per fargli raccogliere tutti i giocattoli che vi ha sparso a fine giornata.  Significativo è poi l'aneddoto di Jim Yeamans, un venditore, che convince il suo cliente a cambiare il registratore di cassa facendo tintinnare delle monete per terra per fargli capire che stava buttando via i soldi.  Come notevole è anche l'esempio del venditore di creme di bellezza che dispose trentadue vasetti della concorrenza con "affrancato un cartellino che riassumeva i risultati della ricerca i modo conciso e drammatico". Così colpì l'attenzione del suo acquirente che si dimostrò interessatissimo.

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Ultima modifica il 16 ottobre 2015 alle 13:58

La Grande Bellezza italiana trionfa agli Oscar...
La Grande Bellezza italiana trionfa agli Oscar 2014 (Photo credit: KoFahu meets the Mitropa)

La Grande Bellezza divide gli italiani tra chi osanna il film e chi ne condanna questo o quell'altro aspetto. L'oscar come miglior film straniero non mette tutti d'accordo.  Credo che questo sia comunque un buon risultato, finché si rimane, è chiaro, nel territorio delle discussioni rispettose dell'opera altrui, anche se aperte, franche. Non grido al capolavoro ma nemmeno alla cagata pazzesca. Non mi schiero con chi lo osanna ma nemmeno con chi lo condanna. Tuttavia penso che sia una delle migliori produzioni italiane di sempre. La Grande Bellezza è un'opera bella e coraggiosa in cui Sorrentino e i suoi collaboratori tentano di fare un grande affresco barocco. Mi è piaciuto un po' tutto: regia, scenografia, fotografia, sceneggiatura, attori. E stamattina ho voglia di provare ad entrare nella sua officina e capire come è stato realizzato questo film, il perché di tante scelte. Infatti non ho giudizi netti, sentenze, come le tante che ho letto su Twitter. Ho solo curiosità e dubbi, che spero mi aiutino ad accrescere la mia cultura cinematografica. Formulo le domande che vorrei rivolgere a Sorrentino e a tutto il suo cast tecnico e artistico. Spero di trovare risposte anche in chi è più esperto di me. Perciò vi pregherei di rispondermi nei commenti. Ve ne sarei grato.

...continua a leggere "Dieci domande sull’officina de La Grande Bellezza"