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Ultima modifica il 28 dicembre 2016 alle 10:01

E quando si tratta di scegliere fra libertà e cultura, chi non ammetterà che la prima è da preferirsi mille volte alla seconda? I giovani da me recuperati nel 1920 dalle cittadelle di schiavitù — le scuole ed i collegi — e ai quali dissi che era molto meglio rimanere ignoranti e spaccare pietre pur di conquistarsi la libertà, piuttosto che seguire corsi letterari in stato di cattività, ora capiranno probabilmente i motivi che mi hanno spinto ad agire così.

Sono parole del Mahatma Gandhi che morì il 30 gennaio di sessantasette anni fa. Perciò oggi voglio ricordarlo con questo suo pensiero riguardo all'educazione e alla scuola. Esso ruota attorno ad una grande necessità dell'India del suo tempo: la conquista della libertà. Ricordiamo infatti che la colonizzazione inglese teneva tutto il paese sotto il giogo dei britannici. Tuttavia c'è sempre una qualche forma di schiavitù da cui affrancarsi. Perciò la citazione di oggi che ho tratto dal suo libro La mia vita per la libertà possiamo leggerla in relazione alle oppressioni odierne. Prima fra tutte io porrei certa scuola che sulla scorta dell'impostazione gentiliana è rimasta ancorata per tanti decenni al primato della formazione letteraria e umanistica a discapito della possibilità di avere successo nella vita e nel lavoro.

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Ultima modifica il 23 maggio 2016 alle 13:29

Film director Sergio Rubini
Film director Sergio Rubini (Photo credit: Wikipedia)

Credo profondamente che un regista sia un “sincero mentitore”. Questa definizione appartiene a Sergio Rubini, con cui ho avuto la straordinaria possibilità di lavorare nel film L’amore ritorna nell’autunno del 2003 e che ho visto all’opera in un’altra sua creatura: L’uomo nero. Inizio oggi una serie di cinque post sulla regia, come avevo anticipato: mi concentrerò su questa figura professionale in relazione agli attori e al resto del team di lavoro. Ho deciso di dedicarmi a questo argomento nel blog perché inizio a sentire un qualche richiamo che mi porta, per ora, a riflettere sui registi con cui ho lavorato o di cui ho raccolto testimonianze.

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Oggi sono molo orgoglioso di presentarvi ben dieci spunti su come coltivare le vostre relazioni interpersonali, specie dopo un periodo in cui, per vari motivi, avete dovuto metterle da parte. A ciascuno di essi ho dedicato un post che sviluppa ogni aspetto nel concreto, con precisi strumenti che potete utilizzare da subito e a costo zero o quasi. Ho scritto, infatti, i post pensando alla massima integrazione possibile tra il mondo online e quello offline e quindi ci saranno attività da fare grazie a dei tool che vi aiuteranno nei social network e altre più tradizionali, analogiche diciamo. Così magari avverrà che potremo approfittare al meglio dei profondi interscambio a distanza da un lato e dall'altro potremo sfruttare fino in fondo del contatto umano, vis à vis. Sia chiaro che non si tratta di un elenco definitivo ma almeno è qualcosa da cui partire. Magari potete arricchirlo con i vostri commenti personali.  Il mio obiettivo, infatti, non è darvi una lezione sull'argomento ma un confronto per trovare le strategie e le risorse migliori.

Come coltivare al meglio le relazioni personali in dieci passi. Condividi il Tweet

 

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Da un po' di tempo a questa parte in questo blog sto ragionando intorno all'argomento dello sviluppo delle proprie relazioni interpersonali soprattutto professionali in special modo dopo un periodo di stallo. Nel post precedente, ad esempio, ho parlato della necessità di scrivere lettere di ammirazione pubbliche. Prima ancora dell'opportunità di scrivere recensioni. Uno step che vi può dare molti interessanti contatti se in un certo momento ne siete sprovvisti può essere offrire gratuitamente un proprio prodotto o servizio. Se non vi costa troppo potrebbe essere l'idea giusta per attrarre nuovi clienti, nuove persone, nuovi collaboratori, nuovi amici. Lo fanno quasi tutti gli artigiani, ad esempio, quando offrono campioni delle loro creazioni. Ci sarà qualcosa che possiamo realizzare e che può far sviluppare le vostre capacità relazionali. A seconda del prodotto o servizio offerti dovremmo poter avere a che fare con persone diverse. Meglio ancora se il prodotto o servizio è così personalizzato da raggiungere il singolo. Addirittura possiamo immaginarci in una situazione in cui  una delle persone che conosciamo ha bisogno di un particolare oggetto che magari non si può permettere. Se ci è possibile realizziamolo e regaliamoglielo. Questa persona sarà per noi il miglior testimonial che potremmo avere. L'ideale, dunque, è il pezzo unico o il servizio su misura o magari il mix delle due cose. "La persona al centro" non dovrebbe essere solo uno slogan. Se è così siamo fuori strada. E più piccoli si è più si ha la possibilità di riuscirci. Perché davvero possiamo partire dall'ascolto di uno specifico bisogno e attrezzarci per esaudirlo. Là fuori è pieno di gente che ci ringrazierebbe a vita se lo facessimo.

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Per avere a che fare con persone interessanti si può iniziare dallo scrivere lettere di ammirazione pubbliche. Come consiglia Austin Kleon nel suo libro Ruba come un artista:

(...)Consiglio di scrivere lettere di ammirazione pubbliche, per le quali Internet è il canale ideale: in un blog scrivi un articolo sull'opera di qualcuno che ammiri e linkalo al suo sito; realizza qualcosa e dedicala al tuo beniamino; rispondi a una domanda che questi ha posto, risolvigli un problema o sviluppa il suo lavoro e segnalalo online.

Forse il tuo eroe vedrà queste opere o forse no; magari ti risponderà o magari non lo farà; l'importante è che manifesti il tuo entusiasmo senza pretendere nulla in cambio, partendo da lì per sviluppare nuove attività".

Io ho cercato di mettere in pratica questa lezione e ho scritto finora tre lettere di questo tipo:

  1. Dario Fo;
  2. Ascanio Celestini;
  3. Umberto Santucci.

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English: A flexible Lilypad Arduino, designed ...
English: A flexible Lilypad Arduino, designed to be incorporated into wearable technology. (Photo credit: Wikipedia)

Un buon modo per farvi conoscere è parlare di progetti che vi piacciono, che avreste voluto realizzare voi, nei quali vi sarebbe piaciuto essere coinvolti. E con spirito costruttivo raccontate che tipo di contributo avreste fornito.

Questo post è l'ottavo, su un totale di dieci, dedicato  alla cura delle relazioni nel mondo del lavoro e del sociale. Dopo aver esplorato precedenti aspetti da curare ci occupiamo oggi delle recensioni.

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Ammirate qualcuno? Vorreste essergli simile? Fatevi raccontare come ha fatto. Tutti amano dare consigli e parlare della propria storia. Può essere la mossa giusta per iniziare a farvi amico qualcuno che per voi conta. È chiaro che dovete farlo con sobrietà e leggerezza, che non dovete tediarlo con ogni sorta di domanda e problema. Scrivetevi le 4-5 cose che davvero vorreste sapere. Dichiarate la vostra ammirazione sincera, con dettagli precisi. Poi chiedete i consigli e infine ringraziate. Provate, quindi, a mettere in pratica i suggerimenti che vi sono stati dati e verificate cosa funziona aggiornandolo sui vostri progressi. Potreste così trovare un mentore, merce rara di questi tempi.

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People in conversationAlle volte invece di aspettare chissà quale chiamata è bene creare un progetto e chiamare dei partner a collaborare. Se Maometto non va alla montagna vi tocca rimboccarvi le maniche. Si tratta del ribaltamento della situazione: siate voi ad organizzare invece di aspettare di essere coinvolti in qualcosa. Fate in modo che le persone decidano e facciano a gara per esserci. Create, quindi, un gran bel progetto che tutti ammirano e del quale viene voglia di parlarne. Questo richiederà molto tempo ed energie ma è il prezzo da pagare per creare qualcosa di straordinario e coinvolgente. E non abbiate paura di parlarne subito e apertamente. Dimenticate ogni timore che vi copino. Nessuno potrà mai fare qualcosa così come lo fate voi, con le vostre idee, il vostro taglio, il vostro savoir faire. Sono queste doti, infatti, che gli altri apprezzeranno e che li spingerà a cercare di collaborare con voi. vi dirò di più: siate voi stessi a copiare e migliorare progetti che vedete in giro. Alzate l'asticella della qualità.

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Ultima modifica il 1 maggio 2018 alle 17:58

Re MagiChe cosa vogliamo per questo anno iniziato pochissimi giorni fa? Che cosa ci aspettiamo? E del 2014 che cosa ce ne facciamo? Buttiamo via tutto? Non c'è proprio niente da salvare?

Se dovessimo scegliere tre parole per pensare all'eredità dell'anno passato e alle novità che ci aspettano, quali sceglieremmo?

...continua a leggere "Tre parole per il 2015"