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Ultima modifica il 4 gennaio 2017 alle 10:46

Google.

Tanti utenti cercano informazioni sul tic nervoso agli occhi dell'attore Enzo De Caro, beniamino del pubblico sin dai tempi de La Smorfia con Troisi e Arena, in questo periodo in onda su Rai Uno con la serie tv Provaci ancora prof. Io non sono un medico e quindi non mi addentro in questioni che attengono alla sua salute. E poi semmai è lui che dovrebbe parlarne, se ne ha voglia. Finché non lo fa è un'invasione della sua privacy. Da parte mia devo esprimere tutto la mia ammirazione per questo artista che si sta spendendo eroicamente e stoicamente: un esempio per tutti. Tuttavia è significativo che questo problema sia tra i più cercati su Google. Vuoi perché si tratta, è evidente, di un personaggio famoso e vuoi perché è amato da tanti. Si tratta di una grande conferma del fatto che ricorriamo a questo ormai preponderante motore di ricerca per saperne di più in pratica su qualsiasi argomento.

Quando abbiamo un problema che facciamo, infatti? Chiediamo a Google, è ovvio! Ci mettiamo davanti al suo campo di ricerca e digitiamo la nostra domanda. Se, per esempio, vogliamo saperne di più sugli immigrati digitiamo "problema immigrazione" oppure se i piccioni ci hanno infestato il balcone scriviamo "problema piccioni" oppure se qualcosa non va con il partner eccoci alle prese con "problema coppia". Il gigante di Mountain View è diventato il nostro grande problem solver, il primo a cui chiediamo consigli, informazioni, spiegazioni. Quando non c'era eravamo costretti ad andare da amici ed esperti. Ora prima di tutto facciamo un giro in rete per schiarirci le idee. Questo rappresenta una grande opportunità. Il passo successivo è il corretto approccio ai problemi, la loro definizione e la loro trasformazione in qualcosa di utile, persino di vincente. Come possiamo imparare tutto questo?

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Voci a Francavilla
Il gruppo delle Voci durante il debutto a Francavilla Fontana.

Una volta andai a teatro con un amico che non ci era mai stato. Era preoccupato perché non aveva mai visto uno spettacolo di prosa. Era stato spettatore di un concerto di musica lirica e aveva notato che c'erano alcuni rituali da osservare: vestirsi in un certo modo, applaudire in momenti precisi, ecc. Perciò mi chiese come doveva comportarsi, che regole c'erano da rispettare. Non voleva fare brutta figura, al suo debutto da ospite per la prima volta nella casa teatrale. I suoi timori erano quelli di battere le mani fuori tempo, di lasciare la sala anzitempo, ecc. Questo accade a tutti quelli che si recano in un posto in cui non sono mai stati. Ma succede anche a coloro che pur essendo già stati in un luogo, assistono a qualcosa di diverso, a un evento nuovo. C'è chi si abbandona alla curiosità e perciò vi si immerge senza nessuna difficoltà.  C'è, chi, invece resta ad osservare a lungo cercando di carpirne i meccanismi. C'è chi, addirittura, non è lieto per le novità e preferisce starsene a casa.  C'è chi, infine, fa delle ricerche per saperne qualcosa almeno, prima che lo spettacolo abbia inizio. Ed è per questi ultimi che scrivo una breve guida per sapere come muoversi all'interno di questa nuova creatura del teatro che è Voci nella Notte, che sarà replicato il 9 Ottobre 2015 a Francavilla Fontana. Così da poterne approfittare al meglio.

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Inviati a ispezionare le remote province, i messi e gli esattori del Gran Khan facevano ritorno puntualmente alla reggia di Kemenfù e ai giardini di magnolia alla cui ombra Kublai passeggiava ascoltando le loro lunghe relazioni (...) Ma quando a fare il suo resoconto era il giovane veneziano, una comunicazione diversa si stabiliva tra lui e l'imperatore. Nuovo arrivato e affatto ignaro delle lingue del Levante, Marco Polo non poteva esprimersi altrimenti che con gesti, salti, grida di meraviglia e d'orrore, latrati o chiurli d'animali, o con oggetti che andava estraendo dalle sue bisacce: piume di struzzo, cerbottane, quarzi, e disponendo davanti a sé come pezzi degli scacchi.

Questa comunicazione diversa è quella di Italo Calvino ne Le città invisibili. Prendo a prestito questo brano per ricordare anche io, a modo mio, lo scrittore scomparso trenta anni fa.  Tutta la sua scrittura è differente in termini di Leggerezza, Rapidità, Esattezza, Visibilità e Molteplicità, le qualità della letteratura che lui stesso avrebbe dovuto proporre per il nuovo millennio negli Stati uniti se morte non lo avesse colto prima.  Non potendosi esprimere, perciò, nella stessa lingua dell'imperatore Marco è costretto a usare delle pantomime per farsi intendere, "emblemi, che una volta visti non si possono dimenticare né confondere". E a pensarci bene tu ogni opera di Calvino è un emblema, un segno che trovi lungo il cammino e che non puoi fare a meno di portarti dietro. Cercate i suoi libri, annusateli, toccateli, leggeteli, non per forza dall'inizio alla fine, aprite pagine a caso, combinate una frase con l'altra, perdetevi e ritrovatevi. Buona lettura!

Ultima modifica il 21 agosto 2016 alle 16:43

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L'ensemble di Voci della Notte mentre prepara lo spettacolo.

Manca un solo giorno al debutto di Voci nella Notte, monologhi e canzoni di atmosfera e non. Domani, 18 settembre 2015, alle ore 21 nel Castello Imperiali di Francavilla Fontana sedici artisti vi accoglieranno prima nel cortile e poi nelle proprie dimore. Nelle piccole sale dell'edificio, infatti, gli attori, in coppie, presenteranno i propri monologhi. Dopo l'intervista breve di ieri, vi propongo l'audio di una chiacchierata più lunga tenuta davanti ai microfoni di Radio Punto Sud in cui Chicco Passaro ed io rispondiamo alle domande del conduttore Maurizio Urgese. Ne abbiamo approfittato per descrivere nei dettagli tutte le dinamiche dello spettacolo. Inoltre abbiamo parlato per una ventina di minuti sull'interazione tra i teatranti e gli spettatori, sulla dignità di questi ultimi, troppo a lungo trascurata. Maurizio a un certo punto lancia il concetto di teatro al contrario, in riferimento alla conclusione dello spettacolo stesso: siamo noi stessi, gli artisti, che salutiamo e usciamo, lasciando gli astanti là dove stanno, nel cortile, punto di partenza di tutto. Ragionando su questo ne abbiamo approfittato per dire un po' la nostra sulla situazione del teatro  in Italia, sul suo rapporto con i media e tanto altro ancora. Al termine Chicco ha voluto lanciare un'anticipazione che qui non vi svelo. Ascoltatela insieme a tutta l'intervista. Chiedo scusa se nella prima parte non si sente bene la voce di Chicco, c'è stato un problema audio poi sistemato nel corso della diretta.

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Ultima modifica il 21 agosto 2016 alle 16:47

Ensemble Voci nella Notte
L'ensemble di Voci nella Notte durante le prove al Castello Imperiali di Francavilla Fontana.

Buonasera buonasera
che piacere che mi fa
incontrarmi di nuovo con te...
E se tu poco a poco
vuoi stare al mio gioco
qualcosa
qualcosa avverrà.

Così cantava nel 1969 Silvie Vartan, nella televisione di ieri, quella degli anni settanta, un decennio che stiamo per rievocare durante lo spettacolo Voci nella Notte che debutterà al Castello Imperiali di Francavilla Fontana alle ore 21 di Venerdì 18 settembre 2015. Proprio questa canzone fa parte di una serie di pezzi che i nostri solisti canteranno. Il piacere di cui si parla è quello di incontrare il pubblico da parte di noi artisti perché ciascuno di noi porterà nella sua dimora una parte di pubblico per recitare il suo monologo, in coppia con un altro partner attore. Per questo si parla anche di gioco in cui gli spettatori sono parte attiva. In che modo? Lasciamolo spiegare a Chicco Passaro, uno dei due registi, in una breve intervista rilasciata a Quarto Canale Radio stamattina. Buon ascolto.

Benedetta prima comunione
Mia mamma Benedetta nel giorno della prima comunione.

Mia cara mamma, un anno fa, l'11 settembre del 2014, ti trovai senza vita, all'alba, al termine dei tuoi quaranta giorni di viaggio nel deserto del tumore terminale. Scegliesti di non sottoporti più a chemio e radioterapia, che tanta angoscia e sofferenze ti avevano dato. Scegliesti di morire nella tua casa, che era stata l'abitazione dei tuoi genitori, che tu stessa avevi visto costruire tufo dopo tufo da quel papà che da bambina ti sembrava tanto grande. A loro ti sei rivolta nelle ore della tua agonia e a quel figlio ventenne che hai perso quando avevi quarantanove anni. Li hai chiamati al capezzale del tuo letto insieme a quella nonna, Benedetta, di cui sempre con orgoglio hai portato il nome. Li hai invocati perché ti aiutassero nel passaggio più difficile della tua vita: l'ingresso nel regno dei cieli alla cui sovrana hai dedicato la tua devozione: la madre del Signore.

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Ultima modifica il 16 settembre 2015 alle 13:32

locandina spettacolo
Locandina dello spettacolo.

Venerdì 18 settembre al Castello Imperiali di Francavilla Fontana debutta uno spettacolo di teatro e canzoni in cui sono gli spettatori stessi a scegliere i monologhi da vedere, due alla volta, che si terranno in contemporanea in più luoghi. Lo spettacolo si chiama Voci nella notte e fa parte di quegli spettacoli che restituiscono dignità allo spettatore che non è più un anonimo e silenzioso signore che se ne sta seduto a subire quel che succede. Seguirà, invece, la coppia di artisti che più lo attirano, che più lo stuzzicano. E al termine potrà scegliersi altri due ancora. E prima e dopo i monologhi assisterà a delle performance collettive in cui protagoniste saranno delle canzoni interpretate con grande maestria da alcuni solisti. Voci nella notte riprende, migliorandola, la formula di precedenti spettacoli collettivi. In questo caso molta cura è stata messa nella confezione dell'evento che non è solo una cornice ma che è essa stessa spettacolo. Inoltre ciascun artista cerca di attirare il suo pubblico e collabora con gli altri per la buona riuscita e per dirigere il flusso delle persone.

...continua a leggere "Voci nella notte, debutto a Francavilla Fontana"