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A Scalea, in Calabria,  hai due  città: quella che un tempo con il suo  castello, il campanile e soprattutto le sue scale, guardava altera un mare dalla costa rocciosa è ora sfidata e circondata dall'altra città nata negli anni settanta che ha sbancato i monti e ha asfaltato e cementificato tutto quello che poteva. Pare volersela divorare con lo stesso appetito con cui la 'Ndrangheta si era impadronita persino di ciò che con gli occhi si poteva guardare in questo angolo di mondo che tuttavia conserva ancora bellezza con i suoi alberi di pino, con i suoi ibisco, querce, faggi e quanto di magnifico la natura può riservare.

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frutta e verdura bio
Cassetta di frutta e verdura bio che ho raccolto stamattina.

"Ecco, io vi do ogni erba che produce seme e che è su tutta la terra e ogni albero in cui è il frutto, che produce seme: saranno il vostro cibo" dice la Genesi (1,29). E non lo contaminerai con pesticidi o concimi chimici, aggiungerei io. Lo coglierai al mattino, scriverei, e lo consumerai in giornata. Lo spartirai con i meno abbienti e poi con gli uccelli, le galline e gli altri animali. Non ne accumulerai e ne lascerai una certa quantità per il seme.

Stamattina mi permetto di aggiungere queste note ad un testo sacro perché la scelta biologica non è soltanto una sana abitudine alimentare: è prima di tutto un fatto etico e religioso. Il comandamento "non uccidere" include gli animali . Pone, quindi, una necessità di giustizia visto che per produrre la carne ci vogliono molta più acqua e risorse che per produrre vegetali. Davvero potremmo risparmiarle e sfamare tutti. Io ho deciso di raccogliere frutta e verdura una-due volte la settimana da un produttore bio. E voi?

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Lago del Cillarese
Il lago del Cillarese, in fondo, visto dall'ospedale Perrino di Brindisi.

Che cosa fai per risollevarti l'animo quando sei in ospedale in ricovero o in visita a un parente o amici? Chiacchieri? Guardi la tv? Leggi qualcosa? Preghi? Ognuno fa quel che può e più gli aggrada. E tutte queste attività, a loro modo, sono efficaci. Dalla primavera per vari motivi sto andando spesso all'Ospedale di Brindisi dalle cui finestre si può guardare il Lago del Cillarese, una piccola oasi di protezione faunistica con un bacino idrico artificiale e un boschetto a ridosso della città, tra la statale 16 Adriatica a nord e a sud l'ospedale e la strada statale 7. Il colpo d'occhio sui filari delle adiacenti colture è struggente, specie al tramonto.

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Ultima modifica il 17 marzo 2016 alle 12:07

Ponte Girevole (Taranto)
Ponte Girevole (Taranto) (Photo credit: Wikipedia)

Quando sai che sta per succedere qualcosa che non puoi evitare che cosa fai? Quando sai che la tua azienda sta per finire nella mani della magistratura e non sei un criminale che cosa fai? Te ne stai con le mani in mano? Scappi? Camuffi qualcosa per non farti incastrare? Oppure provi a immaginarti gli scenari che si possono aprire secondo diversi gradi di gravità, almeno tre diciamo: scenario peggiore, scenario intermedio, scenario migliore. Ed inizi a prepararti per limitare i danni. Non mi pare che la gestione Riva dell'ILVA si sia distinta per questo. Le carte dei magistrati parlano invece di filtri smontati dai camini, riverniciati e rimontati spacciandoli per nuovi. Basta leggere le conclusioni degli esperti. E tu stato o comunità locale, anche tu sai che sta per succedere qualcosa. Che cosa fai, aspetti che scoppi la bomba mediatica? Perché non muoversi prima e rimediare almeno a qualcosa? Perché non preparare anche in questo caso degli scenari ed iniziare a stanziare le risorse necessarie, per tempo? A Taranto non solo i problemi non sono mai stati definiti, ma neanche gli scenari possibili sono presi in considerazione.

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Ultima modifica il 8 settembre 2017 alle 17:04

Coca-CoLLa
Coca-CoLLa Refrigerante boliviano de chá de coca. Capitu (ou Marcela).

Dal 21 dicembre 2012 la Coca Cola sarà espulsa dalla Bolivia. Lo ha decretato il presidente Evo Morales che ha anche affermato:

È la fine dell'egoismo e della divisione. Per il calendario Maya il 21 dicembre prende il via il 'mochinchè. I pianeti si allineano dopo 26.000 anni. È la fine del capitalismo e l'inizio del comunitarismo.

Non mi stupisce questa decisione visto che questa multinazionale statunitense in America Latina ha avuto dei comportamenti antisindacali arrivando a far uccidere tanti leader, soprattutto in Colombia. Sono noti anche i suoi danni ambientali: basti pensare a tutto l'alluminio e alla plastica dei rifiuti di lattine e bottiglie. L'estrazione di alluminio, tra l'altro, ha un effetto devastante nei luogi d'estrazione. Tutte informazioni, queste, che traggo dalla Guida al consum critico del Centro Nuovo Modello di Sviluppo che è un ottimo vademecum prima di andare a fare la spesa. Tempi duri per la Coca Cola che sta conoscendo anche dei cali delle vendite un po' in tutto il mondo.  Ciò sarà dovuto anche al fatto che in questa famosa bibita si sono scoperte delle sostanze altamente dannose per la salute, cancerogene. L'azienda però non si dà per vinta e reagisce alle sue difficoltà annunciando tre nuove divisioni e dando vita alla più grande campagna promozionale di tutti i tempi in occasione dei suoi 80 anni di partnership olimpica. Curioso, tuttavia,  che la bevanda zuccherina tra le principali responsabili dell'obesità a livello mondiale sia sponsor delle olimpiadi. A New York, per decisione del sindaco Bloomberg, da marzo 2013 molti rivenditori per strada, cinema, ristoranti, piscine e palestre non potranno rilasciare bottiglie extra large delle bibite zuccherate.

Io non la bevo più di tanti anni, preferendo alla Coca Cola il Chinotto quelle rare volte che decido di bere una bibita gassata, che il più delle volte evito, avendo qualche problema di acidità e di reflusso gastro-esofageo.  Sono d'accordo con il presidente della Bolivia. Possiamo interpretare lo straordinario allineamento dei pianeti previsto dal calendario Maya come un segno dei cieli per cambiare stile di vita a partire dalle nostre piccole scelte quotidiane, la mostra alimentazione, il prenderci cura di noi stessi, l'evitare prodotti che comportano gravi danni a salute, ambiente e diritti dei lavoratori. Voi la bevete? O preferite altre bevande? Conoscevate questi risvolti?

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Ultima modifica il 14 giugno 2014 alle 15:14

English: Aerial photograph of the city of Tara...
English: Aerial photograph of the city of Taranto, in Puglia, Italy. Español: Vista aérea de la ciudad de Tarento, en Apulia, Italia. Italiano: Taranto (Puglia, Italia) dall'aereo. (Photo credit: Wikipedia)

Quando si definisce un problema? Prima ancora di affrontarlo, non appena se ne manifestano i primi segnali, non appena la nostra auto mentre la guidiamo, ad esempio, inizia a fare un piccolo insolito rumore da qualche parte che prima non notavamo. Anzi, ben prima che un qualche pezzo del motore o della carrozzeria inizi ad usurarsi, come si fa con i pezzi dei motori degli aeroplani, dopo gli studi dell'ingegnere dell'Aeronautica statunitense Edward Murphy. Cito la sua legge dal testo di Adriano Pennati, Risolvere problemi dentro e fuori le organizzazioni (Franco Angeli):

Tutto ciò che a bordo di un aereo, è nelle condizioni di guastarsi, a suo tempo lo farà e lo farà nel momento peggiore.

Perciò i pezzi degli aerei oggigiorno vengono, in genere, cambiati dopo un tot di ore, non si aspetta che il loro ciclo di vita termini. Questo previene le emergenze. Un'urgenza, infatti, non c'è solo quando si manifesta ma essa è latente, è già presente nei veicoli, nelle situazioni, nelle relazioni, nei prodotti, nelle attività, ecc. Perciò va sempre anticipata, già nel momento stesso in cui installo un programma sul computer ad esempio, o un dispositivo nuovo sull'automobile, sulla moto, ecc. A maggior ragione tutte le possibili conseguenze di grandi opere come quella dell'ex Italsider, ora ILVA, a Taranto vanno studiate con attenzione visto che riguardano la vita di centinaia di migliaia di persone all'interno e all'esterno di quella che è diventata la più grande acciaieria d'Europa.

...continua a leggere "I problemi di Taranto disattesi o ignorati"

Ultima modifica il 7 marzo 2017 alle 12:19

Contro l'aria irrespirabile di Taranto - foto di Giuseppe Carucci
Contro l&39;aria irrespirabile di Taranto - foto di Giuseppe Carucci.

Qual'è il problema a Taranto? E' stato individuato in termini certi e falsificabili, come vuole una corretta procedura di problem solving? Quel che è sicuro è che è stata la magistratura a riscontrare scostamenti tra i dati di riferimento e quelli reali nelle emissioni inquinanti. E poi quella dell'ambiente non è la sola questione in gioco perché bisogna considerare anche la salute, il lavoro, l'economia. Ci sono diversi problemi. Ieri abbiamo provato a dare tre criteri per capire quale di questi affrontare per primo in termini di gravità, frequenza con cui il problema si presenta ed urgenza. Oggi in questo terzo post dedicato alla questione del sequestro dell'ILVA a Taranto voglio continuare ad analizzare la situazione partendo dagli attori che vi sono coinvolti, tenendo fuori i magistrati i quali devono solo applicare la legge:

  • il governo che ha stanziato 336 milioni di euro per il Piano di Risanamento Ambientale, anche se secondo il consiglio comunale serviranno ben altre risorse;
  • il presidente della Repubblica che utilizza anche in questo caso la sua moral suation facendo degli appelli;
  • i sindacati CGIL, CISL e UIL che prima avevano indetto uno sciopero per il 2 agosto ma che dopo i sigilli da parte della procura concordano con l'ingegner Buffo, responsabile Ambiente dell'ILVA, la linea da tenere;
  • il presidente della Regione Puglia Nichi Vendola che in un'intervista sostiene che l'impresa di Riva è arrogante e che gli ambientalisti hanno troppi pregiudizi;
  • il presidente dello stabilimento, Bruno Ferrante, che si dice sorpreso della tempistica con cui si stanno apponendo i sigilli;
  • i dirigenti dello stabilimento che oggi sono comparsi davanti ai magistrati per gli interrogatori di garanzia e che si sono avvalsi della facoltà di non rispondere;
  • l'associazione di categoria Federacciai per la quale l'Ilva è ''uno stabilimento all'avanguardia'' e che parla di ''un errore dei magistrati che fotografano una situazione vecchia di quindici anni";
  • le associazioni ambientaliste come ad esempio Donne per Taranto che per le quali la salute viene prima del lavoro.

...continua a leggere "La soluzione a Taranto: non dalla politica ma dalla policy"

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Ultima modifica il 1 ottobre 2016 alle 14:42

Now breathe
Now breathe. Di Alberto Vaccaro.

Qual'è il problema a Taranto, a proposito del sequestro dell'ILVA disposto dalla magistratura mi sono chiesto in un post. Definito, infatti, un problema come lo scostamento tra un dato reale e un dato di riferimento si è visto che i dati delle perizie presi in esami dai magistrati sull'inquinamento in città  presentano valori ben al di sopra della norma.  Quindi, ora, bisognerà fare i conti con l'iter giudiziario. Tuttavia l'inquinamento è il solo problema presente o ve ne sono altri mi sono chiesto alla fine del post. E oggi voglio rispondere a questa seconda domanda.

...continua a leggere "Taranto, dal piede di guerra alla soluzione dei problemi"

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Ultima modifica il 2 luglio 2016 alle 14:49

Alzi la mano chi oggi si fila e si ricordava della quarantesima giornata mondiale dell'ambiente. Alzi la mano chi pensi che serva a qualcosa. Alzi la mano chi crede che sensibilizzerà qualcuno o smuoverà delle coscienze. E' ovvio che mi auguro di sì ma il grande rischio è che scivoli via come tante altre giornate dedicate a questa o a quell'altra tematica più o meno globale. A proposito di questa giornata Ban Ki Moon, segretario generale delle Nazioni Unite, nel suo messaggio odierno ci ricorda che siamo 7 miliardi di persone, destinate a diventare 9 miliardi entro il 2050. Questo significa un aumento dell'impronta ecologica dell'umanità a livelli mai visti prima. La conseguenza più diretta sarà un aumento dell'inquinamento che è già arrivato a livelli intollerabili. La speranza è che la prossima Conferenza delle Nazioni Unite sullo sviluppo sostenibile Rio +20, in programma in Brasile dal 20 al 22 giugno prossimo, sappia trovare delle adeguate misure che finora, sono state insufficienti.

Come la racconto una giornata come oggi? Come la racconto la Giornata Mondiale dell'Ambiente? Io lo faccio ricorrendo a Storia d'amore e alberi, uno spettacolo di Francesco Niccolini con Luigi D'Elia.

...continua a leggere "L’ambiente: come e perché te lo racconto?"

Che lettura possiamo dare del brano del Nuovo Testamento di oggi che ci parla della Pentecoste nell'angolo di terra dove vivo, e cioè il Salento? Io ci provo tornando al libro dell'Esodo.

Osserverai la festa della mietitura, delle primizie dei tuoi lavori, di ciò che semini nel campo; la festa del raccolto, al termine dell'anno, quando raccoglierai il frutto dei tuoi lavori nei campi (Esodo 23,16).

Balla di fieno
Balla di fieno da me fotografata in una campagna nei pressi di Gioia del Colle nel 2011.

E' nei campi in cui questi giorni c'è la mietitura del grano che va cercato il senso della Pentecoste, che si festeggia oggi. In origine è una festa agricola per Israele a cui dopo si aggiunge il ricordo della promulgazione della legge sul Sinai, la legge data a Mosè. E' l'offerta delle primizie a Dio il centro di questa festa per onorarlo rispetto al raccolto che ancora una volta permette di sfamarsi e quindi di continuare a vivere. Si spera che ogni anno il raccolto sia abbondante e che non lasci nessuno nell'indigenza. Si spera anche che le intemperie non rovinino il raccolto. In tutto questo si può trovare lo spirito originario della Pentecoste che poi nel tempo è diventata altro. Però invito a restare nella dimensione iniziale di questa festa invitando a guardare anche le balle cilindriche di fieno che restano nei campi dopo la mietitura industriale dei nostri giorni. Esse sono il simbolo di un'agricoltura oramai da tempo meccanizzata e nella quale le campagne sono da almeno cinquanta anni a questa parte spopolate. A guardarle quelle balle sembrano lasciate dagli alieni, "pillole dei giganti" una volta le ho sentite chiamare. Nel tempo della lentezza, quando la mietitura si faceva con la falce, credo che i campi di grano non fossero solo brevi intervalli in un paesaggio guardato dal finestrino del SUV o del Freccia Rossa. La festa del raccolto doveva essere anche la festa della fine di una fatica immane, quale doveva essere la mietitura sotto il sole, con ritmi di lavoro dall'alba all'imbrunire, come mi raccontava mia nonna. Non è un caso che tra fine maggio e giugno nelle campagne del Salento ci fossero tanti casi di "pizzicati" dal morso della Taranta. Era un modo, tra l'altro, per affrancarsi da una condizione di terribile alienazione nei campi. Infatti i tarantati tendevano a nascondersi negli altri periodi dell'anno perché sentivano su di sé l'onta di essere sfuggiti ai loro doveri, al lavoro, alla fatica.

Quel rombo di vento, allora, di cui si legge oggi negli Atti degli Apostoli (2, 1-12) che riempie la casa dove gli apostoli di trovavano preferisco percepirlo come il vento che spira in mezzo alle spighe di grano che stanno per essere piegate e mietute, l'ultimo saluto ad un campo che così rinnova il ciclo di una natura abitata dall'uomo. Le lingue di fuoco, che appaiono dopo il rombo,  preferisco immaginarle come il ritorno dei canti popolari e dei cunti, dei racconti, che un tempo si diffondevano con estrema facilità e con poche varianti in tutto il bacino del mediterraneo e nelle terre d'Europa e d'Asia. E le genti che giungono presso la casa degli apostoli come Parti, Medi, Elamìti ed altri ancora per me sono tutti i migranti che dall'Africa sbarcano presso le nostre coste e che ci presentano le loro semplici necessità, tra cui il poter scambiare qualche parola in francese, in inglese, in italiano...

Buona Pentecoste a tutti.

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Ultima modifica il 25 settembre 2018 alle 15:16

Rallo
Foto di Giorgio Fonda.

Mi sono divertito a scrivere un nuovo piccolo racconto oggi. Consideratelo un esercizio spero altrettanto ludico per voi che lo leggete quanto lo è stato per me scriverlo. Le parole in grassetto e linkate sono le dieci parole nuove trovate da Penna Blu e che sono state il pretesto per scrivere.

Stava fissando la cima alla galloccia quando scorse un rallo, meglio conosciuto come porciglione, poggiato sul tagliamare, che era così tanto elaborato da sembrare un modiglione. Era proprio una bella imbarcazione, tanto elegante da far pensare a un galeone spagnolo. Tanta eleganza contrastava con il carattere di Clemente, che era sempre stato un po' accipitrale, con il suo sguardo e il suo fiuto da sparviero  specie da giovane, e quindi gli scattò l'istinto di acchiappare e ingabbiare quell'uccello dal folto piumaggio e dal becco così lungo che potreste adoperarlo per fare una mortasatura per ottenerne una mortasa e incastrarvi un tenone. Clemente era un eccellente carpentiere e questo aspetto non gli sfuggiva, anzi lo stimolava a cercare la compagnia in quella creatura. Aveva ormai superato la sessantina  e da quando aveva perso sua moglie, dieci anni prima,  la sua solitudine nei lunghi viaggi a bordo si era acuita. Di tanto in tanto catturava dei pennuti e li teneva qualche tempo in gabbia, per compagnia, per diletto, salvo liberarli dopo qualche mese. Questo rallo gli piaceva proprio perché a lui i richiami degli uccelli strani stavano proprio a genio, specie quello del rallo che ricorda un maialino. Cercava un'esca ma a bordo non ne aveva, neanche un verme, fatta eccezione per la trichinella che albergava da anni nel suo stomaco, che taluni dicevano aveva contratto per la sua grande promiscuità con i volatili, e che spesso gli dava malumore. Si nascose, allora dietro le balle di idraste e di eupatoria che si trovavano in quel momento a bordo per poter fare un rapido, improvviso balzo verso il tagliamare e agguantare quel rallo che se ne stava a pavoneggiarsi al sole.

Fu un tronfo, piuttosto sordo, secco,  nell'acqua quello che si udì dopo che Clemente aveva perso l'equilibrio per allungarsi verso l'animale che, vedendolo sbucare, si era subito alzato in volo. Il cadavere di Clemente fu trovato alcuni giorni dopo. Tutti pensarono al suicidio visto la grande malinconia che gli faceva compagnia negli ultimi tempi. Per poco anche l'ultimo passerotto che teneva in una gabbietta non ci rimise le penne visto che per giorni era rimasto senza cibo. Gli altri marinai gli diedero da mangiare e dopo qualche giorno fu liberato.

E' disponibile anche L'anfisbene e la samblana, un altro racconto scritto con la stessa tecnica. Ti piacciono i miei racconti o no? Vuoi darmi dei suggerimenti? Scrivili nei commenti.

incidente Marcoule
Una delle prima immagini dopo l'incidente di Marcoule. Il Secolo XIX.

È una nuova dimostrazione che un incidente è purtroppo possibile.

E' il commento di Corinne Lepage, vecchio ministro per l’Ambiente francese sull'incidente avvenuto oggi, 12 settembre 2011 alle ore 11 e 45 locali, presso il sito nucleare di Marcoule, in Francia. Come apprendiamo dal sito dell'Ansa c'è stata l'esplosione di un forno che

ha provocato la morte di una persona e il ferimento di altre quattro. Per il momento "non c'è stata fuga radioattiva all'esterno", fa sapere il Commissariato dell'energia atomica (CEA). I pompieri hanno comunque eretto un perimetro di sicurezza intorno alla centrale, a causa del rischio di fughe.

Il commento di Lepage mi sembra il più appropriato per guardare con lucidità a questo che è solo uno dei tanti incidenti verificatisi presso le centrali nucleari sparse per il mondo. A parte quello che è avvenuto con Fukushima e con Chernobyl, anche se nel primo caso c'è stato un forte terremoto, si verificano spesso piccoli incidenti, per così dire, in questo tipo di centrali di produzione di energia. Per fortuna questa volta si tratta di scorie  bassa intensità e i pericoli sono molto limitati, come ha dichiarato Francesco Trojani, tecnico dell'Enea.

Marcoule è una centrale che stanno disinstallando e che ha una lunga storia nucleare. Dal 1952 ad oggi sono tantissimi gli incidenti che hanno riguardato strutture di questo tipo. Ora la domanda è: quale sarà il prossimo? In quale centrale nucleare si verificherà il prossimo disastro? In Europa ci sono diversi reattori a rischio. E in diverse centrali del mondo la tragedia è stata più volte sfiorata.

A quest'ora, le 18 e 40, l'allarme sembra cessato in Liguria, la regione italiana più vicina alla centrale. Ma non bisogna aspettare il prossimo incidente. Bene fa Legambiente a chiedere lo stop al nucleare in Europa. Non possiamo continuare a correre questo tipo di rischi, quand'anche fossero installate centrali di nuova generazione perché anche in quel caso i pericoli non cesserebbero del tutto. Non è saggio proseguire su questa strada.

Ultima modifica il 8 ottobre 2013 alle 19:04

Schermata della smentita della fondazione
Schermata della nota di smentita della Fondazione della Taranta

Non credo che il "malinteso" sia partito dal nulla e senza ragione, piuttosto credo che l'emittente stia contravvenendo al modello di sviluppo de La Notte della Taranta (Lavinia Tosti Di Valminuta)

la Fondazione La Notte della Taranta non ha alcuna voce in capitolo sulla trasmissione dell'evento? presumo che avrà venduto l'esclusiva a telenorba che si ripagherà con l'investimento degli sponsor. (Alessio Cosma)

la fondazione dovrebbe essere attenta e vigile a tutti i marche che si accostano al proprio marchio ... e non ci crede nessuno che la fondazione non fosse a conoscenza di tali accordi!! (Fabio Maria Fabrizio)

Questi ultimi sono tre dei tanti commenti che si possono leggere a margine della nota di smentita da parte della Fondazione della Notte della Taranta circa la sponsorizzazione da parte dell'ILVA di questo noto evento pugliese ribadita anche dal presidente Nichi Vendola in un suo tweet.  Da alcuni giorni, infatti, su Telenorba va in onda uno spot in cui L'ILVA figura tra gli sponsor del concertone, questa la notizia che ha fatto indignare e arrabbiare molti tarantini. E' evidente che all'ILVA hanno approfittato di questa occasione data loro da Telenorba di fare quel che apparirebbe una sorta di marketing territoriale, per riciclare la l'immagine di quest'area industriale tra le più inquinanti al mondo. Ma la mossa pare non solo inefficace ma che abbia avuto l'effetto contrario inasprendo gli animi dei tarantini e non solo. E' di pochi mesi fa l'incidente probatorio a seguito delle indagini dei carabinieri del NOE.

Mi sento di esprimere la mia solidarietà ai tarantini che sono stato a trovare lo scorso 9 giugno 2011. In quell'occasione ho recitato questo cunto che ripropongo qui di seguito e che parla anche del destino di Taranto. Buona visione.