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Ultima modifica il 1 maggio 2018 alle 17:15

Tre chiavi di lettura per ispirare l'anno

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Il numero tre

Tre sono i re magi citati nel Vangelo che si recano in visita a Betlemme. Perché proprio tre e non quattro o cinque o dieci? Tre sono anche le persone della trinità. Sempre tre sono gli angeli ospitati da Abramo a Mambre. Il tre è considerato il numero perfetto per eccellenza e nella Bibbia è il simbolo di Dio stesso. E ad esso si sono ispirati tanti artisti e scrittori. Un esempio su tutti è Dante Alighieri che suddivide il suo viaggio ultraterreno in tre cantiche da trentatré canti ciascuno (tranne il proemio dell'Inferno). Proprio a questo numero s'ispirò anche Massimo Troisi nel suo celebre film Ricomincio Da Tre. Gaetano, il protagonista, riparte non da zero ma da tre come rivela in una delle battute principali del film:

Gaetano: Cioè, se ti sto dicendo che parto, parto... e poi me ne vaco, Rafe', nun ce 'a faccio cchiù! Cioè, chello che è stato è stato, basta! Ricomincio da tre!
Lello: Da zero!
Gaetano: Eh?
Lello: Da zero! Ricominci da zero!
Gaetano: Nossignore, ricomincio da... cioè, tre cose me so' riuscite dint' 'a vita, pecché aggia perdere pure chelle, che aggia ricomincia' da zero?! Da tre!... Me ne vaco, nun ce 'a faccio cchiù...

...continua a leggere "Ricominciamo da tre parole nel 2016"

Ultima modifica il 12 luglio 2016 alle 14:19

Mercato di Napoli - 1970
Napoli (NA), 1970, Mercatino di Via Foria. Foto di Fiore Silvestro Barbato.

Dove sono i veri maestri del teatro? Dove sono quelli che hanno da insegnarci davvero qualcosa a proposito di questa antica arte? Ce lo racconta il regista Krzysztof Warlikowski nel suo messaggio per la Giornata Mondiale del Teatro che si celebra oggi, 27 marzo 2015:

I veri maestri del teatro è più facile trovarli lontano dal palcoscenico. E in genere non hanno alcun interesse per il teatro come macchina che replica convenzioni e che riproduce cliché.

...continua a leggere "I maestri del teatro sono al mercato"

Ultima modifica il 27 marzo 2014 alle 9:51

leggerezza
leggerezza (Photo credit: Kliò)

Se vuoi raggiungere la leggerezza è necessario fare il vuoto prima. Se la valigia che abbiamo riempito di tanta roba non la svuotiamo resterà sempre pesante. Siamo destinati a trascinarci in un'esistenza greve e piena di affanni se non impariamo a liberarci da ciò che la appesantisce. Questo lo sapeva bene un maestro della leggerezza come Italo Calvino che ne Le Città invisibili fa dire al Kan, che ha sognato una città, da Marco Polo queste parole:

E Polo: − La città che hai sognato è Lalage. Questi inviti alla sosta nel cielo notturno i suoi abitanti disposero perché la Luna conceda a ogni cosa nella città di crescere e ricrescere senza fine.
− C'è qualcosa che tu non sai, − aggiunse il Kan. − Riconoscente la luna ha dato alla città di Lalage un privilegio più raro: crescere in leggerezza.

Subito dopo troviamo la città di Ottavia che viene così introdotta:

Ora dirò come è fatta Ottavia, città-ragnatela. C'è un precipizio in mezzo a due montagne scoscese: la città è sul vuoto, legata alle due creste con funi e catene e passerelle.

...continua a leggere "Come fare il vuoto per lasciarci riempire dalla leggerezza"

Ruota della fortuna, Siena.
Ruota della fortuna del pavimento del duomo di Siena.

Le nuvole portano la pioggia ristoratrice, ma talvolta anche l’uragano devastatore. Nelle pieghe della fortuna sta nascosta la sfortuna.

Così dice un racconto taoista che parla di una puledra che era costata una fortuna a un modesto contadino del nord della Cina. Questa puledra un giorno scappa e tutti i vicini del contadino parlano di sfortuna. Ma dopo qualche tempo torna gravida insieme a uno stallone. Allora tutti lo invidiano per la buona sorte. Tuttavia il figlio del contadino si rompe una gamba addestrando il cavallo e di nuovo si pensa alla iella. Alla fine però quel ragazzo si salva da un massacro perché non poteva partecipare alla leva per una guerra con i mongoli. Perciò quel contadino può ben dire:

Sfortuna, fortuna... chi può dirlo? Tutto cambia in questo mondo impermanente.

Se tutto cambia allora come si può parlare di fortuna o sfortuna? Da quale punto di vista? E per quanto tempo? Mi pare di poter dire che fortuna e sfortuna non esistono. C'è solo la nostra possibilità si approfittare degli eventi oppure lasciarli cadere.

...continua a leggere "Dalla sfortuna nasce fortuna e viceversa"

Ultima modifica il 20 agosto 2018 alle 18:06

Blue goo - canon eos 550d
Blue goo - canon eos 550d (Photo credit: @Doug88888)

È domenica mattina. Siamo a luglio. In paese. Al bar. Dalla radio arriva la voce di Mina da giovane:

vedo
le mille bolle blu
e vanno leggere, vanno
si rincorrono, salgono
scendono per il ciel

Il flusso d'aria del climatizzatore mi fa pensare che il vento fuori tra le palme porti fresco. Come dove l'acqua è più alta. Anche se quando esci ti senti tagliare la pelle. Io, invece, vorrei restare nel blu.

...continua a leggere "Là dove l’acqua è più blu"

Vatican PM2
Vatican PM2 (Photo credit: Wikipedia)

Buon dio fa' che io affronti questa giornata libero da quelle buone intenzioni che riempiono le borse delle dame di carità e che svuotano il loro cuore. Tienimi lontano da ogni pio intento di cui non solo è lastricata la via dell'inferno ma che portarono Lucifero a voler essere il migliore di tutti senza capire che la vera luce parte da dentro, non è esterna ed appariscente.

Fa'che io oggi compia il mio lavoro quieto e che non faccia niente di più e niente di meno. Aiutami a non essere pigro ma anche a non strafare. Aiutami a capire che il di più non solo è uno spreco ma anche un ingiustizia. Per questo spero di imparare a dare di più a chi ha di meno, perché davvero siamo tutti uguali.

Ispira non solo i miei gesti ma anche le mie parole. Mettimi al riparo dall'abuso della retorica e da certe parole che uccidono molto di più delle armi. Frena la mia lingua e insegnami la buona retorica: quella del sì e quella del no, con trasparenza e franchezza.

Aiutami a non chiederti nulla di più, tanto non potresti. Aiutami a capire che la preghiera non è la lista dei desideri che ti presentiamo per una vita che per lo più è ingrata. Ma piuttosto è la ricerca di te, buon dio. Una ricerca che poi non è tanto difficile. Perché non è la compagnia dei baciapile e dei lecca culo che tu ami. Io qualche volta, sai, ti ho anche visto. Eri piccolo e portavi uno zaino pieno di libri e di moniti ma anche di buone notizie. Eri un padre comboniano. Altre volte eri un barbone a Via della Conciliazione, ultimo tra papi e cardinali. Altre volte ancora ti ho visto arrivare con i barconi dall'Africa e alcune volte sei morto tra le onde.

Io sono più ricco e potente di te, scusami se troppo spesso dimentico che sono io che devo rimuovere gli ostacoli dalla strada della vita.

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Ultima modifica il 27 agosto 2018 alle 13:38

sedie e ombrelloni
Credit: Viaggio Routard su Flickr.

Che Ferragosto farà? Ci sarà bel tempo? Ci sarà posto al mare? E per il pranzo dove mangiare? Sono queste le domande di rito ogni anno quando arriva il 15 Agosto. A patto che non piova proprio in questo giorno.

Acqua d’agosto,
olio, miele e mosto.

Così dice un proverbio su questo mese. Infatti l'acqua che cade in questi giorni ci darà i frutti dell'autunno: le olive da cui si ricava l'olio, i fiori da cui avremo il miele e l'uva che a settembre sarà vendemmiata e che in parte diventerà vino. Ma ci sono anche altri vantaggi. Come per esempio questo:

La prima pioggia d'Agosto fa fuggire pulci e mosche.

...continua a leggere "Ferragosto tra pioggia, proverbi e tweet"

FLY TEST #7
FLY TEST #7 di REMY SAGLIER.

Torno a parlarvi oggi di souplesse, un magico concetto tra rigidità e flessibilità, che ho già introdotto in questo mio blog con il post dal titolo Prendi la vita con souplesse nel quale l'ho definita sia la flessibilità, l’agilità nel movimento, come avviene soprattutto nell’atletica, sia la capacità di evitare i contrasti, la capacità di adattarsi. Questa volta esamineremo due campi in cui si usa molto e cercheremo di capire come essa può giovarci.

...continua a leggere "La souplesse, il segreto per piacere"

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Ultima modifica il 14 giugno 2014 alle 15:21

fly test
Fly Test 2. Di Rémy Saglier.

La souplesse è sia flessibilità sia adattamento. Oggi cominciamo a conoscerla un po' e a capire cos'è. In seguito impareremo come e perché utilizzarla.

Iniziamo dalla rigidità di vedute, di atteggiamenti, di decisioni. Quante volte in una certa situazione o di fronte ad un problema ci siamo mostrati rigidi, inflessibili? Ci è andata bene quando lo abbiamo fatto? Abbiamo sortito gli esiti migliori? Era la cosa più giusta da fare? Ma soprattutto, siamo sicuri che in certi casi ci voglia solo rigidità? Di fronte, ad esempio, ai chili di troppo quante volte ci siamo imposti dei digiuni o delle diete drastiche che non solo falliscono ma che ci portano ad una situazione in cui finiamo con il mangiare più di prima?

Esaminiamo la posizione opposta, il contrario della rigidità la morbidezza. Immaginiamo una situazione in cui ci sia solo morbidezza, come può essere il caso della poltrona sacco di Fracchia. In questo caso è un po' come se ci mancasse la terra sotto i piedi, è come costruire un palazzo senza i pilastri. E' come contravvenire alla massima evangelica di costruire la propria casa sulla solida roccia, costruendola sulla sabbia.

Torniamo al design, a cui abbiamo accennato prima con la poltrona sacco. Prendiamo un materiale apparentemente rigido come una rete agricola, come quelle che si usano per le recinzioni nelle campagne. Modelliamola con il calore ed essa rivelerà una straordinaria malleabilità tanto che possiamo farci quel che meglio ci pare. Lo studio giapponese Nendo è riuscito così a realizzare lampade, vasi, ciotole e tavoli.

E' stata usata in questo caso la souplesse. Essa è sia la flessibilità, l'agilità nel movimento, come avviene soprattutto nell'atletica, sia la capacità di evitare i contrasti, la capacità di adattarsi. Se esaminiamo i suoi sinonimi nelle diverse lingue ci accorgeremo che ne ha di innumerevoli ed interessanti.  Quelli italiani, ad esempio, sono: agilità; elasticità; flessibilità; flessuosità; scioltezza; sveltezza. E' un termine ricco di significati e dalla grande portata perché ci offre grandi possibilità. Nel prossimo post, domani, vi parlerò di come, dove e perché usare la souplesse nelle nostre attività e nella nostra vita.

Ultimo aggiornamento: 14 giugno 2014.

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Monte Argentario - Vista Mare 2
Image via Wikipedia

Si parla tanto e spesso di trasgressione. Ma che cosa è davvero trasgressivo e che cosa non lo è?

Il mare è trasgressivo. Le acque sono trasgressive. Non quando ci sono mareggiate, alluvioni, rotture degli argini e peggio ancora gli tsunami. Sono invece trasgressive le onde del mare. Non quelle che si alzano per il mare mosso e che fanno la fortuna dei surfisti e la sfortuna di chi soffre di mal di mare. Sono trasgressive le placide onde quando il mare è calmo. E' questa la bella idea che mi ha suggerito la parola del giorno di oggi di unaparolaalgiorno.it. Leggete cosa dice la parola di oggi che è appunto "trasgressivo".

[tras-gres-sì-vo]

SIGN Che vìola una regola, specialmente sociale o morale

dal latino: [transgredi] oltrepassare, composto da [trans] oltre e [gradi] camminare.

La società è strutturata da limiti consuetudinari e formali che quasi tutti rispettano quasi del tutto per quasi tutto il tempo. Ma il trasgressivo balza al di là della frontiera - nello scandalo generale.
Diversi i valori delle diverse trasgressioni: è trasgressivo il nero che nel pieno dell'apartheid prende un autobus per bianchi, lo è Gandhi che invita alla disobbedienza civile; negli anni '60 erano trasgressivi la minigonna e il divorzio; oggi è trasgressivo tirare coca tagliata con anestetici e gesso, oppure farsi piercing tatuaggi vestirsi strani ma senza gusto. Quando va bene.
Vista l'attuale preponderanza di questi ultimi oggetti di trasgressione, non si può che prendere atto dell'immenso potere ironico della parola, riservando i suoi significati elevati a casi consoni ed eletti. Anche se, ora che ci penso, anche nelle sue forme peggiori oggi come oggi è difficile da trovare una vera intenzione trasgressiva.
Ma ci sono delle ulteriori considerazioni interessanti: in geologia la trasgressione è la lenta conquista delle terre emerse da parte del mare. Non è un momento deciso, istantaneo e graffiante come siamo abituati a connotarla - e forse questo è un suggerimento: come le onde più alte, meno alte, nascondono il lento e inesorabile innalzarsi dell'acqua, così le trasgressioni più alte, meno alte, nascondono un'elevazione irreversibile delle libertà, una vera trasgressione che supera i vincoli imposti da vecchie morali gocciolanti pregiudizi, che può portare - sempre che quelle onde non vìolino o sommergano i picchi più alti dei valori più sublimi - ad un mondo in cui ciascuno possa navigare più ampiamente nella vita secondo la propria autentica etica, timone e non catena, vela e non sperone.

E per te che cosa è trasgressivo? Fammelo sapere nei commenti.

Ultima modifica il 14 giugno 2018 alle 10:18

Il grande segreto dei migliori
lupo
Foto di martino.pizzol

Le zampe, il tanto cercare e camminare, non i denti danno da mangiare al lupo.

L'attesa e il rimanere nascosti, non le mascelle danno da mangiare al coccodrillo.

L'apparire innocui dà da mangiare alle piante carnivore, non il loro chiudersi all'improvviso.

È la trascuratezza del proprietario che dà da mangiare al ladro, non il suo rapido agire nella notte.

Sono gli occhi di chi guarda che fa perdere nel gioco delle tre carte, non la destrezza di chi lo conduce.

Sono dei buoni freni, non il motore veloce la parte migliore delle auto da corsa.

Ultima modifica il 28 giugno 2015 alle 16:57

Tra terra e cielo
Tra terra e cielo. Credit: mmalta94

Ultima modifica del post: 28 Giugno 2015.

È la via di mezzo che collega il cielo e la terra. Non ci giova stare sempre in contemplazione o, al contrario, sempre immersi negli affanni quotidiani. Non è restando sul monte della trasfigurazione, piantando delle tende, che collegheremo cielo e terra. È nel mondo che troveremo la via, non trascurando gli affari di ogni giorno né di meditare. Perché sia l'uno sia l'altro sono degli eccessi. Durante la giornata è bene fare un po' di vuoto in sé. Non è possibile perché si ha troppo da fare e non si ha tempo per riposare?

Anche Eutico deve cambiare "vita e piani per varcare la soglia delle Muse" secondo Fedro senza aspettare il tempo delle ferie. Che cosa può accadere a chi impiega tutto il suo tempo a far soldi? Ne sarà schiavo, se non può smettere quando vuole. Avrà senza dubbio mille comodità come il cane in un apologo di Fedro. Ma a quelle comodità il lupo preferisce la sua libertà,  come alla sudditanza dei cani i gatti preferiscono la loro indipendenza. Anche Zhuang Zhu, il massimo saggio nell'Impero di Mezzo, preferisce trascinarsi nel fango al posto di primo ministro offertogli dal re di Chu come narra un racconto taoista. I gatti e Zhuang Zhu trovano il tempo per tutto, anzi ne avanza loro.

Ma perché trovarlo tutto questo tempo? Per fare esistere Dio."Rafaniello dice che a forza di insistere Dio è costretto a esistere" scrive Erri De Luca in Montedidio. Mo' vuoi vedere che è la terra che fa il cielo? Io dico che il cielo sta nella gobba di Rafaniello che ripara le scarpe dei puverielli di Napoli. E sono sicuro che un po' lavora e un po' pensa. È un maestro zen, anche se non lo sa.

Ultima modifica il 23 marzo 2017 alle 5:55

settembre in spiaggia
Settembre in spiaggia. Credit: Signor Riccarrdo.

Ultima modifica del post: 28 giugno 2015.

Se Agosto è già capo d'inverno, come si dice a Napoli, settembre cos'è?

L'inverno è quindi iniziato, è saggio mettersi all'opera perché non ci sorprenda con bufere, gelate, nevicate. Bisogna mettere da parte la legna per il camino, fare la salsa e preparare le altre provviste. Il calendario di frate indovino è prodigo di questi consigli. I monaci dei monasteri saranno già all'opera. Magari le suore anche. Ma da mia zia Rosa, suora cuoca da una vita, no. Dice che da mangiare ora alla mensa ci pensa una  ditta e che le poche suore giovani studiano tutto il giorno e quindi non hanno tempo per la cucina e per le pulizie. Oppure devono pregare. Anche i benedettini preferivano l' "ora" al "labora" del loro motto "ora et labora". D'altronde non ci sono forse filippini o rumeni o altri stranieri pronti a far tutto? Basta pagarli poco e in nero ed ogni lavoro sarà fatto. I preparativi per l'inverno sono inutili, a questo punto. Se Rafaniello di Montedidio d'agosto cominciava a riparare le scarpe ai puverielli di Napoli, la salsa è là pronta al centro commerciale, il pellet è a buon mercato sempre al centro commerciale. Che facciamo allora? Abbiamo tanto tempo eppure non abbiamo tempo. Ma com'è?

...continua a leggere "Settembre e la produttività"

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Ultima modifica il 28 giugno 2015 alle 16:41

Ultima modifica del post: 28 Giugno 2015.

Some kid reading a book.
Some kid reading a book. Di Brendan Murphy.

La lettura di cose scritte da persone morte è una cosa morta anch'essa, è come bere la feccia della loro saggezza. Molto meglio parlare con persone sagge viventi: ci si abbevera alla fonte diretta. Meglio conversare con loro. Ma allora dobbiamo abbandonare la lettura? No se riusciamo a conversare con gli autori dei testi. Ma com'è possibile se sono morti? Ci hanno lasciato qualcosa di scritto e se facciamo loro delle domande le loro parole, comunque fissate, ci risponderanno ogni volta in maniera diversa. Le nostre domande non resteranno senza risposta. Ciascuna risposta, poi, formulerà nuove domande, così l'acqua continuerà a fluire e resterà sempre fresca.

Quel che è dunque importante, nella lettura, è fare delle domande al testo, evitare di leggere in modo passivo o perché si deve. O, meglio, fare delle domande a chi ha scritto quel testo, anche se egli non è più in vita. Perché magari l'autore ha risposto alle nostre domande, se l'è già poste anche lui. In fondo, infatti, le domande più importanti delle persone, con il passare dei secoli, non cambiano. E se l'autore non ci ha risposto in un testo cerchiamolo in altri testi della stessa mano. Se neanche essa ci risponde cerchiamo presso altre mani che hanno vergato altre pagine. Se neanche così troviamo risposte avremo comunque imparato a fare domande e cercare risposte. Magari un giorno scriveremo noi, per altri, le risposte che cercavamo.