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Ammirate qualcuno? Vorreste essergli simile? Fatevi raccontare come ha fatto. Tutti amano dare consigli e parlare della propria storia. Può essere la mossa giusta per iniziare a farvi amico qualcuno che per voi conta. È chiaro che dovete farlo con sobrietà e leggerezza, che non dovete tediarlo con ogni sorta di domanda e problema. Scrivetevi le 4-5 cose che davvero vorreste sapere. Dichiarate la vostra ammirazione sincera, con dettagli precisi. Poi chiedete i consigli e infine ringraziate. Provate, quindi, a mettere in pratica i suggerimenti che vi sono stati dati e verificate cosa funziona aggiornandolo sui vostri progressi. Potreste così trovare un mentore, merce rara di questi tempi.

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Orson Welles
Orson Welles (Photo credit: dahlia.delilah)

Prendete un libro di fantascienza, che magari parli di invasione aliene, di marziani per essere precisi. Prendete i microfoni di una radio dove lavorate come speaker. Dovete presentare questo romanzo e pensate di farlo attraverso un finto notiziario in cui simulate l'annuncio dell'arrivo degli extraterrestri sulla terra. Chi ci crederà mai? I radioascoltatori si annoieranno tutti e cambieranno stazione. Correva l'anno 1938. Questo speaker si chiamava Orson Welles e quelli che ho citato erano i suoi pensieri poco prima di andare in onda, in diretta. L'idea proprio non gli piaceva solo che lui e i suoi collaboratori non avevano avuto il tempo per trovarne un'altra che fosse più efficace. Alle venti in punto del 30 ottobre una voce annunciò:

«Signore e signori, vogliate scusarci per l’interruzione del nostro programma di musica da ballo, ma ci è appena pervenuto uno speciale bollettino della Intercontinental Radio News. Alle 7:40, ora centrale, il professor Farrell dell’Osservatorio di Mount Jennings, Chicago, Illinois, ha rilevato diverse esplosioni di gas incandescente che si sono succedute ad intervalli regolari sul pianeta Marte. Le indagini spettroscopiche hanno stabilito che il gas in questione è idrogeno e si sta muovendo verso la Terra ad enorme velocità».

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Ruota della fortuna, Siena.
Ruota della fortuna del pavimento del duomo di Siena.

Le nuvole portano la pioggia ristoratrice, ma talvolta anche l’uragano devastatore. Nelle pieghe della fortuna sta nascosta la sfortuna.

Così dice un racconto taoista che parla di una puledra che era costata una fortuna a un modesto contadino del nord della Cina. Questa puledra un giorno scappa e tutti i vicini del contadino parlano di sfortuna. Ma dopo qualche tempo torna gravida insieme a uno stallone. Allora tutti lo invidiano per la buona sorte. Tuttavia il figlio del contadino si rompe una gamba addestrando il cavallo e di nuovo si pensa alla iella. Alla fine però quel ragazzo si salva da un massacro perché non poteva partecipare alla leva per una guerra con i mongoli. Perciò quel contadino può ben dire:

Sfortuna, fortuna... chi può dirlo? Tutto cambia in questo mondo impermanente.

Se tutto cambia allora come si può parlare di fortuna o sfortuna? Da quale punto di vista? E per quanto tempo? Mi pare di poter dire che fortuna e sfortuna non esistono. C'è solo la nostra possibilità si approfittare degli eventi oppure lasciarli cadere.

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Oria, santuario di san Cosimo alla macchia
Oria, santuario di san Cosimo alla macchia (Photo credit: Tarantino Vincenzo)

Da mesi sto lavorando ad un racconto. Dopo averlo scritto sotto la supervisione di Francesco Niccolini ora inizia la fase di prove con la regia di Fabrizio Pugliese. Sarà presentato al festival di teatro di narrazione in programmazione a Mesagne per settembre, all'interno del progetto Memoria Minerale. In esso racconto la mia infanzia, dal 1977 al 1980, passata sul Santuario di San Cosimo ala Macchia, in provincia di Brindisi. Voglio farvi leggere l'incipit, l'inizio,  del racconto. Buona lettura.

Quando, da piccolo, sentivo parlare di San Cosimo alla Macchia non riuscivo a capire perché un santo dovesse nascondersi, come un delinquente. Mi chiedevo perché tutti ce l’avessero con lui e con suo fratello gemello Damiano. Spesso sentivo, infatti, che i grandi si lasciavano scappare: «Mannagghia li muerti di San Cosimu e San Damianu!». Non sapevo qual era la loro colpa. Una volta sentì bestemmiare anche contro gli altri tre fratelli più piccoli dei due santi. Avevo cinque anni e stavo gonfiando la ruota di una moto sul distributore di carburanti del santuario, portato avanti dai miei. Volevo vedere fin dove poteva resistere quella ruota all’aria compressa finché non sentì uno scoppio e il tipo della moto se la prese con Cosimo, Damiano, Eupremio, Leonzio e Antimo. Tutti alla macchia. Perché qui non c’è il solito mare degli ulivi, dell’olio, della frisa con i pomodori, delle orecchiette con le cime di rapa, delle fave e cicorie. Sono terreni dove c’erano solo il timo e il muschio: la macchia mediterranea. Per tanto tempo però i contadini-formica si sono incaponiti, con la zappa e la fresa, a coltivare fazzoletti di terra e ora ci trovate anche un po’ di ulivi anche se più piccoli che nel resto della Puglia. Oppure ci sono le casette vuote, senza porte e senza finestre per starsene un po’ in villeggiatura l’estate. Non è che sono state sempre così. Il fatto è che a fine vacanza dovete riportarvi dietro mobili, materassi, sedie, tavoli, forchette, bicchieri, le porte, il lavandino e la tazza del cesso. Altrimenti, se li lasciate, dovrete ringraziare i ladri se non rubano anche i muri.

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Foto di Carmelo Raineri.
Foto di Carmelo Raineri.

È periodo di Memoria Minerale questo per me. Ma non sono il solo. I protagonisti li trovate, infatti, tra i cittadini di Mesagne. Stanno accadendo eventi strani in questa cittadina. Come il laboratorio teatrale per gli anziani, la banca cittadina della memoria, il laboratorio d'arte di Antonio Catalano. Ora uno dei prossimi eventi sarà dedicato al teatro di narrazione attraverso un festival che si terrà a Settembre. È l'aspetto che conosco meglio perché vi sono coinvolto insieme ad altri partecipanti con cui sto condividendo il laboratorio tenuto da Francesco Niccolini per la parte di narrazione e da Fabrizio Pugliese per quella attoriale.

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English: Street in Ceglie Messapica, view of t...
Palazzo Ducale a Ceglie Messapico (Photo credit: Wikipedia)

Le prime cose che ho saputo dell'antifascismo e della Resistenza, che si celebra oggi, me le raccontava mia nonna Mimina che, prima di sposarsi a Oria, da giovane aveva vissuto e lavorato a Ceglie Messapico, dove era nata. Qui aveva lavorato prima come bracciante e poi nella cooperativa costituita, tra gli altri, da suo fratello Minguccio. Mi parlava ogni tanto di questo suo fratello, Domenico (detto Minguccio) Della Rosa, che è tra gli antifascisti di Ceglie. Teneva la sua fotografia insieme a quelli della madre, la mia bisnonna, e di altre persone che non c'erano più. E raccontava di lui che svolgeva il lavoro di calzolaio e che era uno degli attivisti del partito comunista, clandestino durante il periodo fascista. A Ceglie, poi, le cellule comuniste erano molto combattive. Da sempre appassionato di politica zio Minguccio partecipava con vivacità alle sorti del nostro paese.  Faceva parte del direttivo del partito comunista ricostituito da Rocco Spina. Gli venne affidato il compito della diffusione del materiale di propaganda. Non era facile. I fascisti, sotto la direzione di Achille Starace, si organizzarono nella forma tipica dello squadrismo al soldo degli agrari. Proprio a Ceglie il 22 maggio del 1920 l'agrario Luigi Urgesi incontrò nella piazza principale Rocco Spina e lo bastonò davanti a tutti. Questo per dire dell'arroganza e dell'efferatezza dei fascisti al potere. Nel giugno dello stesso anno durante una manifestazione a Brindisi ci furono 3 morti tra i manifestanti socialisti per mano degli squadristi fascisti.

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Ultima modifica il 4 gennaio 2014 alle 6:51

telo-scenografia di Cunti in tavola
Telo-scenografia Cunti in tavola.

L'appuntamento di Cunti in tavola sabato sera ad Oria si avvicina. È ora di conoscere il menu di piatti e di storie della cena-spettacolo. Che cosa "ruscia" (bolle) nella pignata sul fuoco dunque?

Non appena voi ospiti arriverete, alle 21 puntuali come raccomandiamo, ci sarà il benvenuto che vi darò io, il "conta cunti" della serata, con una filastrocca propiziatoria. Saremo quindi pronti per Ciucciu Cacaturnisi (il ciuccio cacasoldi) che racconta di un ragazzino che va per il mondo a cercar fortuna finché un vecchio saggio non gli regala un ciuccio che potrebbe fare la fortuna sua e della famiglia sua. Saranno, quindi, subito serviti gli antipasti: fave e cicorie, parmigiana di melanzane, stufato di verze, polpettine di carne al sugo, stanato di "cucuzza" (zucchine), ricotta, pettole e polpette di patate.

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Ultima modifica il 13 ottobre 2015 alle 16:20

foto gazzetta 1 marzo 2013
Foto dell'articolo su Cunti in tavola comparso il 1 Marzo su La Gazzetta del Mezzogiorno di Brindisi.

Teatro e cucina domani sera ad Oria. Prendo a prestito il titolo che La Gazzetta del Mezzogiorno di Brindisi ha dedicato quest'oggi allo spettacolo Cunti in tavola che terrò domani sera, 2 marzo 2013, ad Oria presso il ristorante Alla Corte di Hyria. L'idea nasce da questa domanda: cosa succede se un attore narratore e un cuoco si mettono insieme e combinano le loro arti? Il risultato di un tale impasto sono piatti da raccontare e storie da mangiare. Si potranno, infatti, assaporare dei racconti popolari combinati con piatti che riguardano proprio quei racconti. Durante la cena, per esempio, si gusteranno orecchiette con braciole e cacio ricotta mentre un giullare riporterà i commensali nel Medio Evo, un'atmosfera già suggerita dalla caratteristica ambientazione medievale del ristorante Alla Corte di Hyria, dove si svolgerà l'evento, che tra l'altro è adiacente al già suggestivo quartiere ebraico del centro storico di Oria. Per saperne ancora di più su questi racconti, la loro natura e che tipo di percorso ho fatto per raccontarli può leggersi l'articolo su Lo Strillone.

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English: The Common Frog (Rana temporaria) can...
Rana temporaria (Photo credit: Wikipedia).

Oggi vi regalo una storiella che viene dall'Australia e che cito dalla voce Diluvio universale su Wikipedia. Essa ben ci illustra l'importanza del ridere.

Secondo alcuni aborigeni australiani, durante l'era dei sogni una gigantesca rana bevve tutta l'acqua del mondo dando inizio a una grande siccità. L'unica maniera per far terminare la siccità era quella di farla ridere. Dopo che ci avevano provato tutti gli animali australiani, ci riuscì un'anguilla. La rana si svegliò, cominciò a tremare, la sua faccia si rilassò, e alla fine scoppiò in una risata che risuonò come un tuono. L'acqua eruppe dalla sua bocca in un enorme inondazione che riempì tutti i fiumi e ricoprì la terra. Solo le montagne più alte erano visibili, come isole in mezzo al mare.

Trattenere una risata, cari amici, è come trattenersi l'acqua del mondo, che non puoi tenere in un posto, deve fluire. Non credete?

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Ultima modifica il 9 aprile 2013 alle 15:09

Raphael, “Woman with a veil (La Donna Velata)”...
Raphael, “Woman with a veil (La Donna Velata)”, painted 1516. Margherita Luti (la Donna Velata) is the same model as his painting, "La Fornarina" (Photo credit: Wikipedia)

Ecco una donna che sa amare per davvero, che non ha paura di scegliere un uomo solo per amore. Stamattina mi sono imbattuto in un messaggio di stato su facebook che ha attirato la mia attenzione. Eccone qui una parte, quella che mi ha colpito di più:

Per la verità io mi sono innamorata di un nullatenente e disoccupato extracomunitario. Ho affrontato da sola un mutuo coi miei soli 800 euro al mese. Mi sono sposata senza parenti nè amici, perchè non erano d'accordo con la mia scelta. Ora viviamo come possiamo, con 1000 sacrifici, visto che il lavoro non si trova, e sta per arrivare il bebè. Va bene così, teniamo duro. Non ci possiamo permettere praticamente nulla. Mutuo, bollette, assicurazione. Poca spesa, quasi da fame.

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Ultima modifica il 19 settembre 2016 alle 14:17

alfredino vermicino
Alfredino Vermicino by Akab

Vi propongo quest'oggi un pensiero su Alfredino Rampi, il ragazzino che "intorno alle 19 di mercoledì 10 giugno 1981, cadde in un pozzo artesiano in via Sant'Ireneo, in località Selvotta, una piccola frazione di campagna vicino a Frascati" come recita la pagina su wikipedia a lui dedicata. Mi è capitato di partecipare ad un workshop sulla Kater i Rades e in quell'occasione mi sono messo a scrivere un testo che spero veda la luce presto. In esso c'è un passaggio proprio sul bambino di Vermicino che voglio condividere. Si comincia con l'affondamento della nave Concordia che mi dà motivo di pensare al pozzo in cui precipitò il ragazzino che oggi voglio ricordare. E la sua vicenda poi è spunto per parlare di altri pertugi, che riguardano l'Albania a cui per lo più il lavoro che ho scritto è dedicato. Eccovi qui di seguito il brano di cui parlo.

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Ultima modifica il 17 ottobre 2015 alle 14:20

barche a Brindisi
Barche sul porto di Brindisi. Sullo sfondo il Monumento al Marinaio d&39;Italia.

In una Brindisi con i faccioni della campagna elettorale per le amministrative sul piazzale della stazione, nelle plance aggiunte per l'occasione e nei comitati elettorali aperti sul corso, accanto ai negozi domani si ricorderanno le 81 vittime della Kater i Rades, motovedetta albanese naufragata al largo della città alle 18 e 57 del 28 marzo 1997.  Con il beltempo, previsto anche per domani 28 marzo 2012, i brindisini hanno voglia di passeggiate sul lungomare dove sono ormeggiati un paio di traghetti, un pattugliatore della guardia di finanza, un paio di navi militari, qualche veliero, qualche peschereccio e un po' di barche e motoscafi. Le auto in questi giorni hanno un po' di difficoltà a passarci per via degli scavi che hanno riportato alla luce un tratto di muratura risalente al tardo medioevo sul futuro del quale i brindisini s'interrogano.

Alla commemorazione, domani, per la prima volta da quindici anni a questa parte, è previsto un numero di persone doppio rispetto a quello degli altri anni, di solito attorno alla trentina di persone, persino l'anno scorso che è intervenuto padre Alex Zanotelli. E' il primo segno di una rinnovata e diversa percezione sui fatti della Kater, anche a seguito della realizzazione del monumento a Otranto che ha inglobato il relitto della vecchia motovedetta albanese dismessa. L'evento si svolgerà dapprima davanti alla capitaneria di porto con il lancio dei fiori alle 17:00 e poi alle 18:30, presso la casa del turista (nei pressi dall'Hotel Internazionale), con il racconto Kater i Rades, via crucis per un venerdì santo, primo movimento con la drammaturgia di Francesco Niccolini e la regia di Fabrizio Pugliese e con attori Laura Giannoccaro, Cristina Belgioioso, Luana Pirelli, Fabrizio Pugliese, Emanuele De Matteis, Giuseppe Vitale.  Già quasi esaurite le prenotazioni per la prima replica, resta qualche posto per la seconda replica alle 20 e 30. Chi vuole può contattare il 331 3477311 per prenotarsi.

Cresce l'interesse attorno a questa vicenda nella storia delle relazioni tra Albania e Italia in questi giorni anche per la pubblicazione del libro Il Naufragio di Alessandro Leogrande, autore tra l'altro di diversi interventi radiofonici sull'argomento. Qualche contatto c'è anche con alcuni artisti albanesi, già coinvolti in eventi realizzatisi ad Otranto nei mesi scorsi, che proprio oggi hanno contattato la cooperativa Thalassia che sta organizzando l'evento di domani che vede, come partner, l'Osservatorio sui Balcani di Brindisi. La voglia di conoscere questa storia ha contagiato anche le scuole superiori di San Vito dei Normanni che dopodomani, 29 marzo, assisteranno ad una replica del racconto in un matinée alle ore 11 presso il cine-teatro Melacca. Ci sono almeno 10 buone ragioni per non mancare a questo evento.

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Ultima modifica il 20 luglio 2013 alle 15:32

Parenti delle vittime del naufragio
Parenti delle vittime del naufragio della Kater i Rades. Foto di Antonio Palma.

Se dico Kater i Rades cosa pensate? Magari ricordate di una motovedetta albanese andata a fondo trentacinque miglia dal porto di Brindisi quindici anni fa... Magari ricordate il secondo esodo degli albanesi, dopo quello del '91, in quel periodo e altri particolari come quelli che ricordavano alcune persone con cui stavo chiacchierando alcuni giorni fa. Chi non ricorda o non sa può consultare alcune pagine su questo episodio importante dell'emigrazione albanese in Italia. Ora, dopo il libro di Alessandro Leogrande che racconta il naufragio della motovedetta albanese e dopo il monumento ad Otranto che vi è stato dedicato è giunto il momento per Kater I Rades via crucis per un venerdì santo, primo movimento di Francesco Niccolini con la regia di Fabrizio Pugliese. Tutti i dettagli nell'evento facebook e nel comunicato su brundisium.net.  Ecco dieci ottimi motivi per non mancare a questo appuntamento.

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Ritaglio della locandina sull'evento della Kater i Rades del 28 marzo 2012
Ritaglio della locandina sull'evento della Kater i Rades del 28 marzo 2012.

Chi si ricorda del naufragio della Kater i Rades, perché è importante parlarne e che cosa si sta facendo per far conoscere la vicenda ad essa legata.

Ieri mattina, 19 marzo 2012, mi è capitato di parlare con un gruppo di amici e conoscenti sulla stazione ferroviaria di Brindisi del naufragio della Kater i Rades, la motovedetta albanese speronata al largo di Brindisi il 28 marzo del 1997 dalla corvetta Sibilla della Marina Militare italiana. Queste persone, pendolari che lavorano a Brindisi ricordano molti particolari dell'evento, tra cui il fatto che circa 120 albanesi, profughi, stavano tentando di raggiungere Brindisi per scappare da una situazione di guerra. Ricordano anche che morirono soprattutto donne e bambini, visto che si trovavano nella stiva al momento dell'affondamento. Questo mi ha rinfrancato e mi ha fatto capire che al lavoro a cui sto collaborando da gennaio, il workshop di drammaturgia e narrazione,  ha una ragion d'essere anche nella memoria che i brindisini e i pugliesi tutti hanno nella storia dell'immigrazione albanese in Italia. Perciò ho ragione di ritenere che l'evento che stiamo preparando insieme agli amici del laboratorio per il prossimo 28 marzo abbia un suo posto non solo nella commemorazione di quella tragedia ma anche nel racconto di un futuro migliore per i due paesi che si affacciano sul canale d'Otranto.

...continua a leggere "Il primo movimento della Kater tra i due mari"

Located in Kyoto, Japan, Daigo-ji is the head ...
Image via Wikipedia

Ho diradato di molto le mie pubblicazioni negli ultimi mesi. Pubblico sempre meno in questo e negli altri miei blog e sulle timeline di facebook e twitter. Tanto per cominciare penso che i miei contatti nei social network mi ringrazieranno, come altrettanto faranno i lettori più o meno occasionali di questo blog.  Di meno è meglio, si sa, di fronte alla vastità dell'internet, all'overload informativo con il quale spesso, almeno io, faccio i conti ogni giorno. Non voglio abbandonare la rete e smettere di pubblicare, sia chiaro. Ma d'ora in poi sarò più essenziale, più sintetico e pubblicherò con meno frequenza. La ragione di tutto questo la spiega bene questa storia zen.

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