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Ultima modifica il 24 febbraio 2017 alle 10:28

An 1890s advertisement showing model Hilda Cla...
An 1890s advertisement showing model Hilda Clark in formal 19th century attire. The ad is titled Drink Coca-Cola 5¢. (US) (Photo credit: Wikipedia)

Offrire alle persone un momento in cui si sentono unite e felici può dare a noi e alla nostra impresa grande successo. Tutto quel che dobbiamo fare è regalare loro la possibilità di condividere pace e armonia tra di loro. Saranno così ben contente di essere protagoniste delle storie che vorranno vivere di loro spontanea volontà. È quel che hanno pensato alla coca cola con la campagna Small World Machines che dona, appunto, felicità senza confini. L'idea prevedeva l'installazione di due macchinette che distribuiscono le lattine della loro famosa bevanda. Una in india e una in pakistan. Due posti scelti non a caso. Tra i due paesi, infatti, c'è un lungo e a volte sanguinoso conflitto che dura dal 1947, anno di indipendenza del Pakistan. Le due macchinette sono state collegate tra di loro attraverso delle telecamere in modo che chiunque si avvicinava ad una di esse poteva vedere chi stava dall'altra parte. Inoltre ciascuna di esse era dotata di uno schermo touch screen che invitava le persone a condividere semplici compiti come toccare con il palmo della mano lo schermo stesso, disegnare dei simboli di pace, amore, armonia, danzare ecc. Questo, è ovvio, in contemporanea per i singoli o i gruppi che interagivano dall'una e dall'altra parte. Vi parlo di questa iniziativa perché è un grande esempio di drammatizzazione di idee, un argomento che sto trattando in questo blog a più riprese. Che ad Atlanta, sede della Coca Cola, siano dei guru del branding e dello storytelling lo sappiamo da tempo, sin da quando si sono inventati Babbo Natale, prendendolo a prestito la figura da San Nicola di Mira. In questo caso c'è la drammatizzazione della felicità attraverso delle persone che passano davanti alla macchinetta che distribuisce bevande per caso, che non sono attori, ma che ci raccontano degli istanti di gioia condivisa.

Offriamo almeno un po' di questa gioia e le persone ci ameranno e non ci dimenticheranno. Sia nella vita privata sia negli affari. Pensiamo, infatti, a quelle volte che un genitore porta il figlio al parco divertimenti o a tutte quelle volte in cui lo lascia giocare con altri bambini.  Oppure pensiamo a un insegnante che riesce a far imparare informazioni e conoscenze attraverso attività ludiche.  Oppure ancora a tutte le occasioni in cui si può socializzare attraverso giochi di vario tipo. Se abbiamo un locale, ad esempio, è buona regola prevedere diverse serate alla settimana dedicata ai giochi interattivi con gli avventori. Spesso questi sono più importanti di tutto il resto perché, in fondo, la gente ha un grande bisogno di divertirsi insieme agli altri, di fare conoscenze, ecc. Anche i giochi di ruolo, ad esempio, possono aiutare molto in questo. Le stesse attività di pubblicità e marketing possono avvenire attraverso il gioco e la drammatizzazione. Ne parlerò nel prossimo post.

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Se devi fare una sorpresa rendila drammatica. Perché? Perché attirerà molto di più l'attenzione, semplice. Come accade in questo video.

Tutto quello che i destinatari devono fare, in questo caso, è schiacciare un bottone. Dopodiché può succedere di tutto. Una tv belga ha pensato di pubblicizzare così il suo canale ad alta definizione, così alta che ci puoi finire dentro, come nel sequel della pubblicità.

Disneyland 14
Disneyland 14 (Photo credit: William Shewbridge)

In questo altro caso le conseguenze sono ancora più drammatiche. Infatti nello striscione finale si parla di "dose quotidiana di dramma", quella dose che ci fa salire l'adrenalina perché siamo parte di un'avventura. Lo stesso meccanismo, a pensarci bene, dei parchi ricreativi e tematici o, se vogliamo, dei luna park. Che cosa chiedono le persone a Disneyland o a Gardaland? Vivere una storia, a grande contenuto drammatico, in totale sicurezza e relax. Lo stesso accade con le crociere e con i centri commerciali. Si tratta di una grande domanda di spettacolo.

...continua a leggere "La quotidiana dose di dramma per divertirci"

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Ultima modifica il 8 settembre 2017 alle 17:33

Pulp Fiction Tarot: I The Magician
Pulp Fiction Tarot: I The Magician (Photo credit: Billy Ray Jr.)

"Sono il signor Wolf, risolvo problemi". Si presenta così Wiston Wolf, il personaggio di Pulp Fiction che Marsellus Wallace invia per far fronte a un casino che due suoi scagnozzi hanno combinato: hanno sparato alla testa di un ostaggio mentre erano in auto e quindi si ritrovano per strada con sangue e pezzi di cervello sui vetri e sui sedili rischiando, così, di essere notati e arrestati. Si può vedere nella clip sopra come affronta la faccenda e rimette a posto tutto. Dura dieci minuti e ne vale proprio la pena. Anche perché, offre molti stimoli per un buon problem solving che possiamo fare nostri e utilizzare in tanti contesti. Io ne ho notati alcuni ma sono sicuro che voi ne tirerete fuori degli altri che vi sarei grato se scriveste nei commenti. Si tratta di finzione, è chiaro, ma questo film in questo punto è esemplificativo e ci illustra molti suggerimenti. Ecco quelli che ho visto io:

...continua a leggere "Risolvere problemi come il signor Wolf di Pulp Fiction"

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Ultima modifica il 17 ottobre 2015 alle 14:06

Il bidello Carrisi
Il bidello Carrisi nella miniserie "Tutta la musica del cuore".

Ai fan della miniserie Tutta la musica del cuore, andata in onda su Rai Uno durante lo scorso inverno l'immagne qui accanto dovrebbe essere familiare. Si tratta del personaggio del bidello Mario Carrisi che è tra i cattivi del conservatorio di Montorso dove si vivono la maggior parte delle vicende. Voglio mostrarvi il "benvenuto" che dà ad Angela (Francesca Cavallin) al suo arrivo.  Mi sono divertito molto a fare il corrotto, l'infame in questa produzione, esperienza poi ripetuta per altri versi nel film Il sole dentro di Paolo Bianchini dove sono una sorta di scafista del calcio. Devo però dire di non prediligere ruoli da cattivo o da buono: mi piacciono entrambi.  Buona visione. Questo e altri video che mi riguardano sono disponibili nella Videogallery. Come vi è parso questo personaggio? Sono, secondo voi, riuscito a fare un buon lavoro?

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Gli scafisti del calcio
Gli scafisti del calcio. Giuseppe Vitale è il primo a destra.

Lo "scafista del calcio". Questo è il ruolo che interpreto nel film Il sole dentro, di recente trasmesso al cinema. Oggi ne hanno parlato a TG2 Dribbling in un ampio servizio che vi ripropongo qui sotto. Buona visione.

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Ultima modifica il 27 agosto 2018 alle 13:39

screenshot archivio 1 2 Many Cam Show
screenshot archivio 1 2 Many Cam Show

E' disponibile il video dell'ultima puntata dell'edizione estiva di 1 2 Many Cam Show, lo show interattivo e d'improvvisazioni teatrali che ho tenuto in diretta web cam su Tirradeo. Il video è purtroppo un po' piccolo e per restrizioni di wordpress, con cui il mio sito web è realizzato. Vi consiglio quindi di allargarne la visione a tutto schermo. Accontento, tuttavia, coloro che mi hanno chiesto di poter vedere un video di archivio almeno per farsi un'idea. Mi scuso anche per l'audio che non è dei migliori ma la regia quella sera era a Budapest, i server negli USA ed io ed altri ospiti ci siamo collegati da varie parti del mondo. Scuserete quindi le difficoltà tecniche iniziali che una nuova realtà del broadcasting online come Tirradeo deve affrontare ma che sta testando e cercando di migliorare.  1 2 Many Cam Show dopo la sperimentazione di inizio estate tornerà in autunno migliorato nella formula e con, ogni tanto,  altri ospiti improvvisatori oltre me. Intanto vi ricordo che ogni sabato alle ore 18 sta andando on air un altro format che stavolta conduco io (finora sono stato ospite): M'irradeo d'immenso, il sabato del villaggio della poesia breve. Buona visione.

Ultima modifica il 17 marzo 2016 alle 12:09

Nave Vlora a Bari.
Nave Vlora a Bari.Credit: bari.repubblica.it.

Ho avuto la possibilità di occuparmi per un paio di mesi dell'affondamento della Kater i Rades nel marzo del 1997. In questa occasione ho potuto guardare più da vicino ad una precedente tragedia che coinvolse altri profughi albanesi: quelli sbarcati con la nave Vlora l'8 agosto del 1991, 21 anni fa, a Bari. Le immagini dei 20 mila albanesi dapprima stipati sulla nave e poi rinchiusi dentro lo stadio della Vittoria fecero il giro del mondo. Poi hanno conosciuto l'oblìo. Ora quello sbarco è diventato un documentario di Daniele Vicari dal titolo La nave dolce ed è approdato alla biennale di Venezia. Vi propongo perciò il trailer di questo documentario in attesa di vederlo per intero. Mi sembra il miglior modo, oggi, per non lasciar sbiadire le immagini di un esodo iniziato l'8 marzo, in un modo pacifico e accogliente da parte degli italiani, e finito con la vergogna dell'8 agosto.

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Image via Wikipedia

Il 2012, cari amici, sarà l'anno dei maghi. Non i maghi che truffano un sacco di soldi con carte, filtri, pranoterapia e roba simile, no. Parlo di un'altra magia, la magia di chi si mette alla ricerca come i cavalieri della tavola rotonda di Re Artù o come la magia dei riti di iniziazione a cui gli adolescenti sono sottoposti, anche oggi, nonostante crediamo di essere più progrediti culturalmente dei nostri progenitori. L'anno che verrà porterà dunque una trasformazione, come canta la canzone L'anno che verrà di Lucio Dalla. Ma questa trasformazione dipende dalle nostre mani, ne siamo noi gli artefici come l'homo faber suae quisque fortunae. Un po' torneremo al Rinascimento dunque nel 2012 perché potremmo riscoprire quel sottile senso magico delle cose, quel rapporto con la natura che diventa la fonte primaria dell'imitazione necessaria nelle arti e non solo. Protagonisti dunque nell'anno che sta per nascere saranno tutti coloro che lavorano con le metafore e con tutti gli strumenti con cui il senso viene dilatato, ampliato, magnificato. Nasceranno così nuove visioni del mondo che ci permetteranno di rielaborare anche la questione della distribuzione delle risorse che la speculazione internazionale, all'origine della crisi economica di Grecia e Italia, sta concentrando sempre più nelle mani di pochi.  Artisti, attori, registi, poeti, scrittori, prestigiatori ci regaleranno  un nuovo mondo. Buon 2012 a tutti.

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Ultima modifica il 8 settembre 2017 alle 16:33

scrutta antibadogliana
Scritta fascista della Repubblica Sociale Italiana (del 1943/1945) riapparsa a Verbania-Pallanza, nella piazza del Municipio, allo sbiadire di una mano di calce data per cancellarla. Dice "Abbasso Badoglio, abbasso i traditori del PNF" (= Partito Nazionale fascista). Foto di Giovanni Dall&39;Orto, 1-4-2007.

L'armistizio di Cassibile, del 3 settembre 1943, è stato un "groviglio, o garbuglio o gnommero, che alla romana vuol dire gomitolo" (C.E. Gadda). Esso fu annunciato dal generale Badoglio l'8 settembre del 1943 con questo proclama:

Gli sbandamenti nelle forze armate italiane e nella popolazione furono tanti perché per lo più fu interpretato come la fine della guerra. Quindi tanti soldati furono catturati dai tedeschi, molti altri se ne andarono a casa, ci furono ammutinamenti in molti equipaggi navali. Questi ultimi erano dettati dal fatto che alle navi fu dato l'ordine di raggiungere Malta ma parte degli equipaggi voleva restare fedele ai tedeschi. Insomma, un vero pasticciaccio. Ma bello però. Perché significò la fine del governo Mussolini e soprattutto diede inizio alla Resistenza. Pietro Badoglio e Vittorio Emanuele III non brillarono per sagacia e strategie, perché lasciarono tutto in balìa della sorte e perché davvero l'armistizio era una resa ma in un modo o nell'altro ci liberammo da fascismo e nazismo e gettando le basi di uno stato democratico, poi sancito dalla nostra bella Costituzione.

Oggi, 8 settembre 2011, ricorre il 68° anniversario da quel proclama. Esso diede vita alla guerra civile che durò fino alla fine della guerra e secondo alcuni in modo strisciante, a bassa intensità, anche dopo, fino agli anni di piombo e persino dopo: mi riferisco a Giovanni Pellegrino soprattutto, ex presidente della Commissione Stragi. Non c'è dubbio che ci siano divisioni abbastanza nette nella memoria di quell'evento. Basta leggersi quel che La Destra sostiene in proposito:

Con il miraggio della pace fu tradito il popolo, fu tradito il sacrificio di caduti e combattenti, furono tradite le truppe fuori e dentro i nostri confini, furono traditi gli italiani dell’Istria e della Dalmazia abbandonati alla mercé delle bande partigiane, e in fine fu tradito l’alleato Tedesco che fino a quel momento aveva combattuto, in fedeltà di spirito e di armi, accanto ad uno “pseudo partner” rivelatosi certamente indegno di cotanta onestà.

"Fu tradito l'alleato Tedesco". E menomale dico io! Come si fa a distanza di 68 anni a non rendersi conto in quale abisso Hitler e la Germania di allora stavano trascinando il mondo? E' bene che ci ricordiamo di questa data, che evitiamo la rimozione bipartisan avvenuta negli anni. Allora ben vengano tutte le risorse e i documenti a disposizione e i siti web che ne parlano senza nostalgie totalitarie, intendiamoci.

Ultima modifica il 18 agosto 2011 alle 18:29

Giuseppe Vitale in Mistero Salentino.
Giuseppe Vitale in Mistero Salentino. Foto di Annamaria Papadia.

Ciucciu cacaturnisi, il ciucciu cacasoldi, è uno dei cunti più noti nella tradizione popolare salentina. Narra di un bambino molto piccolo che nella notte dei tempi aveva tante sorelle piccole anch'esse, la madre, ma che non aveva il padre. Quindi tanti erano gli stenti, tanta era la fame in questa famiglia. Il piccolo decise allora di andare per il mondo a cercar fortuna. Così facendo incontrò un vecchio al quale narrò la sua storia. Questo vecchio gli regalò un ciuccio cacasoldi, un asino, cioè, che a comando sapeva cagare tanti soldi d'oro e d'argento. Il bimbo non credette ai suoi occhi, ringraziò il vecchio, prese con sé l'asino pensando d aver finalmente fatto la fortuna sua e della sua famiglia. Ma stava arrivando la notte, era pericoloso per lui e il suo ciuccio, stare per strada, alla mercé dei briganti. Decise allora di farsi dare ospitalità in un convento. Il monaco chi li ospita però durante la notte sostituisce l'asino del ragazzino con un altro asino del convento che era uguale nell'aspetto ma che non aveva nessun potere di culo. Inizia così questo racconto popolare che prosegue con altre peripezie, ma che non manca di giungere al lieto fine.

Straordinario racconto perché i nonni di un tempo potessero tener buoni i loro nipoti, in realtà esso rivela una grande componente satirica anticlericale, come molti dei cunti e dei culacchi (racconti satirici più brevi del cunto) di tradizione popolare. Ma è anche metafora di tutte quelle piccole imprese memorabili che all'inizio stentano perché qualche disonesto approfitta dell'ingenuità e della bonarietà altrui, carpendo la fiducia dei malcapitati.

Per questi ed altri motivi ho deciso di inserire questo cunto all'interno dello spettacolo Mistero Salentino, storie di santi, di matti e di gatti. Ve lo propongo oggi in attesa di vedervi ospiti magari, miei cari frequentatori del blog, sabato 13 Agosto nella piazzetta dell'Arciprete (ironia della sorte) di San Vito dei Normanni (Brindisi) per la terza edizione di Rezzica, la festa della rezza (una stuoia che fa da tenda esterna alla casa) e della pizzica.

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Ultima modifica il 19 marzo 2014 alle 11:37

Mille anni al mondo, mille ancora
Mille anni al mondo, mille ancora (Photo credit: ho visto nina volare)

La maga oritano-milanese della musica oggi mi ha mandato questa canzone di De André. Mai canzone può essere più emozionante oggi per me sia perché sono molto legato a quel Giuseppe evangelico, sempre che sia esistito, sia perché di ritorni ne sto vivendo tanti in questo periodo come i miei ritorni a Bologna, Roma e Milano di questi giorni e altri ritorni ancora di cui magari parlerò presto nel blog nei prossimi giorni. Parto per qualche giorno a presto. Eccovi il video e il testo della canzone  con la voce del grande De André.

Stelle, già dal tramonto,
si contendono il cielo a frotte,
luci meticolose
nell'insegnarti la notte.

Un asino dai passi uguali,
compagno del tuo ritorno,
scandisce la distanza
lungo il morire del giorno.

Ai tuoi occhi, il deserto,
una distesa di segatura,
minuscoli frammenti
della fatica della natura.

Gli uomini della sabbia
hanno profili da assassini,
rinchiusi nei silenzi
d'una prigione senza confini.

Odore di Gerusalemme,
la tua mano accarezza il disegno
d'una bambola magra,
intagliata del legno.

"La vestirai, Maria,
ritornerai a quei giochi
lasciati quando i tuoi anni
erano così pochi."

E lei volò fra le tue braccia
come una rondine,
e le sue dita come lacrime,
dal tuo ciglio alla gola,
suggerivano al viso,
una volta ignorato,
la tenerezza d'un sorriso,
un affetto quasi implorato.

E lo stupore nei tuoi occhi
salì dalle tue mani
che vuote intorno alle sue spalle,
si colmarono ai fianchi
della forma precisa
d'una vita recente,
di quel segreto che si svela
quando lievita il ventre.

E a te, che cercavi il motivo
d'un inganno inespresso dal volto,
lei propose l'inquieto ricordo
fra i resti d'un sogno raccolto.

 

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