Vai al contenuto

Ultima modifica il 8 settembre 2017 alle 16:33

scrutta antibadogliana
Scritta fascista della Repubblica Sociale Italiana (del 1943/1945) riapparsa a Verbania-Pallanza, nella piazza del Municipio, allo sbiadire di una mano di calce data per cancellarla. Dice "Abbasso Badoglio, abbasso i traditori del PNF" (= Partito Nazionale fascista). Foto di Giovanni Dall&39;Orto, 1-4-2007.

L'armistizio di Cassibile, del 3 settembre 1943, è stato un "groviglio, o garbuglio o gnommero, che alla romana vuol dire gomitolo" (C.E. Gadda). Esso fu annunciato dal generale Badoglio l'8 settembre del 1943 con questo proclama:

Gli sbandamenti nelle forze armate italiane e nella popolazione furono tanti perché per lo più fu interpretato come la fine della guerra. Quindi tanti soldati furono catturati dai tedeschi, molti altri se ne andarono a casa, ci furono ammutinamenti in molti equipaggi navali. Questi ultimi erano dettati dal fatto che alle navi fu dato l'ordine di raggiungere Malta ma parte degli equipaggi voleva restare fedele ai tedeschi. Insomma, un vero pasticciaccio. Ma bello però. Perché significò la fine del governo Mussolini e soprattutto diede inizio alla Resistenza. Pietro Badoglio e Vittorio Emanuele III non brillarono per sagacia e strategie, perché lasciarono tutto in balìa della sorte e perché davvero l'armistizio era una resa ma in un modo o nell'altro ci liberammo da fascismo e nazismo e gettando le basi di uno stato democratico, poi sancito dalla nostra bella Costituzione.

Oggi, 8 settembre 2011, ricorre il 68° anniversario da quel proclama. Esso diede vita alla guerra civile che durò fino alla fine della guerra e secondo alcuni in modo strisciante, a bassa intensità, anche dopo, fino agli anni di piombo e persino dopo: mi riferisco a Giovanni Pellegrino soprattutto, ex presidente della Commissione Stragi. Non c'è dubbio che ci siano divisioni abbastanza nette nella memoria di quell'evento. Basta leggersi quel che La Destra sostiene in proposito:

Con il miraggio della pace fu tradito il popolo, fu tradito il sacrificio di caduti e combattenti, furono tradite le truppe fuori e dentro i nostri confini, furono traditi gli italiani dell’Istria e della Dalmazia abbandonati alla mercé delle bande partigiane, e in fine fu tradito l’alleato Tedesco che fino a quel momento aveva combattuto, in fedeltà di spirito e di armi, accanto ad uno “pseudo partner” rivelatosi certamente indegno di cotanta onestà.

"Fu tradito l'alleato Tedesco". E menomale dico io! Come si fa a distanza di 68 anni a non rendersi conto in quale abisso Hitler e la Germania di allora stavano trascinando il mondo? E' bene che ci ricordiamo di questa data, che evitiamo la rimozione bipartisan avvenuta negli anni. Allora ben vengano tutte le risorse e i documenti a disposizione e i siti web che ne parlano senza nostalgie totalitarie, intendiamoci.

1

Ultima modifica il 6 maggio 2016 alle 14:47

piccolo grappolo d'uva
Settembre è arrivato. Foto di Luca Candini.

Settembre è il periodo per cambiare i pascoli e prepararsi all'inverno. Ecco una breve panoramica delle tappe di questa migrazione che attende il nostro paese.

Di questi tempi fino a 25-26 anni fa ero alle prese con i compiti di scuola da finire. Ero abbastanza ligio all'inizio ma poi accumulavo un bel po' di esercizi di matematica, italiano ecc. da fare. Ma non era poi un grande stress: ero contento che l'estate stesse finendo e che iniziava la scuola, perché comunque tanti giorni di vacanza mi annoiavano. E appena si metteva piede in scuola iniziavano le grandi operazioni per i disegni sui cartelloni e più o meno il soggetto era quasi sempre lo stesso: uomini e donne alle prese con la vendemmia e foglie ingiallite che cadevano dagli alberi. Mai una volta che si potesse disegnare qualche altro soggetto popolare di questi tempi come ad esempio vacanzieri posticipati che arrivano in questi giorni o ritardatari; cacciatori che aspettano con fucile in mano e mimetica da settimane l'inizio della stagione venatoria, schiere di divoratori di fichi d'india tra cui mi ritrovo anche io, però solo dopo che me le hanno sbucciate.

Fa caldo questo settembre. Le temperature sono ancora alte e un po' oltre la media. Ma è un calore che non è solo climatico, è atmosferico, è metaforico. D'altronde ad ogni inizio d'autunno si parla sempre di autunno caldo, pieno di tensioni sociali, di rivendicazioni sindacali e politiche. Questo quando d'estate tutto è stato normale. Ma cosa dire questa volta dopo un agosto in cui c'è stata prima una forte speculazione finanziaria sull'Italia e il declassamento del rating degli USA? E dopo il balletto della manovra finanziaria italiana, che autunno avremo? La CGIL questa volta non aspetta che arrivi l'autunno: per il 6 settembre ha convocato lo sciopero generale. A ruota, dopo pochi giorni, c'è la manifestazione Piazza Pulita, organizzata dal popolo viola.

Siamo stufi di questi politici che fino a ieri negavano l’esistenza della crisi economica e che anzi affermavano che sarebbe stata  necessaria solo una piccola manovra fiscale, in quanto l’Italia era sana dal punto di vista economico, addirittura il Paese messo meglio in Europa.

Così scrivono gli organizzatori di questo evento che ha vede tra gli aderenti Dario Fo, Antonio Tabucchi, Margherita Hack a Paolo Flores D’Arcais. Insomma, sarà un mese di scioperi e manifestazioni.

Ma non solo, ci attendono degli appuntamenti notevoli con la storia. A partire con l'anniversario di quel che fu il pasticciaccio del proclama di Badoglio dell'8 settembre 1943. Un altro pasticciaccio lo rischiamo con l'11 settembre di qui quest'anno ricorre il decennale. Infatti hanno ripreso vigore in Italia le tesi complottistiche a partire dalla puntata del 26 agosto 2011 de La storia siamo noi in cui Giovanni Minoli ha sposato le tesi dietrologiche sull'11 settembre. A proposito di storia, poi, sono ben due gli appuntamenti che riguardano gli ebrei: la dodicesima giornata europea della cultura ebraica il 4 settembre e il 20 settembre a Roma gli ebrei festeggiano l'abbattimento dei cancelli del ghetto, avvenuto 141 anni fa.

Sono appuntamenti che ci spingono ad andare, che ci fanno camminare, emigrare. Allora con D'Annunzio Sogni di terre lontane in Alcyone diciamo:

Settembre, andiamo. È tempo di migrare.
Ora in terra d'Abruzzi i miei pastori
lascian gli stazzi e vanno verso il mare:
scendono all'Adriatico selvaggio
che verde è come i pascoli dei monti.

Tornano dai monti, dove hanno passato l'estate, i pastori. È la transumanza. Anche noi italiani siamo chiamati alla migrazione da una cultura che nell'ultimo ventennio ha tenuto il paese in una situazione di declino e di subordinazione verso pascoli più verdi, più ariosi.

E tu come lo vedi questo mese? Che previsioni hai? Che appuntamenti non perderai? Attendo i tuoi commenti.