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Da un po' di tempo a questa parte in questo blog sto ragionando intorno all'argomento dello sviluppo delle proprie relazioni interpersonali soprattutto professionali in special modo dopo un periodo di stallo. Nel post precedente, ad esempio, ho parlato della necessità di scrivere lettere di ammirazione pubbliche. Prima ancora dell'opportunità di scrivere recensioni. Uno step che vi può dare molti interessanti contatti se in un certo momento ne siete sprovvisti può essere offrire gratuitamente un proprio prodotto o servizio. Se non vi costa troppo potrebbe essere l'idea giusta per attrarre nuovi clienti, nuove persone, nuovi collaboratori, nuovi amici. Lo fanno quasi tutti gli artigiani, ad esempio, quando offrono campioni delle loro creazioni. Ci sarà qualcosa che possiamo realizzare e che può far sviluppare le vostre capacità relazionali. A seconda del prodotto o servizio offerti dovremmo poter avere a che fare con persone diverse. Meglio ancora se il prodotto o servizio è così personalizzato da raggiungere il singolo. Addirittura possiamo immaginarci in una situazione in cui  una delle persone che conosciamo ha bisogno di un particolare oggetto che magari non si può permettere. Se ci è possibile realizziamolo e regaliamoglielo. Questa persona sarà per noi il miglior testimonial che potremmo avere. L'ideale, dunque, è il pezzo unico o il servizio su misura o magari il mix delle due cose. "La persona al centro" non dovrebbe essere solo uno slogan. Se è così siamo fuori strada. E più piccoli si è più si ha la possibilità di riuscirci. Perché davvero possiamo partire dall'ascolto di uno specifico bisogno e attrezzarci per esaudirlo. Là fuori è pieno di gente che ci ringrazierebbe a vita se lo facessimo.

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Ultima modifica il 7 marzo 2017 alle 12:18

Ascanio Celestini
Ascanio Celestini (Photo credit: Zona Rebelde!)

Agosto 2003. Invito Daniela, che mi piace molto e che ho conosciuto a un corso di teatro ai Koreja a Lecce, a quello che secondo me è il miglior evento di quell'estate, qualcosa che non si poteva perdere: lo spettacolo Radio Clandestina di Ascanio Celestini al Melpignano Rock Festival. Prima, nel pomeriggio, c'è un incontro con dei musicisti e alcuni giornalisti in un frantoio sotterraneo, in paese. Con Daniela ci sediamo e ascoltiamo. Uno dei musicisti a un certo punto dice come Ascanio spesso si incanti in un loop, una ripetizione o, meglio, una serie di ripetizioni come succede nella musica a volte.  Quella parola, loop, viene fuori, salta, dalle mie poche conoscenze di informatica nella testa e da allora non mi abbandona come non mi lascia mai il pensiero di Celestini. La sua voce mi ipnotizza con le sue ripetizioni e le sue frequenze e, per fortuna mia, piace anche a Daniela: «è dolce e mi rilassa dice». Ho fatto bene ad invitarla e sarà contenta dello spettacolo, penso.  E poi lei ha lo stesso effetto su di me.

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Ultima modifica il 8 ottobre 2015 alle 15:03

Spectators in the grandstand at the Royal Adelaide Show
Spectators in the grandstand at the Royal Adelaide Show. By State Library of South Australia.

Che spettatori vorremmo a teatro alle repliche degli spettacoli oppure che tipo di spettatore vogliamo essere?

Questo è un paese di spettatori che in mezzo secolo di televisione hanno imparato che lo spettacolo è difeso da un vetro infrangibile. Prima hanno assaggiato quel vetro nel cinema, dove, però, pur evitando l’interazione con l’attore sul grande schermo.. non si poteva evitare di entrare in relazione con gli altri spettatori. Poi, attraverso la televisione, si sono velocemente trasformati in spettatori di tutto il resto del mondo.

...continua a leggere "La formazione di un pubblico attivo"

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La stella cometa
La stella cometa. Paolo Del Signore.

In questo 2011 tutti noi, o quasi, avremo un natale impossibile. Chi l'avrebbe mai detto: l'impossibile, ciò che nemmeno speravamo o sognavamo sta accadendo. E la buona notizia è che ciascuno di noi può avere la sua buona fetta di impossibilità.

"Sembrava impossibile ma ce l'abbiamo fatta" recita lo spot dell'amaro Montenegro. Quante volte accade, infatti, che l'impossibile si realizza? L'altra buona notizia è che è normale che sia così, che è la nostra vocazione, perché tutti noi siamo "cercatori di impossibile" secondo una formula di cui parla Jacopo Fo in un suo recente post. In esso ci parla del fatto che la stessa vita, in fondo, è un evento che era improbabile, se non impossibile, ai suoi albori eppure eccoci qui, il pianeta è rigoglioso di vita nonostante che la stiamo mettendo a repentaglio. La storia stessa dell'evoluzione procede per balzi impossibili scrive Jacopo ed una volta esaurite tutte le possibilità a disposizione ecco che l'impossibilità sorge come l'alba a rischiarare l'orizzonte degli eventi. Perciò non ci resta che rispondere a questa grande chiamata alla nostra Mission Impossible.

I cristiani, in particolare, hanno un rapporto molto stretto, intimo, carnale con l'impossibilità dal momento che sanno che "Nulla è impossibile a Dio" come afferma Maria dopo l'annuncio di Gabriele. Il Natale è appunto ciò che nelle altre religioni viene dichiarato impossibile, come nell'Islam, o non contemplato: Dio diventa uomo, si fa carne. D'altronde la Bibbia è un costante percorso all'interno dell'impossibilità. Si pensi, ad esempio, all'esodo degli Ebrei dalla schiavitù d'Egitto e al loro peregrinare nel deserto alla ricerca della terra promessa.

Con questo mio post voglio augurare ai miei lettori, agli amici, ai fan, a chiunque capiti anche per caso qui un Natale impossibile: quel Natale che non immaginavamo di poter avere. "Un altro mondo è possibile" ci siamo sentiti dire per anni da quei movimenti della società civile che salirono alla ribalta della storia durante il G8 di Genova. Quei movimenti ci volevano dire che è impossibile andare avanti con un'idea di sviluppo basata su ingiustizia e sfruttamento. Portarono all'apice delle alternative che stanno diventando patrimonio comune come il commercio equo e solidale, il turismo responsabile, il consumo critico. E sono tornati a farsi sentire durante lo splendido momento di democrazia e cittadinanza attiva che è stato il referendum sull'acqua.

L'impossibilità che auguro attraverso un Natale impossibile è quella stessa impossibilità poi rivelatasi possibile nella storia. Pensiamo all'impossibilità di attraversare le colonne d'ercole che fa condannare Ulisse nell'Inferno di Dante poi affrontata da Colombo qualche secolo dopo. Pensiamo alla impossibilità che la terra non fosse al centro del sistema solare, idea per fortuna confutata dalla rivoluzione copernicana. Pensiamo alla impossibilità di avere democrazia nei sistemi di governo non occidentali messa in crisi dalla recentissima primavera araba. Pensiamo ad idee ritenute impossibili come quella che faceva dire nel 1895 a Lord Kelvin che era impossibile che macchine più pesanti dell'aria volassero. Oppure pensiamo alla casa discografica che nel 1962 disse ai Beatles che la loro musica non sarebbe mai piaciuta alla gente. Vi consiglio di leggerla la lista di idee ritenute impossibili.

"E' impossibile che prendano uno di due in un film con un cast stellare con Michele Placido, Sergio Rubini, Fabrizio Bentivoglio, Mariangela Melato, Giovanna Mezzogiorno" mi disse nel 2003 un amico. Uno di noi due in realtà fu preso ne L'amore ritorna e quello fui io.  Avevo imparato una lezione di dieci anni prima quando pensavo che era impossibile campare d'arte e per questo lasciai Roma e una iniziale amicizia con Ascanio Celestini che mi aveva invitato ad andare a provare alcune cose che stava iniziando a fare. "Sarà impossibile per me tornare in Italia e vivere una relazione con te" mi disse Nesrine, la mia fidanzata musulmana e algerina, spaventata dall'11 settembre 2001 e dai rigurgiti di terrorismo nel suo paese e dalle difficoltà di avere il visto. Eppure riuscimmo ad avere una relazione durata tre anni. E' impossibile che io reciti in teatro, ho pensato ad un certo punto della mia vita, eppure nel 2011 questo è diventato possibile grazie al maestro Enzo Toma. Se penso alla mia vita la vedo come una continua preparazione all'impossibile. Perché anche la tua non dovrebbe essere simile, migliore della mia?

Cari amici in questo Natale abbiamo addirittura la nostra stella dell'impossibilità. L'hanno scoperta ad agosto di quest'anno. Si chiama proprio "stella impossibile" e non è bella e impossibile, come nella canzone della Nannini, ma è bella e possibile. Eppure non dovrebbe esistere. Invece lei sfida le leggi fisiche dell'universo e si gode una longeva esistenza: ha infatti qualcosa come 13 miliardi di anni. E' lei che rischiara il cammino di noi, novelli pastori, magi, vagabondi, artigiani del grande presepe dell'impossibilità che è il mondo. Buon Impossibile Natale.

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