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Umberto Santucci
Umberto Santucci e i sei cappelli per pensare.

Qualche volta incontri delle persone che ti cambiano in meglio la vita. Ti insegnano tanto, ti aprono un mondo proprio. Poche volte, poi, queste persone, anche se sono molto impegnate, sono disposte ad ascoltarti e ad accoglierti. È raro che lo facciano più di una volta. Rarissimo, poi, che si riesca ad averci a che fare per tanto tempo. A me è successo con Umberto Santucci, un problem solver e formatore al quale devo moltissimo. Ve lo consiglio proprio come consulente e non solo. Ci sono infiniti motivi per avere a che fare con lui. In occasione del suo compleanno, che è oggi, ne approfitto per ringraziarlo in pubblico e per darvi almeno dieci motivi per conoscerlo:

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Ultima modifica il 29 maggio 2018 alle 11:36

Come risolvere problemi con semplici disegni

Il pensiero visuale

Pensare con gli occhi

Il pensiero visuale può semplificarci di molto la vita, renderla più leggera, interessante, giocosa. Vi è mai capitato di avere un'illuminazione e abbozzarla sul primo pezzo di carta che vi è capitato tra le mani? Ogni giorno, ovunque, siamo di continuo bombardati da immagini. Eppure non sappiamo niente in proposito. Io ho dedicato, in questo mio blog, una pagina a questo argomento: Pensare con gli occhi. Essa parla  del rapporto tra le immagini e la risoluzione dei problemi e tra questi e l'apprendimento. Con poche semplici immagini, infatti, è possibile venire a capo di difficoltà che sembrano piuttosto complicate. Non è una magia ma è la semplice potenza di ciò che nel mondo anglosassone è chiamato visual thinking, il pensiero visuale appunto. Per spiegarvi cos'è non ricorrerò a parole e definizioni ma vi invito, intanto, a guardare il video qui di seguito.

Grazie al pensiero visuale con poche, semplici immagini, si possono risolvere problemi complicati. Condividi il Tweet

I moderni analfabeti

C'è un paradosso di cui dobbiamo subito occuparci.  A scuola ci hanno sfinito con la grammatica e la produzione di testi scritti mentre non sappiamo leggere e decodificare molte immagini. Vedo spesso persone che di fronte ad una mappa mentale rimangono smarrite, non capendo di cosa si tratta. C'è persino qualcuno che non sa usare le carte geografiche pur in giovane età. Nella nostra educazione, almeno parlo della generazione mia e cioè dei quarantenni di oggi, c'è quel che Eleonora Fiorani chiama il pregiudizio logocentrico di cui parla nel suo libro Grammatica della comunicazione. L'autrice dice che i moderni analfabeti sono coloro che non sanno leggere le immagini. Allora vale la pena leggere il suo libro per imparare a farlo, soprattutto il terzo capitolo dedicato al linguaggio dell'immagine.

I moderni analfabeti sono coloro che non sanno leggere una mappa. Condividi il Tweet

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