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Ultima modifica il 20 settembre 2018 alle 16:46

Interno aereo

Che fortuna! Posso comprare sigarette elettroniche, gratta e vinci, giocattoli, gioielli, orsacchiotti, caramelle, lecca lecca, sushi, tramezzini, the, caffè, succhi di frutta, frutta a pezzi, pezzi di frutta, pezzi di aereo! Rivoglio l'abusivo che sale sul treno a Caserta alle 3 e 30 del mattino, vende solo panini, aranciate e birre e bestemmia se nessuno compra. Quello che desidero io non c'è. Che so, un giornale, un libricino, un taccuino come questo che ho tra le mani per sfogarmi,  per scriverci sopra, delle cartoline da spedire una volta atterrati che in viaggio non si fa mai a tempo a spedirle.

Il pilota parla sempre con un inglese rapidissimo, come l'aereo poco prima di decollare. Pare Dario Fo quando fa il suo grammelot in inglese: let away blum, sair car sbash frum frum frum rrrrroaaaaagh rrrrrrrrrrrrroaaggghh squam! Seduto in terza fila all'altezza delle ali fuori vedo solo pezzi di ala e di fronte a me questo tubo d'aereo.

Di fronte a me appare stagliata in rosso la scritta Exit.  Ecco, io ora aprirei l'uscita di sicurezza e uscirei con tanti saluti alla pressurizzazione che ci fa più male che bene. Ci rende degli automi, delle scatole da cui succhiare il succo e poi da gettare. Questo tubo che vedo di fronte a me è il tubo del nostro apparato digerente che viene attraversato dai traffici dall'alto verso il basso e qualche volta dal basso verso l'alto. Questa è una barca in mezzo alle nuvole, una galera in cielo, un titanic in alto cielo dove al posto dei remi noi poveri schiavi abbiamo il portafoglio. Ora l'ultimo annuncio commerciale di una lunga e interminabile serie. È la volta dei profumi dolce e babbana, acqua di giovanni, j'ardor, ugo il boss della magliana. E poi il fantastico gadget della compagnia, l'aeroplanino che se lo spremi fa popi popiiii, proprio come certe tette di vip in silicone con clacson incorporato. A meno che le tette non scoppino con la pressione in alta quota, come accadde ad una certa Carmen Dipietro con tanto di botto.

Per fortuna che stiamo atterrando. Qualche altro minuto dentro questo spot kafkiano volante e mi sarei trasformato in Chuck Norris e Steven Seagal insieme incazzati come quando a Bud Spencer rubano il camion nel film Nati con la camicia.  Chi guiderebbe l'aereo? Ma se non li guida più nessuno questi aerei! Fa tutto il pilota automatico in questa metropolitana sopraelevata. Signor capitano mi stia a sentire, ho pronte le mille sberle che in America voglio andar...