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Ultima modifica il 28 novembre 2016 alle 12:28

Un momento dello spettacolo.
Un momento dello spettacolo "Cunti in tavola",

Oggi vi racconto la storia dell'impresa di un attore e di un cuoco che abitano nello stesso paese.  Il primo un giorno d'inverno ha un'idea: raccontare i cunti dei nonni in un locale. Così va dal titolare di un piccolo ristorante nel suo paese e gli racconta la sua idea: fare uno spettacolo con cunti, filastrocche, giullarate tra una portata e l'altra. L'attore si chiama Giuseppe e il cuoco, titolare del ristorante, si chiama Dino. Giuseppe si è già esibito con il suo spettacolo, da solo, in diverse piazze. Ma come reagiranno le persone che mangiano? Si lasceranno coinvolgere? Si divertiranno? E come organizzare il servizio? I dubbi e le perplessità sono tante. Giuseppe e Dino s'industriano per accogliere al meglio gli ospiti-clienti e intrattenerli tra un piatto e l'altro, tra un sapore e l'altro, tra una degustazione e l'altra. Chiamano l'evento Cunti in tavola e si mettono a fare un po' di pubblicità. La prima serata va bene. Ne fanno una seconda ed è un successo. Tanto che tutti e due vengono invitati in un altro locale, più capiente, una masseria dove durante tutto l'anno si organizzano diversi eventi. Si tratta della Masseria Triticum, a Francavilla Fontana.

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Ultima modifica il 4 gennaio 2014 alle 6:51

telo-scenografia di Cunti in tavola
Telo-scenografia Cunti in tavola.

L'appuntamento di Cunti in tavola sabato sera ad Oria si avvicina. È ora di conoscere il menu di piatti e di storie della cena-spettacolo. Che cosa "ruscia" (bolle) nella pignata sul fuoco dunque?

Non appena voi ospiti arriverete, alle 21 puntuali come raccomandiamo, ci sarà il benvenuto che vi darò io, il "conta cunti" della serata, con una filastrocca propiziatoria. Saremo quindi pronti per Ciucciu Cacaturnisi (il ciuccio cacasoldi) che racconta di un ragazzino che va per il mondo a cercar fortuna finché un vecchio saggio non gli regala un ciuccio che potrebbe fare la fortuna sua e della famiglia sua. Saranno, quindi, subito serviti gli antipasti: fave e cicorie, parmigiana di melanzane, stufato di verze, polpettine di carne al sugo, stanato di "cucuzza" (zucchine), ricotta, pettole e polpette di patate.

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Locandina di Cunti in tavola.
Locandina di Cunti in tavola.

Sabato 6 aprile torna Cunti in tavola, un giullare al ristorante, la cena-spettacolo al locale Alla corte di Hyria, a Oria. Con lo chef Dino Di Levrano ci siamo accorti che l'iniziativa piace e diverte. Così ci siamo decisi a riproporla. Forti della prima esperienza per questa seconda serata riproporremo la nostra formula migliorata in alcuni accorgimenti, nella scaletta e anche con una novità. Intanto voglio ricordare che si potranno assaporare dei racconti popolari combinati con piatti che li riguardano. Per esempio si gusteranno orecchiette con braciole e cacio ricotta mentre io nei panni di un giullare vi porterò nel Medio Evo, un'atmosfera già suggerita dalla caratteristica ambientazione del ristorante dove si svolgerà l’evento, che tra l'altro è adiacente al già suggestivo quartiere ebraico del centro storico di Oria. In questa seconda occasione ci sarà anche maggiore interazione con il pubblico che parteciperà con propri suggerimenti ed idee ad uno dei racconti che sarà improvvisato, sul momento. Non mancheranno, poi, cunti come Ciucciu Cacaturnisi, culacchi (racconti brevi satirici) come Cummari Furmiculecchia e Cumpari Surgicchiu. Non mi resta che raccomandarvi il locale, ben recensito su Trip Advisor e fornirvi il numero telefonico al quale vi raccomando di prenotarvi che è il 329 6624507. L'appuntamento è per le ore 21 puntuali. A sabato 😉

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Ultima modifica il 7 marzo 2017 alle 12:20

Giuseppe Vitale in Mistero Salentino
Mistero Salentino a Taranto (Taranto Lider)

La Festa dei Popoli 2011, importante manifestazione di solidarietà organizzata da Huipalas, è la festa dei popoli, non di un popolo, ma di tanti popoli e quindi non di una sola identità ma di tante identità che non restano da sole, isolate, ma che comunicano tra di loro,  che si trasformano, che diventano identità altre.  A Mesagne, dove farò tappa mercoledì 15 giugno 2011, inizierò il mio spettacolo con una fiaba che viene dall'America Latina in cui tre cacciatori perdono appunto la loro identità, persino la loro umanità. Poi però ne trovano una nuova, recuperando quanto di primordiale avevano, grazie all'aiuto degli altri. Voglio cominciare da essa perché è una storia sulle identità che si recuperano e che si trasformano. In questo ci si porta dietro la propria cultura, quella cultura popolare che in alcune parti del mondo è ancora viva, come accade in buona parte per la cultura salentina e in parte messapica ancora presenti nel sud della Puglia. E' su di essa che si basa quel Mistero Salentino che prende in prestito dal ben più noto Mistero Buffo di Dario Fo e Franca Rame parte del titolo ma anche la formula dello spettacolo della coppia Fo-Rame: una serie di racconti orali, satirici, giullareschi che di volta in volta i due recitavano e recitano secondo una scaletta che poteva variare anche di molto da un'occasione all'altra.  E' quel che più o meno mi accade a secondo delle persone che incontro e del posto in cui vado.  Perché, alla fine, il teatro per me è celebrazione di un rito ogni volta diverso, nuovo, vivo.

Sono contento di aver aderito a questa bella iniziativa dell'associazione Huipalas così impegnata in progetti nel sud del mondo soprattutto a Korogocho, slum di Nairobi (Kenya), e che di recente ha acquisito la storica bottega del mondo di Mesagne che ben conosco e che non poco ha compiuto negli ultimi anni nel mondo del commercio equo e solidale. Spero che le storie che racconterò abbiano lo stesso profumo di bellezza dei prodotti di quella bottega.