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Franca
Franca (Photo credit: VivianaG)

Quando ero piccola, sette, otto anni, mi veniva in testa un pensiero che mi esaltava: morire.
Quando morirò?
Com’è quando si muore?
Come mi vestirò da morta?
Forse mamma mi metterà quel bel vestito che m’ha cucito lei di taffetà lilla pallido orlato da un bordino di pizzo d’oro.
“Sembri un angelo! Quanto è bella la mia bimba che compie gli anni!” mi diceva.
A volte mi stendevo sul lettone di mamma: vestito, calze, scarpe, velo bianco in testa, una corona del rosario tra le mani poste sul petto (tutta roba della Cresima), felice come una pasqua aspettavo che qualcuno mi venisse a cercare e si spaventasse…scoppiando in singhiozzi. “E’ mortaaa! Franchina è mortaaaaa?!” E tutti a corrermi intorno piangendo…arrivavano i vicini, il prete e tutti rosariavano in coro.

Così parla di uno dei suoi giochi infantili Franca Rame, scomparsa ieri a Milano, nel suo ultimo post nel suo blog su Il Fatto Quotidiano.  Ora Franchina è morta davvero. Lei che, attrice bambina, metteva in scena la sua stessa morte da piccola. Perché gli attori appartengono alla morte, da sempre, si può dire ricordando l'ultimo verso di A livella di Totò: "nuje simmo serie... appartenimmo 'a morte". Così che si fa fatica a credere che ieri non ce l'abbia fatta, che davvero abbia perso la vita.  Sembra di stare nel suo gioco che lei continua a descrivere così:

...continua a leggere "L’ultimo copione di Franchina"