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Ultima modifica il 17 marzo 2016 alle 12:07

Ponte Girevole (Taranto)
Ponte Girevole (Taranto) (Photo credit: Wikipedia)

Quando sai che sta per succedere qualcosa che non puoi evitare che cosa fai? Quando sai che la tua azienda sta per finire nella mani della magistratura e non sei un criminale che cosa fai? Te ne stai con le mani in mano? Scappi? Camuffi qualcosa per non farti incastrare? Oppure provi a immaginarti gli scenari che si possono aprire secondo diversi gradi di gravità, almeno tre diciamo: scenario peggiore, scenario intermedio, scenario migliore. Ed inizi a prepararti per limitare i danni. Non mi pare che la gestione Riva dell'ILVA si sia distinta per questo. Le carte dei magistrati parlano invece di filtri smontati dai camini, riverniciati e rimontati spacciandoli per nuovi. Basta leggere le conclusioni degli esperti. E tu stato o comunità locale, anche tu sai che sta per succedere qualcosa. Che cosa fai, aspetti che scoppi la bomba mediatica? Perché non muoversi prima e rimediare almeno a qualcosa? Perché non preparare anche in questo caso degli scenari ed iniziare a stanziare le risorse necessarie, per tempo? A Taranto non solo i problemi non sono mai stati definiti, ma neanche gli scenari possibili sono presi in considerazione.

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Ultima modifica il 14 giugno 2014 alle 15:14

English: Aerial photograph of the city of Tara...
English: Aerial photograph of the city of Taranto, in Puglia, Italy. Español: Vista aérea de la ciudad de Tarento, en Apulia, Italia. Italiano: Taranto (Puglia, Italia) dall'aereo. (Photo credit: Wikipedia)

Quando si definisce un problema? Prima ancora di affrontarlo, non appena se ne manifestano i primi segnali, non appena la nostra auto mentre la guidiamo, ad esempio, inizia a fare un piccolo insolito rumore da qualche parte che prima non notavamo. Anzi, ben prima che un qualche pezzo del motore o della carrozzeria inizi ad usurarsi, come si fa con i pezzi dei motori degli aeroplani, dopo gli studi dell'ingegnere dell'Aeronautica statunitense Edward Murphy. Cito la sua legge dal testo di Adriano Pennati, Risolvere problemi dentro e fuori le organizzazioni (Franco Angeli):

Tutto ciò che a bordo di un aereo, è nelle condizioni di guastarsi, a suo tempo lo farà e lo farà nel momento peggiore.

Perciò i pezzi degli aerei oggigiorno vengono, in genere, cambiati dopo un tot di ore, non si aspetta che il loro ciclo di vita termini. Questo previene le emergenze. Un'urgenza, infatti, non c'è solo quando si manifesta ma essa è latente, è già presente nei veicoli, nelle situazioni, nelle relazioni, nei prodotti, nelle attività, ecc. Perciò va sempre anticipata, già nel momento stesso in cui installo un programma sul computer ad esempio, o un dispositivo nuovo sull'automobile, sulla moto, ecc. A maggior ragione tutte le possibili conseguenze di grandi opere come quella dell'ex Italsider, ora ILVA, a Taranto vanno studiate con attenzione visto che riguardano la vita di centinaia di migliaia di persone all'interno e all'esterno di quella che è diventata la più grande acciaieria d'Europa.

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Ultima modifica il 7 marzo 2017 alle 12:19

Contro l'aria irrespirabile di Taranto - foto di Giuseppe Carucci
Contro l&39;aria irrespirabile di Taranto - foto di Giuseppe Carucci.

Qual'è il problema a Taranto? E' stato individuato in termini certi e falsificabili, come vuole una corretta procedura di problem solving? Quel che è sicuro è che è stata la magistratura a riscontrare scostamenti tra i dati di riferimento e quelli reali nelle emissioni inquinanti. E poi quella dell'ambiente non è la sola questione in gioco perché bisogna considerare anche la salute, il lavoro, l'economia. Ci sono diversi problemi. Ieri abbiamo provato a dare tre criteri per capire quale di questi affrontare per primo in termini di gravità, frequenza con cui il problema si presenta ed urgenza. Oggi in questo terzo post dedicato alla questione del sequestro dell'ILVA a Taranto voglio continuare ad analizzare la situazione partendo dagli attori che vi sono coinvolti, tenendo fuori i magistrati i quali devono solo applicare la legge:

  • il governo che ha stanziato 336 milioni di euro per il Piano di Risanamento Ambientale, anche se secondo il consiglio comunale serviranno ben altre risorse;
  • il presidente della Repubblica che utilizza anche in questo caso la sua moral suation facendo degli appelli;
  • i sindacati CGIL, CISL e UIL che prima avevano indetto uno sciopero per il 2 agosto ma che dopo i sigilli da parte della procura concordano con l'ingegner Buffo, responsabile Ambiente dell'ILVA, la linea da tenere;
  • il presidente della Regione Puglia Nichi Vendola che in un'intervista sostiene che l'impresa di Riva è arrogante e che gli ambientalisti hanno troppi pregiudizi;
  • il presidente dello stabilimento, Bruno Ferrante, che si dice sorpreso della tempistica con cui si stanno apponendo i sigilli;
  • i dirigenti dello stabilimento che oggi sono comparsi davanti ai magistrati per gli interrogatori di garanzia e che si sono avvalsi della facoltà di non rispondere;
  • l'associazione di categoria Federacciai per la quale l'Ilva è ''uno stabilimento all'avanguardia'' e che parla di ''un errore dei magistrati che fotografano una situazione vecchia di quindici anni";
  • le associazioni ambientaliste come ad esempio Donne per Taranto che per le quali la salute viene prima del lavoro.

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Ultima modifica il 1 ottobre 2016 alle 14:42

Now breathe
Now breathe. Di Alberto Vaccaro.

Qual'è il problema a Taranto, a proposito del sequestro dell'ILVA disposto dalla magistratura mi sono chiesto in un post. Definito, infatti, un problema come lo scostamento tra un dato reale e un dato di riferimento si è visto che i dati delle perizie presi in esami dai magistrati sull'inquinamento in città  presentano valori ben al di sopra della norma.  Quindi, ora, bisognerà fare i conti con l'iter giudiziario. Tuttavia l'inquinamento è il solo problema presente o ve ne sono altri mi sono chiesto alla fine del post. E oggi voglio rispondere a questa seconda domanda.

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