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Tutti desideriamo un anno ricco di successi. Per prepararsi al meglio occorre un rito di passaggio significativo e memorabile.

Ultima modifica il 30 dicembre 2016 alle 15:05

Sapete che cosa vi aspetta nell'anno che sta per cominciare? Potete consultare qualche previsione, più o meno azzeccata, affidarvi alle statistiche oppure ancora potete scrutare gli oroscopi. Vi accontentate di quel che dicono? Io penso proprio di no! Noi tutti desideriamo di vivere una vita di successi e qualsiasi profezia di difficoltà o, peggio ancora, di disastri vogliamo dimostrare che è sbagliata. Ma come fare, vi starete chiedendo. Come possiamo prepararci a un anno di soddisfazioni e successi? Una risposta c'è, un modo per farlo esiste e in questo post vi dirò qual è. Se la metterete in pratica vedrete che vi aiuterà a lasciarvi alle spalle il vecchio anno e a saltare nel nuovo con entusiasmo e voglia di fare. Consigliatela, perciò, ai vostri amici.

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Balancing on the Brink
Paxson Woelber ."Balancing on the Brink." Eagle Peak summit, Chugach Mountains, Alaska.

Se vuoi iniziare qualcosa comincia dalla sua fine. Sembra una frase paradossale, però non lo è. Semmai questa è la prassi per iniziare dal punto più vantaggioso: la riduzione dei rischi. Perché mai dovremmo ridurli e come è quel che cerco di spiegare in questo post.

Qual è la prima cosa che facciamo quando dobbiamo lavarci le mani? Aprire l'acqua? Insaponarci gli arti? In pochi controllano che ci sia la carta o l'asciugamano o l'aria calda per asciugarsi, a seconda di dove siamo. Spesso finiamo per cercare di estrarre con le mani gocciolanti i fazzoletti di carta in tasca, se ad esempio siamo in una toilette pubblica. E se in una situazione tranquilla, dove tutto è sotto controllo, facciamo questo immaginiamo cosa accade in altri contesti. Pensate siano in molti quelli che danno un'occhiata alle previsioni del tempo e alle condizioni del traffico prima di incamminarsi? Oppure pensiamo a chi si accinge a scrivere un articolo o un libro. Perché mai dovremmo cominciare dalla fine, cioè dall'indice? Quello viene dopo. Eppure Umberto Eco nel suo libro Come si fa una tesi di laurea scrive:

Una delle prime cose da fare per cominciare a lavorare su una tesi di laurea è scrivere il titolo, la introduzione e l'indice finale – e cioè esattamente quelle cose che ogni autore fa alla fine. Il consiglio sembra paradossale: cominciare dalla fine? Ma chi ha detto che l'indice vada alla fine? In certi libri è all'inizio, in modo che il lettore possa farsi subito un'idea di quel che troverà leggendo.

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