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Ultima modifica il 29 maggio 2016 alle 14:41

Oratore e pubblico
Credit: Brent Ozar.

Avevo otto anni circa quando ho pronunciato il mo primo discorso davanti a delle persone, una decina più o meno che per l'età, l'esperienza e le forze che avevo erano anche troppe. I miei, negli anni '80, si erano lanciati in una delle primissime attività di multi-level marketing in Italia. Avevano seguito dei corsi di formazione e avevano acquisito in breve le capacità necessarie per illustrare le caratteristiche dei prodotti in vendita. Si facevano spesso delle presentazioni e c'era persino un manuale con tutte le indicazioni su cosa dire e come farlo. Li vidi che stavano preparando una di queste dimostrazioni a casa nostra. Chiesi di aiutarli tenendo io una parte della conferenza. Non era tanto difficile. C'era scritto tutto. Perciò imparai a memoria il testo e quando toccò a me iniziai entusiasta e spedito. A metà però del mio intervento dimenticai ciò che dovevo dire. Non avevo più nulla in testa. Mi prese una gran paura e mi misi a piangere. Fui subito consolato e lodato da tutti per quel che comunque ero riuscito a fare. Io però giurai in quel momento che non sarebbe mai più accaduta una cosa del genere. Che crescendo e studiando avrei acquisito tutte le capacità necessarie per cavarmela più che bene in queste occasioni. E così è stato. Negli anni mi sono capitate o mi sono procurato diversi momenti in cui ho dovuto parlare davanti a tante persone e sono riuscito ad imparare molto anche grazie al fatto che ora faccio l'attore e quindi prendo a prestito delle tecniche che mi aiutano tanto. Oggi in questo post voglio mettere a disposizione alcune dritte su come affrontare il pubblico in un'occasione speciale.

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particolare mobile soggiorno
Il mobile del soggiorno all'interno del quale realizzerò il presepe.

La Fine è L'Inizio, l'evento per vivere il passaggio tra 2011 e il 2012 su questo blog, inaugura oggi la sua rubrica Il Cantiere del presepe, come promesso nel programma dell'iniziativa. Partiamo, dunque, con il primissimo passo per realizzare questo presepe che sarà occasione per narrare molte cose del macrocosmo a partire dal microcosmo.

Il primo passo per il mio presepe è trovare il posto giusto dove farlo.  Quei due spazi vuoti ed occupati da foto e soprammobili, che vedete nella foto sopra, mi sembrano lo spazio più adatto. Avrei anche potuto con delle tavole realizzare uno spazio apposito in una angolo della casa, come faceva mio fratello Mimmo, ma questa soluzione non è praticabile. Perché, prima di tutto, non sono molto pratico con questo genere di lavori e poi perché non utilizzare uno spazio già disponibile, che non ingombra, pronto, niente male? A volte questo tipo di spazi sono già disponibili: basta scovarli, anche in casa. Negli spazi casalinghi sono riuscito quasi sempre a realizzare ciò che mi occorreva, soprattutto quando provavo i pezzi del mio spettacolo Mistero Salentino. Riuscire a lavorare in casa per me ha tanti vantaggi come ad esempio non doversi spostare perdendo tempo e denaro, poter sostenere ritmi umani, poter giocare con la mia gatta Puffetta durante le pause 😉 Quindi ho spostato gli oggetti che si trovano in quei due ripiani.

Ripiani vuoti del soggiorno
Ripiani svuotati del soggiorno dove realizzerò il presepe

Come vedete il risultato è il vuoto ed è da questo vuoto che partirò con questo mio Cantiere del presepe. E' un po' come la pagina bianca dello scrittore prima di cominciare, non trovate? Perciò le domande ora sono: con cosa inizio? Che ci metto? E' la stessa domanda dello scrittore: quale sarà l'incipit? E' forse la fase più delicata di tutte perché come dice un adagio "chi ben comincia è alla metà dell'opera". Non credete? Perciò nei prossimi giorni dovrò fare un po' di planning per il mio presepe per non trovarmi in difficoltà durante la sua realizzazione, perché non mi manchi l'indispensabile, per pensare che tipo di composizione realizzare, con quali elementi, ecc. Mi è già capitato, l'anno scorso, di fare il planning delle vacanze di natale attraverso La mappa magica del mio Natale, utilizzando una mappa mentale. Provate anche voi, vedrete come vi si manifestano le idee e come fluiscono una nell'altra. Per oggi l'importante è che abbiamo fatto, oggi, la posa della prima pietra. Appuntamento ai prossimi giorni per i passi successivi. E fatemi gli auguri o datemi i suggerimenti nei commenti, suvvia!

Questo post fa parte di La Fine è L'Inizio, l'evento per vivere in questo blog il passaggio tra 2011 e 2012 con iniziative, idee, storie e metafore. In proposito puoi leggere:

Buona La Fine è L'Inizio a tutti.