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Ultima modifica il 22 settembre 2018 alle 8:15

Italiano: Villaggio Olimpico (quartiere Pariol...
Italiano: Villaggio Olimpico (quartiere Parioli): cartello stradale di Via Stati Uniti d'America. (Photo credit: Wikipedia)

Vorrei entrare dentro i fili di una radio
E volare sopra i tetti delle città
Incontrare le espressioni dialettali
Mescolarmi con l’odore del caffè
Fermarmi sul naso dei vecchi mentre Leggono i giornali
E con la polvere dei sogni volare e volare

cantava il compianto Lucio Dalla in Le Rondini.  Questa sera, 3 maggio 2012, entrerò per l'appunto dentro i fili di una radio o, meglio, dentro il primo radiosocialvideo della rete, Tirradeo.com. E parleremo proprio della polvere dei sogni con la quale volare. Questa polvere si condenserà, come la polvere da cui nascono le galassie, attorno al sogno americano: la "speranza, condivisa sia dagli estimatori degli Stati Uniti d'America sia da parte degli abitanti, che attraverso il duro lavoro, il coraggio, la determinazione sia possibile raggiungere un migliore tenore di vita e la prosperità economica". Però più che agli Stati Uniti D'America, dove non sono mai stato finora, cercheremo di parlare del proprio sogno americano, del proprio sogno fantastico. Una propria america, insomma, che possiamo immaginare con le parole di un'altra canzone di Lucio Dalla:

Manhattan I &x2665; you
Manhattan I &x2665; you (Photo credit: Fabio Ricco)

Vide le luci in mezzo al mare
pensò alle notti la in America
ma erano solo le lampare
e la bianca scia di un'elica.

C'è dunque un sogno americano dentro di noi senza che siamo mai stati negli USA. E' l'eldorado desiderato dai migranti. E' l'utopia immaginata dagli utopisti. E' uno spazio che si può comunque abitare, sebbene con l'immaginazione. La mia america da bambino, ad esempio, era il sogno di fare l'attore in mezzo alle foreste del nord America: è un luogo, mai visitato finora, che non lascerò mai, come mai lascerò gli alberi dove da bambino novello barone rampante son salito e son rimasto.

Allora nella videochat che terremo tra meno di tre ore circa mi piacerebbe sapere qual'è la vostra america, come la abitate, che ne avete fatto da grandi, quante volte ci tornate con il pensiero e se poi state facendo qualcosa per realizzarla. A tra poco!

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Image via Wikipedia

Il 2012, cari amici, sarà l'anno dei maghi. Non i maghi che truffano un sacco di soldi con carte, filtri, pranoterapia e roba simile, no. Parlo di un'altra magia, la magia di chi si mette alla ricerca come i cavalieri della tavola rotonda di Re Artù o come la magia dei riti di iniziazione a cui gli adolescenti sono sottoposti, anche oggi, nonostante crediamo di essere più progrediti culturalmente dei nostri progenitori. L'anno che verrà porterà dunque una trasformazione, come canta la canzone L'anno che verrà di Lucio Dalla. Ma questa trasformazione dipende dalle nostre mani, ne siamo noi gli artefici come l'homo faber suae quisque fortunae. Un po' torneremo al Rinascimento dunque nel 2012 perché potremmo riscoprire quel sottile senso magico delle cose, quel rapporto con la natura che diventa la fonte primaria dell'imitazione necessaria nelle arti e non solo. Protagonisti dunque nell'anno che sta per nascere saranno tutti coloro che lavorano con le metafore e con tutti gli strumenti con cui il senso viene dilatato, ampliato, magnificato. Nasceranno così nuove visioni del mondo che ci permetteranno di rielaborare anche la questione della distribuzione delle risorse che la speculazione internazionale, all'origine della crisi economica di Grecia e Italia, sta concentrando sempre più nelle mani di pochi.  Artisti, attori, registi, poeti, scrittori, prestigiatori ci regaleranno  un nuovo mondo. Buon 2012 a tutti.

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