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Ultima modifica il 8 settembre 2017 alle 16:38

marcia della pace perugia assisi 2011
Marcia della pace Perugia-Assisi 2011. Credit: skytg24.

Non comprare armi. Dobbiamo declinare così il sesto dei dieci comandamenti che Dio diede a Mosè: non uccidere. Perché comprare armi equivale ad uccidere non solo la dignità della persona umana ma anche la nostra economia.

La guerra è sempre un’inutile strage e va messa al bando come abbiamo fatto con la schiavitù. Anche quando la chiamiamo con un altro nome è incapace di risolvere i problemi che dice di voler risolvere e finisce per moltiplicarli. Promuovere e difendere sistematicamente i diritti umani, investire sulla prevenzione dei conflitti e sulla loro soluzione nonviolenta, promuovere il disarmo, contrastare i traffici e il commercio delle armi, tagliare le spese militari e riconvertire l’industria bellica è il miglior modo per aumentare la nostra sicurezza.

E' questa la proposta che più mi colpisce e mi coinvolge nella mozione finale della marcia della pace tra Perugia ed Assisi che si è svolta oggi, domenica 25 settembre 2011. Se abbiamo dichiarato tabù la schiavitù perché altrettanto non può avvenire con la guerra? Questa auspicabile meta non è poi così lontana. Si potrebbe cominciare con il non acquistare i 131 caccia F35 che costeranno all'Italia 15 miliardi di euro: un terzo dell'attuale manovra finanziaria. Qualcuno deve spiegare che necessità abbiamo di comperarli. Quali esigenze belliche giustificano un uso così spropositato di armi? E' del tutto evidente che in un paese come quello italiano dove le priorità sono ben altre che si tratta di un enorme e dannoso spreco.

Niente è più inutile di un cacciabombardiere per proteggere i cittadini dalle mafie e dalla criminalità organizzata, dal terrorismo e dalla malavita, dall’illegalità, dalla corruzione e dalla disoccupazione, dall’inquinamento o dalla sofisticazione alimentare.Eppure continuiamo a comperare costosissimi sistemi d’arma e lasciamo i poliziotti senza auto e benzina.

Questo ha dichiarato Flavio Lotti, coordinatore di Tavola per la Pace. Contro questo acquisto è in corso una campagna denominata "Taglia le ali alle armi". Su questa assurdità delle spese militari italiane è intervenuto anche Alex Zanotelli che ricorda che abbiamo speso nel 2010 27 miliardi di euro. Ecco qui l'intervista.

E ora aderisci anche tu all'appello contro queste spese.

Ultima modifica il 9 dicembre 2016 alle 13:33

Amnesty International, organizzazione non governativa impegnata per la difesa dei diritti umani nel mondo,  prenderà parte alla venticinquesima marcia della pace Perugia Assisi, in programma domenica 25 settembre 2011, con una singolare iniziativa. L'ha anticipata agli iscritti alla sua newsletter e mi sembra opportuno farne partecipi i letto del mio blog. Ecco il testo che è stato inviato.

Ciao Giuseppe,

quest’anno saremo alla 50esima edizione della Marcia per la pace Perugia-Assisi del 25 settembre, per denunciare le violazioni dei diritti umani dei migranti.

Dall’inizio della crisi in Nord Africa e Medio Oriente si stima che siano almeno 1500 le persone morte nel Mediterraneo nel tentativo di raggiungere l’Europa. UN NUMERO INACCETTABILE.

Durante la marcia vogliamo ricordare ognuna di queste vittime, sfilando in 1500 con indosso una maschera bianca, per simboleggiare l’enormità e la gravità dell’accaduto.

Per farlo abbiamo bisogno di 1500 persone che vogliano esprimere insieme a noi la loro indignazione, e chiedere all’Europa di garantire un accesso sicuro per le persone in fuga.

Per aderire scrivi subito ad [email protected]

Ci vediamo a Perugia.

Fabio Ciconte

Direttore Ufficio Attivismo

Amnesty International - Sezione Italiana