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frutta e verdura bio
Cassetta di frutta e verdura bio che ho raccolto stamattina.

"Ecco, io vi do ogni erba che produce seme e che è su tutta la terra e ogni albero in cui è il frutto, che produce seme: saranno il vostro cibo" dice la Genesi (1,29). E non lo contaminerai con pesticidi o concimi chimici, aggiungerei io. Lo coglierai al mattino, scriverei, e lo consumerai in giornata. Lo spartirai con i meno abbienti e poi con gli uccelli, le galline e gli altri animali. Non ne accumulerai e ne lascerai una certa quantità per il seme.

Stamattina mi permetto di aggiungere queste note ad un testo sacro perché la scelta biologica non è soltanto una sana abitudine alimentare: è prima di tutto un fatto etico e religioso. Il comandamento "non uccidere" include gli animali . Pone, quindi, una necessità di giustizia visto che per produrre la carne ci vogliono molta più acqua e risorse che per produrre vegetali. Davvero potremmo risparmiarle e sfamare tutti. Io ho deciso di raccogliere frutta e verdura una-due volte la settimana da un produttore bio. E voi?

Ultima modifica il 22 settembre 2016 alle 13:25

mahatma
mahatma (Photo credit: frNACHIAR)

Scrutando profondamente in me stesso, mi apparve evidente la necessità di cambiamenti interiori ed esteriori. Quando apportati i mutamenti nel mio modo di spendere e di vivere, o forse ancora prima, cominciai anche a variare la mia dieta.

Sono parole che Gandhi scrisse nel suo libro La mia vita per la libertà e che oggi cito in occasione dell'odierna Giornata Internazionale della Nonviolenza che si celebra ogni 2 ottobre, anniversario della nascita del Mahatma. Esse aprono un paragrafo che parla dei primi esperimenti alimentari durante la sua vita londinese, durante i quali si avvicinò ai vegetariani d'oltremanica.  Fa cenno alle argomentazioni di questi ultimi e al fatto che esse lo convinsero. Cambia, quindi, le sue abitudini fino a quando fa una scoperta:

Smisi di mangiare i dolci e le spezie ricevuti da casa. Ora che i miei pensieri seguivano un altro corso, la mia passione per i condimenti andò svanendo, e mi piacevano gli spinaci bolliti che a Richmond mi erano sembrati insipidi perché non erano conditi. Molti esperimenti simili mi insegnarono che in realtà il gusto ha origine non nella lingua, ma nella mente.

...continua a leggere "La nonviolenza inizia da quel che mangiamo"

Ultima modifica il 8 settembre 2017 alle 16:52

le due manifestazioni
Due aspetti della mobilitazione degli Indignati a Roma del 15 ottobre 2011. Credit: katieparla

Si tratta di due manifestazioni distinte. Questo è il giudizio unanime sulla mobilitazione degli Indignati in corso a Roma. Basta guardare queste due foto qui sopra: a destra sul fondo si intravede il fumo di una delle auto date al fuoco dai Black Block che hanno causato gli scontri con le forze dell'ordine ancora in corso a Piazza San Giovanni. A sinistra, invece, si vedono i manifestanti pacifici mentre passavano dall'Esquilino. Da una parte qualche centinaio di facinorosi, giovanissimi, che hanno scagliato sanpietrini contro polizia, guardia di finanza e carabinieri. Dall'altra tutta la creatività, la nonviolenza, i colori di uno schieramento trasversale e internazionale, visto che in altre città del mondo si sono avute manifestazioni simili. Gli uni hanno ferito esponenti delle forze dell'ordine, hanno spaccato vetrine, appiccato il fuoco a diverse auto, hanno invaso persino gli uffici del Ministero della Difesa. Gli altri contano invece di far sentire la loro voce senza colpo ferire, attraverso la forza delle idee e delle ragioni. Il tutto sotto gli occhi di diversi media nel mondo che stanno diffondendo le immagini di ragazzini incappucciati vestiti di nero che assaltano le camionette della polizia, di cui una è andata a fuoco, e che compiono altre azioni di violenza vicino la Basilica di San Giovanni, dove il corteo partito da piazza delle Repubblica sarebbe dovuto arrivare a conclusione della giornata. Questo corteo è ora stato dirottato al circo Massimo. Sono così diverse queste due anime che a un certo punto alcuni manifestanti pacifici hanno urlato contro i violenti "no violenza, no violenza". Mentre scrivo si contano diversi feriti, di cui uno investito che è grave, cariche e lacrimogeni in Laterano. Nel frattempo molti  esponenti politici e Mario Draghi hanno condannato gli scontri.

Non sappiamo al momento chi sian questi giovanissimi che hanno alzato così tanto lo scontro. Su twitter qualcuno azzarda che si tratta di infiltrati che a questo punto lavorerebbero in realtà per far degenerare la manifestazione e quindi gettare cattiva luca sulla mobilitazione. Quel che è sicuro è che già in serata i bersagli stessi di tutto questo, le istituzioni finanziarie sovranazionali e in parte il governo italiano, avranno vita facile nel sostenere che non si tratta di manifestazioni democratiche ma della volontà molto di parte di far pressioni con la violenza.  La violenza passa quindi anche per Roma dopo che la stessa aveva messo a ferro e fuoco Londra. E come dimenticare la rivolta delle banlieu parigine? Essa va condannata senza appello. Ma va condannato anche l'atteggiamento di chi tenterà di fondere le due anime della mobilitazione. I violenti vanno senz'altro isolati, arrestati, processati. Ma il grido di giustizia sociale che sale dai diversi paesi del mondo ormai, la richiesta di politiche finanziarie che salvino le persone oltre che le banche, la creazione di prospettive per i giovani e per i meno giovani senza lavoro sono un urlo che si sente a distanza di anni luce dal pianeta terra. Non ascoltarlo potrebbe portare a conseguenze sempre più gravi.