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Ultima modifica il 8 settembre 2016 alle 18:33

Shoot4Change/Lampedusa_17 febbraio 2011
Shoot4Change/Lampedusa_17 febbraio 2011 (Photo credit: Antonio Amendola Photography)

I profughi morti ieri al largo di Lampedusa potevano forse essere salvati se alcuni pescherecci che avevano avvistato l'imbarcazione l'avessero soccorsa. Perché non l'hanno fatto? Ce lo spiega il sindaco di Lampedusa: avevano paura di essere processati come è già accaduto in altri casi perché si può incorrere nel reato di favoreggiamento dell'immigrazione clandestina. Sta qui, io credo, il senso della vergogna, nella legge Bossi-Fini che a volte frena o ferma addirittura la naturale solidarietà tra le persone.

...continua a leggere "Il paradosso di Lampedusa"

Ultima modifica il 2 gennaio 2017 alle 20:24

la prima foto di Gheddafi morto
La prima foto di Gheddafi morto realizzata da Philippe Desmazes e distribuita da AFP.

Questa qui sopra è la prima foto diffusa della cattura di Gheddafi pochi momenti prima della sua morte. Autore ne è Philippe Desmazes ed è stata distribuita da Agence France Press, agenzia di stampa. L'immagine sembra essere stata scattata da una fotocamera o da una videocamera, mi sembra che si possa escludere il cellulare come in qualche twit ho letto. È ciò che sostiene anche Il Corriere della Sera. La sua autenticità è confermata dai ribelli che oggi hanno liberato Sirte, riferisce il sito de L'unità. Su il post.it potete trovare la cronaca minuto per minuto di quanto sta accadendo. Al momento è attesa la conferenza stampa del presidente del CNT Mustafa Abdel Jalil.

Su Youtube al Jazeera ha diffuso anche questo video in cui si vede il cadavere di Gheddafi trascinato per terra.

Da questo video è stato tratto questo altro scatto che vi propongo.

Foto di Aljazeera del cadavere di Gheddafi.
Foto di Aljazeera del cadavere di Gheddafi.

Sono immagini che stanno passando alla storia dopo i 42 anni di dittatura dell'ormai ex dittatore libico. "Sic transit gloria mundi" avrebbe commentato a caldo Silvio Berlusconi la notizia. È un'espressione simile a "mala tempora currunt" e suona come denuncia di quanto stiamo cadendo in basso. Le immagini di Gheddafi morto o morente richiamano molte altre immagini simili e aprono grandi interrogativi.

Il primo pensiero va a Osama Bin Laden, la cui immagine da cadavere è risultata essere un fake. Dopo di lui ci sono le immagini del ritrovamento e dell'uccisione di Saddam Hussein sulla cui esecuzione ci sono diversi dubbi. Ma il pensiero va anche a due esecuzioni, due cadaveri eccellenti della storia del nostro paese: Aldo Moro e Benito Mussolini. Un terrorista, tre dittatori e uno statista: è questo dunque il gruppo di cadaveri legati da una sorte per certi versi simile ma soprattutto dalla necessità di diffonderne le immagini del cadavere con quasi morbosa ansia. Nel caso di Aldo Moro ci fu una vera e propria guerriglia semiologica portata avanti dai brigatisti già a partire dalle immagini di Moro rapito. Corpi violati, massacrati e da mostrare quindi alla folla, da trascinare come nel caso di Gheddafi o da sputare e calpestare come nel caso di Mussolini. La personalizzazione del potere passa per il corpo di chi lo incarna, un processo questo cominciato dal Re Sole e che passa ora per il corpo di Silvio Berlusconi su cui il medico personale Scapagnini ha intessuto la leggenda di una longevità che lo vorrebbe in vita fino al centocinquantesimo anno di vita e alla quale lo spesso premier alle volte fa riferimento. Non si tratta, si badi bene, di menate da buontemponi, ma dietro c'è un disegno culturale e politico.

Oggi una delle icone del Novecento, insieme a Giovanni Paolo II a John Kennedy e a pochi altri, è stata ridotta al più basso rango, è stato accostato alle fogne in cui, con un capolavoro di paradossale simbolismo, Gheddafi si era rifugiato prima di essere ucciso. Ancora una volta il cadavere di un potente fa da spartiacque tra un prima e un dopo e il mentre è segnato dalla rabbia di chi fa vilipendio del cadavere e di chi invoca, giustamente, civiltà.

Aggiornamento delle 23 e 21. Invito a guardare la bella galleria su La Repubblica Quando muore un dittatore. Ben nutrita anche la galleria dei video sul cadavere di Gheddafi. In particolare raccomando il commento di Francesco Merlo: questa faccia è un rimprovero ai vivi.

Aggiornamento delle 23 e 52. Pare che la prima foto, quella diffusa da AFP, sia una foto manipolata. Di sicuro c'è un'altra foto falsa che è circolata.

Ultima modifica il 8 settembre 2017 alle 16:52

le due manifestazioni
Due aspetti della mobilitazione degli Indignati a Roma del 15 ottobre 2011. Credit: katieparla

Si tratta di due manifestazioni distinte. Questo è il giudizio unanime sulla mobilitazione degli Indignati in corso a Roma. Basta guardare queste due foto qui sopra: a destra sul fondo si intravede il fumo di una delle auto date al fuoco dai Black Block che hanno causato gli scontri con le forze dell'ordine ancora in corso a Piazza San Giovanni. A sinistra, invece, si vedono i manifestanti pacifici mentre passavano dall'Esquilino. Da una parte qualche centinaio di facinorosi, giovanissimi, che hanno scagliato sanpietrini contro polizia, guardia di finanza e carabinieri. Dall'altra tutta la creatività, la nonviolenza, i colori di uno schieramento trasversale e internazionale, visto che in altre città del mondo si sono avute manifestazioni simili. Gli uni hanno ferito esponenti delle forze dell'ordine, hanno spaccato vetrine, appiccato il fuoco a diverse auto, hanno invaso persino gli uffici del Ministero della Difesa. Gli altri contano invece di far sentire la loro voce senza colpo ferire, attraverso la forza delle idee e delle ragioni. Il tutto sotto gli occhi di diversi media nel mondo che stanno diffondendo le immagini di ragazzini incappucciati vestiti di nero che assaltano le camionette della polizia, di cui una è andata a fuoco, e che compiono altre azioni di violenza vicino la Basilica di San Giovanni, dove il corteo partito da piazza delle Repubblica sarebbe dovuto arrivare a conclusione della giornata. Questo corteo è ora stato dirottato al circo Massimo. Sono così diverse queste due anime che a un certo punto alcuni manifestanti pacifici hanno urlato contro i violenti "no violenza, no violenza". Mentre scrivo si contano diversi feriti, di cui uno investito che è grave, cariche e lacrimogeni in Laterano. Nel frattempo molti  esponenti politici e Mario Draghi hanno condannato gli scontri.

Non sappiamo al momento chi sian questi giovanissimi che hanno alzato così tanto lo scontro. Su twitter qualcuno azzarda che si tratta di infiltrati che a questo punto lavorerebbero in realtà per far degenerare la manifestazione e quindi gettare cattiva luca sulla mobilitazione. Quel che è sicuro è che già in serata i bersagli stessi di tutto questo, le istituzioni finanziarie sovranazionali e in parte il governo italiano, avranno vita facile nel sostenere che non si tratta di manifestazioni democratiche ma della volontà molto di parte di far pressioni con la violenza.  La violenza passa quindi anche per Roma dopo che la stessa aveva messo a ferro e fuoco Londra. E come dimenticare la rivolta delle banlieu parigine? Essa va condannata senza appello. Ma va condannato anche l'atteggiamento di chi tenterà di fondere le due anime della mobilitazione. I violenti vanno senz'altro isolati, arrestati, processati. Ma il grido di giustizia sociale che sale dai diversi paesi del mondo ormai, la richiesta di politiche finanziarie che salvino le persone oltre che le banche, la creazione di prospettive per i giovani e per i meno giovani senza lavoro sono un urlo che si sente a distanza di anni luce dal pianeta terra. Non ascoltarlo potrebbe portare a conseguenze sempre più gravi.

Ultima modifica il 4 gennaio 2014 alle 7:21

aereo ryanair
Ryanair. Foto di Mikel Ortega.

Bisogna intervenire a livello di Unione europea per assicurare che il diritto di sciopero sia eliminato nei servizi aeroportuali essenziali, in modo che le proteste egoistiche di questi sindacati non possano più disturbare i programmi di viaggio dei passeggeri europei.

Parola di Stephen McNamara portavoce di Ryanair in diretta polemica con lo sciopero di ieri 6 settembre 2011 che cito da un articolo su roma.corriere.it. La cronologia dei fatti e le reazioni potete leggerle nell'articolo del Corriere. Che ne pensate cari lettori? Dobbiamo quindi sospendere i diritti dei lavoratori, le loro prerogative, mettere da parte la loro dignità, disporre di loro come meglio crediamo? Giacché ci siamo vietiamo gli scioperi e pure i sindacati. Poi magari aboliamo i partiti e le rappresentanze politiche. Vi ricorda qualcosa vero?

Non capisco le lamentele di questa compagnia aerea visto che i loro passeggeri sono in aumento. Ryanair però parla di servizi aeroportuali essenziali. Vorrei ricordare a questa compagnia aerea che pur non essendo io un esperto di diritto sono a conoscenza del fatto che almeno in Italia, dove si è svolto lo sciopero, i servizi pubblici essenziali sono garantiti con la legge numero  146/1990, successivamente modificata dalla legge 83/2000. Se poi ci siano state violazioni o meno a questa legge è un altro paio di maniche.

L'occasione è per me buona per ricordare che a volte questa compagnia aerea  lascia a desiderare: impone regole e comportamenti che lasciano spaesati i nuovi clienti ed è insistente in modo non poco fastidioso con i prodotti che vende a bordo. In proposito potete leggere il diario di un mio volo. Se poi vi volete proprio divertire provate a fare qualche ricerca sulle truffe che combinano. Tra le tante, ne ricordo tre:

  1. cancellazione dei voli;
  2. le procedure di prenotazione;
  3. voli al completo.

E a voi quali disavventure sono capitate? Raccontatemelo pure nei commenti.

Aggiornamento del 4 gennaio 2014: Ho notato che molti stanno cercando informazioni su un presunto (finora) sciopero riguardante Ryanair per l'8 gennaio prossimo. Notizie di questo genere si possono trovare nella pagina degli scioperi di aeroporti.com.

Colonne terminali della via Appia a Brindisi.
Colonne terminali della via Appia a Brindisi. Foto di AleZzzz.

Qualcuno, leggendo il titolo del post, starà pensando a uno dei tanti film che si stanno girando negli ultimi tempi in Puglia. E magari, chissà, questo titolo e questa vicenda potrebbe ispirare qualche sceneggiatore e qualche produzione. Nel frattempo però un gruppo di malviventi sta davvero terrorizzando donne e anziani sulle uscite che portano alla statale sette. Su Facebook è apparso un messaggio di stato che sulle prime fa pensare a una bufala. Ecco il testo:

ATTENZIONE: SULLA SS BR-TA ALL'ALTEZZA TRA LATIANO-FRANCAVILLA F, 3 MALVIVENTI IN UN AUTO TI CHIEDONO DI FERMARTI CON LA SCUSA CHE SI SENTONO MALE,SE NON TI FERMI TI SI ACCOSTANO CON L'AUTO IN CORSA E TI FANNO DEI DANNI ANDANDO A SBATTERE CONTRO LA TUA AUTO....QUANDO TI FERMI TI RUBANO SOLDI O TI FANNO DANNI E POI SCAPPANO.....CHIAMATE LE FORZE DELL'ORDINE IN CASO DI AVVISTAMENTO O CERCATE DI NON PERCORRERE QUELLA STRADA NELLE ORE DI CONTR'ORA POMERIDIANA...COPIA INCOLLA ...

Sembra incredibile ma davvero ci sono vari episodi di questo tipo negli ultimi quattro mesi che mi sono stati riferiti da persone sulla cui buona fede non ho motivo di dubitare. E' comprensibile che non ci siano riferimenti a date, persone, nomi, ecc.  Purtroppo non ve n'è notizia né online né in televisione. Nei motori di ricerca nessuna traccia anche. Siamo in tanti a percorrere quella statale e nonostante l'omertà più di qualcuno ha riferito e denunciato questi episodi.

Avrei tanto voluto che si trattasse di una bufala, anche perché è di ieri la bufala della scomparsa di un bambino da Cisternino. Purtroppo non è così. Dei malviventi spuntano all'improvviso da piccole traverse, si avvicinano alla vettura della vittima prescelta e iniziano a speronarla puntando anche una luce negli occhi del guidatore per farlo sbandare e fermare.  Tutto questo in prossimità della statale sette, la via Appia nel tratto fra Taranto e Brindisi, e la circonvallazione di Oria.

Una signora di Oria testimonia di essere stata fermata con una richiesta di aiuto da persone che dicevano di non avere soldi e di essere rimasti senza carburante nella macchina. Ha dato loro 50 euro e in cambio ha ricevuto un anello d'oro falso che uno di loro si è sfilato dal dito.

A cosa dobbiamo questa recrudescenza di criminalità? Probabile che gli esponenti della locale malavita siano in seria difficoltà per qualche motivo straordinario che ignoro se arrivano a rischiare così tanto.

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Ultima modifica il 30 agosto 2011 alle 17:45

bufala
Bufala. Foto di obbino.

La notizia del bambino scomparso tra ieri e oggi a Cisternino è una bufala. Vi dimostro perché e vi fornisco qualche consiglio per evitare il diffondersi di simili false notizie.

Non so se a Cisternino, bella cittadina in provincia di Brindisi, ci siano le bufale o meno. Credo che anche li arrivi però la mozzarella di bufala campana o giù di lì. Qualcuno però da oggi ha pensato di aggiungere una nuova bufala ambientata in questa cittadina, nota anche per la buona tavola. Circola, infatti, da ieri 24 agosto 2011 questto messaggio di stato in molti profili su Facebook:

ATTENZIONE! BAMBINO SCOMPARSO A CISTERNINO! Si chiama Fabrizio Semeraro, 8 anni, capelli biondi, occhi castani, al momento della scomparsa, avvenuta ieri sera verso le 21:30, indossava una maglietta celeste, pinocchietti neri. Se avete sue notizie informate le forze dell'ordine o telefonate ai genitori: Antonio Semeraro: 349 - 9022581 Francesca Rinaldi: 320 - 4230926 Copiate e incollate sulla vostra bacheca. Grazie

Perché dico che è una bufala? Prima di tutto invece di berla a priori anche io ho pensato di fare qualche ricerca online.  Mi sono accorto, per esempio, che nessun sito di notizie ne parla. Poi in tutti gli appelli che ho trovato non c'è nessuna foto del bambino, necessaria in questi casi. I due numeri di telefono, poi, sono entrambi inesistenti come fa notare un post di Protezione Hoax. Li ho composti anche io e confermo. Anche quella che viene considerata la fonte di questa notizia, studio aperto, si è rivelata priva in realtà di questa segnalazione. Non contento di questo sono andato sul sito web di Chi l'ha visto ma nessun bambino di Cisternino risulta tra gli scomparsi. Lo stesso dicasi per la polizia di stato.

E' una bufala, è evidente, scritta allo scopo di vedere un proprio testo circolare sulle bacheche altrui, per mitomania o chissà quale altro intento. Ma perché ambientare a Cisternino la scomparsa del bambino e non, ad esempio, a Ceglie Messapica, o a Ostuni, o a Brindisi, o a Bari o altrove? Ricordate il bambino morso da una vipera proprio a Cisternino due giorni fa? L'associazione con questo caso gioca a favore della diffusione di questa bufala.

I buontemponi autori del messaggio saranno amanti della bufala, magari volevano servirla sulle tavole dei pugliesi e non solo, rubando magari il primato alla Campania. Hanno trovato in questi compiacenti persone che su Facebook e non solo non vanno tanto per il sottile e sono facili al copia e incolla, tanto più che vengono sollecitati nel più profondo delle emozioni. Sara Scazzi domani, 26 agosto 2011, compie il triste primo anniversario della sua scomparsa in una cittadina come Avetrana non distante più di quaranta kilometri da Cisternino. Perciò questa bufala alla fine rischia di essere indigesta per il cattivissimo gusto con cui è stata confezionata.

Ma non è tutto. L'alto numero di catene di Sant'Antonio e di bufale che circolano in rete rischiano di far passare inosservati i veri appelli, quando ci sono. Perciò sveglia internauti vecchi e nuovi. Imparate a seguire i consigli antibufala di Paolo Attivissimo. Per un uso consapevole della rete.

Su questa bufala potete guardare questo breve servizio di Tele Brindisi Tv.