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NO WAR
NO WAR | by gaudiramone

Che cosa faresti se scoppiasse una guerra mi chiedeva alle volte mia mamma per esortarmi ad imparare la nobile arte della sobrietà, del sapersi arrangiare. Lei la guerra non l'aveva vissuta, ma il dopoguerra, che può anche essere peggio, sì. E poi aveva ben impressi nella mente i racconti dei nonni, nati al tempo della prima guerra mondiale e che in mezzo alla seconda e alle sue bombe sulle case c'erano passati. Io ho sempre guardato a questa eventualità come lontana, impossibile. A scuola ci ripetevano che ormai vivevamo in tempo di pace, che non scoppiava più un conflitto da tanto tempo, anche se da poco era finito lo scontro armato in Vietnam ma rispetto ai precedenti era ben poca cosa. Diversi anni dopo arrivò la Prima Guerra del Golfo con i tracciati della contraerea che di notte sembravano un videogioco. E in seguito la carneficina della ex Yugoslavia, con le fosse comuni, i gas mortali e le mine. Non includo in questo breve elenco le belligeranze perenni come quella tra Israele e Palestina, le ostilità dimenticate come quelle soprattutto africane e la pluridecennale guerra fredda. Tutte le guerre della mia lista rispondevano a un rituale preciso con la dichiarazione di guerra e la successiva invasione del territorio, magari preceduta da bombardamenti aerei. Robe, queste, che per lo più riguardavano i militari anche se alla fine morivano tanti civili.

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Tommy's actions towards Dil in The Rugrats Mov...
Tommy's actions towards Dil in The Rugrats Movie parallels the Sacrifice of Isaac. (Photo credit: Wikipedia)

Da un po' di tempo a questa parte sto prendendo atto dei miei errori nei confronti del prossimo. Devo dire che ne faccio tanti. E un po' grazie ai consigli che degli amici mi danno e un po' grazie al confronto con alcuni testi che parlano di comportamento sto cercando di correggere i miei difetti, di smussare gli spigoli, di avere migliori relazioni. Stamattina ho fatto mente locale ad alcuni aspetti e a mia volta mi permetto di suggerire alcune azioni che possono ingentilire le nostre giornate.

Osserviamo le persone. Ascoltiamole non soltanto per le parole che esprimono. Cerchiamo di capirne interessi, bisogni, desideri. Mettiamoci a loro servizio per la parte più nobile di essi. Incoraggiamole e facciamo diventarle protagoniste. Facciamo tutto questo con sincerità, senza pensare al nostro tornaconto. Non aspettiamoci ricompense.

...continua a leggere "Le azioni migliori che possiamo compiere ogni giorno"

Ultima modifica il 22 settembre 2016 alle 13:25

mahatma
mahatma (Photo credit: frNACHIAR)

Scrutando profondamente in me stesso, mi apparve evidente la necessità di cambiamenti interiori ed esteriori. Quando apportati i mutamenti nel mio modo di spendere e di vivere, o forse ancora prima, cominciai anche a variare la mia dieta.

Sono parole che Gandhi scrisse nel suo libro La mia vita per la libertà e che oggi cito in occasione dell'odierna Giornata Internazionale della Nonviolenza che si celebra ogni 2 ottobre, anniversario della nascita del Mahatma. Esse aprono un paragrafo che parla dei primi esperimenti alimentari durante la sua vita londinese, durante i quali si avvicinò ai vegetariani d'oltremanica.  Fa cenno alle argomentazioni di questi ultimi e al fatto che esse lo convinsero. Cambia, quindi, le sue abitudini fino a quando fa una scoperta:

Smisi di mangiare i dolci e le spezie ricevuti da casa. Ora che i miei pensieri seguivano un altro corso, la mia passione per i condimenti andò svanendo, e mi piacevano gli spinaci bolliti che a Richmond mi erano sembrati insipidi perché non erano conditi. Molti esperimenti simili mi insegnarono che in realtà il gusto ha origine non nella lingua, ma nella mente.

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Ultima modifica il 8 settembre 2017 alle 16:38

marcia della pace perugia assisi 2011
Marcia della pace Perugia-Assisi 2011. Credit: skytg24.

Non comprare armi. Dobbiamo declinare così il sesto dei dieci comandamenti che Dio diede a Mosè: non uccidere. Perché comprare armi equivale ad uccidere non solo la dignità della persona umana ma anche la nostra economia.

La guerra è sempre un’inutile strage e va messa al bando come abbiamo fatto con la schiavitù. Anche quando la chiamiamo con un altro nome è incapace di risolvere i problemi che dice di voler risolvere e finisce per moltiplicarli. Promuovere e difendere sistematicamente i diritti umani, investire sulla prevenzione dei conflitti e sulla loro soluzione nonviolenta, promuovere il disarmo, contrastare i traffici e il commercio delle armi, tagliare le spese militari e riconvertire l’industria bellica è il miglior modo per aumentare la nostra sicurezza.

E' questa la proposta che più mi colpisce e mi coinvolge nella mozione finale della marcia della pace tra Perugia ed Assisi che si è svolta oggi, domenica 25 settembre 2011. Se abbiamo dichiarato tabù la schiavitù perché altrettanto non può avvenire con la guerra? Questa auspicabile meta non è poi così lontana. Si potrebbe cominciare con il non acquistare i 131 caccia F35 che costeranno all'Italia 15 miliardi di euro: un terzo dell'attuale manovra finanziaria. Qualcuno deve spiegare che necessità abbiamo di comperarli. Quali esigenze belliche giustificano un uso così spropositato di armi? E' del tutto evidente che in un paese come quello italiano dove le priorità sono ben altre che si tratta di un enorme e dannoso spreco.

Niente è più inutile di un cacciabombardiere per proteggere i cittadini dalle mafie e dalla criminalità organizzata, dal terrorismo e dalla malavita, dall’illegalità, dalla corruzione e dalla disoccupazione, dall’inquinamento o dalla sofisticazione alimentare.Eppure continuiamo a comperare costosissimi sistemi d’arma e lasciamo i poliziotti senza auto e benzina.

Questo ha dichiarato Flavio Lotti, coordinatore di Tavola per la Pace. Contro questo acquisto è in corso una campagna denominata "Taglia le ali alle armi". Su questa assurdità delle spese militari italiane è intervenuto anche Alex Zanotelli che ricorda che abbiamo speso nel 2010 27 miliardi di euro. Ecco qui l'intervista.

E ora aderisci anche tu all'appello contro queste spese.

Ultima modifica il 9 dicembre 2016 alle 13:33

Amnesty International, organizzazione non governativa impegnata per la difesa dei diritti umani nel mondo,  prenderà parte alla venticinquesima marcia della pace Perugia Assisi, in programma domenica 25 settembre 2011, con una singolare iniziativa. L'ha anticipata agli iscritti alla sua newsletter e mi sembra opportuno farne partecipi i letto del mio blog. Ecco il testo che è stato inviato.

Ciao Giuseppe,

quest’anno saremo alla 50esima edizione della Marcia per la pace Perugia-Assisi del 25 settembre, per denunciare le violazioni dei diritti umani dei migranti.

Dall’inizio della crisi in Nord Africa e Medio Oriente si stima che siano almeno 1500 le persone morte nel Mediterraneo nel tentativo di raggiungere l’Europa. UN NUMERO INACCETTABILE.

Durante la marcia vogliamo ricordare ognuna di queste vittime, sfilando in 1500 con indosso una maschera bianca, per simboleggiare l’enormità e la gravità dell’accaduto.

Per farlo abbiamo bisogno di 1500 persone che vogliano esprimere insieme a noi la loro indignazione, e chiedere all’Europa di garantire un accesso sicuro per le persone in fuga.

Per aderire scrivi subito ad [email protected]

Ci vediamo a Perugia.

Fabio Ciconte

Direttore Ufficio Attivismo

Amnesty International - Sezione Italiana