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Ultima modifica il 29 settembre 2016 alle 13:40

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IMG_1397 (Photo credit: doubleedgedpen)

Abbiamo solo fatto il nostro dovere, ciò che ci spettava. Nulla di più e nulla di meno. Si potrebbe forse tradurre così quel passaggio del Vangelo di Luca (17, 7-10) "Siamo semplicemente servi, abbiamo fatto quanto dovevamo fare" che oggi riecheggia a seguito del rito della Lavanda dei Piedi di cui si narra nel Vangelo di Giovanni (13, 1-17). Il Maestro dà, infatti, il buon esempio ai discepoli facendo loro capire la novità della buona novella ai tempi della dominazione romana della Palestina: la gerarchia tra servo e padrone è abolita. Scrive infatti Giovanni: "un servo non è più grande del suo padrone, né un apostolo è più grande di chi lo ha mandato". Tutti e due sono uguali e quindi condividono un destino di povertà, non tanto materiale, ma piuttosto di servizio reciproco. Che non vuol dire abbandonarsi alla logica del do ut des, del donare aspettandosi ricompense. Vuol dire invece che chi serve compie il suo dovere. Non può fare altrimenti. Risponde a quella domanda di servizio inutile su cui Don Tonino Bello ci ha lasciato una splendida testimonianza. In questo spirito, devo dire, ho visto oggi papa Francesco celebrare la Messa cosiddetta In Coena Domini presso la fondazione Don Gnocchi. Ha rinunciato all'omelia se non per introdurre il gesto che stava facendo e si è messo a lavare i piedi di dodici disabili, in una funzione molto sobria e breve. Credo che anche il Maestro non la portasse tanto per le lunghe e che fosse essenziale e lapidario quando occorreva. Spero che nello stesso siano addobbati gli altari che tra poco andremo a visitare nelle chiese che, è sempre bene ricordarlo, non sono sepolcri ma tabernacoli che custodiscono il mistero del pane-corpo.

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Aggiornamento del 19 Aprile 2104: tutti i dettagli della cerimonia sono presenti in un articolo di Vatican Insider.

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Bergoglio e Ratzinger - Titanic
Papa Bergoglio e Papa Ratzinger in crociera.

Gli ha detto sì 'na ser 'e magg. Ratzinger è venuto in elicottero mentre Bergoglio lo aspettava. I due si amano da tempo e hanno ora coronato il loro sogno d'amor. Due cuori e una capanna, in Vaticano. Papa Francesco per restare più vicino a Papa Benedetto ha rinunciato ad abitare nell'appartamento apostolico. I due, infatti, ora vivono uno a pochi metri dall'altro. La speranza è che questa love story continui, che non finisca come nella celebre canzone napoletana 'Na ser 'e magg in cui ad un certo punto la coppia si divide, lasciando nello sconforto uno dei due partner. Anche perché fonti vaticane riferiscono che i due sono raggianti, felici proprio. Soprattutto il papa tedesco che appare in buona forma, riposato, pronto per la convivenza. Riescono così a coronare un disegno preparato da tempo. Si scopre solo oggi, infatti, che la rinuncia al soglio pontificio di Benedetto XVI è stata portata avanti per consentire a Bergoglio di diventare papa ed abitare nelle mura vaticane. Galeotta fu una crociera tra i due. Ora, incuranti delle malelingue e dei benpensanti, non avranno remore a mostrarsi in pubblico mano nella mano com'è stato a suo tempo per Carlo e Camilla. Sono una coppia perfetta con il tedesco dominante e l'argentino più masochista. Intanto, a questo punto, presto un'altra coppia potrebbe fare outing e convivere: Giovanardi e Buttiglione.