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Ultima modifica il 22 settembre 2016 alle 13:25

mahatma
mahatma (Photo credit: frNACHIAR)

Scrutando profondamente in me stesso, mi apparve evidente la necessità di cambiamenti interiori ed esteriori. Quando apportati i mutamenti nel mio modo di spendere e di vivere, o forse ancora prima, cominciai anche a variare la mia dieta.

Sono parole che Gandhi scrisse nel suo libro La mia vita per la libertà e che oggi cito in occasione dell'odierna Giornata Internazionale della Nonviolenza che si celebra ogni 2 ottobre, anniversario della nascita del Mahatma. Esse aprono un paragrafo che parla dei primi esperimenti alimentari durante la sua vita londinese, durante i quali si avvicinò ai vegetariani d'oltremanica.  Fa cenno alle argomentazioni di questi ultimi e al fatto che esse lo convinsero. Cambia, quindi, le sue abitudini fino a quando fa una scoperta:

Smisi di mangiare i dolci e le spezie ricevuti da casa. Ora che i miei pensieri seguivano un altro corso, la mia passione per i condimenti andò svanendo, e mi piacevano gli spinaci bolliti che a Richmond mi erano sembrati insipidi perché non erano conditi. Molti esperimenti simili mi insegnarono che in realtà il gusto ha origine non nella lingua, ma nella mente.

...continua a leggere "La nonviolenza inizia da quel che mangiamo"

FLY TEST #7
FLY TEST #7 di REMY SAGLIER.

Torno a parlarvi oggi di souplesse, un magico concetto tra rigidità e flessibilità, che ho già introdotto in questo mio blog con il post dal titolo Prendi la vita con souplesse nel quale l'ho definita sia la flessibilità, l’agilità nel movimento, come avviene soprattutto nell’atletica, sia la capacità di evitare i contrasti, la capacità di adattarsi. Questa volta esamineremo due campi in cui si usa molto e cercheremo di capire come essa può giovarci.

...continua a leggere "La souplesse, il segreto per piacere"

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Ultima modifica il 14 giugno 2014 alle 15:21

fly test
Fly Test 2. Di Rémy Saglier.

La souplesse è sia flessibilità sia adattamento. Oggi cominciamo a conoscerla un po' e a capire cos'è. In seguito impareremo come e perché utilizzarla.

Iniziamo dalla rigidità di vedute, di atteggiamenti, di decisioni. Quante volte in una certa situazione o di fronte ad un problema ci siamo mostrati rigidi, inflessibili? Ci è andata bene quando lo abbiamo fatto? Abbiamo sortito gli esiti migliori? Era la cosa più giusta da fare? Ma soprattutto, siamo sicuri che in certi casi ci voglia solo rigidità? Di fronte, ad esempio, ai chili di troppo quante volte ci siamo imposti dei digiuni o delle diete drastiche che non solo falliscono ma che ci portano ad una situazione in cui finiamo con il mangiare più di prima?

Esaminiamo la posizione opposta, il contrario della rigidità la morbidezza. Immaginiamo una situazione in cui ci sia solo morbidezza, come può essere il caso della poltrona sacco di Fracchia. In questo caso è un po' come se ci mancasse la terra sotto i piedi, è come costruire un palazzo senza i pilastri. E' come contravvenire alla massima evangelica di costruire la propria casa sulla solida roccia, costruendola sulla sabbia.

Torniamo al design, a cui abbiamo accennato prima con la poltrona sacco. Prendiamo un materiale apparentemente rigido come una rete agricola, come quelle che si usano per le recinzioni nelle campagne. Modelliamola con il calore ed essa rivelerà una straordinaria malleabilità tanto che possiamo farci quel che meglio ci pare. Lo studio giapponese Nendo è riuscito così a realizzare lampade, vasi, ciotole e tavoli.

E' stata usata in questo caso la souplesse. Essa è sia la flessibilità, l'agilità nel movimento, come avviene soprattutto nell'atletica, sia la capacità di evitare i contrasti, la capacità di adattarsi. Se esaminiamo i suoi sinonimi nelle diverse lingue ci accorgeremo che ne ha di innumerevoli ed interessanti.  Quelli italiani, ad esempio, sono: agilità; elasticità; flessibilità; flessuosità; scioltezza; sveltezza. E' un termine ricco di significati e dalla grande portata perché ci offre grandi possibilità. Nel prossimo post, domani, vi parlerò di come, dove e perché usare la souplesse nelle nostre attività e nella nostra vita.

Ultimo aggiornamento: 14 giugno 2014.

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Monte Argentario - Vista Mare 2
Image via Wikipedia

Si parla tanto e spesso di trasgressione. Ma che cosa è davvero trasgressivo e che cosa non lo è?

Il mare è trasgressivo. Le acque sono trasgressive. Non quando ci sono mareggiate, alluvioni, rotture degli argini e peggio ancora gli tsunami. Sono invece trasgressive le onde del mare. Non quelle che si alzano per il mare mosso e che fanno la fortuna dei surfisti e la sfortuna di chi soffre di mal di mare. Sono trasgressive le placide onde quando il mare è calmo. E' questa la bella idea che mi ha suggerito la parola del giorno di oggi di unaparolaalgiorno.it. Leggete cosa dice la parola di oggi che è appunto "trasgressivo".

[tras-gres-sì-vo]

SIGN Che vìola una regola, specialmente sociale o morale

dal latino: [transgredi] oltrepassare, composto da [trans] oltre e [gradi] camminare.

La società è strutturata da limiti consuetudinari e formali che quasi tutti rispettano quasi del tutto per quasi tutto il tempo. Ma il trasgressivo balza al di là della frontiera - nello scandalo generale.
Diversi i valori delle diverse trasgressioni: è trasgressivo il nero che nel pieno dell'apartheid prende un autobus per bianchi, lo è Gandhi che invita alla disobbedienza civile; negli anni '60 erano trasgressivi la minigonna e il divorzio; oggi è trasgressivo tirare coca tagliata con anestetici e gesso, oppure farsi piercing tatuaggi vestirsi strani ma senza gusto. Quando va bene.
Vista l'attuale preponderanza di questi ultimi oggetti di trasgressione, non si può che prendere atto dell'immenso potere ironico della parola, riservando i suoi significati elevati a casi consoni ed eletti. Anche se, ora che ci penso, anche nelle sue forme peggiori oggi come oggi è difficile da trovare una vera intenzione trasgressiva.
Ma ci sono delle ulteriori considerazioni interessanti: in geologia la trasgressione è la lenta conquista delle terre emerse da parte del mare. Non è un momento deciso, istantaneo e graffiante come siamo abituati a connotarla - e forse questo è un suggerimento: come le onde più alte, meno alte, nascondono il lento e inesorabile innalzarsi dell'acqua, così le trasgressioni più alte, meno alte, nascondono un'elevazione irreversibile delle libertà, una vera trasgressione che supera i vincoli imposti da vecchie morali gocciolanti pregiudizi, che può portare - sempre che quelle onde non vìolino o sommergano i picchi più alti dei valori più sublimi - ad un mondo in cui ciascuno possa navigare più ampiamente nella vita secondo la propria autentica etica, timone e non catena, vela e non sperone.

E per te che cosa è trasgressivo? Fammelo sapere nei commenti.

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Ultima modifica il 8 agosto 2012 alle 17:54

Giuseppe VitaleNascerà presto una nuova figura professionale, sempre più preziosa, richiesta e pagata. Quella del grande lettore/spettatore/ascoltatore, un professionista capace di consumare quantità esorbitanti di cultura per appagare l'ego di tutti. Sarà lui l'eroe del futuro(Giacomo Papi su l'ultimo numero di D. del 25 giugno 2011).

Ecco io mi sento già quell'eroe per le quantità industriali di post, blog, messaggi di stato e twit che leggo e commento a fronte di pochissimi amici che ogni tanto per misteriose ragioni si ricordano di commentarmi, spesso senza leggermi neanche. Non me ne vogliate cari amici ma è evidente che stiamo tutti cercando la celebrità ed è pieno il mondo di chi sculetta e quindi trova qualcuno disposto a guardarlo, visto che nel frattempo siamo diventati anche voyueristi. Allora fa bene lo stesso Papi (da non confondersi con papi di chiese o di feste o con quel Papi sintesi dell'idiozia) a citare Macbeth, che ho avuto il piacere di recitare ad aprile:

 La vita non è che un'ombra che cammina; un povero attore che si pavoneggia e dimena per la sua ora sulla scena, di cui non si sentirà più nulla. E' una storia raccontata da un idiota, piena di strepito e furia che non significa niente.

Mai parole potevano essere più sferzanti per un attore eppure sono state scritte dal più grande drammaturgo come William Shakespeare nel 1600. Cosa scriverebbe ai nostri tempi? Ai suoi tempi il teatro era l'unica forma di divertimento. Oggi, invece, ci sono innumerevoli forme di divertimento e il teatro e persino il cinema sono quelle più in difficoltà, meno frequentate. Questo si traduce nella grande difficoltà per gli attori per ritagliarsi la loro celebrità, specie in una società come la nostra dove la profezia di Andy Warhol si sta avverando: "ognuno sarà famoso in 15 minuti".  Come trovare quel necessario spazio di notorietà per lavorare come attore laddove ogni persona del pubblico a sua volta cerca il suo legittimo pezzo di fama?

 Voi fate sogni ambiziosi, successo, fama, ma queste cose costano ed è esattamente qui che si incomincia a pagare, col sudore

si sentiva durante la sigla iniziale del noto telefilm Saranno Famosi che ha nutrito i sogni di  centinaia di migliaia, forse milioni di scalpitanti allievi attori, danzatori, cantanti nelle scuole, ne corsi, nei workshop di tutto il mondo.  Salvo poi scoraggiarsi quando i reality show hanno mostrato che quel sudore non solo non serve, ma che siamo in piena epoca del trionfo della mediocrità. Del resto è noto che chi lavora per società come la Endemol, per esempio, è pagato per non far pensare il pubblico. Ed allora the show must go on, chi fermerà mai il circo dei circhi, quel villaggio globale non solo diventato realtà per molti paesi nel mondo ma che nel frattempo si è trasformato in un set quotidiano aperto a tutti? Ne fanno parte anche i social network come Facebook dove spesso i migliori talenti sono uniformati, abbrutiti, macinati come se uno tsunami avesse travolto i cervelli di tutti.

Che cosa è più prezioso, la fama o la salute? / Che cosa è più importante, la salute o la ricchezza? / Che cosa è più dannoso, vincere o perdere?

Queste domande spesso leggo nel Tao nel disperato tentativo di sgonfiare quel pallone smisurato del mio ego. Per consolarmi di non far parte dello show business. E allora come novello Teseo eccomi addentrato nei labirinti di blog, social network, micro-blog e pagine web di ogni tipo alla ricerca del Minotauro. Ma ahimé mi ci sono perso, forse non ne uscirò mai. Ricordatemi se volete come quell'eroe del futuro curioso come sono e desideroso di comunicare che spesso viene a rompervi le scatole e importunarvi ma che per lo più rimane da solo.

Ultima modifica il 14 giugno 2018 alle 10:18

Il grande segreto dei migliori
lupo
Foto di martino.pizzol

Le zampe, il tanto cercare e camminare, non i denti danno da mangiare al lupo.

L'attesa e il rimanere nascosti, non le mascelle danno da mangiare al coccodrillo.

L'apparire innocui dà da mangiare alle piante carnivore, non il loro chiudersi all'improvviso.

È la trascuratezza del proprietario che dà da mangiare al ladro, non il suo rapido agire nella notte.

Sono gli occhi di chi guarda che fa perdere nel gioco delle tre carte, non la destrezza di chi lo conduce.

Sono dei buoni freni, non il motore veloce la parte migliore delle auto da corsa.

Ultima modifica il 28 giugno 2015 alle 16:57

Tra terra e cielo
Tra terra e cielo. Credit: mmalta94

Ultima modifica del post: 28 Giugno 2015.

È la via di mezzo che collega il cielo e la terra. Non ci giova stare sempre in contemplazione o, al contrario, sempre immersi negli affanni quotidiani. Non è restando sul monte della trasfigurazione, piantando delle tende, che collegheremo cielo e terra. È nel mondo che troveremo la via, non trascurando gli affari di ogni giorno né di meditare. Perché sia l'uno sia l'altro sono degli eccessi. Durante la giornata è bene fare un po' di vuoto in sé. Non è possibile perché si ha troppo da fare e non si ha tempo per riposare?

Anche Eutico deve cambiare "vita e piani per varcare la soglia delle Muse" secondo Fedro senza aspettare il tempo delle ferie. Che cosa può accadere a chi impiega tutto il suo tempo a far soldi? Ne sarà schiavo, se non può smettere quando vuole. Avrà senza dubbio mille comodità come il cane in un apologo di Fedro. Ma a quelle comodità il lupo preferisce la sua libertà,  come alla sudditanza dei cani i gatti preferiscono la loro indipendenza. Anche Zhuang Zhu, il massimo saggio nell'Impero di Mezzo, preferisce trascinarsi nel fango al posto di primo ministro offertogli dal re di Chu come narra un racconto taoista. I gatti e Zhuang Zhu trovano il tempo per tutto, anzi ne avanza loro.

Ma perché trovarlo tutto questo tempo? Per fare esistere Dio."Rafaniello dice che a forza di insistere Dio è costretto a esistere" scrive Erri De Luca in Montedidio. Mo' vuoi vedere che è la terra che fa il cielo? Io dico che il cielo sta nella gobba di Rafaniello che ripara le scarpe dei puverielli di Napoli. E sono sicuro che un po' lavora e un po' pensa. È un maestro zen, anche se non lo sa.

Ultima modifica il 23 marzo 2017 alle 5:55

settembre in spiaggia
Settembre in spiaggia. Credit: Signor Riccarrdo.

Ultima modifica del post: 28 giugno 2015.

Se Agosto è già capo d'inverno, come si dice a Napoli, settembre cos'è?

L'inverno è quindi iniziato, è saggio mettersi all'opera perché non ci sorprenda con bufere, gelate, nevicate. Bisogna mettere da parte la legna per il camino, fare la salsa e preparare le altre provviste. Il calendario di frate indovino è prodigo di questi consigli. I monaci dei monasteri saranno già all'opera. Magari le suore anche. Ma da mia zia Rosa, suora cuoca da una vita, no. Dice che da mangiare ora alla mensa ci pensa una  ditta e che le poche suore giovani studiano tutto il giorno e quindi non hanno tempo per la cucina e per le pulizie. Oppure devono pregare. Anche i benedettini preferivano l' "ora" al "labora" del loro motto "ora et labora". D'altronde non ci sono forse filippini o rumeni o altri stranieri pronti a far tutto? Basta pagarli poco e in nero ed ogni lavoro sarà fatto. I preparativi per l'inverno sono inutili, a questo punto. Se Rafaniello di Montedidio d'agosto cominciava a riparare le scarpe ai puverielli di Napoli, la salsa è là pronta al centro commerciale, il pellet è a buon mercato sempre al centro commerciale. Che facciamo allora? Abbiamo tanto tempo eppure non abbiamo tempo. Ma com'è?

...continua a leggere "Settembre e la produttività"

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Ultima modifica il 28 giugno 2015 alle 16:41

Ultima modifica del post: 28 Giugno 2015.

Some kid reading a book.
Some kid reading a book. Di Brendan Murphy.

La lettura di cose scritte da persone morte è una cosa morta anch'essa, è come bere la feccia della loro saggezza. Molto meglio parlare con persone sagge viventi: ci si abbevera alla fonte diretta. Meglio conversare con loro. Ma allora dobbiamo abbandonare la lettura? No se riusciamo a conversare con gli autori dei testi. Ma com'è possibile se sono morti? Ci hanno lasciato qualcosa di scritto e se facciamo loro delle domande le loro parole, comunque fissate, ci risponderanno ogni volta in maniera diversa. Le nostre domande non resteranno senza risposta. Ciascuna risposta, poi, formulerà nuove domande, così l'acqua continuerà a fluire e resterà sempre fresca.

Quel che è dunque importante, nella lettura, è fare delle domande al testo, evitare di leggere in modo passivo o perché si deve. O, meglio, fare delle domande a chi ha scritto quel testo, anche se egli non è più in vita. Perché magari l'autore ha risposto alle nostre domande, se l'è già poste anche lui. In fondo, infatti, le domande più importanti delle persone, con il passare dei secoli, non cambiano. E se l'autore non ci ha risposto in un testo cerchiamolo in altri testi della stessa mano. Se neanche essa ci risponde cerchiamo presso altre mani che hanno vergato altre pagine. Se neanche così troviamo risposte avremo comunque imparato a fare domande e cercare risposte. Magari un giorno scriveremo noi, per altri, le risposte che cercavamo.