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Ultima modifica il 15 maggio 2018 alle 18:02

The Goose That Laid the Golden Eggs, illustrat...
The Goose That Laid the Golden Eggs, illustrated by Milo Winter in a 1919 edition (Photo credit: Wikipedia)

Realizzare uno spettacolo teatrale è come portare al mercato tutto ciò che si possiede, magari la mucca di famiglia come nella storia di Jack, e ricevere in cambio una manciata di fagioli senza valore. Questo genere di attività è da sempre vista come infruttuosa, redditizia solo per pochissimi, rari e fortunati casi. Per la maggior parte delle compagnie, dei gruppi che fanno teatro per professione il fallimento è dietro l'angolo,  come nella compagnie girovaghe di un tempo spesso accompagnate dallo spettro della fame. Questa è però un'immagine romantica, un po' da cartolina, dello spettacolo. Se vi dicessi, per esempio, che nel primo semestre del 2012 il volume d'affari del teatro era in crescita insieme alla disponibilità di spesa del pubblico? E se aggiungessi che nello stesso periodo questo settore se l'è cavata meglio di quello cinematografico? Basta dare un'occhiata ai dati Siae per scrostare la patina di luoghi comune di cui il mondo dello spettacolo soffre. Non nego che il quadro generale, uno scenario di globale riduzione dei consumi,  è preoccupante ma ci sono alcuni segnali incoraggianti. Stabilito che con il teatro si può campare, anche più che bene, torniamo al nostro esordio: comunque spesso si investono tutte le risorse a disposizione con un alto grado di incertezza sull'esito finale. Nessuno può dirci se la nuova produzione piacerà e se avrà qualche replica.

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