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Ultima modifica il 12 luglio 2016 alle 14:22

Italiano: Deposizione (particolare 2) Caravagg...
Deposizione (particolare 2) Caravaggio: Vaticano, Pinacoteca Vaticana (Photo credit: Wikipedia)

In questo blog sto dedicando molta attenzione al ciclo di lezioni-spettacolo di Dario Fo e Franca Rame sulla storia dell'arte. Sono in corso più iniziative di cui potete sapere di più nel post L'arte secondo Fo, terzo Vitale. Una di queste è la sintesi della puntata per chi non ha potuto vederla o vuole rileggerne o rivederne dei passaggi. Ad esempio è disponibile quella su Picasso.

Oggi, però, visto che su Il Fatto Quotidiano è già presente un ottimo ed esaustivo riassunto vi rimando ad esso. Preferisco approfittare della vostra attenzione per parlare, invece, di uno dei temi toccati da Dario Fo, quello del realismo. Lo si ritrova durante la spiegazione della Deposizione nel sepolcro. In esso il Merisi utilizza una serie di espedienti come piani mobili, spostamenti dei punti di fuga, geometrie. Il risultato è quello di una grande umanità, di un eccezionale naturalismo, di una morbidezza e spontaneità.Tutto questo però va costruito. Vale la pena rileggere queste parole dette da Dario Fo durante lo spettacolo:

Noi pensiamo sempre al realismo come copia del naturale. Ecco l'equivoco per cui la verità è riuscire a falsificare abilmente la realtà. No: in Caravaggio l'espressione drammatica non si realizza solo interpretando il reale, ma con il supporto determinante della geometria e della dinamica.

...continua a leggere "Il naturalismo non si falsifica, si costruisce"

Ritratto di Carmelo Bene.
Carmelo Bene by Gozer-the-Gozarian.

Chi ha detto che un film vada visto? E se dicessi che un film va ascoltato? Non sto parlando di supporti audio per ipovedenti. Mi riferisco all'essenza del cinema, almeno così come lo concepiva un regista mio conterraneo: Carmelo Bene. Proseguo, oggi, il mio viaggio nel mondo della regia. Dopo aver parlato del regista sincero mentitore, del regista mago e del regista leader oggi è la volta del regista narratore per sottrazione.

Avevamo la pellicola misurata, perché s’era lì col pretesto di filmare tre cortometraggi. Si girava quindi in 16 mm, ingrandito poi miracolosamente a 35 mm. Ci si arrangiava con gli scarti di pellicola, e con gli scarti s’addizionavano immagini ammantate di nulla, in nome di quel mio metodo ormai classico (?) che aggiunge per sottrarre. Si andava per eccesso decolorando l’immagine stessa.

...continua a leggere "Carmelo Bene, il regista bricoleur"

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La regista Francesca Archibugi sul set di Lezioni di volo (Photo credit: Wikipedia)

Spesso nel cinema uno spazio, oltre che da riempire, è da reinventare. Molte volte un film è realizzato in un posto ma ambientato in un altro, per mille ragioni, non solo perché magari non possiamo più girarlo nell’antica Roma e quindi si deve allestire un set a Cinecittà, come accadeva con i peplum. Può succedere, infatti, che un comune non conceda i permessi o li dia in ritardo, come è avvenuto a Daniele Ciprì per il suo film È stato il figlio, girato a Brindisi ma ambientato a Palermo. Ho avuto la possibilità di lavorare su questo set perché Ciprì era alla ricerca di somiglianze fisiche tra siciliani e pugliesi e di assonanze foniche nei dialetti. Il regista, in questo caso, deve fondere maestranze di diversa provenienza così come attori di differente estrazione e livello. Rispetto al suo team di lavoro diventa quindi una sorta di facilitatore, per dirla con un termine caro a certi ambienti del management. Vi ho così introdotto la figura del regista leader, terza tra le cinque di cui vi sto parlando in una serie di post in questi giorni. Infatti finora abbiamo visto quella del regista sincero mentitore e quella del regista mago.

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Ultima modifica il 23 maggio 2016 alle 13:29

Film director Sergio Rubini
Film director Sergio Rubini (Photo credit: Wikipedia)

Credo profondamente che un regista sia un “sincero mentitore”. Questa definizione appartiene a Sergio Rubini, con cui ho avuto la straordinaria possibilità di lavorare nel film L’amore ritorna nell’autunno del 2003 e che ho visto all’opera in un’altra sua creatura: L’uomo nero. Inizio oggi una serie di cinque post sulla regia, come avevo anticipato: mi concentrerò su questa figura professionale in relazione agli attori e al resto del team di lavoro. Ho deciso di dedicarmi a questo argomento nel blog perché inizio a sentire un qualche richiamo che mi porta, per ora, a riflettere sui registi con cui ho lavorato o di cui ho raccolto testimonianze.

...continua a leggere "Quei sinceri mentitori di Rubini e Fellini"

Ultima modifica il 16 ottobre 2015 alle 13:58

La Grande Bellezza italiana trionfa agli Oscar...
La Grande Bellezza italiana trionfa agli Oscar 2014 (Photo credit: KoFahu meets the Mitropa)

La Grande Bellezza divide gli italiani tra chi osanna il film e chi ne condanna questo o quell'altro aspetto. L'oscar come miglior film straniero non mette tutti d'accordo.  Credo che questo sia comunque un buon risultato, finché si rimane, è chiaro, nel territorio delle discussioni rispettose dell'opera altrui, anche se aperte, franche. Non grido al capolavoro ma nemmeno alla cagata pazzesca. Non mi schiero con chi lo osanna ma nemmeno con chi lo condanna. Tuttavia penso che sia una delle migliori produzioni italiane di sempre. La Grande Bellezza è un'opera bella e coraggiosa in cui Sorrentino e i suoi collaboratori tentano di fare un grande affresco barocco. Mi è piaciuto un po' tutto: regia, scenografia, fotografia, sceneggiatura, attori. E stamattina ho voglia di provare ad entrare nella sua officina e capire come è stato realizzato questo film, il perché di tante scelte. Infatti non ho giudizi netti, sentenze, come le tante che ho letto su Twitter. Ho solo curiosità e dubbi, che spero mi aiutino ad accrescere la mia cultura cinematografica. Formulo le domande che vorrei rivolgere a Sorrentino e a tutto il suo cast tecnico e artistico. Spero di trovare risposte anche in chi è più esperto di me. Perciò vi pregherei di rispondermi nei commenti. Ve ne sarei grato.

...continua a leggere "Dieci domande sull’officina de La Grande Bellezza"