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Le Mie Parole...

Abbiamo visto nel viaggio nella scrittura che stiamo compiendo tra oriente e occidente commentando ogni giorno con un post L'arte della scrittura di Lu Ji che il primo impulso alla scrittura è dato dalla lettura dei classici e dalla natura. Abbiamo anche detto che un'atmosfera numinosa, spirituale favorisce l'inizio del processo di scrittura. Oggi vedremo qual'è il frutto di tutto ciò e lo facciamo con le parole stesse dell'autore:

Ne riportiamo parole vive,
come pesci presi all'amo
che balzano dal profondo.

Parole chiare,
come uccelli abbattuti da frecce
scoccate da nuvole di passaggio.

Parole vive e parole chiare dunque. Parole che sono come pesci e come uccelli. Parole abbondanti, una vera e propria cornucopia di parole. Parole che sono dei veri e propri esseri viventi che guizzano, si muovono, volano o nuotano, mangiano e si riproducono. Le parole non sono dunque diverse dalla molteplicità degli esseri viventi. Come tali non possono mai mancare. Siamo molto lontani dalla classica sindrome del foglio bianco o, se preferite, blocco dello scrittore. E' un blocco così serio che i retori classici, in occidente, hanno inventato i Loci Argumentorum che nel Medioevo con san Tommaso D'Aquino diventano gli 8 elementi poi ridotti alla regola delle 5 W dai giornalisti anglosassoni. In Oriente la scrittura sembra fluire, invece, da sola. Chi scrive scompare addirittura dalla scena, fa dentro di sé quel vuoto che rende utile, ad esempio, il vaso fatto di solida argilla o la ruota. Perciò le parole sono gli esseri stessi di un universo che sappiamo infinito. Le parole stesse sono infinite.

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