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giuseppe_giullareIl 18 agosto torna Mistero Salentino, il mio spettacolo di storie di santi, di matti e di gatti al Fuorirotta di Campomarino di Maruggio. Sono sempre contento ogni volta che le racconto perché sono vive, godono di una forza, queste storie, che si rinnova in ogni occasione. Questo dipende dal fatto che si tratta di cunti e culacchi appartenenti alla nostra tradizione che si sono tramandate di bocca in bocca, di orecchio in orecchio, di corpo in corpo. Alcune di esse me le raccontava mia nonna Mimina, altre come Guerin Meschino e Recchi di ciucciu le devo a degli amici che a loro volta ne sono eredi, altre ancora le ho trovate su pubblicazioni online o in libreria. Magari sono state dimenticate, magari non si conoscono più e allora grande è la mia responsabilità nel ridare loro la possibilità di far parte ancora del nostro quotidiano, in un'epoca in cui ben altri divertimenti ci intrattengono. Esse però continuano a divertirci in un modo ignoto ai più. Il segreto sta nei suoni, spesso onomatopeici, di cui sono fatte. Non appena iniziano a propagarsi sotto forma di parole appartenenti ai dialetti dell'alto salento tanta è la meraviglia di grandi e piccini che non si aspettano di essere coinvolti in un concerto vero e proprio, anche se non c'è musica. Qualcosa di analogo succedeva ai tarantati che non riuscivano ad essere curati dai musicisti, che non trovavano il ritmo. La loro cura consisteva nelle tiritere, nei culacchi e nei cunti veri e propri che facevano nella cappella di Santu Paulu a Galatina.

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Ultima modifica il 15 settembre 2016 alle 17:49

Mappa mentale post estate 2013.
Mappa mentale post estate 2013.

Com'è stata la vostra estate? Che vacanze avete avuto, se siete andati in villeggiatura? Che periodo avete vissuto?

Stamattina ho pensato di raccogliere quattro punti chiave che mi hanno riguardato nel periodo tra agosto e la prima metà di settembre. Così che posso far tesoro delle mie esperienze, condividerle e confrontarmi su di esse. Chiamo voi lettori, quindi, come testimoni in modo che possiate aiutarmi a riconoscere ciò che di significativo mi è successo e a essere sentinelle dei cambiamenti che sto mettendo in cantiere. Siete autorizzati a rimproverarmi qualora dovessi tradire ciò che mi impegno a modificare. Anzi vi chiedo di richiamarmi proprio se non rigo dritto.

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Ultima modifica il 18 dicembre 2015 alle 15:23

Summer
Summer (Photo credit: Moyan_Brenn)

Una delle cose che i lettori del mio blog più cercano è "cosa fare durante l'estate". Merito di un post in cui suggerivo dieci cose da fare durante questa stagione. In esso però mi concentravo più che altro sui miei personali interessi. Visto che mancano due settimane al suo ingresso ufficiale è tempo di iniziare a pensare a quelle attività a cui dedicarsi visto che comunque i ritmi si fanno un po' più lenti per tutti o quasi. Quindi si ha una riserva di tempo prezioso che però, ahimè, spesso non sappiamo come impiegare. E allora provo a dare dieci suggerimenti:

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Squadre improvvisazione teatrale
Uno scatto dal girone di andata del Campionato Nazionale Amatori d'improvvisazione teatrale.

L'improvvisazione teatrale è sempre più di casa in Salento dove da quattro anni a questa parte la cooperativa Improvvisart sta diventando un punto di riferimento nazionale. Per la prima volta nella sua storia una squadra di Lecce sta partecipando al Campionato Nazionale Amatori d'improvvisazione teatrale. Il campionato è alla sua quinta edizione e sabato prossimo ci sarà la sfida di ritorno del triangolare che vede coinvolte le squadre Verba Volant di Roma e Maia di Latina, oltre a Improvvisart Lecce.

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Ultima modifica il 28 novembre 2016 alle 12:28

Un momento dello spettacolo.
Un momento dello spettacolo "Cunti in tavola",

Oggi vi racconto la storia dell'impresa di un attore e di un cuoco che abitano nello stesso paese.  Il primo un giorno d'inverno ha un'idea: raccontare i cunti dei nonni in un locale. Così va dal titolare di un piccolo ristorante nel suo paese e gli racconta la sua idea: fare uno spettacolo con cunti, filastrocche, giullarate tra una portata e l'altra. L'attore si chiama Giuseppe e il cuoco, titolare del ristorante, si chiama Dino. Giuseppe si è già esibito con il suo spettacolo, da solo, in diverse piazze. Ma come reagiranno le persone che mangiano? Si lasceranno coinvolgere? Si divertiranno? E come organizzare il servizio? I dubbi e le perplessità sono tante. Giuseppe e Dino s'industriano per accogliere al meglio gli ospiti-clienti e intrattenerli tra un piatto e l'altro, tra un sapore e l'altro, tra una degustazione e l'altra. Chiamano l'evento Cunti in tavola e si mettono a fare un po' di pubblicità. La prima serata va bene. Ne fanno una seconda ed è un successo. Tanto che tutti e due vengono invitati in un altro locale, più capiente, una masseria dove durante tutto l'anno si organizzano diversi eventi. Si tratta della Masseria Triticum, a Francavilla Fontana.

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Che lettura possiamo dare del brano del Nuovo Testamento di oggi che ci parla della Pentecoste nell'angolo di terra dove vivo, e cioè il Salento? Io ci provo tornando al libro dell'Esodo.

Osserverai la festa della mietitura, delle primizie dei tuoi lavori, di ciò che semini nel campo; la festa del raccolto, al termine dell'anno, quando raccoglierai il frutto dei tuoi lavori nei campi (Esodo 23,16).

Balla di fieno
Balla di fieno da me fotografata in una campagna nei pressi di Gioia del Colle nel 2011.

E' nei campi in cui questi giorni c'è la mietitura del grano che va cercato il senso della Pentecoste, che si festeggia oggi. In origine è una festa agricola per Israele a cui dopo si aggiunge il ricordo della promulgazione della legge sul Sinai, la legge data a Mosè. E' l'offerta delle primizie a Dio il centro di questa festa per onorarlo rispetto al raccolto che ancora una volta permette di sfamarsi e quindi di continuare a vivere. Si spera che ogni anno il raccolto sia abbondante e che non lasci nessuno nell'indigenza. Si spera anche che le intemperie non rovinino il raccolto. In tutto questo si può trovare lo spirito originario della Pentecoste che poi nel tempo è diventata altro. Però invito a restare nella dimensione iniziale di questa festa invitando a guardare anche le balle cilindriche di fieno che restano nei campi dopo la mietitura industriale dei nostri giorni. Esse sono il simbolo di un'agricoltura oramai da tempo meccanizzata e nella quale le campagne sono da almeno cinquanta anni a questa parte spopolate. A guardarle quelle balle sembrano lasciate dagli alieni, "pillole dei giganti" una volta le ho sentite chiamare. Nel tempo della lentezza, quando la mietitura si faceva con la falce, credo che i campi di grano non fossero solo brevi intervalli in un paesaggio guardato dal finestrino del SUV o del Freccia Rossa. La festa del raccolto doveva essere anche la festa della fine di una fatica immane, quale doveva essere la mietitura sotto il sole, con ritmi di lavoro dall'alba all'imbrunire, come mi raccontava mia nonna. Non è un caso che tra fine maggio e giugno nelle campagne del Salento ci fossero tanti casi di "pizzicati" dal morso della Taranta. Era un modo, tra l'altro, per affrancarsi da una condizione di terribile alienazione nei campi. Infatti i tarantati tendevano a nascondersi negli altri periodi dell'anno perché sentivano su di sé l'onta di essere sfuggiti ai loro doveri, al lavoro, alla fatica.

Quel rombo di vento, allora, di cui si legge oggi negli Atti degli Apostoli (2, 1-12) che riempie la casa dove gli apostoli di trovavano preferisco percepirlo come il vento che spira in mezzo alle spighe di grano che stanno per essere piegate e mietute, l'ultimo saluto ad un campo che così rinnova il ciclo di una natura abitata dall'uomo. Le lingue di fuoco, che appaiono dopo il rombo,  preferisco immaginarle come il ritorno dei canti popolari e dei cunti, dei racconti, che un tempo si diffondevano con estrema facilità e con poche varianti in tutto il bacino del mediterraneo e nelle terre d'Europa e d'Asia. E le genti che giungono presso la casa degli apostoli come Parti, Medi, Elamìti ed altri ancora per me sono tutti i migranti che dall'Africa sbarcano presso le nostre coste e che ci presentano le loro semplici necessità, tra cui il poter scambiare qualche parola in francese, in inglese, in italiano...

Buona Pentecoste a tutti.

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