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Ultima modifica il 8 settembre 2016 alle 18:33

Shoot4Change/Lampedusa_17 febbraio 2011
Shoot4Change/Lampedusa_17 febbraio 2011 (Photo credit: Antonio Amendola Photography)

I profughi morti ieri al largo di Lampedusa potevano forse essere salvati se alcuni pescherecci che avevano avvistato l'imbarcazione l'avessero soccorsa. Perché non l'hanno fatto? Ce lo spiega il sindaco di Lampedusa: avevano paura di essere processati come è già accaduto in altri casi perché si può incorrere nel reato di favoreggiamento dell'immigrazione clandestina. Sta qui, io credo, il senso della vergogna, nella legge Bossi-Fini che a volte frena o ferma addirittura la naturale solidarietà tra le persone.

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Cimabue: Vergine in Maestà, con Bambino, quatt...
Cimabue: Vergine in Maestà, con Bambino, quattro angeli e san Francesco. Basilica inferiore di San Francesco (Assisi - Italy) (Photo credit: Wikipedia)

Si chiama Alì Dea Omoruyi «ma tutti mi chiamano Giulia». Proviene dalla Nigeria ed è responsabile, insieme al marito Rolando, dell’orto urbano del monastero dei benedettini di Assisi, ai piedi della Basilica di San Francesco che si celebra oggi 4 ottobre 2012. La sua storia mi sembra la più bella per ricordare il santo patrono d'Italia. Giulia è vincitrice del premio Oscar Green, promosso da Coldiretti e indirizzato alle innovative idee in agricoltura. Così racconta a Umbria24 la sua vita: «In Umbria mi sono spostata in tanti paesi, sempre lavorando onestamente, sempre conquistandomi la stima delle persone con cui ho lavorato. Ho coltivato a lungo il tabacco, poi ho fatto assistenza agli anziani, ho fatto la babysitter, mi sono occupata di ristorazione e tanti tanti altri lavori. Mi conoscono tutti ormai. Non ho mai preso la strada facile di fare i soldi facilmente come capita anche a tanti stranieri. Anche io se avessi voluto avrei potuto prendere altre strade invece ho sempre scelto la strada del lavoro, anche se questo ha significato tante difficoltà e anche un percorso in solitario. Ho incontrato l’uomo con cui sono stato insieme, l’unico da quando sono in Italia, che poi ho sposato. È un lavoratore ed è con lui che abbiamo fatto tanti sforzi, tanta fatica e tanti sacrifici per andare avanti. Oggi ho due figlie e una nipotina».

...continua a leggere "Francesco D’Assisi, l’orto di Giulia e i tradimenti della chiesa e dell’arte"

Ultima modifica il 2 aprile 2013 alle 16:39

Oggi abbiamo un piu' acuto bisogno dell'orientamento della luce e di quella lampada (riferimento all'olio offerto dal Molise per la lampada votiva) e della parola di Francesco a fronte dell'inaudita ipertrofia del legislativo e dell'economico che, nutrendo l'arrogante pretesa di piegare tutto alle loro leggi, proprio cosi' tradiscono la sostanziale perdita di ogni legittimità.

Cimabue: Vergine in Maestà, con Bambino, quatt...
Cimabue: Vergine in Maestà, con Bambino, quattro angeli e san Francesco. Basilica inferiore di San Francesco (Assisi - Italy) (Photo credit: Wikipedia)

Sta a vedere che se Francesco D'Assisi, che si festeggia ogni 4 ottobre, oggi fosse vivo si scaglierebbe assieme a Berlusconi contro "l'ipertrofia del legislativo" come la chiama Raffaele Fitto. Com'è bello tirare per il saio, come meglio si vuole, il santo patrono d'Italia. Francesco vicino al potere dei potenti dunque. Nulla di più falso. D'altronde non è la prima volta che si dipinge il poverello a proprio piacimento. La sua figura è stata edulcorata a partire dagli affreschi di Giotto ed oggi viene adoperata a seconda di dove tira il vento. Bastano due risposte di altrettante interviste allo storico medievista Jacques Le Goff per rendersene conto. Il primo estratto è tratto dall'intervista che gli è stata fatta da 30 giorni.

Come si pone Francesco di fronte a questi profondi cambiamenti del suo tempo?
LE GOFF: San Francesco è l’esempio sorprendente di un uomo aperto verso la nuova società, con tutti i suoi mali e le sue contraddizioni. Egli è un uomo che osserva con simpatia, con amore, senza livore gli uomini del suo tempo, pieni allo stesso tempo di peccati e di bellezza creaturale. È inevitabilmente un apostolo della nuova società. Ma, nel medesimo momento, predica pure, per dir così, la “resistenza” nei confronti di chi auspica una cattiva evoluzione delle cose, e in particolare nei riguardi di chi desidera e lavora per una vittoria del “regno del denaro”. Mi sembra che in Francesco coesistano prodigiosamente due atteggiamenti che normalmente è impossibile far convivere: l’apertura e la “resistenza”.

La seconda risposta è stata data al Corriere della sera.

Lei dipinge Francesco quasi come un rivoluzionario.
"Cosa molto piu' vicina al vero Francesco di quanto non lo sia la sua predica agli uccelli, a proposito della quale ho cercato di dimostrare che non rappresentava proprio il momento idilliaco che si dice. Nauseato dalla curia, si rivolge agli uccelli dell' apocalisse e dice loro di attaccarla con i loro becchi. Siamo molto lontani dalla visione edulcorata, presentata in particolare da Giotto che ha dipinto un Francesco pronto a soddisfare la borghesia fiorentina, quindi tutto tranne che un rivoluzionario. Ora, Francesco detesta tutti coloro che detengono il potere temporale, in particolare i prelati, tanto piu' che in praelatum c' e' il prefisso prae, "al di sopra di, davanti a", prefisso di dominio.

Se fosse vivo oggi Francesco sarebbe come Gandhi, come Marthin Luther King, come Aldo Capitini, ecc. Ma ancor di più sarebbe come quell'esseno maestro di giustizia (che taluni chiamano Gesù Cristo) la cui edulcorazione è partita addirittura all'epoca della scrittura dei Vangeli.

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