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NO WAR
NO WAR | by gaudiramone

Che cosa faresti se scoppiasse una guerra mi chiedeva alle volte mia mamma per esortarmi ad imparare la nobile arte della sobrietà, del sapersi arrangiare. Lei la guerra non l'aveva vissuta, ma il dopoguerra, che può anche essere peggio, sì. E poi aveva ben impressi nella mente i racconti dei nonni, nati al tempo della prima guerra mondiale e che in mezzo alla seconda e alle sue bombe sulle case c'erano passati. Io ho sempre guardato a questa eventualità come lontana, impossibile. A scuola ci ripetevano che ormai vivevamo in tempo di pace, che non scoppiava più un conflitto da tanto tempo, anche se da poco era finito lo scontro armato in Vietnam ma rispetto ai precedenti era ben poca cosa. Diversi anni dopo arrivò la Prima Guerra del Golfo con i tracciati della contraerea che di notte sembravano un videogioco. E in seguito la carneficina della ex Yugoslavia, con le fosse comuni, i gas mortali e le mine. Non includo in questo breve elenco le belligeranze perenni come quella tra Israele e Palestina, le ostilità dimenticate come quelle soprattutto africane e la pluridecennale guerra fredda. Tutte le guerre della mia lista rispondevano a un rituale preciso con la dichiarazione di guerra e la successiva invasione del territorio, magari preceduta da bombardamenti aerei. Robe, queste, che per lo più riguardavano i militari anche se alla fine morivano tanti civili.

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English: Street in Ceglie Messapica, view of t...
Palazzo Ducale a Ceglie Messapico (Photo credit: Wikipedia)

Le prime cose che ho saputo dell'antifascismo e della Resistenza, che si celebra oggi, me le raccontava mia nonna Mimina che, prima di sposarsi a Oria, da giovane aveva vissuto e lavorato a Ceglie Messapico, dove era nata. Qui aveva lavorato prima come bracciante e poi nella cooperativa costituita, tra gli altri, da suo fratello Minguccio. Mi parlava ogni tanto di questo suo fratello, Domenico (detto Minguccio) Della Rosa, che è tra gli antifascisti di Ceglie. Teneva la sua fotografia insieme a quelli della madre, la mia bisnonna, e di altre persone che non c'erano più. E raccontava di lui che svolgeva il lavoro di calzolaio e che era uno degli attivisti del partito comunista, clandestino durante il periodo fascista. A Ceglie, poi, le cellule comuniste erano molto combattive. Da sempre appassionato di politica zio Minguccio partecipava con vivacità alle sorti del nostro paese.  Faceva parte del direttivo del partito comunista ricostituito da Rocco Spina. Gli venne affidato il compito della diffusione del materiale di propaganda. Non era facile. I fascisti, sotto la direzione di Achille Starace, si organizzarono nella forma tipica dello squadrismo al soldo degli agrari. Proprio a Ceglie il 22 maggio del 1920 l'agrario Luigi Urgesi incontrò nella piazza principale Rocco Spina e lo bastonò davanti a tutti. Questo per dire dell'arroganza e dell'efferatezza dei fascisti al potere. Nel giugno dello stesso anno durante una manifestazione a Brindisi ci furono 3 morti tra i manifestanti socialisti per mano degli squadristi fascisti.

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