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Ultima modifica il 8 ottobre 2015 alle 15:36

Planning with a mind map
Planning with a mind map (Photo credit: giuseppevitale)

Propongo oggi due post tutti da leggere, ma soprattutto da vedere, sull'argomento mappe. I primi due sull'uso delle mappe per visualizzare la geopolitica e l'ultimo su un un corso per formatori e docenti sulle mappe mentali e sulle mappe concettuali (da non confondere le une con le altre). Quindi da una parte abbiamo quella che Lucio Caracciolo, direttore di Limes, chiama Geoarte e dall'altra due potenti strumenti di rappresentazione grafica del pensiero che sono le mappe di Tony Buzan (le mappe mentali) e le mappe di Joseph Novak (le mappe concettuali). Ma vediamo nel dettaglio i due link.

  1. Il primo è un'intervista a Laura Canali, cartografa di Limes, che sta esponendo cinque suoi lavori fino al 24 giugno al MAXXI nell’ambito del progetto Le frontiere come ferita, una riflessione sui confini geografici, culturali, etnici e mentali.
  2. Il secondo link è una segnalazione di Umberto Santucci, consulente di problem solving strategico, a proposito di una mappa interattiva della recessione in Europa. Il funzionamento della mappa viene spiegato nel post di Umberto.

E tu hai dimestichezza con le mappe geografiche? E con gli altri tipi di mappa? Le usi mai nel tuo lavoro?

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viva la poesia
Viva la poesia. Di Jorge Mejía.

Dove corre questa cerva scritta in un bosco scritto?
Ad abbeverarsi a un'acqua scritta
che riflette il suo musetto come carta carbone?
Poggiata su esili zampe prese in prestito dalla verità,
da sotto le mie dita rizza le orecchie.
Silenzio — anche questa parola fruscia sulla carta
e scosta
i rami generati dalla parola«bosco».

Sopra il foglio bianco si preparano al balzo
le lettere che possono mettersi male,
un assedio di frasi
che non lasciano scampo.

In una goccia d'inchiostro c'è una buona scorta
di cacciatori con l'occhio al mirino,
pronti a correr giù per la ripida penna,
a circondare la cerva, a puntare.

Dimenticano che la vita non è qui.
Altre leggi, nero su bianco, vigono qui.
Un batter d'occhio durerà quanto dico io,
si lascerà dividere in piccole eternità
piene di pallottole fermate in volo.
Non un cosa avverrà qui se non voglio.
Senza il mio assenso non cadrà foglia,
né si piegherà stelo sotto il punto del piccolo zoccolo.

C'è dunque un mondo
di cui reggo le sorti indipendenti?
Un tempo che lego con catene di segni?
Un esistere a mio comando incessante?

La gioia di scrivere.
Il potere di perpetuare.
La vendetta d'una mano mortale.

Wislawa Szymborska

Ho voluto trascrivere nel mio blog questa poesia nel primo volume della collana Un secolo di poesia che presenta oggi, 27 dicembre 2011, Il Corriere della Sera che sta pubblicando le grandi voci della poesia del Novecento. Mi sembra una iniziativa degna di nota, degna della vostra attenzione. Perché credo che la gioia di scrivere poesia è anche la gioia di leggerla.

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Ultima modifica il 30 agosto 2011 alle 17:45

bufala
Bufala. Foto di obbino.

La notizia del bambino scomparso tra ieri e oggi a Cisternino è una bufala. Vi dimostro perché e vi fornisco qualche consiglio per evitare il diffondersi di simili false notizie.

Non so se a Cisternino, bella cittadina in provincia di Brindisi, ci siano le bufale o meno. Credo che anche li arrivi però la mozzarella di bufala campana o giù di lì. Qualcuno però da oggi ha pensato di aggiungere una nuova bufala ambientata in questa cittadina, nota anche per la buona tavola. Circola, infatti, da ieri 24 agosto 2011 questto messaggio di stato in molti profili su Facebook:

ATTENZIONE! BAMBINO SCOMPARSO A CISTERNINO! Si chiama Fabrizio Semeraro, 8 anni, capelli biondi, occhi castani, al momento della scomparsa, avvenuta ieri sera verso le 21:30, indossava una maglietta celeste, pinocchietti neri. Se avete sue notizie informate le forze dell'ordine o telefonate ai genitori: Antonio Semeraro: 349 - 9022581 Francesca Rinaldi: 320 - 4230926 Copiate e incollate sulla vostra bacheca. Grazie

Perché dico che è una bufala? Prima di tutto invece di berla a priori anche io ho pensato di fare qualche ricerca online.  Mi sono accorto, per esempio, che nessun sito di notizie ne parla. Poi in tutti gli appelli che ho trovato non c'è nessuna foto del bambino, necessaria in questi casi. I due numeri di telefono, poi, sono entrambi inesistenti come fa notare un post di Protezione Hoax. Li ho composti anche io e confermo. Anche quella che viene considerata la fonte di questa notizia, studio aperto, si è rivelata priva in realtà di questa segnalazione. Non contento di questo sono andato sul sito web di Chi l'ha visto ma nessun bambino di Cisternino risulta tra gli scomparsi. Lo stesso dicasi per la polizia di stato.

E' una bufala, è evidente, scritta allo scopo di vedere un proprio testo circolare sulle bacheche altrui, per mitomania o chissà quale altro intento. Ma perché ambientare a Cisternino la scomparsa del bambino e non, ad esempio, a Ceglie Messapica, o a Ostuni, o a Brindisi, o a Bari o altrove? Ricordate il bambino morso da una vipera proprio a Cisternino due giorni fa? L'associazione con questo caso gioca a favore della diffusione di questa bufala.

I buontemponi autori del messaggio saranno amanti della bufala, magari volevano servirla sulle tavole dei pugliesi e non solo, rubando magari il primato alla Campania. Hanno trovato in questi compiacenti persone che su Facebook e non solo non vanno tanto per il sottile e sono facili al copia e incolla, tanto più che vengono sollecitati nel più profondo delle emozioni. Sara Scazzi domani, 26 agosto 2011, compie il triste primo anniversario della sua scomparsa in una cittadina come Avetrana non distante più di quaranta kilometri da Cisternino. Perciò questa bufala alla fine rischia di essere indigesta per il cattivissimo gusto con cui è stata confezionata.

Ma non è tutto. L'alto numero di catene di Sant'Antonio e di bufale che circolano in rete rischiano di far passare inosservati i veri appelli, quando ci sono. Perciò sveglia internauti vecchi e nuovi. Imparate a seguire i consigli antibufala di Paolo Attivissimo. Per un uso consapevole della rete.

Su questa bufala potete guardare questo breve servizio di Tele Brindisi Tv.

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Ultima modifica il 6 ottobre 2015 alle 15:35

Per il secondo anno consecutivo ho deciso di partecipare al Metodi Festival. Ci sono stato, infatti, nell'ottobre del 2010 e ci torno il prossimo ottobre. Questo festival è una rassegna internazionale sulle tecniche di recitazione che si svolge durante i primi 10 giorni di ottobre nell'Alta Maremma. E' una straordinaria occasione di formazione e di pratica: ogni mattina, infatti, si svolge il convegno sui temi della recitazione prescelti e ogni pomeriggio c'è il workshop con uno dei docenti. Questi ultimi sono di livello internazionale e provengono da un po' tutte le parti del mondo. Quest'anno sono:

  • Will Bond, attore della Siti Company di New York;
  • Karen Kolhaas, insegnante dell'Atlantic Theater di New York;
  • Sharon Carnicke, attrice e insegnante dell'Università Sud California;
  • Horacio Czertok, regista e insegnante del Teatro Nucleo di Ferrara.

...continua a leggere "Metodi Festival, perché esserci"

Headshot di Martin Gommel
Headshot di Martin Gommel

Stamattina mi sono imbattuto nella lettura di Istruzioni per non essere fanatici di Roberto Casati su Domenica, l'inserto domenicale de Il Sole 24Ore. E ho quindi subito infranto la prima regola dei fanatici: non leggere mai giornali, nel malaugurato caso di farsi influenzare da opinioni altrui, fino ad arrivare alla deprecabile abitudine di capire addirittura il pensiero degli altri. In quanto aspirante del fanatismo tu ti guarderai da tutto questo che costituisce l'anticamera del male.

Ad ogni modo, caro o cara neofita del fanatismo, voglio darti dieci regole sicure per mantenerti sulla retta via del settarismo. I primi sei punti sono suggeriti dall'articolo stesso che ho citato. Gli altri quattro sono mie aggiunte. Inutile dirti che non puoi discutere nessuno di questi punti, che dovrai impararli a memoria e considerarli dei comandamenti ai quali in nessun caso potrai venir meno. L'articolo di Roberto Casati, che dovrai guardarti bene dal leggere, parla di una fantomatica ricerca della conferma che noi tutti frequentatori dei social network cercheremmo attraverso i "sistemi di raccomandazione": quando ci viene raccomandato un libro, un amico, ecc.  E' come se tutti noi fossimo intrappolati sempre di più nelle nostre convinzioni, opinioni e visioni del mondo dai meccanismi del web che ci fanno rinchiudere sempre di più nelle nostre preferenze, nei nostri gusti, nei nostri orientamenti. Ma tu cara o caro partigiana o partigiano del pensiero unico sai bene che è questo l'unico sostegno, l'ultimo baluardo ad un mondo pieno di confusione, dove gli assoluti stanno cadendo come le statue durante le rivoluzioni. Eccoti allora un breve vademecum per rimanere saldo in quel che credi e che crederai per sempre:

  1. Tenete la porta chiusa al caso. Non fare mai click per caso, non aprire mai una email per caso, non accettare mai un'amicizia per caso. Il caso è un tarlo che ti mangerà il cervello con i dubbi e gli orizzonti che ti aprirà e che quindi potrebbe sconvolgerti. Uomo avvisato mezzo salvato.
  2. Fottetevene del perché vi raccomandano questo o quell'amico, questo o quel libro. E' follia pura il consiglio di Roberto Casati di rendere "esplicita la strategia alla base della raccomandazione". A voi la causa non interessa, accettate e basta.
  3. I nostri avversari sono brutti, sporchi e cattivi sempre e comunque, solo perché avversari, solo perché osano non essere d'accordo con noi. Chi non è con noi è contro di noi.
  4. Non siate diplomatici, prendetevi quel che volete. Il rito precederebbe il mito ci ricorda Casati. Noi sappiamo invece che se una donna ci piace, ad esempio, non ha nessun diritto di respingerci. Oltretutto le donne devono restare sottomesse agli uomini. Il corteggiamento è roba da debosciati.
  5. Non traete mai esempio dalla scienza. Il metodo scientifico e la razionalità non solo non servono ma sono addirittura pericolosi. Questo si vede dai risultati: dove ci sta portando la razionalità scientifica se non a sempre ulteriore debolezza?
  6. Evitate di esporvi ai dati e ai casi che non confermano il vostro punto di vista. Se non lo confermano a che può servirvi? Vi portano sulla cattiva strada. Il mondo andrebbe molto meglio se avesse un unico punto di vista. Non prendete esempio da quel cattivo maestro che nel film L'attimo fuggente invita gli studenti a salire sulla cattedra per "guardare le cose da angolazioni diverse".
  7. Il terzo non è mai dato. Di fronte ad un bivio esistono solo due alternative, mai una terza. Il mondo è diviso in due: alto o basso, giorno o notte, bianco o nero. Non fate l'errore di leggere il capitolo Tertium non datur di Paul Watzlawick in Di bene in peggio dove orrore degli orrori un certo Wokurka "non riuscirebbe nemmeno a fare l'aspirante suicida. Sarebbe capacissimo di trovare un tertium anche all'alternativa tra continuare a vivere e suicidarsi". Quando il mondo era diviso in due blocchi si stava molto meglio.
  8. Avete più ragione degli altri, non c'è alcun dubbio. Sappiamo benissimo cosa pensano gli altri, ancora prima che parlino. Anzi, c'è di più: noi sappiamo cose che loro che non hanno il coraggio di esprimere. Non serve discutere. La ragione di questo, è che se anche siamo tutti uguali ci sono alcuni più uguali degli altri. Animal farm docet.
  9. Usate solo il pensiero verticale. Mai, in nessun caso, dovete incuriosirvi al pensiero laterale. Non leggete il libro di Edward de Bono, Il pensiero laterale (Bur). Seguite la logica consequenziale, le deduzioni ovvie, le definizioni.
  10. Evitate come la peste le nuove idee che sono il virus che potrebbe portarci tutti alla morte, all'estinzione. Appena vedete una nuova idea non solo non dovete incuriosirvi ma dovete evitare con ogni mezzo il suo diffondersi.
A questo decalogo aggiungo una raccomandazione: perseverate e non arrendetevi mai. Nemmeno quando avrete perso tutti i vostri amici. La meta, dovreste saperlo, è il martirio. Se continuerete su questa via un giorno potrete sparare su una folla di studenti o farvi esplodere in qualche posto significativo. Ma anche se non arriverete a queste sublimi vette potrete essere ad esempio un o una docente ferma di polso, che evita ogni disordine nella sua scuola, oppure un o una dirigente che sa amministrare con inquadrando tutto e tutti e così via. Diventerete inflessibili come il procuratore ne La metamorfosi di Franz Kafka. Nessuno avrà niente da ridirvi. Come potrebbe?

Ultima modifica il 24 marzo 2016 alle 15:20

Disegno con narratore di storie

Dopodomani, giovedì 9 giugno, sarò all'Enò Wine Bar di Taranto per uno degli appuntamenti di Riconversione Culturale del comitato Taranto Lider. Mi hanno chiesto una presentazione che voglio condividere con i lettori del blog.

Mi chiamo Giuseppe Vitale, ho 37 anni e sono figlio di un ex operaio dei cantieri navali Tosi a Taranto, che qualche volta ha lavorato anche per l’Italsider, oggi Ilva. Lasciato quel mondo mio padre ha trovato la sua nuova vita nell’arte, affinando soprattutto l’arte dell’aerografo che un po’ gli ricorda la pistola a spruzzo con cui verniciava le fiancate delle navi.

Vivo in una terra  dove molti miei coetanei e persone più giovani di me lavorano all’Ilva, se non fanno i militari, visto che sono i posti di lavoro più gettonati. Io che ho fatto l’obiettore di coscienza e che non ho mai presentato domanda per lavorare nelle acciaierie ho dovuto cercare sempre difficili alternative. Una di queste, su cui ormai insisto da anni, è quella di raccogliere e raccontare le storie e le situazioni della mia terra o di altri sud del mondo. Un po’ per esorcizzare quei mostri che compaiono e minano la nostra esistenza e che possono essere “lu nanni Orcu”, piuttosto che gli usurpatori del nostro destino. Ne è nato uno spettacolo di cunti, culacchi, leggende popolari che si chiama Mistero Salentino, dove la tradizione medievale dei misteri, diventata barocca dopo la dominazione spagnola, si stempera nella risata, in una sorta di “rito alla rovescia”, figlio del mondo alla rovescia del carnevale, della satira.

Ho eretto domicilio in quella che chiamo “Tarantopoli”: una sorta di unica megalopoli tra Taranto e Napoli, i cui vicoli, le cui strade, i cui palazzi, la cui gente cerco di frequentare ogni volta che posso, per seguire un sempre più forte istinto, un richiamo della foresta: foresta perché per una intera vita precedente sono rimasto estraneo, ma le radici mi riportano alla Grande Madre, a succhiare i seni di Mar Piccolo e Mar Grande a Taranto o a lasciarmi cullare sopra Castello dell’Ovo a Napoli. E in questa “città della taranta” che scommetto di crescere perché me ne sento figlio, dove il morso che ho ricevuto non sfocia in musiche e coreografie colorate come nella “pizzica de core”, la pizzica con numerosi strumenti a corda: piuttosto appartengo al mondo della pizzica triste e muta, quella pizzica che a discapito della sua malinconia produce quell’affabulazione che conoscono bene i Griot africani un po’ narratori e un po’ sacerdoti e che mi rimette in pace con il mondo nei momenti di rabbia e frustrazione.

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Ultima modifica il 28 giugno 2015 alle 16:30

Ultima modifica del post: 28 Giugno 2015.

Locandina del film "Federico l'oritano"
Locandina del film "Federico l'oritano". A cura degli amici della lanterna di Oria.

Quest'oggi cari amici, soprattutto di Oria, sono orgoglioso di presentarvi un nuovo grande progetto che riguarda la cittadina tutta. Si tratta del kolossal Federico l'oritano in cui reciterò accanto a Russel Crowe e che ricostruirà lo stretto rapporto tra Federico II, il puer apuliae, e la nostra cittadina. Ho concesso in esclusiva agli amici della lanterna di Oria un'intervista che racconta alcuni particolari sulla sceneggiatura e sul cast. Ecco una delle domande che mi sono state rivolte.

Alcuni critici hanno attaccato il suo film definendolo un falso storico. Cos'ha da dire?

Le fonti ci hanno tramandato con certezza non solo la presenza di Federico II ad Oria ma anche una sua lunga permanenza nel borgo. Infatti fece bandire il torneamento tra i rioni della città nel 1225, anno in cui come tutti sanno sposò Iolanda di Brienne. L'imperatore stesso partecipò ai giochi non in veste di cavaliere, questo sì un falso, ma in qualità di atleta per la specialità detta "della pertica". Le cronache dell'epoca parlano di un Federico II capace di arrampicarsi con ben miglior sagacia di un felino lungo la corda alla cui sommità viene issata la bandierina. Anche negli anni successivi alla sua permanenza ci furono degli atleti molto bravi in questa specialità che erano tutti figli clandestini del sovrano. E' molto probabile che Tonino Pertica, forse il più abile atleta in questa prova fino a qualche anno fa, sia un suo discendente.

Il resto dell'intervista si può leggere nel post del blog degli amici della lanterna di Oria.