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Ultima modifica il 21 agosto 2016 alle 16:37

Al lavoro con Enzo Toma. Foto di Walter Profilo.
Al lavoro con Enzo Toma. Foto di Walter Profilo.

Quali sono le emozioni al primo casting? Che differenze ci sono nella recitazione per il cinema e la fiction? Come si diventa attori? Ci sono dei segreti nell'arte della recitazione? E quali? Come fanno gli attori a dimagrire o ad aumentare di peso? Ho avuto una splendida occasione di rispondere a queste e ad altre domande durante un'intervista con gli amici di Radio Punto Sud, Raffi Carbone e Antonio Palano. Durante questa occasione (il 5 Aprile 2016) ho potuto raccontare un po' come ho cominciato io, con Sergio Rubini nel 2003, un po' la mia storia, i problemi e le difficoltà che incontro e cosa faccio per superarle. Devo dire di essere molto soddisfatto di questa chiacchierata in cui abbiamo fatto cenno anche ad un film in cui ho lavorato e che ha iniziato il suo tour nelle sale: L'età d'oro di Emanuela Piovano, con Laura Morante, Giulio Scarpati, Gigio Alberti, Giselda Volodi e tanti altri. Ascoltatela tutta qui sotto, godetevela come ce la siamo goduta noi, spero, fatene tesoro e fatemi voi, a vostra volta, altre domande nei commenti. Il prima possibile risponderò a ciascuna di esse.

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Ultima modifica il 24 maggio 2016 alle 20:54

Immagine 197Oggi, 19 Marzo 2016, ricorre la festività di San Giuseppe, una sorta di festa nazionale un po' per la celebrità di questo santo e un po' per la grande diffusione di questo nome. Io che lo porto ne sono molto orgoglioso. Non è un caso se abbiamo un nome piuttosto che un altro. Il proprio nome contiene molto della nostra identità. Accetto per buono questo concetto che prendo a prestito da Alessandro Cheli nel suo libro Il coraggio di essere te stesso: La ricerca dell'autenticità come strada per il successo. Da questo libro ho appreso anche la presenza in ognuno di noi degli interpreti del sé:

Gli interpreti del sé rappresentano i nostri modi di agire e di porci, gli atteggiamenti che assumiamo, i ruoli nei quali tendiamo ad identificarci.

Grazie ad essi possiamo avere una conoscenza poliedrica e quindi complessa ma allo stesso tempo comprensibile di noi stessi. Quel che occorre fare è identificarli uno per uno e dar loro un nome. In questo ci aiuta l'acrostico, che Wikipedia così definisce:

componimento poetico o un'altra espressione linguistica in cui le lettere o le sillabe o le parole iniziali di ciascun verso formano un nome o una frase.

Proviamo a fare un esempio utilizzando proprio il termine sole:
Sudare
Oltremodo
Languendo
Esausti
Un altro esempio ancora con la parola Buco:
Buio
Ugello
Condotto
Oscuro
L'acrostico del nostro nome può dunque rivelare molto di noi stessi. Perciò ho sviluppato il mio sia come utile e giocoso esercizio di riflessione su me stesso sia come mia presentazione a tutti quelli che per una ragione o l'altra vogliano conoscermi un po' meglio. Ma c'è un altro motivo per cui ve lo propongo: credo che sia utile a chiunque. Perciò incoraggio tutti a trovare il proprio. Intanto ecco il mio.

...continua a leggere "L’importanza di chiamarsi Giuseppe"

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Ultima modifica il 23 maggio 2016 alle 13:29

Film director Sergio Rubini
Film director Sergio Rubini (Photo credit: Wikipedia)

Credo profondamente che un regista sia un “sincero mentitore”. Questa definizione appartiene a Sergio Rubini, con cui ho avuto la straordinaria possibilità di lavorare nel film L’amore ritorna nell’autunno del 2003 e che ho visto all’opera in un’altra sua creatura: L’uomo nero. Inizio oggi una serie di cinque post sulla regia, come avevo anticipato: mi concentrerò su questa figura professionale in relazione agli attori e al resto del team di lavoro. Ho deciso di dedicarmi a questo argomento nel blog perché inizio a sentire un qualche richiamo che mi porta, per ora, a riflettere sui registi con cui ho lavorato o di cui ho raccolto testimonianze.

...continua a leggere "Quei sinceri mentitori di Rubini e Fellini"

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Ultima modifica il 26 ottobre 2015 alle 14:36

The Calligrapher
The Calligrapher (Photo credit: hernan.seoane)

Il maestro zen Kosen doveva tracciare sulla carta le parole "Il Primo Principio" che sarebbero poi state scolpite sulla porta del tempio Obaku a Kyoto. Mentre faceva questo lavoro c'era un discepolo molto critico che ad ogni tentativo del maestro diceva che stava tracciando le lettere male, sempre peggio. Il maestro non riusciva proprio ad avere l'approvazione dell'allievo. Solo quando quest'ultimo uscì per qualche minuto Kosen poté tracciare di getto e a mente libera la scritta. Quando l'allievo tornò disse che era un capolavoro.

...continua a leggere "Il primo principio dell’artista"

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La stella cometa
La stella cometa. Paolo Del Signore.

In questo 2011 tutti noi, o quasi, avremo un natale impossibile. Chi l'avrebbe mai detto: l'impossibile, ciò che nemmeno speravamo o sognavamo sta accadendo. E la buona notizia è che ciascuno di noi può avere la sua buona fetta di impossibilità.

"Sembrava impossibile ma ce l'abbiamo fatta" recita lo spot dell'amaro Montenegro. Quante volte accade, infatti, che l'impossibile si realizza? L'altra buona notizia è che è normale che sia così, che è la nostra vocazione, perché tutti noi siamo "cercatori di impossibile" secondo una formula di cui parla Jacopo Fo in un suo recente post. In esso ci parla del fatto che la stessa vita, in fondo, è un evento che era improbabile, se non impossibile, ai suoi albori eppure eccoci qui, il pianeta è rigoglioso di vita nonostante che la stiamo mettendo a repentaglio. La storia stessa dell'evoluzione procede per balzi impossibili scrive Jacopo ed una volta esaurite tutte le possibilità a disposizione ecco che l'impossibilità sorge come l'alba a rischiarare l'orizzonte degli eventi. Perciò non ci resta che rispondere a questa grande chiamata alla nostra Mission Impossible.

I cristiani, in particolare, hanno un rapporto molto stretto, intimo, carnale con l'impossibilità dal momento che sanno che "Nulla è impossibile a Dio" come afferma Maria dopo l'annuncio di Gabriele. Il Natale è appunto ciò che nelle altre religioni viene dichiarato impossibile, come nell'Islam, o non contemplato: Dio diventa uomo, si fa carne. D'altronde la Bibbia è un costante percorso all'interno dell'impossibilità. Si pensi, ad esempio, all'esodo degli Ebrei dalla schiavitù d'Egitto e al loro peregrinare nel deserto alla ricerca della terra promessa.

Con questo mio post voglio augurare ai miei lettori, agli amici, ai fan, a chiunque capiti anche per caso qui un Natale impossibile: quel Natale che non immaginavamo di poter avere. "Un altro mondo è possibile" ci siamo sentiti dire per anni da quei movimenti della società civile che salirono alla ribalta della storia durante il G8 di Genova. Quei movimenti ci volevano dire che è impossibile andare avanti con un'idea di sviluppo basata su ingiustizia e sfruttamento. Portarono all'apice delle alternative che stanno diventando patrimonio comune come il commercio equo e solidale, il turismo responsabile, il consumo critico. E sono tornati a farsi sentire durante lo splendido momento di democrazia e cittadinanza attiva che è stato il referendum sull'acqua.

L'impossibilità che auguro attraverso un Natale impossibile è quella stessa impossibilità poi rivelatasi possibile nella storia. Pensiamo all'impossibilità di attraversare le colonne d'ercole che fa condannare Ulisse nell'Inferno di Dante poi affrontata da Colombo qualche secolo dopo. Pensiamo alla impossibilità che la terra non fosse al centro del sistema solare, idea per fortuna confutata dalla rivoluzione copernicana. Pensiamo alla impossibilità di avere democrazia nei sistemi di governo non occidentali messa in crisi dalla recentissima primavera araba. Pensiamo ad idee ritenute impossibili come quella che faceva dire nel 1895 a Lord Kelvin che era impossibile che macchine più pesanti dell'aria volassero. Oppure pensiamo alla casa discografica che nel 1962 disse ai Beatles che la loro musica non sarebbe mai piaciuta alla gente. Vi consiglio di leggerla la lista di idee ritenute impossibili.

"E' impossibile che prendano uno di due in un film con un cast stellare con Michele Placido, Sergio Rubini, Fabrizio Bentivoglio, Mariangela Melato, Giovanna Mezzogiorno" mi disse nel 2003 un amico. Uno di noi due in realtà fu preso ne L'amore ritorna e quello fui io.  Avevo imparato una lezione di dieci anni prima quando pensavo che era impossibile campare d'arte e per questo lasciai Roma e una iniziale amicizia con Ascanio Celestini che mi aveva invitato ad andare a provare alcune cose che stava iniziando a fare. "Sarà impossibile per me tornare in Italia e vivere una relazione con te" mi disse Nesrine, la mia fidanzata musulmana e algerina, spaventata dall'11 settembre 2001 e dai rigurgiti di terrorismo nel suo paese e dalle difficoltà di avere il visto. Eppure riuscimmo ad avere una relazione durata tre anni. E' impossibile che io reciti in teatro, ho pensato ad un certo punto della mia vita, eppure nel 2011 questo è diventato possibile grazie al maestro Enzo Toma. Se penso alla mia vita la vedo come una continua preparazione all'impossibile. Perché anche la tua non dovrebbe essere simile, migliore della mia?

Cari amici in questo Natale abbiamo addirittura la nostra stella dell'impossibilità. L'hanno scoperta ad agosto di quest'anno. Si chiama proprio "stella impossibile" e non è bella e impossibile, come nella canzone della Nannini, ma è bella e possibile. Eppure non dovrebbe esistere. Invece lei sfida le leggi fisiche dell'universo e si gode una longeva esistenza: ha infatti qualcosa come 13 miliardi di anni. E' lei che rischiara il cammino di noi, novelli pastori, magi, vagabondi, artigiani del grande presepe dell'impossibilità che è il mondo. Buon Impossibile Natale.

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Ultima modifica il 14 maggio 2018 alle 17:09

Sergio Rubini e Guido Giaquinto.
Sergio Rubini e Guido Giaquinto.
I frequentatori più o meno fedeli del mio sito web ricorderanno che la grafica era diversa, che c'era un blog che curavo di settimana in settimana con molti post. Ora ho cambiato il sistema di pubblicazione dei contenuti (il C.M.S.) passando da dblog a wordpress. Come conseguenza quei post non ci sono più. Occasione buona per far piazza pulita di tante fesserie che ho scritto. Però di tanto in tanto ripescherò alcuni di quei vecchi post e ve li riproporrò. Uno di questi, che pubblico oggi, è la mia recensione dell'ultimo film di Sergio Rubini, che scrissi il 28 settembre del 2010.