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Ultima modifica il 24 maggio 2016 alle 20:54

Immagine 197Oggi, 19 Marzo 2016, ricorre la festività di San Giuseppe, una sorta di festa nazionale un po' per la celebrità di questo santo e un po' per la grande diffusione di questo nome. Io che lo porto ne sono molto orgoglioso. Non è un caso se abbiamo un nome piuttosto che un altro. Il proprio nome contiene molto della nostra identità. Accetto per buono questo concetto che prendo a prestito da Alessandro Cheli nel suo libro Il coraggio di essere te stesso: La ricerca dell'autenticità come strada per il successo. Da questo libro ho appreso anche la presenza in ognuno di noi degli interpreti del sé:

Gli interpreti del sé rappresentano i nostri modi di agire e di porci, gli atteggiamenti che assumiamo, i ruoli nei quali tendiamo ad identificarci.

Grazie ad essi possiamo avere una conoscenza poliedrica e quindi complessa ma allo stesso tempo comprensibile di noi stessi. Quel che occorre fare è identificarli uno per uno e dar loro un nome. In questo ci aiuta l'acrostico, che Wikipedia così definisce:

componimento poetico o un'altra espressione linguistica in cui le lettere o le sillabe o le parole iniziali di ciascun verso formano un nome o una frase.

Proviamo a fare un esempio utilizzando proprio il termine sole:
Sudare
Oltremodo
Languendo
Esausti
Un altro esempio ancora con la parola Buco:
Buio
Ugello
Condotto
Oscuro
L'acrostico del nostro nome può dunque rivelare molto di noi stessi. Perciò ho sviluppato il mio sia come utile e giocoso esercizio di riflessione su me stesso sia come mia presentazione a tutti quelli che per una ragione o l'altra vogliano conoscermi un po' meglio. Ma c'è un altro motivo per cui ve lo propongo: credo che sia utile a chiunque. Perciò incoraggio tutti a trovare il proprio. Intanto ecco il mio.

...continua a leggere "L’importanza di chiamarsi Giuseppe"

Nel cellulare della bella biondaDino Zoff nel 1982 vinse i campionati mondiali di calcio con la storica finale vinta con la Germania per 3 a 1, in Spagna. Aveva quaranta anni. Quelli che compio io oggi, 15 Febbraio 2014. E subito dopo fu testimonial di una celebre pubblicità, quella dell'olio cuore in cui saltava la staccionata. Quindi ho speranza di poter compiere qualche impresa sportiva ancora. Proverò a riprendere le mie attività fisiche saltando i muretti a secco del salento, visto che dalle mie parti le staccionate 'un ce so'.

Robbie Williams ha compiuto quaranta anni qualche giorno fa. E fa impazzire le ragazzine (e le donne più mature) dai tempi dei Take That. Allora forse posso essere ancora una rockstar pure io. Chi mi ha sentito cantare magari non è d'accordo ma prima o poi capiranno che le mie non sono stonature ma scelte di stile.

...continua a leggere "Le imprese di un quarantenne che salta i muretti a secco"

Ultima modifica il 8 ottobre 2013 alle 19:32

mini mappa intervallo juve roma
Mini mappa mentale realizzata sul mio taccuino durante l'intervallo di Juve-Roma del 29 settembre 2012.

Questa che vedete a sinistra è una mappa mentale rapida che ho realizzato sabato scorso, 29 settembre 2012, durante l'intervallo della partita Juventus-Roma, che la squadra capitolina ha perso per 4 ad 1 dopo un primo tempo disastroso in cui ha preso ben 3 gol. Ero al bar a vedere questa partita. Ho avuto la tentazione di alzarmi ed andarmene, perché c'era poco da vedere: è stata una brutta partita in cui giocava solo la squadra di Torino. Invece ho tirato fuori il mio taccuino e mi sono messo a disegnare una mappa per non lasciarmi prendere dalla delusione: sono infatti un convinto tifoso di Zeman e quindi potete capire che questo match era carico di qualche significato in più. Soffrivo e avrei voluto fare qualcosa per invertire l'incredibile situazione di subordinazione con cui i giallorossi sono entrati in campo: erano lenti e non correvano, non  mettevano in atto nulla degli schemi del boemo, subivano e basta. Così quando il primo tempo è finito mi sono chiesto: se ci fossi io in una situazione simile, se capitasse a me? Se partecipassi io ad una qualche competizione e facessi brutta figura? Perché quando giochi senza nerbo, senza forze, di brutta figura si tratta. Mi sono immaginato coach della Roma e ho tirato fuori i rami della mappa che vedete e dei quali voglio ora parlarvi.

...continua a leggere "Godersi uno splendido secondo tempo anche se stai perdendo"